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PPZ: Pride + Prejudice + Zombies (2016): I conti non tornano…

Non so come
sia successo, sarà stata una cosa lenta, ma inarrestabile, proprio come un’apocalisse Zombie, alla fine ci sono riusciti: i Non-Morti dominano la Terra!

Sono ovunque, nei fumetti, nella cultura popolare,
nelle serie Tv e, ovviamente, anche al cinema, io pensavo che il filone di film
[QUALUNQUE COSA] Of the dead” fosse terminato, anche perché se non anticipato
dal genitivo sassone “George A. Romero’s” solo qualche volta ha sfornato qualcosa
di buono.
Abbiamo visto Zombie Nazisti, e Bimbi Zombie, citando solo i casi in cui ci è andata tutto sommato
bene, ma purtroppo per ogni buon titolo, abbiamo assistito ad almeno sei o
sette film che hanno sfruttato malamente i nostri amati Z, vi prego non fatemi
ripensare a Wooooooooorld Woooooooooooaaaaar-Zeeeeeetaaaaaaaa o a quella ciofeca di Warm
Bodies…
Il fatto che i
non morti siano sovraesposti è chiaro a tutti e temo che la sensazione
generale presso il pubblico sia più o meno questa: i film con gli zombie hanno
bello che scassato i maroni.
Per quanto mi
riguarda non è così, lo dico non per distinguermi, ma perché sono fottutamente
innamorato dei “Mostri operari” (come li chiama Romero), mi piacciono vederli
sempre, in tutte le loro forme, ma proprio perché li amo così tanto, mi rendo
conto che troppi brutti prodotti, hanno sovraesposto il genere, gettando troppa
carne (putrefatta) sul fuoco, in giro ci sono troppi prodotti venduti come vere
storie di zombie, in cui i nostri Z sono poco più che dei complementi di
arredo. Eppure, se The Walking Dead (Aka I Camminamorti) continua a fare gli ascolti che fa, coinvolgendo una larga
porzione di pubblico che normalmente NON è interessata ai film horror, ci dev’essere qualcosa di più dietro che non riesco a capire, moda? Forse…



The Human Centipede (Corsetto Sequence).
Sono anni che
si parla di un adattamento per il cinema del romanzo del 2009 “Orgoglio e
pregiudizio e zombie, scritto da Seth Grahame-Smith”, che come potete
facilmente intuire dal titolo, prende i personaggi creati da Jane Austen nel
classico del 1813 “Orgoglio e pregiudizio” contrapponendoli ad alcuni
non-morti. Non ho mai letto il romanzo, per una semplice ragione: mi sembrava
davvero un’idea del cazzo.
Poi non so,
magari il romanzo è un capolavoro e il mio “Orgoglio e pregiudizio” mi ha tolto
la possibilità di leggere un gran libro, ma da quello che ho sentito da chi
invece l’ha letto, forse il mio “Senso di Cassidy” mi ha evitato una bella
pallottola (nel cranio).
Essendo stato
un grosso successo letterario, il film era l’inevitabile passo successivo, da
che io ricordi, sono almeno cinque anni che sento parlare di questo film.
Ricordo che si parlava di Natalie Portman come protagonista e David O. Russell
alla regia, però gli anni sono passati, Natalia Portuale ha vinto l’Oscar e non
ha più tempo da perdere con i non-morti (anche se è rimasta nell’elenco dei
produttori), e rimbalzando di mano in mano il film è finito in quelle di Burr
Steers, storico regista di capolavori immortali della cinematografia come “17
Again – Ritorno al liceo” e “Segui il tuo cuore”, che non ho visto e non ho
intenzione di vedere nemmeno sotto tortura, non è questione di orgoglio
e proprio pure e semplice pregiudizio.
Tra tutti i
film che decidono di aggiungere gli zombie come condimento, “Pride + Prejudice
+ Zombies” fin dal matematico titolo, fa capire la volontà di aggiungere gli Z
a tutti i costi, ma anche, grazie all’utilizzo di quei “+” che sanno tanto di
linguaggio da SMS, quella di raggiungere un pubblico ggGGGGgggiovane. Sarà, ma
quando si parla di “PPZ” che sia libro o film, io sento puzza, e no, non di
carne putrefatta.



“Fate una posa giovane dove si vede che vi state divertendo a fare questo film? Ok bene così”.
Elizabeth
Bennet (Lily James vista in Cenerentola), il suo amore e odio con Mr. Darcy (Sam Riley, che dopo i già pessimi “Byzantium”
e “Maleficent” manda a segno lo strike numero 3) e tutto il girotondo di
aspiranti mariti delle sorelle Bennet, si svolge in un mondo dove i non morti
hanno invaso l’Inghilterra. Che vi devo dire è un’idea del cazzo, ma hanno
voluto farci su un film a tutti i costi!
Pensare che i
titoli di testa che riassumono il disastro avvenuto nella vecchia Inghilterra
sono davvero al limite del geniale, animati come se fossero un libro
tridimensionale per bambini, ci aggiornano su quanto accaduto, su come per
sopravvivere e tenere a freno l’invasione, gli Inglesi abbiano dovuto imparare
le arti del combattimento orientale. A costo di passare per un boccalone lo
dico: quei titoli di testa sono così belli, da aver fatto credere per qualche
minuto, che da un soggetto così del cazzo, potesse venire fuori qualcosa di
davvero cinematografico. Ecco, forse se avessero fatto tutto il film con la
stessa tecnica ci sarebbe stata una speranza di cavare fuori qualcosa di buono
da questa storia… Ma l’illusione è (tristemente) terminata con i titoli di
testa del film.
L’idea delle
sorelle Bennet, più interessate a combattere con Katane e calci volanti che a
trovare marito, è qualcosa che bisognerebbe saper gestire, il problema è che
non solo Burr Steers è un imbarazzante regista di scene di combattimenti (gli
attori sono così legnosi da sembrare a loro volta degli Zombie…), ma tutto il
cast sembra più interessato a recitare facce e faccettine che a rendere
credibile il proprio personaggio.



“Al mio segnale, scateniamo la coreografia di ‘Thriller’…”.
Gli unici nomi
del cast che spiccano, sono quelli che già avevano una certa fama prima di questo
“Mi scappa la PPZ”, fondamentalmente tre, che per altro, per ragioni
differenti, godevano (e godono ancora) della mia stima, faccio il galantuomo e
inizio dalle signore: Lena Headey, Matt “Più grande attore del mondo” Smith e Jack
Huston.
Lena Headey
nei panni di Lady Catherine de Bourgh, viene introdotta come il personaggio che
dovrebbe cambiare le sorti della storia, per poi essere ridotta ad una specie
di Cersei (Trentasei) con una vistosa benda su un occhio, considerata la
“Cazzima” che la Headey tira fuori tutte le settimane in Giocotrono, o che ha
sempre sfoggiato in “The Sarah Connor chronicles”, mi sembra davvero troppo
poco.



“Ridi pure Polifema, vedi cosa ti faccio appena passi da Castel Granito”.
Jack Huston
può non essere tanto famoso, ma era quasi in rampa di lancio, spero che
“Palloso + Pretenzioso + Zombie” non dia una mazzata alla sua carriera. Per
quanto mi riguarda si è guadagnato la mia stima grazie al personaggio del
cecchino in “Boardwalk Empire” a mani basse il mio personaggio preferito di
quella gran serie. Qui interpreta Mr. Wickham, il suo personaggio sa talmente
tanto di cliché, che è sufficiente la prima inquadratura per capire tutto
l’arco narrativo (prevedibilissimo) del personaggio.



Il doppio della faccia ma il 50% in meno del carisma.
Il più
sanguinoso spreco di talento, però, è rappresentato da Matt “Più grande attore
del mondo” Smith, il celebre Doctor Who
numero 11 (per tutti e per sempre Eleven), che ha dimostrato di potersi
mangiare la scena anche con un Fetz in testa (storia vera) qui è costretto nei
panni del clerico Mr. Collins, il personaggio che ha il compito di incarnare lo
spasimante da evitare, ma più in generale pare inserito nel film per rispondere
alla richiesta: Matt faccè ridè!



Clergyman are not cool.
Smith fa un
lavorone, non posso criticare la sua prova, ma il personaggio è davvero di una
pochezza spaventosa, non era necessario scomodare un attore così talentuoso per
un ruolo del genere. Mi spiace, perché il povero Matt al cinema sta
collezionando poche gioie, prima il semi cameo in quel disastro di Terminator Genisys e poi un’ottima prova
(in un filmaccio brutto) come Lost River.
Non mollare Matt… GERONIMO!
“Pernacchia +
Petaloso + Zombie” sbaglia per prima cosa nella gestione dei generi, quello che
dovrebbe essere il film con cui gli appassionati di non-morti, possono portare
al cinema la loro dolce metà appassionata di film romantici e divertirsi
entrambi, fallisce annoiando entrambi. Le parti più classiche risultano essere
la versione “Yooung Adult” del romanzo di Jane Austen, ma più in generale
pallose da morire.


Mentre le
parti “Horror” (virgolette obbligatorie) sono vittima del maledetto PG-13 e non
solo non fanno paura nemmeno per errore, ma risultano mosce, buttate nel mucchio
solo per giustificare la parola “Zombie” nel titolo. Mi sono
annoiato moltissimo nella parti “amorose”, ma ancora di più nelle scene di
combattimento con gli zombie e questa è una cosa grave… Molto grave!



“Tirami su la gamba, che più di cosi non riesco, mica sono Van Damme!“.
Ma il
fallimento completo di “Permaloso + Paranoico + Zombie” è proprio nella
rappresentazione degli Z, davvero arida di idee, che non porta nulla di nuovo
all’iconografia degli Zombie al cinema, anzi, li mortifica (si può dire
mortificare parlando di Zombie? Vabbè…) riducendoli a contorno.
Inoltre, non
riesco a togliermi dalla testa la sensazione di un’ignoranza generale in
materia zombesca, i non-morti di questo film non solo parlano e corricchiano,
ma si organizzano in una specie di civiltà Zombie, che dovrebbe ereditare la Terra, tenendo al bada la loro fame nutrendosi di cervelli di mucca. Sì, perché gli
zombie di questo film sono ghiotti di cervelli, non si parla mai del fatto che
si nutrano di carne umana, per questo sospetto che gli autori (del libro
originale o della sceneggiatura) non conoscano molto l’argomento: cosa fa uno zombie? Bah, barcolla e mangia cervelli. Ok, allora
facciamogli mangiare i cervelli!
Il problema
vero è che la volontà di organizzare una nuova Z-Società è solo un dettaglio sullo
sfondo della storia, il film dal titolo matematico, sbaglia clamorosamente la
somma delle parti che lo compongono, film romantico + azione + orrore = una
noia mortale, proprio perché ogni parte è dosata malamente, a causa di poca
esperienza (del regista) oppure della poca familiarità con il materiale originale (Jane
Austen e l’iconografia degli Zombie).



Mamma Zombie Oggi: Consigli e curiosità del mondo delle mamme Non-morte.
“Patacca +
Pacchiano + Zombie” è pervaso da un’atmosfera da film “Young Adult”, non solo
per via del maledetto vincolo di censura PG-13 che rende ogni squartamento
quasi naif, ma proprio per il modo in cui Zombie e sorelle Bennet vengono
mostrate, se i miei amati Zombie vengono massacrati da questo film pietoso (ecco per
cosa sta una delle lettere del titolo!), le sorelle Bennet ne escono ancora
peggio. Non so voi, ma l’unica cosa che odio di più di un film con i non-morti
utilizzati male, è uno dove la protagonista dovrebbe essere percepita come
una tipa forte e indipendente, perché sa maneggiare una spada o tirare due
pugni.



Spalla, spalla, passetto, mani, piroetta, battimano e… Gira!
Che poi è
proprio la caratterizzazione delle sorelle Bennet in questo film, salvo
capitolare e avere per forza bisogno di un uomo da sposare, in una
rappresentazione del peggior Femminismo di plastica che pervade il cinema
moderno, ossessionato dal portare in scena eroine “Young-Adulte” che piacciano al
pubblico femminile.
Spreco di
attori che stimo, Zombie utilizzati male e femminismo da discount a palate, il
risultato di quest’addizione non fa che confermare il mio “Orgoglio e
pregiudizio” iniziale: mi sembrava un soggetto del cazzo, in compenso il film è
anche peggio.
C.V.D. (visto
che gli acronimi vanno di moda)
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