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Prometheus (2012): Dio ci scampi! Siamo nelle mani degli ingegneri!

Lo so, avevo detto che la rubrichella aliena terminava con i quattro film legati al canone di Alien, ma visto che, anche se non si direbbe, sono uno preciso e che Ridley Scott (forse) l’anno prossimo ci delizierà con un altro capitolo, oggi vi beccate pure “Prometheus”.

Potrei risolvere molto velocemente la pratica di questo film, anzi lo faccio, riassunto veloce di cosa penso? “Prometheus” è un film diretto alla grande e scritto da un cretino. Fine del commento. Veloce, visto?

In realtà, ho molte cose da dire su “Prometheus”, una di queste è che quella “H” random nel titolo mi manda in crisi ogni volta che devo digitarlo, ma questo è il problema minore del film. Una cosa che a distanza di qualche anno dalla sua uscita, ancora non riesco a capacitarmi è il fatto che nel mondo il film sia uscito in piena estate del 2012, mentre in uno strambo Paese a forma di scarpa di mia e vostra conoscenza, è stato spostato a settembre e poi non paghi, ad ottobre, di questo passo, se i Maya avessero avuto ragione, abbiamo rischiato di non vederlo mai. Dannati Maya! Non si può mai contare su di voi!

Una Charlize Theron a caso, per sollevarvi il morale prima di parlare del film.

Peggio della distribuzione italiana, c’è stato solo il modo in cui il film è stato venduto, quando i primi rumors, hanno ini… Che è ‘sto casino? Ah, i rumors giusto! Quando si è iniziato a parlare di Ridley Scott alla regia di un possibile film legato
alla saga di “Alien”, il mondo è esploso. Colui che ha dato il via a tutto firmando il capolavoro nel 1976, lo stesso regista che ha alzato ulteriormente l’asticella della fantascienza nel
1982 con “Blade Runner”, esaltarsi? Quasi un dovere morale. Ma a contrastare quello che i giovani (con i blue Jeans) chiamano “Hype” ci hanno pensato i diretti interessati e la 20th Century Fox, al grido di: «No! Non è il prequel di “Alien” tranquilli!».

Personalmente ho smesso di essere tranquillo quando ho saputo che a sceneggiare il film sarebbe stato lui, il maledetto, Damon “Cioccolatino” Lindelof, appena appresa la notizia ho urlato, ma si sa, nello spazio nessuno può sentirti farlo.

Figura mitologica, con il corpo di uomo e la testa di caz..

“Prometheus” è bipolare, genio alla regia e sregolatezza (ma facciamo pure idiozia) alla sceneggiatura, do per scontato che ormai lo abbiate visto tutti, in ogni caso, a mia volta rispetterò le due anime di questo disgraziato film, perché “Prometheus” per via della sua sceneggiatura ridicola, potrebbe essere demolito scena per scena e in effetti qualcuno di mia conoscenza lo ha fatto davvero!

Quindi, inizio a parlarvi di cose generali sulla pellicola, di quanto di buono c’è nel film, poi, da un certo punto in poi, dovrò per forza scendere nel dettaglio delle singole scene. Facciamo così: io vado, quando arrivo al punto fatidico mi metto
a ballare la Giga, così non potete sbagliarvi.
“Prometheus” è un film enorme, se Alien lavorava di sottrazione anche per creare l’angoscia, questo film nasce con il chiaro intento di riempire le pupille dello spettatore, dal punto di vista visivo è un film favoloso, diretto da uno che è nato per la fantascienza, la regia un po’ algida e fotografata alla grande di Ridley Scott, si adatta alla perfezione agli scenari della fantascienza, quando vedi Scott dirigere questo film, sembra
di vedere uno che è tornato a casa. Volendo, Ridley avrebbe potuto passare tutta
la sua carriera a fare film di questo tipo, o magari ad unire la saga di “Alien”, all’altro suo capolavoro “Blade Runner”, creando un unico universo narrativo, lo dico a costo di sputtanarmi: “Prometheus” visivamente è talmente bello, da
poter essere l’ideale punto di unione tra la “Alien” e “Blade Runner”, David il replicante di questo film interpretato da Michael Fassbender, potrebbe essere l’ultimo modello prima dei Nexus 6. Scott, invece, non ha fatto nulla di tutto
questo, negli anni ha preferito fare cose molto più importanti, tipo “Un’ottima annata” (FACCIAPALMO).

“Cassidy mi hai fatto una capa tanta con quel film, ero ubriaco, come te lo devo dire?”.

Un film che ambisce ad essere enorme anche nei contenuti, la volontà è quella di porre le grandi domande, fare discorsi sulla vita e la creazione, rispondere usando la fantascienza ai grandi misteri della vita, chi siamo? Dove andiamo? In che ristorante ceniamo questa sera? Si vede che mi piace Douglas Adams?

Il tutto, però, al grido di “Non è un prequel di Alien”, anche se il font e il modo in cui le lettere del titolo compaiono sul grande schermo è lo stesso.

Un prequel di Alien? Ma vaaaa! Cosa ve lo fa pensare?

Serviva raccontare le origini? Secondo me no, Alien era bellissimo così, sapevi poco e questo contribuiva a tenere lo spettatore spaventato. Serviva davvero raccontarci vita morte e miracoli del pilota alieno fossile del primo film? Non credo, ma la faccenda è purtroppo scappata di mano, quando tutta l’operazione è stata messa nella mani del maledetto Damon Lindelof, uno che avrà una moglie o una fidanzata immagino, sicuramente la donna più insoddisfatta sulla faccia della Terra, perché “Cioccolatino” Lindelof, è bravissimo a creare aspettative, generare uno schema narrativo in grado di farti pensare “Sarà
fantastico!” e poi sul più bello… Non concludere rifugiandosi in una spiegazione bislacca del tipo “Ho mal di testa cara”, lasciando tuti con un palmo di naso. Come dite? Ost? Most? Cost? Non vi sento, non capisco, vi sento lontani, come se stesse parlando da una lontana isola deserta.

L’errore fondamentale di “Prometheus” è quello di essere un film incompleto, scritto e pensato per essere parte di una trilogia? Non so, se davvero dovesse arrivare un seguito l’anno prossimo avrebbe la responsabilità di provare a sistemare il
casino messo su da Lindelof, in ogni caso.
Ridley Scott si è lasciato tentare dalla sirene della serializzazione, me lo vedo Lindelof intento a circuire l’anziano Scott, parlandogli di trilogie e campagne promozionali virali. Lindelof si meriterebbe un Facehugger nel… Non vi dico
dove perché sono un signore, se già non potevo sopportarlo per una certa serie Tv, non vi dico dopo questo disastro, vorrei prenderlo e spararlo fuori nello spazio al grido di: «Stai lontano da Ridley… Maledetta!».

Perchè non ho mai un power loader giallo quando ne ho bisogno?

Sì, perché il caro vecchio Ridley, porco mondo, fa un lavoro che levati, ma levati proprio! La messa in scena è micidiale, anche le scene d’azione infilate dentro a forza (la tempesta di sabbia) sono dirette come si dirige in paradiso, il mio momento preferito resta, senza ombra di dubbio, quando rilasciano le sonde svolazzzanti con il compito di esplorare i tunnel. No, sul serio, giratelo un film bello come questo, poi ne riparliamo.

Scena da ammirare in religioso silenzio.

“Prometheus” funziona anche come ricostruzione, malgrado il fatto che sia stato girato 36 anni dopo il primo Alien, risulta credibile come prequel, il design delle astronavi, delle tute spaziali e degli accessori riempie gli occhi e funziona, ad esempio, il personaggio di Michael
Fassebender è un robot precisino pettinato come il Ken di “Toy Story 3” (o il Peter O’Toole di “Lawrence d’Arabia”), è credibile il fatto che non
passi inosservato, perché è un modello antecedente all’Ash del primo film, che avendo il fisico, non proprio da adone di Ian Holm, poteva mimetizzarsi tra gli umani passando per uno di loro.

Oppure è la versione 2.0 del Gigolo Joe di “A.I.”.

La cosa curiosa è che i nomi degli androidi nella saga seguono un ordine preciso Ash di Ian Holm (A), il Bishop di Lance Henriksen (B), la Call di Winona Ryder (C) e il David di Fassebender (D), iniziano le scommesse per il nome del prossimo
Androide, io faccio il tifo per Ercole!

Il problema del film è che s’incarta, spesso malamente, sui personaggi e le loro motivazioni. Si potrebbe già discutere del fatto che la banda di protagonisti prendano “armi e ritagli” (Cit.) e partano alla volta dello spazio profondo, spinti da un disegno rupestre in una caverna. Alcuni personaggi hanno lo spessore della carta velina, altri fanno gesti inconsulti con motivazioni
solide come castelli di carta, su alcuni passaggi è davvero impossibile chiudere un occhio e poi, cavolo Lindelof! Hai a disposizione “Alien”, ovvero
la storia del cinema, puoi snocciolare tutte queste metaforoni da discount un tanto al chilo? Con tutti quelli davvero bravi a scrivere, perché ‘sto toncolo ancora lavora io proprio non lo so.
Parliamo un attimo degli attori. Noomi Rapace è (per fortuna) l’anti-Ripley, personaggio che è diventato una tosta nel corso dei film, la Dottoressa Shawn più che una brava a sopravvivere, è una martire naturale, sopporta tutto quello che le capita, compresa una scena altamente sconsigliata alle donne incinte. Il problema è che accanto a Charlize Theron, la Rapace fa la figura della compagna di scuola bruttina.

“Io bruttina? Prova te a stare con una boccia dei pesci in testa, poi ne riparliamo”.

Idris Elba si mangia ogni scena in cui compare, anche se il suo personaggio è quello che risente di più della pessima sceneggiatura, o almeno si contende il titolo con Guy Pierce conciato da finto novantenne. Ed ora, è il momento per me di
mettermi a ballare la Giga, da qui in poi entro nei dettagli della trama, non disturbatemi. Sto ballando.

“Se esco vivo da questa rubrica su Alien, giuro che mi metto a ballare la giga”.

Oh! Finalmente posso togliermi i guanti bianchi e prendere a schiaffoni la sceneggiatura! Si parlava di motivazioni dei personaggi, una missione multimilionaria, che comincia per una flebile speranza di risposte, ben riassunta dal crocefisso
della Dottoressa Shawn, per quanto poi io trovi divertente vedere Michele Piegaveloce fare il verso al Peter O’Toole in “Lawrence d’Arabia”, trovo anche insopportabile che uno dei più grandi film della storia del cinema venga citato in questo modo grossolano, sarebbe stato meglio continuare a far esibire Fassbender in quel giochino, gancio cielo a canestro a cavallo di una
bicicletta.

Quelle volte in cui uno vorrebbe avere Damon Lindelof a portata di mano.

Capisco che per vendere “Prometheus” la 20th Century Fox abbia speso un sacco di soldi per
produrre contenuti virali con cui innaffiare internet, ma un film dovrebbe reggersi sulle sue gambe, il caso più emblematico è il personaggio di Guy Pearce.

Weyland, nome che ai fan di “Alien” dovrebbe ricordare qualcosa, è un 90enne malato, con un
orribile trucco posticcio sulla faccia, di fatto, l’unico effetto speciale veramente pezzente del film, visto che il personaggio muore prima della fine, a cosa è servito conciare Pierce in quel modo? Non sarebbe stato meglio prendere un attore anziano per la parte? Beh, però, esisteva un filmato su Internet con il giovane Weyland, solo che in pochi lo hanno visto, quindi qual è il ruolo di questo finto vecchio, se non quello di cercare di vincere il premio come miglior cosplayer di Lo-Pan di Grosso guaio a Chinatown?


Ore di sessioni di trucco mattutine ogni giorno, tempo ben speso!

La cosa positiva è che almeno qui il grande H.R. Giger è stato chiamato a disegnare la versione 1.0 di molte creature della saga di Alien, i serpentoni dalla capoccia vagino/fallica hanno proprio la firma del grande artista Svizzero, il
problema è che gli “Ingegneri” tolgono molto del fascino misterioso della saga di Alien.

Ciao Sergio, più guardo le foto e più capisco che hai ragione.

Una volta tolto il casco al pilota, scopriamo questi giganteschi albini sosia di Woody Harrelson (hanno la stessa mascella), insomma, come dare un calcio al secchio del latte togliendo tutto il mistero ai mitici “Space Jockeys”, bravi, ottimo lavoro!

Un casco, tutti questi anni e poi cosa era? Un casco!

Per fortuna, l’impronta di Giger ci regala la creatura più memorabile di tutto il film: la piovra nata dal grembo della Dottoressa Shawn, una specie di baby-Cthulhu, risultato di quella che, a mio avviso, è LA scena di “Prometheus”. Se in Alien, toccava a Guglielmo Ferito partorire uno Xenomorfo dal torace (Auch!), questa scena è altrettanto dolorosa, vi giuro che la trovo inquietante io che non ho un utero! Certo, forse
il braccetto meccanico tipo pesca al pupazzetto non è molto credibile, ma il successivo “taglio” del cordone ombelicale, mi ricorda immediatamente le bellezze di una vita senza pargoli.

Un po’ più a destra, cavolo speravo di pescare l’orsetto di peluche!

La scena in sé, come detto, sortisce i suoi effetti, peccato che per arrivarci, dobbiamo subirci le motivazioni strampalate di del Robot (Fass)Bender che rifila al fidanzato della Rapace una fialetta del famigerato liquido nero che s’intravede ad inizio film.

A parte il fatto che non ho mai capito perché sulla plancia della nave degli Ingegneri, ci debba essere un ologramma, che spiega per filo e per segno come far funzionare la nave e la destinazione finale degli albini sosia di Harrelson, un po’ come se mettendo in moto la vostra Fiat, vi comparisse l’ologramma della Principessa
Leila (quando penso ad un ologramma penso sempre a lei), pronta ad illustrarvi come inserire la marcia, accelerare, rallentare e che strada fare per arrivare a casina vostra.
“Aiutami Obi-Wan Fassbender, sei la mia unica speranza!”.

Ma sorvolando su questo, gli Ingegneri, essere superiori, pacifici, altri tre metri e con i deltoidi come Ken Shiro, rispondono alla frase di Robot (Fass)bender, che probabilmente sbagliando una sillaba nella loro lingua, ha involontariamente
detto qualcosa sulla sorella degli Ingegneri, che offesi decidono di devastare la Terra, l’unico modo per fermarli è impedire che la loro nave spaziale prenda il volo.

“Cosa hai detto di mia sorella?”.

A questo punto, il personaggio di Idris Elba, uno che fino a quel punto aveva solo fatto tre cose:

1. Preso per i fondelli i suoi sottoposti.
2. Suonato un organetto illustrando che mai e poi mai permetterà a “quei cosi” di raggiungere la Terra (senza che nessuno glielo chiedesse).
3. Giocare al dottore con Charlize Theron, per altro con successo. Chiamalo scemo.
Decide improvvisamente di suicidarsi lanciando la sua nave contro quella degli Ingegneri e il suo equipaggio, di buon grado si suicida con lui. Per altro, con il sorriso sulla bocca (FACCIAPALMO).

“Lasciami indovinare, un altro gran finale ideato da Damon Lindelof vero?”.

Ma l’apice assoluto dell’idiozia “Cioccolatino” Lindelof lo raggiunge con il personaggio di Charlize Theron, una che ha fatto carriera usando un nome finto, giusto per cercare di mandare a segno uno “Sbadigliosissimo” colpo di scena sulla sua identità che non interessa davvero a nessuno. La Theron è talmente brava e con una gran presenza scenica, che la sua Meredith Vickers sembra quasi le prove generali per la Furiosa di Mad Max Fury road. Peccato che sul più bello, il suo personaggio dimentichi completamente che nella vita si può anche spostarsi di lato e non per forza correre solo e
soltanto avanti, facendo la fine di Willy il Coyote, schiacciato sotto un’enorme astronave aliena (FACCIAPALMO!).

Charlize ricordati che puoi svolatare di lato! Charlize no!!

Secondo voi è possibile scrivere un film in maniera così grossolana? Dov’è la logica in tutto
questo? E’ nel cervello di Lindelof? Visto il suo nome da cioccolatino, viene da chiedersi: dov’è il cervello di Lindelof? Incartato nella carta dei
cioccolatini? Il problema con lui è sempre lo stesso: bravissimo a creare domande, ma incapace di gestirle. Nella scena finale, poi, il piovrone baby-Cthulhu cresciuto tutto d’un botto, uccide uno degli Ingegneri e dal corpo di entrambi nasce una specie di creatura dalla testa fallica, che no, non è Damon Lindelof, ma una specie di Xenomorfo, giusto per ribadire il concetto che: No! “Prometheus” non è un prequel di Alien.

Ripetete dopo di me, non è un prequel di Alien, non è un prequel di Alien…

Le spiegazioni sulla nascita delle vita, vengono così rimandate ad un secondo film che ancora
non ha visto la luce e visto l’insuccesso di “Prometheus” ha rischiato di non vederlo mai. Un film che avrebbe dovuto farci rivivere le atmosfere del primo Alien, mentre, invece, con i suoi strambi incroci genetici, ricorda più Alien – La clonazione.

Sì, perché quello che abbiamo capito grazie a questo film è che gli Ingegneri se bevono una fiala di quel misterioso liquido nero, coltivato come arma su un pianeta isolato, muoiono sul colpo, ma per qualche strana reazione, generano un essere umano. Quindi avete capito? La razza umana è stata generata dagli Ingegneri. Posso dirlo? “Dio ci scampi, siamo nelle mani degli Ingegneri!”.

Eppure, il giochino messo su da Lindelof non finisce qui. Se due umani, di cui uno infettato dal liquido nero, si accoppiano, nasce una piovra (!), se la piovra si mangia un Ingegnere, nasce una specie di Xenomorfo. No, sul serio, lo dico sempre che quando ci sono di mezzo gli Ingegneri non può venir fuori nulla di buono!

Il gioco della non-Spiegazione Lindelofiana può andare avanti all’infinito: cosa succede se un umano viene divorato dalla piovra? Sul serio, facciamo tutte le combinazioni! Umano &
Piovra = Doctor Octopus
Se incrocio una Piovra che so, con John Cena? Cosa viene fuori? The calamari wrestler? Una piovra con dell’olio? La frittura di pesce?

Rapace in agrodolce con contorno di tentacoli.

No, sul serio, posso andare avanti per ore, conosco gente che ha aperto blog di successo per molto meno!






A proposito di blog e gente seria (quindi non come me) vi ricordo che se volete curiosità, memorabilia, articoli, informazioni e valanghe di passione Aliena, tutti i giorni trovate il blog curato da Lucius Etruscus, 30 anni di Aliens (Viaggi nel mondo degli alieni Fox), una cornucopia per appassionati di questa saga!

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