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Progetti mai realizzati: John Carpenter da Godzilla a Fenomeni paranormali incontrollabili

La storia
del cinema è fatta anche di film mai realizzati, progetti mancati oppure
sfiorati per un soffio, Fabio mi ha affidato un gran bel compito: perché non
gettare uno sguardo su tutti i film che il Maestro John Carpenter è arrivato ad
un passo dal dirigere? In questa piccola rubrica a tema abbiamo spiazzato in
lungo e in largo, non ci restano che gli spiccioli, gli ultimi soggetti che
hanno visto un coinvolgimento di Carpenter… Andiamo per ordine di anzianità!

EPISODIO #11: John Carpenter’s Miscellanea – ultimo episodio

L’inferno di cristallo nucleare:

Prometheus Crisis / Meltdown (1977)
Recentemente
John Carpenter ha espresso parole di (meritata) stima per la miniserie
televisiva targata HBO Chernobyl, ma negli anni ’70 il Maestro era già più
avanti di tutti, visto che proprio in quel periodo venne contattato dalla Chelsea
Pictures International, una nuova società fondata dal banchiere di New York, Dan
Sobol per produrre un film tratto dal vendutissimo romanzo “The Prometheus
Crisis” (1975) di Frank M. Robinson e Thomas N. Scortia, gli stessi autori
di un altro classico come “L’inferno di cristallo” (1974), di sicuro avete
visto il celeberrimo film omonimo con
Steve
McQueen e Paul Newman.
Carpenter attorno
al 1977 era interessato al soggetto, intervistato ha dichiarato «Penso che a
tutti noi piaccia l’idea originale, che è semplicemente quella di una centrale
nucleare che collassa. Ecco cosa succede quando si verifica un disastro. Il
meltdown scioglie la terra, rilasciando gigantesche nuvole di vapore
radioattivo». Ma i piani del Maestro erano chiari, la sua intenzione non era
quella di fare un semplice film catastrofico, ma qualcosa con molta più
tensione, una corsa contro il tempo ispirata a “Intrigo internazionale” (1959)
di Alfred Hitchcock.



Una locandina promozionale d’epoca e se volete, anche la sceneggiatura di Carpenter.

Per certi
versi la fuga dalla centrale nucleare durante il meltdown (uno dei titoli
utilizzati per il film durante la pre-produzione) avrebbe anticipato molte
delle atmosfere della serie Chernobyl, purtroppo a sprofondare è stato solo
il progetto, che negli anni ha provato a tornare sotto nuove forme. Lo stesso
Carpenter ha dichiarato che da quello che aveva sentito dire in giro, attorno
al 1994 il film era stato proposto al regista John Dahl e il protagonista
avrebbe dovuto essere Dolph Lundgren, ma da allora non si è saputo più niente.

Proporrei un
minuto di silenzio per un progetto mancato, che mi ha permesso di abbinare
nello stesso contesto due dei miei preferiti, Dolph Lundgren e John Carpenter.
I motivi di tale disastro (pre-produttivo) non sono ancora chiari, a differenza
di “Philadelphia Experiment” (1984), che Carpenter ha abbandonato per dissidi
sull’andamento del terzo atto della storia, restando a bordo solo come
produttore esecutivo. Per “Prometheus Crisis” (anche noto come “Meltdown”)
semplicemente il progetto non ha mai superato la fase di pre-produzione, strano
visto che ancora oggi i film catastrofici sono molto in voga, anche quelli
girati con due spiccioli.
Mark L.
Lester is the new John Carpenter:
Fenomeni paranormali incontrollabili (1984) e Pazzi da
legare (1986)
Se vi dico:
John Carpenter dirige un comico e un film tratto da un romanzo di Stephen King
voi cosa rispondete?
Avventuredi un uomo invisibile e Christine – La macchina infernale esatto! Ma la filmografia del Maestro avrebbe potuto
essere leggermente diversa.
Si perché
nel 1981, durante le riprese di La Cosa, la Universal offrì a John Carpenter
la possibilità di dirigere “Firestarter” (da noi in uno strambo Paese a forma
di scarpa, il chilometrico “Fenomeni paranormali incontrollabili”) tratto dal
romanzo di Stephen King “L’incendiaria” (1980). Il Maestro molto interessato
affidò il compito di scrivere la sceneggiatura a Bill Lancaster and Bill
Phillips mentre per il ruolo del padre della bimba dai pirotecnici poteri,
Giovanni Carpentiere aveva le idee chiare come al solito: Richard Dreyfuss.


“Hai da fumare?”, “No, però ho da accendere”

L’attore
feticcio di Steven Spielberg sarebbe stato perfetto per il ruolo, visto che in
carriera ha dimostrato molte volte la sua capacità di interpretare l’uomo medio
americano, in situazioni il più delle volte al limite, eppure nessuno aveva mai
pensato di affidargli un personaggio di King, che ti questa tipologia di eroi
(contro voglia) ha una bibliografia piena. Se avete familiarità con la carriera
di Carpenter però, immagino avrete già immaginato la fine della storia: con il
disastro al botteghino di “La Cosa”, la Universal impaurita preferì affidare il
progetto a Mark L. Lester, che però avrebbe incrociato il cammino del nostro
John ancora in carriera.

Si perché il
flop di “La Cosa” ha etichettato Carpenter, costringendolo ad un lungo “piano
di rientro” che lo ha portato a scegliere soggetti più “morbidi” per non
rischiare di restare eternamente senza lavoro ad Hollywood, quindi sono
arrivati titoli come Starman, ma anche qualcuno dei progetti mancati che
abbiamo visto in questa rubrica.


Ora però vorrei “Commando” diretto da John Carpenter!

Uno di
questi ad esempio era “Armed and Dangerous” (da noi “Pazzi da legare” del 1986) in cui il
comico, il leggendario John Candy aveva specificatamente chiesto di volere
Carpenter alla regia, ma secondo uno degli sceneggiatori, il compianto
acchiappa fantasmi Harold Ramis, Carpenter avrebbe cambiato tono al film,
quindi il Maestro alla fine venne sostituito alla regia da… Si, proprio Mark L.
Lester!

Insomma
Lester è come l’amico che alle feste consola le ragazze con cui nessuno vuole
ballare, però trovo ironico che lui è Carpenter si siano scambiati film come
figurine Panini.
Pincushion – La regina del deserto (post-nucleare): Pincushion (1989)
Tra gli
altri progetti mai realizzati piuttosto gustosi, non posso non citare “Pincushion”
(letteralmente “puntaspilli”), la sceneggiatura scritta nel 1989 dallo
scrittore esordiente John Raffo. La trama? Reggetevi forte perché è una forza! Tra
le strade devastate di un’America post-apocalittica, una tosta autista viene
incaricata di portare un siero in grado di fermare il Covid-19 la piaga
che trasforma tutti in mostri orrendi, fino alla città di Salt Lake City nello
Utah. BOOM!
Una sorta di
Jena Plissken donna, che sarebbe stato un altro anti-eroe nella carriera di
Carpenter, un personaggio femminile tosto che avrebbe anticipato la Furiosa di Mad Max Fury Road ma anche la Rhona Mitra di “Doomsday” (2008) di
un Neil Marshall, un film fortemente ispirato ai film di Carpenter. Non so voi, ma io un
film così lo avrei visto molto volentieri!


“Pincushion” ovvero “Doomsday” prima di “Doomsday”.

Il progetto
ha rischiato di diventare una realtà grazie al nome dell’attrice scelta per il
ruolo di protagonista, ora vi sfido, provate a pensare a cento nomi di attrici
che nel 1989 avrebbero potuto ricoprire questo ruolo, non indovinerete mai, ma
proprio mai!
Ellen Barkin? No. Geena Davis? Nein. Sigourney Weaver? Naaa! Jamie Lee Curtis? Troppo facile,
no.
Ve lo dico
io: Cher.


“Chiamami Cherilyn Sarkisian LaPierre Jena Cher”

Cher, la
cantante. Cher, l’icona, Cher quella di Sonny e Cher, di “If I could turn back time”, che però è anche il motivo
per cui il film non si è mai realizzato, perché dopo l’Oscar con “Stregata
dalla luna” (1987), Cher pretendeva troppi fogli verdi con sopra facce di ex
presidenti defunti, quindi il film è semplicemente sfumato.

Peccato,
perché specialmente negli Stati Uniti, ironizzano sempre sul fatto che ad una
guerra nucleare, potrebbero sopravvivere solo gli scarafaggi e Cher (per via
dei numerosi interventi chirurgici), beh “Pincushion” diretto da Carpenter,
sarebbe stata la prova che nemmeno l’apocalisse avrebbe potuto fermare Cher!
Big in Japan: Godzilla (1998)
Avete mai
dato un’occhiata ai primissimi titoli che compaiono nella filmografia di John
Carpenter? Mi riferisco ai suoi primi lavori giovanili, cortometraggi come “Revenge
of the Colossal Beasts” (1962), “Gorgon, the Space Monster” (1969) e “Gorgo
Versus Godzilla” (1969). Lavori filmati su pellicola 8mm che arrivano
direttamente dal periodo in cui Carpenter studiava cinema alla USC (University
of Southern California) facendosi le ossa con cortometraggi come CaptainVoyeur e preparando Dark Star come tesi di laurea.
La passione
di John Carpenter per i mostri giganti nasce fin da giovanissimo, da ragazzo in
camera sua sulle mensole, teneva un piccolo Godzilla di plastica, perché tra i
classici che hanno influenzato Carpenter, metteteci anche il capolavoro di Ishirō
Honda, il Godzilla del 1954.


Il Maestro direttamente dallo speciale di Animal Planet.

Una volta
diventato un regista influente, Carpenter ha tentato ad ogni occasione
possibile di realizzare il suo film americano su ‘Zilla, purtroppo senza mai
riuscirci, perché per gli americani un film con un mostro gigante, deve per
forza costare milioni di dollari, mentre Carpenter è sempre stato il Maestro,
specialmente delle pellicole a basso budget.

Esclusa la
possibilità di uno ‘Zilla americano animato a passo uno, sappiamo com’è andata
a finire, i film del 1998 (di Roland Emmerich) e quello del 2014 (di Gareth Edwards) sono molto distanti dall’idea di Carpenter di un film su Godzilla, ma
se volete una dichiarazione d’amore da parte del nostro John al mostro più
famoso del Giappone, vi consiglio lo speciale di Animal Planet’s Animal Icons
intitolato “It Came from Japan”, dove Carpenter si lancia in sperticate lodi
d’affetto per il film del 1954. Trovate il link qui sotto.



Dico sempre
che un giorno speso a scrivere di John Carpenter è un giorno ben speso, quindi
grazie a questa rubrica ho impiegato al meglio molte giornate. Quindi ringrazio Fabio e
i lettori di Il seme della follia, se dovessi scovare qualche altro progetto
mai realizzato da Carpenter, questa rubrica potrebbe tornare, ma fino a quel
momento, capolinea gente! Spero vi siate divertiti a leggere quanto io a
scrivere.




Vi ricordo di passare a trovare Fabio sulla pagina Il Seme Della Follia – FanPage italiana dedicata a John Carpenter e sul suo blog, che ha ospitato questa rubrica.

Poi trovate sempre la pagina dedicato allo speciale sul Maestro!

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