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Preacher – Episodio 1×01 – Pilot: Un altro Irlandese ubriaco al bar…

Tulip: “Ragazzacci,
abbiamo ancora un sacco di chilometri da fare, quindi è ora di scollarvi dal
bancone, vado a fare il pieno al pick-up”.
Jesse: “Vengo
con te, devo comprare le sigarette e pago tutta la roba che ci siamo bevuti”.
Cassidy: “Bene!
Io, invece, ne approfitto per fare un salto al cesso, ho la vescica più gonfia
della pancia di una gravida!”
Tulip: “Sei il
solito signore Cass, la prossima volta magari ometti qualche dettaglio”.

Una tappa in bagno e una tirata di sciacquone dopo,
Cassidy sta in piedi davanti al lurido specchio del bagno…
Oy bella
gente, ditemi pure che questa storia di Cassidy l’ho presa troppo seriamente,
ma visto che mi sono guadagnato qualche minuto senza quei due, togliamoci il
sasso dalla scarpa e parliamo di “Preacher”. Inutile che vi sita a raccontare vita,
morte, miracoli e importanza (personale e storica) del fumetto di Garth Ennis e
Steve Dillon, è una cosa che ho già fatto, poi basta guardarmi per capire quanto per me sia una faccenda seria.



Cose serie, cose molto, molto serie…
Quindi, sapere
che il mio fumetto preferito era finito nella mani di Sam Catlin già tra i
produttori di Breaking Bad… Bene! Ma soprattutto di Evan Goldberg, Seth Rogen
(gulp!) mi preoccupava non poco, avevo già espresso tutti i miei dubbi in merito, ma priva di dirvi cosa ne penso di
questa serie, un piccola parentesi…
Oh! Non rompetemi le palle! Lo sapete che ci metto sempre un sacco a dire le
cose! Come se non mi conosceste!
Che siano film
o serie tv, sono arrivato alla conclusione che un adattamento è meglio di una
proposta uguale e spiccicata, o almeno, tante volte mi diverte di più, ad
esempio se già conosco il fumetto, non so quanta voglia ho di pupparmi una
versione sbiadita con attori (ogni riferimento a cose, persone o Camminamorti, tanto per stare in casa AMC, è puramente voluta…),
quello che non può mancare, però, è il rispetto per lo spirito dei personaggi
originali, quello no. Devo dire che nel pilot di “Preacher” ho trovato tutto
questo, differenze e rispetto dello spirito originale, una valanga di
differenze, mi immagino già plotoni di Nerd nel mondo a cui verrà un prolasso
rettale per via di tutti i cambiamenti, sarà un rivoltamento di culo talmente
grosso che per ricacciargli dentro il tubo per la merda sarà necessario
ficcargli tutto il braccio dritto ne… Ok! Ok! Ha ragione Tulip, troppi dettagli…



Beh il gusto per le battutacce sul filo della blasfemia non manca nemmeno qui…
Scritto da Sam
Catlin e diretto da Seth Rogen e Evan Goldberg, la coppia responsabile di
quella bombetta di “Facciamola finita” (This Is the End), ma anche di quella
cagata di “The Interview”, questo pilot inizia con il botto… Nel vero senso
della parola, la scritta “Outer Space” e il look da vecchio film di
fantascienza anni ’50 ha subito attirato la mia attenzione, così come il primo
predicatore africano, primo candidato di una lista di possibili ospiti di
Genesis, almeno, quello che noi sappiamo chiamarsi così, ma che per ora nella
serie è solo una specie di cometa, anche se l’effetto sonoro che si sente in
lontananza quando si muove, è quello di un bambino che piange…
Dominic Cooper
entra in scena sulle note di “Time of the Preacher” di Willie Nelson, ha la
barba (ricordate il retto dei Nerd di cui sopra? Ecco, cose così…), devo dire
che mi aspettavo peggio, riesce ad essere stropicciato, spavaldo e sbronzo come
il mio amico Jesse nei suoi anni ad Anneville. Ora devo solo cercare di non pensare al fatto che somiglia un
casino a Giacomo “A panda piace” Bevilacqua con la barba e poi potrò guardare
il resto di questa serie quasi tranquillo…



A Panda piace: Preacher.
Il personaggio
che è stato modificato più di tutti pare Tulip che è un tantinello più
abbronzata di come siamo abituati, ma devo dire che la sua entrata in scena,
anche se assurda (il bazooka in stile MacGyver? Sul serio!) dimostra di aver
capito il personaggio: una leonessa pronta a riprendersi il suo Jesse… Per ora
è promossa, ma attendo Rogen e Goldberg al varco.



“Nella prossima puntata bambini, faremo il Napalm con benzina e succo d’arancia.”
Inutile
entrare nel dettaglio delle differenze, sono parecchie, ma ho apprezzato alcune
citazioni, come quella a Quincannon e la sua fabbrica della carne (si sentono
le mucche muggire in lontananza… Per un po’), ma forse la citazione più gustosa
è il whiskey bevuto da Jesse a Cass, sulla bottiglia si vede una sagoma molto
nota ai fan della serie, ma la citazione più palese è il nome del whiskey, Ratwater, come la cittadina dove il Santo ha perso per sempre la sua umanità
Ho ritrovato
anche quel gran simpaticone dello Sceriffo Hugo Root, ma soprattutto di suo
figlio, il make up non è male, ma se devo dirla tutta Facciadiculo è fin troppo
carino rispetto al fumetto, ma vabbè, me ne farò una ragione, anche sul fatto
che ascolta Hip Hop e non Grunge, ma che ci possiamo fare, non siamo più negli
anni ’90…



Metti un bel sorriso su quella facc… Ehm…
Katy, Kelly, o
come cacchio si chiama la cameriera che fa gli occhi dolci a Jesse, è un
personaggio meno urticante di quello che avrei immaginato e credo abbiate notato che il padre di Jesse fa un altro mestiere per vivere, anche se
la frase che dice al figlio, è sempre la stessa… Ci credo è fottutamente bella!
Veniamo ai
momenti belli? Che poi lo so che volete solo sentirmi parlare di questo, la
scena dell’aereo mi è piaciuta un sacco, ma specialmente quella… Dell’atterraggio
(“Dai un bacio al vecchio Cass!” e la trovata del Ketchup è geniale!), il mio
omonimo televisivo, ha già il numero sufficiente di differenze con la sua controparte
cartacea da rendermi la visione interessante e poi Joseph Gilgun è ormai lo
specialista del ribaltare le cause perse, non credevo potesse portare valore
aggiunto, invece in “Misfits” è diventato presto il mio preferito… Almeno finché
quella serie non è diventata una cagata pazzesca e allora buonanotte al
secchio!



“Ah quindi Misfits non ti piaceva eh?”.
Il finale con “the
beast in me” di Johnny Cash sfonda una porta aperta con me, vista la mia
passione per le canzoni dell’uomo in nero, ma anche il momento “Open your heart”
riassume bene la natura dei poteri del Predicatore. Per due ragioni questo
pilot si è guadagnato le mie simpatia.
La scena in
cella tra Jesse e Cass ha degli ottimi dialoghi (e Cass impreca come ci si
aspetterebbe da un tipaccio come lui), ma in una in particolare ho
intravisto i MIEI Jesse e Cassidy, quando l’irlandese scalcia una sedie,
mandando KO il “confederato” non visto da Jesse, che si volta, sguardo di
intesa tra duri… E a casa sul divano io che punto il dito gridando: “Così!
Così! Dovete fare tutta la serie così!”.



“Questo è quello che io chiamo un volo tranquillo!”.
Il top? Tom
Cruise e la chiesa di Scientology, vista la mia antipatia per Tommaso Missile,
se volevano comprarmi, beh allora si sono giocati un ottima carta… Ho riso per
tre minuti su quella scena.

Insomma, il
monologo finale è un pochino anti climatico, o forse è il manifesto
programmatico di questa serie, non so, so solo che è meglio se mi sbrigo, sennò
Jesse e Tulip penseranno che sono caduto nello scarico del cesso, ed ora
aspetto il nuovo episodio, giusto per capire se Seth Rogen e Evan Goldberg
hanno visto la luce, o se il Sole, a volte, batte anche sul culo di un cane…
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