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Regali da uno sconosciuto – The Gift (2016): Non fatevi distrarre dal titolo in stile Canale 5

Quando un attore fa il grande salto passando dall’altro
lato della macchina da presa è sempre interessante, questa volta è toccato
all’australiano Joel Edgerton, uno che abbiamo visto nei panni del professorino
(di menare) in “Warrior”, nel pessimo remake de “La Cosa” e in svariati altri
film più o meno riusciti, ultimo dei quali “Black Mass”.

Proprio in virtù del suo ruolo in “Warrior” questo
ragazzone si è guadagnato la mia simpatia (per quello che può valere), ma
l’Australiano aveva anche altre cose da dire, dopo aver diretto due
cortometraggi, ha deciso di esordire alla regia di un lungometraggio, basato su
una sceneggiatura scritta da lui stesso intitolata “Weirdo”.
Finito sulla scrivania di Jason Blum, il copione per
decisione del capoccia della Blumhouse ha cambiato titolo in “The Gift”, ma è
anche diventato un film co-prodotto proprio da Jason “Braccino corto” Blum.

“Per carnevale mi sono vestito da Bradley Cooper in “American sniper”, ci somiglio?”.
In uno strambo Paese a forma di scarpa di mia e vostra
conoscenza, poi, ci abbiamo messo del nostro, mascherando l’esordio di Edgerton
sotto il titolo, che sa tanto di quei thrillerini che passano al pomeriggio su
Canale 5, ma malgrado il titolo che mette i bastoni tra le ruote, il film
funziona ed è meno banale del suo italico titolo.
Simon Callen (Jason Bateman) e sua moglie Robyn (Rebecca
Hall) tentano di salvare il loro matrimonio trasferendosi da Chicago a Los
Angeles, mentre sono impegnati a fare acquisti per il loro nuovo appartamento
(una super villa che levati, ma levati proprio…) incontrano Gordon Mosley (Joel
Edgerton), un vecchio compagno di scuola di Simon, uno di quelli già ai tempi
non era molto popolare, tanto da guadagnarsi il non propriamente irresistibile soprannome
di “Gordo the Weirdo”. Così abbiamo spiegato anche il titolo originale della
sceneggiatura.

…I’m a weirdo, What the hell am I doing here?
Gordo è cordiale, molto cordiale, troppo cordiale, tanto
che inizia a riempire di gentilezze i suoi amici, passando presto dal “Molto
gentile” al “Decisamente inquietante”. I regali del titolo italiano si fanno
più invasivi, così come le visite a casa, al limite (e oltre) il manuale del
giovane stalker.
Voi direte: “Considerando che produce Jason Blum, la
storia andrà in crescendo, fino ad un finale con magari qualche schizzo di
sangue qua è la” ed è proprio qui che il nostro amico Gioele piazza il suo
colpo migliore! Tutta la prima parte di “The Gift” procede su binari
rodati, al limite del già visto, però Edgerton dirige tutto con mano sicura
facendo un buonissimo lavoro.
Malgrado tutto, la parte centrale del film scivola in
qualche lungaggine e momento di noia di troppo, ma appena pensi che il
tracciato della pellicola stia per diventare piatto fino a spegnersi, la
sceneggiatura di Joel Edgerton manda a segno un colpo di scena che scombina
tutte le carte in tavola. Dimostrando che il ragazzo sa il fatto suo
regalando una dimensione tutta nuova al film.

“C’è qualcuno in casa?” , “NO”, “Ah ok, allora sto tranquilla”.
Quello che poteva essere un limite del film (il
casting… Tenetemi l’icona aperta che ripasso), diventa improvvisamente uno dei
punti di forza e gli attori risultato molto azzeccati alle prese con
una storia che si concentra molto sui personaggi, le loro dinamiche, ma
soprattutto le loro motivazioni, perché una storia di questo tipo non potrebbe
stare in piedi se le motivazioni dei tre protagonisti non
fossero più che chiare allo spettatore.
Riprendendo l’icona lasciata aperta poco fa, Rebecca
Atrio, oltre ad essere sempre guardabile, risulta anche molto intensa, la Atrio
è riuscita a non andare mai sotto, con un personaggio che rischierebbe di
essere l’anello debole del gruppo, quello che subisce gli eventi e basta,
invece è a mani basse la più brava di tutto il cast.

La sempre guardabile Rebecca Atrio.
Joel Edgerton risulta convincente nella parte dello
stramboide, senza mai scadere in manierismi o eccessi di recitazione,
dimostrando di conoscere bene il personaggio che ha scritto. Cito per ultimo Jason
Bateman soltanto perché non voglio rivelarvi nulla della trama, dico solo che
tra i tre, a mio avviso, è quello più azzeccato per il ruolo che interpreta, ha
quel faccione da bravo ragazzo americano che è perfetto per il ruolo del bravo
marito, ma è anche un attore capace di risultare azzeccato in vari registri.

“Niente male questo copione, almeno non devo fare un altra commedia…”.
In ogni caso, i complimenti vanno tutti a Joel Edgerton
che tiene saldamente le redini della storia, mandando a segno una critica anche
pungente e, invece di far degenerare il racconto in un thriller inutilmente
violento, manda a segno colpi anche più duri, giocando con gli spettatori,
generando suspence e tirandoci dentro il gioco delle oscure motivazioni
che spingono tutti i personaggi. Di sicuro non è un film rivoluzionario, ma è
un thriller che funziona, specialmente nel secondo tempo. Bravo Gioele, ottimo lavoro!
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