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Rat-Man Collection No. 122 – La fine: Fletto i muscoli e sono nel vuoto!

1997. In edicola
trovo un fumetto nuovo e mai sentito, in copertina l’Uomo Ragno e un tizio con
una calzamaglia gialla da topo, lo compro più che altro per curiosità, arrivo a
casa e lo leggo, una volta, poi un’altra ed ad ogni rilettura rido, rido fino
ai dolori di pancia.

Dal secondo
numero in poi, inizio a comprare “Rat-Man Collection” in due copie, abitudine
protratta per i primi quindici numeri o giù di lì (storia vera), lo faccio perché
quel fumetto era una bomba, doveva farcela e sopravvivere nel mercato delle
edicole.

Alla mia prima
Lucca Comics, tappa obbligata e rito di passaggio per tutti gli appassionati di
fumetti di questo strambo Paese a forma di scarpa, anno di grazie boh, 2007,
2008 chi se lo ricorda, mi aggiro per gli stand, al tempo ancora visitabili
prima che la fiera Toscana si trasformasse nella fiumana umana stile Woodstock
(il concerto non il pennuto dei Peanuts) che è oggi. Una mamma con un bimbo
piccolino dice “Lui è quello che disegna il fumetto del ratto”, mi volto, c’è
Leo Ortolani, mi avvicino con referenza, lo ringrazio e boffonchio qualcosa
tipo che per me è un grande (se pretendete pure che mi ricordi cosa gli ho
detto in preda all’emozione siete matti), il Maestro ringrazia e sottolinea il
mio ironico “Grande”, considerando che il pazzo con maglietta e cappello di
Rat-Man davanti a lui sempre un serial killer venti centimetri più alto di lui
(non era una battuta alla Cinzia, giuro).


Proprio vero che il tempo passa in fretta quando ti diverti.

Gli rispondo che
per certe cose l’altezza non conta, lui mi ringrazia e invece di farmi portare
via dalla sicurezza m’invita a fare un pezzo di strada con lui, sta andando
alla conferenza e lungo il cammino mi autografa anche il primo numero di
Rat-Man Collection. Da allora ci sono state altre Lucca e altre occasioni per
parlare con il Maestro Ortolani, più la fiera cresceva più la fiumana di
persone accorse per vedere Ortolani aumentava, di pari passo con il successo del
suo fumetto, l’unica costante era proprio Ortolani, lì a distribuire in parti
uguali disponibilità e freddure per tutti. Un grande. Ribadisco il concetto.

2017. Rat-Man
Collection è forse il fumetto italiano più amato in circolazione, compro l’ultimo
numero della serie, il 122 in due copie, una roba poetica per chiudere il
cerchio. Vent’anni e sarei pronto a ricominciare anche subito!



Mi sembrava giusto concludere così, con un tocco poetico.

L’ultimo capitolo
del decalogo finale di Rat-Man completa una storia iniziata per me, per voi,
per Ortolani e il suo ratto vent’anni fa e lo fa nel migliore dei modi
possibili. Non ho intenzione di rovinarvi la lettura, non troverete spoiler in
questo post al massimo un paio di vaghi riferimenti, ve lo dico così potete
stare tranquilli, tanto alla fine si scopre che Deboroh è Keyser Soze… Scherzo!!
Scherzo sto scherzando!

Il finale di
Rat-Man è una storia corale, forse anche più del solito in cui tutte le
sottotrame legate ai personaggi si concludono in modo estremamente naturale,
proprio perché il “Fumettiere” come si definisce lo stesso Leo, ormai ha una
tecnica affinata da più di vent’anni come scrittore e disegnatore, su questa
serie in particolare, tutti spesi a scrivere, disegnare ed inchiostrare
(anzi “Inkiostrare” come riportano tutti i numeri della serie) ogni numero con
davvero la dedizione di un artigiano prestato ai fumetti.
Nello scontro
finale tra Rat-Man e la sua nemesi incontriamo per l’ultima volta tutti i
comprimari, ma non mancano nemmeno le gag dove si ride forte (quella su YMCA è
clamorosa), il climax, per altro, è davvero collettivo, per certi versi mi ha
fatto pensare alla conclusione di “Dragon Ball”, ma più intimista.


Bravo Ratty, un papà deve essere inflessibile!

In questo ultimo
numero Leo Ortolani ci ha messo davvero tutto di questo percorso durato vent’anni,
persino l’omaggio all’amico Ade Capone, sceneggiatore di Lazarus Ledd e Zagor
purtroppo scomparso nel 2015 e tenuto nel taschino da Ortolani per una delle
scene migliori di questo ultimo numero, giusto per farvi capire quanto Leo ci
tenesse.


Quindi, come
finisce Rat-Man? Beh, muoiono tutti quando l’Iceberg colpisce la nave… Scherzo! Quello
succedeva in “Avarat”, se volete sapere come finisce ve lo andate a leggere,
non sarò io a togliervi la gioia, una cosa ve la dico però, ovvero che Rat-Man finisce
come deve finire, mi viene da dire che si conclude con il finale giusto per
questa serie e questo personaggio. Su quell’ultima pagina, dopo aver letto la
parola “Fine” ho fatto un sorriso, nessuna malinconia, ma piena soddisfazione
per la giusta fine di un viaggio bellissimo.


Questa arriva dal numero precedente, ma mi sembra molto adatta.

Per altro, se il
decalogo finale di Rat-Man ha più volte strizzato l’occhio a “Il ritorno del
Cavaliere Oscuro” di Frank Miller, Ortolani in maniera molto coerente non perde
il gusto per l’omaggio nemmeno nelle tavola finali, per poi lasciarci tutti con
un dubbio per arrovellarci il cervello, aspettate invoco lo SPOILER solo per
correttezza.

L’ultima pagina
con il conto alla rovescia? Piuttosto indecifrabile a dirla tutta, il silos con
il logo di Rat-Man mi pare quello visto nel numero 11 della serie (Rat-Man
collection N. 11 “Io, il clone”), ma non sappiamo chi è che attiva il conto alla
rovescia e poi per cosa? L’unica spiegazione che sono riuscito a darmi è che sia
un gancio per le possibili storie future, una porta lasciata socchiusa sul futuro.
In fondo Ortolani
lo ha detto che rivedremo ancora il Ratto, magari in qualche storia fuori
continuity, oppure in qualche volume unico come quelli prodotti dai colleghi più giovani di Ortolani, su cui
lo stesso Leo scherza in questo numero, che cacchio! Lui vent’anni piegato al
tavolo da disegno con l’ansia da scadenza e artisti che hanno iniziato per
emularlo, no? Dai, mi sembra anche giusto. FINE del (non) SPOILER!!
Ho apprezzato
moltissimo l’utilizzo di tutti i personaggi, non manca nemmeno un piccolo (ed
esilarante) momento meta fumettistico, una delle specialità di Ortolani, che
riguarda Janus Valker, il personaggio che negli ultimi anni sembra il preferito
di Leo, assorto quasi al grado di vero protagonista in particolare negli ultimi
anni di questa serie.
Insomma, Rat-Man
Collection termina qui la sua bellissima corsa, ma per tutti noi e Ortolani per
primo, forse il bello comincia proprio adesso, sono abbastanza certo che libero
dall’ansia delle scadenze Leo ci regalerà un sacco di volumi auto conclusivi degni
di nota, l’assaggio di questa nuova fase della carriera del Maestro sarà
proprio il già annunciato “C’è spazio
per tutti” in uscita ad Ottobre.


Hai proprio ragione topastro…

Non sappiamo cosa
ci aspetta, per ora lo sa solo Ortolani, ma per tutti (Leo compreso) sarà
un bel salto nel buio che non vedo l’ora di fare, in vent’anni mi sono sempre
divertito con questa serie, non ho intenzione di farmi prendere dalla
malinconia ora che siamo arrivati alla fine, il bello comincia adesso, bisogna
solo buttarsi, ma per questo sono vent’anni che ci alleniamo, no? Grazie
della corsa Leo e per l’ultima volta…

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