Home » Recensioni » Ritorno al Futuro 30° Anniversario Expo: Come ho passato le mie vacanze estive nel 1985

Ritorno al Futuro 30° Anniversario Expo: Come ho passato le mie vacanze estive nel 1985

Il 2015 è
l’anno di “Ritorno al Futuro”, non solo perché nel secondo capitolo Marty
visita proprio l’anno della Capra (secondo il calendario cinese) per aiutare quella
capra di suo figlio, ma anche perché proprio quest’anno il film compie i suoi
primi 30 anni di vita.

Il vostro
amichevole Cassidy di quartiere si prepara a celebrare la trilogia (restate
tonnati e come diceva la scritta alla fine del secondo capitolo “…Attualmente in
lavorazione”), ma siccome il film di Bob Zemeckis mi piace due righe (a chi non
piace?) non me lo sono fatto ripetere due volte, quando ho scoperto che qui
dalle mie parti hanno organizzato una mostra per celebrare il 30esimo
compleanno di “Ritorno al Futuro” mi ci sono fiondato.
Trovate tutti
i dettagli a questo LINK
L’esposizione di
suo non è grandissima, ma è piena di cimeli gustosi, quindi ora mi calo nel
ruolo dell’audio guida e vi porto a fare un giro, dove stiamo andando non c’è
bisogno… Di Strade!
Bisogna
riconoscere ai curatori della mostra la giusta dose di passione, tanto che con
mezzi non propriamente di altissima tecnologia, ma armati di buona volontà e
colla vinilica si sono impegnati per ricordare Hill Valley e il suo municipio
nel parco attorno al museo.



Se non fosse stato per il condominio dietro ci avrei quasi creduto…
Ovviamente non
può mancare la mitica DeLorean DMC-12!
Siccome la
targa non riporta la scritta “ California OUTATIME”, ma “TO” che sta per Torino
(non per Toh, piglia e porta a casa, anche se potrebbe sembrare) vi fa capire
che non è proprio proprio proprio quella su cui Michael J. Fox e Christopher Lloyd
andavano a zonzo nel tempo, però volete mettere la soddisfazione di sbattere la
testa contro una delle ali a gabbiano dell’auto creata da John DeLorean (per
fortuna ho la testa dura, in ogni caso… Storia vera).



“Mi stai dicendo che hai costruito una macchina del tempo… con una DeLorean?”.
Il museo nella
sua piccolezza è pieno di cose simpatiche che ti mettono subito a tuo agio,
tipo una bella cassa di Plutonio rubato (“I Libici!!”) vicino alla porta
d’ingresso.



“Doc, ma non si può entrare in un negozio e comprare plutonio!”
Ma la cosa più
spassosa in assoluto è il fatto che per TUTTO il tempo, in sottofondo ti
sparano a volumi ragguardevoli il tema musicale del film composto da quell’eroe
di Alan Silvestri, ora io non so voi, ma ogni volta che lo sento mi fomento in
stile Spartano prima della battaglia e per calarsi nell’atmosfera della visita
è l’ideale. Ora, i ragazzi che ci lavorano dentro e sono costretti ad
ascoltarlo 8 ore di fila al giorno, magari non la pensano come me, ma se
dovessi scegliere tra i miei colleghi che urlano di calcio e Alan Silvestri
nelle orecchie a rotazione, io personalmente non ho un singolo dubbio. Mai
nella vita.



Il mitico almanacco autografato da Michele J. Volpe.
Tutti i cimeli
esposti sono quelli utilizzati durante la realizzazione della trilogia ed è
possibile vedere un sacco di oggetti divenuti familiari dopo le 1879
visioni (mal contate) dei film.
Ci sono anche
un paio di cocenti delusioni, lo ammetto, tipo le Nike del secondo capitolo
(“Auto lacci! Fico!”) il modello esposto sembra che abbia attraversato il
tempo… A piedi.



Vi rendete conto di tutto il tempo che abbiamo perso ad allacciarci le scarpe?
Forse la
delusione più grossa la riserva lo Skate board volante di Marty, che per quanto
ben conservato riporta anche lui l’usura del tempo, ma sono proprio le
dimensioni a lasciare un po’ stupiti. La tavola è davvero corta, ma poi basta
pensarci un attimo, Marty l’ha fregata ad una bambina (“Puoi tenerla, io ho una
Pittbull adesso”) quindi è normale che sia sotto dimensionata.



Queste sono quelle che vanno anche nell’acqua… Cavolo mi volete far citare tutta la trilogia a memoria?

La cosa divertente
è che un po’ a capocchia, posizionate alla rinfusa, forse per testare il
livello di preparazione dei visitatori, si trovano cimeli provenienti anche da
altri film, come parti dello Spinner di “Blade Runner”.

Oppure gli
abiti di scena dell’equipaggio del film “Event Orizon”.
Devo dire che
questo mi ha stupito, perché non so quante persone si ricordano dell’ottimo
“Punto di non ritorno” in ogni caso, tranquilli ne parleremo anche da queste
parti… Restate tonnati!

Anche se non
c’entrano un’infiochettatissima, per mia somma gioia ho trovato un po’ di roba
proveniente dai set di Terminator. Come ad esempio la targa della Jeep di Sarah
Connor, che si vede alla fine del primo film (come già sapete, uno dei miei
finali preferiti di tipo… Sempre!).



PARA-Pa-Pa-Pa! PARA-Pa-Pa-Pa! 
Oppure IL
pezzo dell’artiglio del T-1000 di Terminator 2 – Il giorno del giudizio autografato da Roberto Patrizio!
Ma non era stato riassorbito dal corpo del Terminator? Boh, nel dubbio mi sono
accertato che non si sciogliesse e non cercasse di uccidermi… Che ne so,
magari nel futuro sarò lo Zio del capo della resistenza, lo sapete no, nessuno
dovrebbe sapere troppo del proprio futuro.



Questa dovrebbe stare in un museo! beh ma in effetti… Ci sta in un museo.

Ci sono anche
gli abiti di scena di Terminator 3 – le macchine ribelli, il completo di pelle
di Schwarzenegger. Ma anche quello della T-X (Kristanna Loken, purtroppo
venduta separatamente…).

“Voglio i tuoi abiti , stivali…e motocicletta” e già che ci siamo anche il numero di telefono della Loken.

La cosa buffa
è che dai costumi si capisce che Swarzy e la Loken sono alti quasi uguali e in
mezzo alle due teche, è possibile ammirare il giubbotto con l’asciugatura
automatica (“La sua giacca è ora asciutta”) di Marty McFly.



Le maniche regolabili…. Le ho sognate tutta la vita!
Un impietoso
confronto con i costumi dei Terminator che lo circondando, possiamo giungere
alla conclusione che Michael J. Fox potrebbe interpretare il Mini-Men di Schwarzenegger.
Beccatevi un
altro po’ di foto di memorabilia varia, tra cui un cimelio clamoroso, ovvero la
lettera di ringraziamento di John DeLorean, scritta ai due Bob (Gale e
Zemeckis) per aver reso giustizia nel loro film alla sua più celebre
invenzione.



Una lettera talmente mitica che può permettersi di tenere Steven Spielberg in CC.
La cosa
divertente è che alla mostra, è possibile fare una partita al Flipper di
“Ritorno al futuro”, ma anche a “Wild gun man” il cabinato parcheggiato nel
Cafè 80 del 2015, il 2015 del film, non il 2015 nostro… “Sì, lo so, è pesante”.
Ovviamente
alla mostra è possibile spararsi a rotazione anche tutti e tre i film della
trilogia, così giusto per ripassare un po’.



“Frisbe! Tostissimo!”.
Insomma, non
ci ho passato tutta l’estate, ma un buon pomeriggio sì e dopo questa possiamo
dare l’inizio alle celebrazioni… Lasciatemi il tempo di trovare un piazzale
abbastanza grande per raggiungere le 88 miglia orarie.

Great Scott!
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Film del Giorno

    Fallout (2024): né buoni né cattivi, vince chi sopravvive

    Abbiamo tirato fuori dal Vault il nostro vagabondo solitario Quinto Moro, in rappresentanza di chi ha speso infinite ore giocando ai tanti capitoli della saga ludica, e questa serie un [...]
    Vai al Migliore del Giorno
    Categorie
    Recensioni Film Horror I Classidy Monografie Recensioni di Serie Recensioni di Fumetti Recensioni di Libri
    Chi Scrive sulla Bara?
    @2024 La Bara Volante

    Creato con orrore 💀 da contentI Marketing