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Project Almanac (2015): l’Almanacco del giorno prima

Il found footage, per
anni è stato ad uso e consumo dei film Horror, ma nel 2012 con l’uscita del
buon “Chronicle” la nostra telecamerina tremolante ha iniziato a fare capolino
anche in altri generi, diventando la cosa più di moda del momento.
Improvvisamente, se non avevi un film found footage (da qui in poi FF) eri un
paperino…

Non essendo abituato a
fare figure di niente, il buon Micheal Bay un bel giorno si sveglia nella sua
vasca da bagno di oro massiccio, si toglie di dosso le due strappone in bikini
ancora ubriache dalla sera prima, si infila la sua camicia a fiori e decide che
un FF lo deve produrre pure lui. Prende un regista esordiente, assembla un cast
in tempo record e in tempo record il film è pronto per la distribuzione, con il
titolo di “Welcome to Yesterday”, tempo totale della fatica, 9 mesi, se volete
vederci qualcosa di simbolico siete liberi di farlo…
Solo che malgrado il
cattivo gusto che lo caratterizza, Michele Baia è tutto tranne che uno
sprovveduto e anche lui si rende conto che in soli 9 mesi, il genere found
footage ha già bello che rotto i maroni.
Risultato: si cambia
tutta la strategia di marketing, rimontando un trailer che cerca di nascondere
il più possibile l’origine FF del film, nemmeno fosse una foto da adolescente
con la cresta viola in testa. Per essere sicuri che nessuno lo confonda, arriva
un nuovo titolo “Project Almanac” e una nuova data di uscita, il 2015
inoltrato, mi piace sperare che il riferimento all’Almanacco, fosse un omaggio
a “Ritorno al Futuro”, ma forse è solo un riferimento a l’almanacco del giorno
dopo.

L’Assegno di Michael Bay per produrre questo film, e la gioia incontenibile dei protagonisti quando hanno scoperto che sarebbe stato unfound footage.
La trama di Project
Almanac / Chronicle a grandi linee è la seguente:
un ragazzo
intelligente, ma problematico e i suoi amici, scoprono un manufatto che regala loro un grande potere, che iniziano ad utilizzare nel modo più irresponsabile
(e cretino) possibile, riprendendosi costantemente con la telecamera, finché
uno di loro non esce di melone e inizia a fare cazzate una via l’altra…
Descritti così, è come
cercare di distinguere i fiocchi di neve uno dall’altro, per aiutarvi vi do
qualche altro dettaglio.
Il protagonista è un
genietto con una borsa di studio per il MIT (o quasi), ma la sua famiglia
rischia di perdere la casa per mancanza di finanze e alcuni problemi irrisolti
con il padre, il manufatto è una macchina del tempo, esperimento militare
abbandonato perché non funzionante, il potere è, ovviamente, quello di viaggiare
indietro nel tempo, ma solo per un tempo limitato (niente Jimi Hendrix a Woodstock,
al massimo i Vampire Weekend al Lollapalooza… la vita è ingiusta lo so), la
constante è la maledetta telecamerina che non smette mai di inquadrare i
ragazzi mentre fanno le cose più sceme e senza responsabilità, tipo raddrizzare
i torti subiti dai bulli, oppure compare delle Maserati con i soldi vinti alla
lotteria.

La gioia che solo il tuo primo zaino protonico da Ghosbuster può regalarti.
Il film
sembra “Bill & Ted’s Excellent Adventure” (per altro omaggiati, uno dei
ragazzi guarda il film sul portatile), ma tutto con un telecamera a mano che
deve SEMPRE inquadrare, anche nei momenti in cui la logica ti farebbe dire: “Ma
molla quella telecamera!”.
Ma sapete qual è la
cosa incredibile? Che superata l’inevitabile fase iniziale di introduzione di
personaggi e dinamiche, il film… Funziona, solo per un po’, però funziona…
Per una buona metà del
film la pellicola appassiona, specialmente quando vediamo i ragazzi tentare di
far funzionare la macchina del tempo, sbagliare, incazzarsi e poi riprovare,
questa porzione del film è quella che per assurdo riesce a calamitare l’attenzione,
per altro, c’è da sottolineare come il regista Dean Israelite, cerchi tutte le
inquadrature più sghembe, per cercare di inquadrare la scollatura di Virginia
Gardner…

“Non mi sto distraendo, sono concentrato sono ehm…. Non mi sto distraendo!”.
Malgrado il biondo
protagonista, a cui hanno parcheggiato degli occhiali sul naso nel tentativo
(disperato) di renderlo credibile come nerd, sia un odiosissimo figlio di
papà, capace di fare SEMPRE la cosa sbagliata (viene voglia di urlargli “Ma
perché!?!?” ogni volta che decide di fare qualcosa), questa parte di film
funziona, c’è un po’ quell’euforia che ricorda i vecchi film fantastici o di
avventura, non scomoderei Joe Dante, ma giusto per darvi un’idea…
Bisogna dire che il
ritmo è molto buono, non ci sono mai momenti di stanca, il problema è
che per assurdo, quando iniziano i viaggi nel tempo, il film smette di essere
interessante e trattando di viaggi nel tempo, mi sembra
abbastanza assurdo…
L’uso irresponsabile
della macchina del tempo genera degli effetti collaterali ed è proprio qui che
il film perde di mordente, diventando tutto una serie di scatole cinesi di
cause ed effetti (presunti), il protagonista vorrebbe solo farsi la bella
di turno (che non è per nulla contraria) e metabolizzare il lutto per il padre,
solo che il film si trasforma in un… Siamo andati al concerto, ma poi
quell’aereo è precipitato, probabilmente perché la squadra di basket della
scuola non ha vinto il campionato perché per colpa nostra il miglior giocatore
si è rotto una gamba, quindi torniamo indietro, salviamo la gamba del cestista,
il campionato dell’alma mater, la rotta del pilota, limoniamo con la bellona e
facciamo due chiacchiere con il papà (morto) che nel frattempo gli
sceneggiatori si sono ricordati che c’è anche questa sottotrama aperta, perché
sì, nel 2015 ci sono ancora degli script basati sul babbo morto e la bella
della scuola che fa palpitare il cuore, utilizzati per caratterizzare i
personaggi.

“Fermi non è colpa mia, non ho scritto io la sceneggiatura!”.
Voi direte, ma almeno
come Found footage è ben fatto? Eeeeeee… No!
Perché per buona parte
del tempo la tecnica registica (o espediente, fate voi) viene rispettata
giustificando il fatto che i nostri protagonisti continuino a riprendersi
durante gli esperimenti, per motivi puramente scientifici, poi per nessuna
ragione al mondo, alcuni dialoghi vengono diretti con un normalissimo
campo/controcampo, assolutamente inspiegabile per un Found Footage… Ah no,
scusate FF, avevo promesso di chiamarlo così…
Quindi ci sono dei
momenti in cui sembra che la storia cerchi di essere interessante (o confusa)
solo per distrarre lo spettatore dal fatto che il regista ha abbandonato l’FF
nei momenti più difficili da giustificare, tipo mentre i protagonisti stanno
facendo una rapina… Perché li dovete riprendere con la telecamera? Mah!

Trova l’intruso, un classico della settimana enigmistica.
Insomma,  il potenziale c’era e non poco e per una
buona fetta di film, ho creduto di assistere al miracolo, ora forse, però
possiamo dirlo, visto che l’FF sta esaurendo la sua spinta propulsiva nell’Horror
(la delusione di V/H/S Viral spero sia la pietra tombale definitiva) e non ha
mai davvero ingranato negli altri generi… Stiamo per vedere la fine dell’Era
della telecamerina traballante e dello “Spegni quella dannata telecamera”?
Sarebbe anche ora.
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