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Poltergeist (2015): Questo è un annuncio di pubblica utilità

Questo è un annuncio
di pubblica utilità… Con CHITARRA!!
Conosci i tuoi
diritti! Tutti e tre…

Numero 1!

Tu hai il
diritto… Di non uccidere i Classici!
I remake,
questa pratica fin troppo diffusa nel cinema odierno privo di idee, badate bene
io non sono contro i remake ad ogni costo, almeno due dei miei film preferiti
di sempre sono dei remake (La Mosca e La Cosa… Il fatto che inizino con una
nota musicale entrambi è un caso, ma forse no…).
A mio avviso
un’opera d’arte, quindi anche un film, deve poter stare in piedi sulle sue
gambe, deve nascere dall’esigenza di raccontare una storia e, facendo questo,
raccogliere quanti più soldi possibili, inutile fare gli idealisti, i film si
fanno anche (se non soprattutto) per i soldi. A mio avviso un remake è un film
doppiamente difficile da fare, perché bello o brutto che sia il film originale,
come filmaker sei comunque esposto ai paragoni.



“Pronto? Vorrei denunciare una grave violazione dei diritti dello spettatore”.
Quindi bisogna
che siano chiari gli intenti, si fa il remake di un film soltanto perché la
pellicola originale è “troppo vecchia” per il pubblico, o perché ha davvero
bisogno di una mano di vernice e di un paio di maniglie nuove? Considerando che
in meno di 15 anni abbiamo avuto tre reboot per l’Uomo Ragno (sto già contando
il prossimo, quello che avrà Spider-orecchie come protagonista…) forse il
pubblico è un po’ abbrutito, o solamente pigro, quindi chi finanzia
semplicemente pesca titoli grossi e famosi, per riproporli al grande pubblico…
Proprio per
questo, ho messo mano alla chitarra per avvertirvi della fregatura, capisco
perché questi remake vengano fatti: sono dei grossi calamitoni per il pubblico,
attirati magneticamente verso i titoli famosi. Ma ha senso rifare un vecchio
film famoso e bello e rifarlo male? Non sarebbe meglio rifare qualche
vecchio film meno famoso, con buone idee, ma già bruttino ai tempi, con lo scopo
magari di migliorarlo? Ma va, troppa fatica, meglio fare un remake a tirar via,
tanto comunque fai cassa facile lo stesso…
Ma io credo
che il pubblico non sia completamente stupido e capisca quando si trova di
fronte a qualcosa che sta cercando di aggiustare qualcosa che NON era rotto…



Lo dico sempre che il bricolage dovrebbe essere considerato sport estremo.
Numero 2!
Tu hai il
diritto…. Di non vedere film fatti con il culo!
L’originale Poltergeist
(1982) ha avuto una lavorazione molto travagliata, ma sostanzialmente è il
frutto degli elementi fantastici tipici del cinema di Steven Spielberg
(produttore e autore del soggetto) e gli elementi orrorifici di Tobe Hooper,
non voglio entrare nel dettaglio in questa sede (ci sarà tempo, modo, post e
maniera per parlarne, tranquilli…), ma questa mediazione ha creato un film
riuscitissimo in grado di essere ancora preso come esempio oggi.
L’originale Poltergeist
è un po’ lo Zio di tutti i film con famiglia in pericolo e casa infestata, di
fatto è l’antesignano dei vari Insidious giusto per fare un titolo recente…
Premetto che
cercherò di parlare il meno possibile del film originale, perché affrontando
(nel senso di farci a cazzotti) questo remake, ho cercato di non pensare al
film del 1982, ma è praticamente impossibile perché la versione 2015, cerca di
mettersi in scia sfruttando tutte le suggestioni possibili, le uniche modifiche
che vengono introdotte, sono tutte ridicole, o ancora peggio…. Inutili.



Se sei felice e tu lo sai batti le mani (clap clap)
I pixel dello
schermo tv del 1984 vengono sostituiti da quelli di un Tablet in apertura del
film, ci sono battute su “Dovremmo prenderci un cane”, il grande assente del
film (nel film originale era lui il VERO protagonista del film, ne parleremo,
restate tonnati!), si tenta di aggiornare il tema facendo mezzo riferimento
alla crisi economica che costringe la famiglia a trasferirsi, ma è un
vergognoso pretesto per far cominciare la storia, non ci sono davvero intenti
critici in questa pellicola moscissima…
Il film
introduce inutili momenti di Humor davvero fuori luogo, ma soprattutto MAI
davvero divertenti, ogni scena e ogni personaggio sono ricalcati sulla sua
controparte originale, ma la differenza sono le piccole differenze.
Nel film
troviamo due righe di dialogo dedicate alle origini dei Poltergeist, si parla
del famigerato cimitero in maniera velocissima e con trovate di sceneggiatura
tanto ridicole che meriterebbero la gogna per chi le ha scritte. Letteralmente
degli amici ad una cena dicono: “La vostra casa è costruita su un cimitero, non
ve lo ha detto l’agenzia”?
Provate a
calarvi nella mente malata dei mufloni che hanno scritto la sceneggiatura (con
gli zoccoli fanno fatica a centrare i tasti giusti della tastiera…),
un agente immobiliare dovrebbe presentarvi un immobile in questo modo: ottima zona,
vicina alle scuole e ai servizi, immersa nel verde e costruita su un adorabile
cimitero, questa casa è molto luminosa poiché è esposta a Ovest e alcuni
portali dimensionali si apriranno nel soffitto del vostro soggiorno…



“Papà dovevamo andare a vivere nel palazzo della Nakatomi, quello si che è un posto tranquillo!”.
No, ma vi
rendete conto? Ed è solo una delle infinite trovate idiote di questo script,
tipo che tutti i traumi infantili del figlio mediano, siano giustificati da
quella volta che si è perso al centro commerciale, non basta nemmeno il padre
che dice “Ma è successo quando aveva tre anni” a far capire ai mufloni che
stanno scrivendo un immane cazzata…
Ma la cosa
ridicola è che se qualcuno non avesse mai sentito parlare del “Poltergeist” di
Tobe Hooper, dalla martellante pubblicità potrebbe pensare che sia un Horror
che parla di un demoniaco pagliaccio, una specie di nuova incarnazione di IT.
Voglio sperare che chi ha curato il marketing del film, abbia cercato di tirare
dentro le suggestioni legate al pagliaccio creato da Zio Stephen King, per
accalappiare qualche altro spettatore.
Anche perché
nel film originale il famoso pupazzo del pagliaccio, si vede in due scene (non
consecutive) per un totale di, boh, quattro minuti? E per altro, una delle
quali non è nemmeno tra le migliori (o invecchiate meglio) del film di Hooper
(o Spielberg? Vabbè poi ne parliamo…). Quindi l’idea geniale è stata… Basiamo
tutta la campagna pubblicitaria del film su una delle scene meno importanti e
soprattutto meno riuscite!
Se sentite
rumore di zoccoli, non è una mandria in fuga, ma è il consiglio di amministrazione
dei Mufloni che applaude questa splendida (si fa per dire…) idea.



Come sbagliare tutta la campagna pubblicitaria (alimentando immotivatamente la Coulrofobia).
In compenso
questo film riesce a passare con lo schiacciasassi di “Chi ha incastrato Roger
Rabbit?” su tutte le idee migliori del film originale.
Gli scheletri
e la piscina fangosa? Li tagliamo, altrimenti non passiamo il visto PG-13.
Tutta
l’ambiguità sui fantasmi e sulle loro vere intenzioni? Non abbiamo tempo, sono
cattivi, avanti che dobbiamo mostrare il pagliaccio!
Ma arriviamo
al vero momento in cui questo film decide di suicidarsi da solo, il personaggio
dell’esperto esorcista chiamato a salvare la famiglia. La mitica Tangina
Barrons qui è sostituita dal personaggio di Jared Harris.
Harris
personalmente lo trovo molto bravo ed è uno che mi ispira simpatia, da “The
Ward” in poi lo abbiamo visto sempre più spesso comparire nei film Horror e mi
fa piacere vedere che anche in questi anni oscuri di reboot e remake, ci siano
ancora attori che possano diventare simboli di un genere cinematografico così
popolare. Detto questo…. Il suo personaggio fa schifo.



Jared mi dispiace, ma vai sotto con perdite contro una nana con i capelli come Moira Orfei…

Viene
presentato come un ciarlatano, uno di quei cacciatori di fantasmi televisivi
(quelli che vengono presi per il naso in “Insidious”, lasciatemi l’icona
aperta…), ma la cosa ridicola è che appena si presenta, sparando clamorose
balle sulle sue cicatrici, NESSUN componente della famiglia lo metta in
discussione, anzi, sono tutti esaltati dalla sua presenza, la peggiore di tutte
è la figlia adolescente che continua a fotografarlo con il cellulare per
condividere le foto e la frase “We have to clean this house” (Sì, sono riusciti
a prendersi gioco anche di quella…. Maledetti!!) sui social-cosi.

Se tutto
questo non bastasse, questo inutile remake pensa bene di mostrarci quello che
c’è dall’altra parte del portale, tutta la suggestione del non mostrato, tutto
quel suggerire un mondo terribile appena sotto la superfice del nostro, va a
donnine di facilissimi costumi, perché grazie ad un drone radiocomandato con
telecamera (SIGH!) ci viene mostrato il mondo dei morti…
Ma ha senso
decidere di rompere quel vero di mistero, se poi quello che fai vedere al
pubblico sono quattro mostriciattoli in pessima CG che sembrano usciti da
“Constantine” o da “Io sono leggenda”? Effetti speciali orribili che sembrano
già vecchi, che non sono già credibili ora, nel 2015, figuriamoci quando
qualcuno avrà la (s)fortuna di vedere questo film tra qualche anno…



Onda Kame-hame-ha!!
La cosa
ridicola è che un film come “Insidious” (avevo lasciato un’icona aperta…) sia
costato 1.5 Milioni di Ex presidenti passati a miglior vita stampati su carta
verde, mentre questo “Poltergeist” la bellezza di 30 Milioni… Al netto del
risultato e del fatto che non fa paura nemmeno per errore (al massimo fa
sbadigliare) non mi sembra proprio tutto questo gran investimento!
La mancanza di
personalità di questo film è evidente anche nella recitazione, Sam Rockwell è
morto dentro, recita uno che vedrà l’assegno (la sua unica motivazione) solo a
fine riprese, ma ha già i creditori che lo aspettano fuori dal set oggi…



Occhio spento viso di cemento…
Se la cavano
un po’ meglio i giovani protagonisti che almeno ci credono e si impegnano, il
migliore di tutti è Kyle Catlett, nella parte di Griffin, anche se bisogna dire
che sembra la copia carbone di mille altri bambini inquietanti visti in
altrettanti film Horror.
Quindi, a cosa è
servito questo remake? Non credo proprio che il film originale avesse bisogno
di un’iniezione di popolarità, è un film invecchiato abbastanza bene che gode
ancora della fama (meritata) di Cult, serve spendere 30 milioni di
petrol-dollari, per sfornare un prodotto che prende scoppole da qualunque altro
film paragonabile prodotto con un terzo dei soldi dalla Blumhouse?
La cosa
ridicola che anche qui, c’erano le premesse per ricreare le condizioni che
hanno generato il primo film, il produttore carismatico e con esperienza c’è
anche qui, Sam Raimi con la sua Ghost House Pictures.



“Sto cercando di pisciare su un cult del cinema Horror, se mi guardi non riesco a farla”.
Ora, io ho una
enorme stima (e affetto) per Sam Raimi, come regista e come essere umano, ma
quando veste il cappello di produttore, viene voglia di strangolarlo, perché
alcune delle più infami porcherie viste nell’Horror negli ultimi hanno,
purtroppo vedono lo zampino della Ghost House Pictures.
Solo che per
questo “Poltergeist 2015” il regista che ha raccolto il testimone di Tobe
Hooper è tale Gil Kenan che nel suo curriculum al momento può contare solo “Monster
House” ed “Ember – Il mistero della città di luce” due film che non ho visto
(malgrado in uno ci sia Bill “Incula fantasmi” Murray), ma che mi permetto di
definire delle “bambinate” visto il tema che trattano.
Almeno
Spielberg aveva dato una storia di fantasmi in mano ad un regista di film
Horror, qui di cosa stiamo parlando esattamente? Stiamo prendendo le farfalle
con il retino o cosa?
Numero 3!
Tu hai il
diritto….. Di votare!
Una delle
frasi che uso più spesso è stata partorita da Francis Ford Coppola che
sostiene che andare al cinema è come votare, se “premiate” certe tipologie di
film, allora non faranno altro che proporci altri film dello stesso tipo. Io ho
sposato questa teoria completamente e per un film come Poltergeist 2015, è
proprio il caso di applicarla.
Votare è un
diritto, questi sono i vostri diritti…. Votate bene!
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