Home » Recensioni » Preacher – Episodi 1×04/05/06: Si chiama Genesis, ma non come il gruppo

Preacher – Episodi 1×04/05/06: Si chiama Genesis, ma non come il gruppo

Continua la
serie tratta dal leggendario fumetto di Garth Ennis e Steve Dillon, giunti a
metà stagione, qualcosa inizia a diventare più chiaro, anche il fatto che
questo adattamento televisivo differisce ogni episodio di più dal fumetto
originale, seguono moderati SPOILER… Consideratevi avvisati!

Preacher 1×04
Monster Swamp
Odin
Quinncannon fa il bello e il cattivo tempo nella cittadina di Anneville, i suoi
operai in libera uscita dai turni della macellazione delle mucche, sono come i
cowboy in libera uscita in città e se nella loro versione cartacea seminavano
il panico nella cittadina di Salvation, qui si raggira la censura in un modo
intelligente: gli operai inseguono le ragazze del bordello, impegnate a correre
mezze nude nel cuore della notte, per evitare di essere fucilate a colpi… Di
paintball!
Ma il giochino
degenera e una ragazza ci lascia le penne, anche se tutto viene messo presto a
tacere, citando “Chinatown” di Roman Polanski, cosa che non fa mai male. La
faccenda dei buchi nel terreno è solo una delle cose che non è ancora stata
spiegata di questa serie, ma in ogni episodio pare diventare sempre più
importante.



Una chicca direttamente dal tavolo da disegno di Steve Dillon!
Quel mattacchione
di Cassidy capisce che non potendo uccidere i suoi “emissari del governo”
(visto che tornano costantemente in vita), l’unica cosa da fare… E’ fregarli!


Con la
promessa d’incastrare Jesse, scuce ai due gonzi un po’ di ex presidenti
stampati su carta verde da utilizzare per droghucce e sollazzi vari, passatempo
che lo porta nel bordello locale dove vive anche Tulip, per via del
classico scambio di persona, la risulta ragazza fa volare Cassidy da una
finestra e una corsa in ospedale dopo, scopre il segreto dell’Irlandese, un
segreto del Vampiresco tipo.



“Zero positivo, il mio cocktail preferito…”.
Ovviamente, Joe
Gilgun si mangia tutte le scene in cui compare, ormai è davvero l’unica
costante di questa serie tv.
Nel finale, Jesse capisce che se vuole davvero cambiare qualcosa ad Anneville, deve
convincere il suo cittadino più influente e durante il sermone domenicale, usa
il suo nuovo potere su Odin Quinncannon, convincendolo a servire Dio. L’episodio
non è eccezionale, il ritmo rallenta sempre di più anche se la qualità generale
resta sempre piuttosto alta, le cose vanno un po’ meglio nella puntata
successiva…



“Questa chiesa è troppo piccola per tutti e due pellegrino”.

Preacher – 1×05 – South Will Rise Again

Il cold open
prima della sigla è nuovamente dedicato al misterioso pistolero, visto due puntate fa, immagino che per lo
spettatore che non conosce il fumetto originale, sia piuttosto frustrante
vedere questi continui flashback apparentemente slegati alla trama principale,
se non altro qui viene chiarito definitivamente il motivo del viaggio. Ora, non
mi metto a cavillare sul fatto che rispetto alle origini cartacee del personaggio, ci sono differenze piccole, ma
sostanziali, ho già deciso che questo tipo di approccio alla serie Tv voglio
gettarlo alle spalle, finchè lo spirito dei personaggi funziona, vanno bene
anche le differenze.
Jesse dopo il
successo domenicale, è una specie di celebrità ad Anneville, tutti chiedono
consiglio al predicatore che sfrutta il suo potere per sistemare tutto quello
che può, come il pregiudizio popolare su Eugene, anche se si era già capito, l’adorabile
faccino del ragazzo (si fa per dire…) è legato a filo doppio a Tracy, la
ragazza in coma vista nell’episodio numero due.



“Su quel sellino non ti fa male il cul… vabbè lascia stare”.

Sistemato Facciadicul… Ehm, scusate Eugene, questo episodio ci regala anche un
piccolo spaccato sul passato (criminale) di Jesse e Tulip, la storiella del
varano di Komodo e del traffico illegale di rettili esotici (!), mette in
chiaro che la ragazza rivuole il suo “Bad-boy” e non solo per vendicarsi del
famigerato Carlos, di cui ancora non sappiamo nulla.

Ed è proprio
qui che la serie tv di “Preacher” mena il suo colpo più duro: Tulip passa da un
ragazzaccio all’altro, il peggiore in circolazione non può essere che
Cassidy. I due sono sempre più legati, molto legati (legatissimi direi!), anche
se mi pare abbastanza chiaro sia solo un modo per far ingelosire Jesse e
convincerlo a tornare al lato oscuro. Sono sicuro che i fan del fumetto
originale, che ancora non hanno patteggiato con il concetto chiave “Based on
comic book”, su questa scena in particolare sono definitivamente morti e
defunti!
La cosa che
trovo più fastidiosa di questa serie al momento, è il modo in cui centellina le
rivelazioni, è chiaro che i due agenti governativi con Stetson in testa (“Stetsons
are cool” cit.) sono angeli del Paradiso, il loro dialogo con Jesse è
interessante, ma viene troncato sul più bello e qui mi puzza tanto di quella
che io chiamo “Sindrome di LOST”, ovvero che quando è il momento di mettere in
chiaro certi passaggi chiave, gli autori passano a parlare d’altro, spero sia
solo una cosa temporanea e non un andazzo di questa serie, non so quanti telespettatori possano sopportare a lungo questo embargo delle spiegazioni.



“Siete qui per la riunione, venite vi aspettavo armat… Ehm ansioso, volevo dire ansioso”.
Gli ultimi minuti sono tutti dedicati al Cristiano rinato Odin Quinncannon, forte della rivelazione
frutto del potere di Jesse, l’occhialuto ometto, è pronto ad abbracciare una
politica “Green” per la sua azienda. Il finale di episodio è fantastico è in
linea con la natura un po’ provocatoria di questa serie e poi se hai nel cast
uno come Jackie Earle Haley, vuoi solo vederlo fare cose come quella… Dai, ammettiamolo: quanti di noi avrebbero voluto concludere qualche inutile
riunione lavorativa allo stesso modo? Io un sacco di volte!



Preacher – 1×06 – Sundowner

Giunti alla boa del sesto appuntamento (sui dieci che compongono il mosaico della prima stagione) “Preacher” manda a segno un episodio in cui anche per lo spettatore che non conosce il fumetto di Garth Ennis e Steve Dillon, qualcosa inizia a chiarirsi.

Qui scopriamo qualcosa sui due agenti del paradiso Fiore (Tom Brooke) e DeBlanc (Anatol Yusef) in missione per recuperare Genesis, l’entità che ha posseduto Jesse Custer di cui ora conosciamo nome e origini. Curioso il fatto che Cassidy faccia (quasi) la stessa identica battuta del fumetto, sottolineando l’omonimia con il gruppo di Peter Gabriel, o Phil Collins… Peter Gabriel, meglio, perché se vi piace Filippo Collina non vi conosco e non vi voglio conoscere!

Il cold open dell’episodio è micidiale: una lunga, grottesca, buffa e grondante sangue lotta tra i due angeli, Jesse e un Serafino, un’altra categoria di angeli del paradiso piuttosto difficili da eliminare. Metà della comicità di questa scena viene dal fatto che l’attrice che interpreta il risoluto Serafino è alta circa un metro, quindi i tre omaccioni vengono messi in serissima difficoltà da una specie di Terminator bionda e nana.

“Non sono bassa sono diversamente alta!”.

L’episodio è diretto da Guillermo Navarro, lo storico direttore della fotografia di un altro Guillermo (Del Toro) alza subito il livello, forte della sua esperienza dietro alla macchina da presa di altre serie tv come Hannibal e Narcos, speriamo di veder el Senor Navarro da queste parti molto spesso.

Tulip (Ruth Negga) ed Emily (Lucy Griffiths) hanno modo di confrontarsi e il triangolo Jesse-Tulip-Cassidy diventa sempre più un fattore di questa serie, con Cassidy solo e sconsolato nello sgabuzzino con il suo cuoricino di vampiro a pezzi…

Eugene (Ian Colletti) intanto non si capacita del fatto che nessuno in città lo odi, le brevi scene a scuola che lo vedono protagonista, sono costruite in modo da farci sospettare che qualcosa di brutto stia sempre per accadere al povero “Facciadiculo”.

Ah la scuola, che bei tempi! (si fa per dire…).

Ancora non sappiamo proprio tutto del passato del personaggio, ma essendo quello per cui è più facile provare empatia, i suoi dubbi morali nel finale dell’episodio sono sensati e sottolineano come Jesse sia sempre più convinto di utilizzare Genesis per risolvere tutti i problemi della sua comunità. Forse troppo convinto visto che pare ad un passo dal delirio di onnipotenza, tanto che la cosa gli scappa di mano con quel “Eugene go to hell!” nel finale… Che viene preso fin troppo in parola!


Leggendo i 66 numeri della serie Preacher, ho assistito a parecchi utilizzi, diciamo bizzari del Verbo da parte di Jesse, ma questo mi mancava, sono proprio curioso di vedere come gestiranno questa trovata nella serie tv, che anche dopo l’episodio numero sei si conferma diversa dal fumetto, a tratti anche parecchio, eppure ogni settimana non vedo l’ora di vedere il nuovo episodio. Intanto, a quattro puntate dalla fine della stagione, Preacher avrà una stagione numero due  ed ora come ora… E’ una buona notizia!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Film del Giorno

    Scuola di polizia (1984): la rivincita degli sfigati, ma in divisa blu

    Questa Bara ha da sempre una predilezione per gli anni ’80, normale considerando la mia età anagrafica e il quantitativo di horror trattati qui sopra, molti provenienti proprio da quel [...]
    Vai al Migliore del Giorno
    Categorie
    Recensioni Film Horror I Classidy Monografie Recensioni di Serie Recensioni di Fumetti Recensioni di Libri
    Chi Scrive sulla Bara?
    @2024 La Bara Volante

    Creato con orrore 💀 da contentI Marketing