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Progetti mai realizzati: le feste di Halloween senza John Carpenter (H4 & H20)

La storia
del cinema è fatta anche di film mai realizzati, progetti mancati oppure
sfiorati per un soffio, Fabio mi ha affidato un gran bel compito: perché non
gettare uno sguardo su tutti i film che il Maestro John Carpenter è arrivato ad
un passo dal dirigere? Continuiamo oggi questa rubrica a tema facendo finta che
oggi sia il 31 di ottobre, perché è il momento di parlare di come il Maestro
abbia quasi messo le mani anche su “Halloween 4 – Il ritorno di Michael Myers”
(1988) e “Halloween – 20 anni dopo” (1998).


Conosciamo
tutti la leggenda, un giovane John Carpenter porta i suoi baffi nell’ufficio
del produttore
Moustapha Akkad,
per descrivergli in dettaglio il suo copione intitolato “The Babysitter
Murders”, di tutta la spiegazione però, Akkad capta solo le parole di Giovanni
che gli interessano di più: «Posso girare il film in poco tempo e con un budget
bassissimo».

Ok strambo ragazzo baffuto con l’aria del 29enne più vecchio del mondo,
ma in soldoni, di che parla il tuo film? Carpenter essenziale e deciso come
sempre rispose: «Babyistter ammazzate dall’Uomo nero». Il resto è storia del
Cinema.
Nel 1978 John Carpenter non ha inventato il genere Slasher, lui stesso lo conferma ad ogni intervista, quello al massimo, lo ha creato Hitchcock nel
1960 con “Psycho”, ma di sicuro il nostro Giovanni ha definito i canoni
estetici del genere, quelli ancora in vigore oggi, oltre a mandare a segno il
più grosso successo commerciale, in una carriera piena di poche gioie al
botteghino.


“Ciao bellina, hai impegni per Halloween? Ti va di venire ad una festa con me?”

Il suo coinvolgimento per un seguito è stato inevitabile, anche se
Carpenter e la sua storica (e mai abbastanza compianta) collaboratrice Debra
Hill, non erano proprio convinti di festeggiare ancora Halloween, non come Moustapha
Akkad avrebbe voluto almeno.

Sappiamo tutti che Halloween II – Il signore della morte è
stato un compromesso tra la volontà di Giovanni Carpentiere e Debora Collina di
mantenere “figlio unico” il capostipite della serie, ma anche della possibilità
di Akkad di offire loro tanti fogli verdi con sopra stampate le facce di alcuni
ex presidenti defunti, necessari a convincerli a scrivere e produrre il film
diretto da Rick Rosenthal.
La verità è che John e Debra avrebbero voluto altro per la saga di
“Halloween”, per loro l’ideale sarebbe stato trasformare tutto in una serie
antologica, con episodi ognuno differente e scollegato dal precedente, ma
tenuti insieme dal tema comune della festa di ognissanti. Halloween III – Il signore della notte resta l’unico film della saga che si avvicina alle
intenzioni iniziali di Giovanni e Debora, infatti Carpenter è stato coinvolto
più direttamente (anche come compositore della colonna sonora), ma
il risultato ancora oggi è considerato un cult per pochissimi (tra qui il vostro
amichevole Cassidy di quartiere) e una delusione per quasi tutti gli altri,
perché ormai il pubblico, voleva solo una cosa: Michael Myers. Infatti Moustapha Akkad
era pronto ad accontentarli e giusto per chiarezza, non stiamo parlando del
comico canadese di Austin Powers.


Una vecchia gag, ma fa sempre ridere.

Malgrado il tonfo al botteghino di “Halloween III”, un tentativo di
coinvolgere nuovamente Carpenter anche per il quarto film della saga è stato
fatto, tanto che il Maestro si mise al lavoro – tra una sigaretta e l’altra,
immagino fumate nervosamente come se non ci fosse un domani -, scrivendo a
quattro mani con Dennis Etchison, autore delle “novelization”, i due romanzi
dedicati ad “Halloween II” e “Halloween III”.

“He’s back” purtroppo non si riferisce a Giovanni Carpentiere.

L’idea originale di Carpenter per “Halloween 4” (oppure “Halloween IV”?
Chi lo sa) era quella di approfondire il ruolo della città di Haddonfield nella
mitologia di Michael Myers. Come mai tutti i sanguinosi eventi accaddero
proprio in quella cittadina? Un film d’atmosfera sulle origini del male, una
cosa che sulla carta avrebbe potuto assomigliare più a The Fog che ad un
altro “Halloween”, che dire: brutto?

Carpenter aveva anche un’idea precisa su chi avrebbe potuto dirigerlo
questo film, uno dei miei preferiti di sempre: Joe Dante. Ora, vorrei prendermi
un solo momento per pensare ad un film, scritto e prodotto da Carpenter e
diretto da Dante, di fatto due pesi massimi nella definizione dei miei
(dis)gusti cinematografici, roba da pelle d’oca. Roba che però ci è stata
negata da Akkad, che ha etichettato tutta l’operazione come “troppo cervellotica”
puntando tutto sul personaggio di Myers, a partire dal titolo del film che non lascia
ombra (della strega) di dubbio: Halloween 4 – Il ritorno di Michael Myers.
Da qui in poi la saga di Halloween ha continuato lungo la sua strada, aggiungendo
ulteriori componenti alla famiglia Myers ad ogni nuovo capitolo, fino al
disgraziato, tagliuzzato e censurato Halloween 6 – La maledizione di Michael Myers. Un incidente in tangenziale talmente sanguinoso che ha richiesto
un deciso colpo di spugna, anche perché il 1998 stava per arrivare e con lui,
il ventennale del primo capitolo diretto da Carpenter, quindi perché non
provare a coinvolgere nuovamente il Maestro per una bella rimpatriata tra
amici?


H20, colpito e affondato.

Attorno al 1998 il Maestro non aveva molto da fare, nessun film in
uscita e persino i suoi Los Angeles Lakers, non gli regalavano molte gioie
cestistiche, ed è più o meno così che io – romanzando ma restando aderente ai
fatti confermati dai diretti interessati -immagino come sia andata la
telefonata tra lui e i dirigenti della Dimension Film, titolari dei diritti
sulla saga dopo averli acquistati dalla famiglia Akkad, alla morte di Moustapha.

John Carpenter: «Dirigerò il vostro film, ma voglio dieci milioni in
banconote di piccolo taglio non segnate»
Dimension: «Ahahah! Sei una sagoma quasi come Michael Myers John! Dài,
non scherzare»
JC: «Dài, non scherzare un cazzo, avete fatto i soldoni con il primo
film e mi avete pagato una vergogna, se mi volete, ora è tempo di cacciare il
grano!»
D: «Eh, ma John, dieci milioni sono tanti sold… John, non sento più
niente, sei tu che fai tu-tu-tu-tu? John? John? John?».
Vorrei rendervela più romantica di così, ma questa è la storia di come
Carpenter, non avendo ottenuto il (meritato) compenso per il lavoro svolto in
passato, ha pensato di evitare la festa tra vecchi compagni di scuola,
lasciando il film nelle mani di Steve Miner, che se non altro ha reso Halloween – 20 anni dopo uno Slasher molto divertente, anche se fin troppo simile
ai suoi vecchi film di Venerdì 13.


Jason Blum ha capito cosa Carpenter preferisce fare: stare seduto comodo in santa pace!

Eppure il nostro Carpenter è come la sua mascherata creatura, destinato
ad aleggiare e a tornare sempre ogni volta che il 31 ottobre torna a
presentarsi sul calendario. Ad esempio per l’Halloween del 2018, quello prodotto dalla Blumhouse è riuscito a farsi pagare, anche solo come compositore
della revisionata colonna sonora. Insomma, molti sostengono che Halloween sia
una festa commerciale, se vi capiterà di chiederlo a Carpenter, come minimo
riuscirà a scucirvi un paio di dollari.

Per oggi è tutto, ci rivediamo la settimana prossima con quello che
potrebbe essere l’ultimo capitolo di questa rubrica dedicata ai Carpenter
mancati, non mancate!



Vi ricordo di passare a trovare Fabio sulla pagina Il Seme Della Follia – FanPage italiana dedicata a John Carpenter e sul suo blog, che ha ospitato quessta festa di Halloween (anticipata).

Poi trovate sempre la pagina dedicato allo speciale sul Maestro!

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