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Preacher: Episodi 1×02/03: It was the time of the preacher (When the story began)

La serie tv di
“Preacher” mi ha messo in una situazione difficile, da enorme appassionato del
fumetto il mio approccio a questo adattamento televisivo è simile a quello di
uno che sta attraversando un campo minato, ma allo stesso tempo, non vedo l’ora
di vedere la nuova puntata. Sono come il gatto di Schrödinger, allo
stesso tempo esaltato e diffidente. Il secondo episodio non mi salva dal mio
paradosso, però… Mi è piaciuto!
Ve lo dico,
seguono moderati SPOILER sulla puntata.

Preacher – 1×02 – See

“Datti una mossa Cass, questi commenti non si scrivono da soli…”.
Sto cercando,
con grande fatica, di guardare le puntate di questa serie senza pensare al
fumetto originale (impresa quasi impossibile…) il “Cold open”, ad esempio, mi ha
comprato subito, non solo perché introduce Ratwater e un certo personaggio molto molto molto importante per questa serie, ma
principalmente perché è un incipit Western ambientato nel 1881 davvero
riuscito!
Il secondo
episodio sembra quasi una “Coda strumentale” dell’ottimo pilot della serie,
alla regia troviamo ancora Seth Rogen e Evan Goldberg, mentre la sceneggiatura
ancora affidata a Sam Catlin, approfondisce alcuni aspetti dei personaggi.
Il tema
principale ruota intorno a Jesse Custer e al suo sforzo di essere un buon
Predicatore per gli abitanti di Anneville, malgrado il fatto che Tulip cerchi
in tutti i modi di far tornare a galla il “Bad boys” presente in Jesse, alcuni
tentativi della ragazza sono quasi dei dispetti fatti con l’obbiettivo di
mettere i bastoni tra le ruote alla routine del predicatore (la sua irruzione
al battesimo, o il furto del volante del pick-up), anche quando la ragazza
passa alle maniere forti per convincere Jesse a prendere parte al suo
misterioso colpo, lo fa con qualche trucco (la catena).



“Mi sembri un pò cresciutella per fare la prima comunione”.
Eugene, invece,
ha il compito di essere la voce della coscienza di tutti, è proprio lui che fa
il discorso motivazione a Jesse che convince il Texano ad utilizzare i suoi
poteri con Linus, l’autista del pulmino della scuola, un po’ troppo attento ai
bambini, anzi, ad una in particolare…
Per la prima
volta qualcuno nella serie fa notare che la faccia di Eugene sembra un buco di
culo, ovviamente a fare questo commento, non poteva che essere quel
gentlemen irlandese di Cassidy (eh eh), per bocca di Jesse scopriamo che Eugene
si è ridotto così per via di un colpo di fucile e un tentato suicidio
(esattamente come nel fumetto), ho trovato interessante la scena in cui alcuni
abitanti di Anneville mormorano la parola “Assassino” alle spalle del ragazzo…
Vedremo come si evolverà questo dettaglio, mi sembra interessante.
Forse l’unica
critica a questo secondo episodio, è che molti dettaglio vengono soltanto
suggeriti, o forse sarebbe meglio dire che questa serie sta scoprendo le carte
poco alla volta, non sappiamo ancora nulla del famigerato “Colpo” di Tulip e
anche i poteri di Jesse non sono ancora molto chiari. Proprio in questo
episodio il Predicatore sperimenta l’estensione delle sue nuove capacità, prima
in modo indiretto (la spassosa scena dei cani), poi in modo molto diretto, con
Linus e con la ragazza in coma, che chiude l’episodio, vista l’esperienza con “Open
your heart” dell’episodio precedente, speriamo che questo “Opern you eyes” non
sortisca gli stessi effetti collaterali Grand Guignolesce!



“Woa! Questa roba mi sballa!!”.
Tra le facce
note, impossibile non segnalare la presenza del grande Jackie Earle Haley
(scelta di casting geniale!), nei panni di un misterioso (e molto miope) capo
di azienda, impegnato a sgomberare case, il suo cognome si legge nella sigla
presente sui suoi camion per lo sgombero, ma i lettori del fumetto sanno che si
tratta di Odin Quincannon, uno dei personaggi più folli mai uscito dalla mente e dalle matite di Garth Ennis e Steve Dillon. Sono già contento che anche lui abbia fatto il suo esordio
nella trasposizione televisiva!
Le differenze
con il fumetto ci sono, ma come detto, per ora lo spirito di “Preacher” è
presente e riconoscibile, specialmente nei cambi di tono, la serie tv,
esattamente come il fumetto originale, per ora, sta dimostrando di riuscire a
passare da una scena seria, quasi drammatica, ad un’altra comica, al limite
dello slapstick grondante sangue. Non vorrei scomodare Ash vs Evil Dead, ma la
presenza (e l’utilizzo che ne fa Cassidy) della motosega nella scena della
chiesa, sempre presa di peso dalla serie tv dell’addetto al reparto ferramenta
dei Magazzini S-mart (i migliori d’America!). Per chi non l’avesse capito, la
mia scena preferita di tutta la puntata e anche un gran complimento a questa
serie… Incredibile, ma vero!



‘Groovy’ con l’accento Irlandese suona una roba tipo GrovAH!
Joseph Gilgun
nei panni di Cassidy sembra il più adatto a farsi trovare pronto seguendo i
repentini (ma credibili) cambi di tono della serie, il suo Cassidy per ora
funziona alla grande e calamita l’attenzione, sto apprezzando molto anche il
fatto che la serie tv si stia prendendo il suo tempo per costruire l’amicizia
tra Jesse e Cass. Nel fumetto, i protagonisti partivano per il loro viaggio e
l’amicizia tra quei due sbocciava in fretta, per via delle loro evidenti
affinità elettive, qui si vede che stanno imparando a conoscersi e i
dialoghi rendono giustizia a quelli originale (bellissimi!) di Garth Ennis. La
scena in chiesa è scritta molto bene, più che “Il grande Lebowski” io avrei
utilizzato un altro film (magari un Western) per sottolineare le differenze e
le affinità tra i due personaggi, ma va bene così, in questo caso, però, sto con
Jesse e non con il mio omonimo: il film dei Coen è una bomba!



“Sento che parlano male dei film dei Coen…”.
La cosa
divertente è che anche io sono un Sagittario come Cassidy… Niente, “Preacher”
è proprio la MIA storia, c’è poco da fare e, per ora, la serie tv, continua ad
esaltarmi, dita incrociate, speriamo che il giocattolino non si rompa sul più
bello. 

Preacher – 1×03 – The Possibilities
Il terzo
episodio della stagione, se possibile, rallenta ancora di più il ritmo e spero
vivamente che AMC non abbia già deciso di applicare anche a “Preacher” lo
stesso ritmo con cui stanno annoiando il mondo con i Camminamorti.
Detto questo,
i Cold open di questa serie si confermano ancora una volta molto gustosi, mi
rendo conto che tutto questo non spiegare potrebbe risultare frustrante per gli
spettatori che non hanno mai letto una singola pagina del fumetto originale di Garth Ennis e Steve Dillon. Ma vedere Tulip su una panchina a Houston, sentire
parlare di “Industrie Graal” e, soprattutto, vedere poco e di sfuggita, il tizio
pelato in completo bianco, dentro un cinema dove di sicuro non stanno
proiettando “Bambi”, farà esaltare chi, invece, il fumetto lo conosce bene. Si
spera che tutti questi ammiccamenti, diventino anche qualcosa di più concreto
nei prossimi episodi.



Un losco figuro che i lettori conoscono molto bene…
“Preacher” al
momento è una serie con molte possibilità (come il titolo di questo episodio)
che ha imboccato la strada di modificare, a volte anche parecchio, la storia
originale scritta da Garth Ennis, portando i personaggi in un’altra direzione,
magari a fine stagione scopriremo che Seth Rogen e Evan Goldberg si sono ispirati
ad un arco narrativo in particolare, per ora è impossibile non notare che il
Jesse Custer cartaceo, è sicuramente più risoluto della sua controparte televisiva,
il Jesse dei fumetti padroneggiava il Verbo nel giro di mezza storia e, in
ancora meno pagine, decideva come utilizzarlo, il personaggio interpretato da Dominic
Cooper, invece, sta ancora assimilando il colpo. I primi esperimenti con il suo
potere sono andati così così ed era facile prevedere che quel “Open you eyes”
visto alla fine dello scorso episodio, non si sarebbe risolto nel modo sperato…
Ma un netto miglioramento rispetto al finale del pilot!
Per ora il
Jesse televisivo, prende ancora le misure del suo nuovo talento, a volte in
maniera comica, utilizzando Cassidy come cavia (Justin Biber eh eh…), a volte
in modo più intenso e drammatico, nella scena migliore della puntata, torna in
campo Donny, in cerca di vendetta dopo la strigliata subita per mano del
Predicatore nel primo episodio.



“Ancora tu? Non dovevamo vederci più?”.
Oh, se va male
lo ripeto: il Jesse della serie tv potrebbe sempre arrivare primo ad una gara
di imitatori di Giacomo Bevilacqua! Sul serio, riuscirò a non pensare al
creatore di “A panda piace” vedendo Cooper con quel ciuffo prima del finale di
stagione… Forse.
Poche novità
sul fronte Tulip, ci viene confermato il fatto che la ragazza sia diventata una
bella tosta, in virtù di un passato che resta ancora misterioso e di cui qui
vediamo solo qualche piccolo flashback. Si parla di un tale Carlos su cui
vendicarsi e vediamo Jesse con il capello lungo della sua vita prima di
prendere i voti, per il resto, tocca aspettare gli altri episodi.
L’unico che
tiene alta la bandiera è il Cassidy di Gilgun, zozzo e trucido, come sempre,
ruba i vestiti destinati ai poveri e (a suo modo) smuove un po’ le acque sul
mistero dei due agenti del “Governo” che malgrado siano morti male nello scorso
episodio, sono di nuovo sulle piste di Jesse, anche qui mi rendo conto che gli
spettatori che non conoscono il fumetto, potrebbero indispettirsi davanti a
così poche rivelazioni sulla trama. Se può consolare, sappiate che anche da
lettore, ho ben poche certezze, il che non mi dispiace nemmeno. Se adattamento
deve essere, che adattamento sia!



Sono di parte, ma Cassidy è ancora il principale motivo di interesse della serie.


A parte la
soddisfazione di vedere Cassidy alle prese con una bara (!) che teorizza idee
improbabili sulle origini dei poteri di Jesse (John Travolta? Jason Bourne? Un
Cavaliere Jedi?), l’episodio si lascia guardare. Se devo dirvi che questa serie
mi piace dopo tre puntate ancora non lo so, vedo le “Possibilità” (sempre per
citare il titolo), aspetto con curiosità ogni nuovo episodio e per ora non
posso muovere grosse critiche, però mi aspetto di vedere qualcosa, di questo
passo ad arrivare all’ultimo episodio (il decimo) si fa pure in fretta. 
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