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Rock ‘n’ Blog: Halloween

La musica e il
cinema mi mandano da sempre giù di testa, quindi perché non celebrarli entrambi
in una rubrica di musica e colonne sonore che serva a farvi alzare il volume
ricordando che Michael Myers sta per tornare a casa!

Titolo del pezzo:
John Carpenter’s Halloween
Artista: Trent
Reznor e Atticus Ross
Ho sempre
apprezzato i Nine Inch Nails, da qualche tempo il loro leader Trent Reznor,
bazzica parecchio il cinema insieme al suo socio Atticus Ross, ad esempio hanno fatto un ottimo lavoro con la colonna sonora del film “The Social
Network” (2010) di David Fincher.
Per celebrare
l’uscita dell’album “Anthology: Movie Themes 1974-1998”, con molte delle
composizioni per il cinema più famose di John Carpenter (prossimamente su questi
schermi), i due hanno deciso di omaggiare il Maestro, regalandoci la loro
interpretazione del tema principale di “Halloween” (1978). La spiegazione della passione
di Reznor per il film direttamente dalla sua parole che vi riporto qui sotto:
«Mi ricordo
chiaramente quando io e i miei amici, che avevamo tredici anni, abbiamo
ingannato i nostri genitori in modo da ottenere il permesso di vedere Halloween
quando è arrivato nei cinema nel 1978. Abbiamo lasciato la sala cambiati per
sempre. Eravamo danneggiati e segnati, davvero terrorizzati e quel tema
musicale fisso nelle nostre teste. John Carpenter, è colpa tua se sono
diventato così!».


“Tana per Trent nascosto dentro l’armadio!”.

Trovo davvero
brillante l’interpretazione del cinque quarti più famoso della storia del
cinema, composta da Trent Reznor e Atticus Ross. Questo pezzo in meno di otto
minuti parte dal molto piccolo, rendendo omaggio in modo asciutto alla geniale
struttura del tema composto da Carpenter, per poi lentamente scivolare verso un
suono molto più grosso e trascinante.

Tanto che ad un
certo punto il celebre cinque quarti diventa quasi un pezzo da ballare per far
saltare le persone in pista, idea (tamarra) e fuori luogo solo ad un orecchio
distratto secondo me. Si perché il tema di “Halloween” ha sempre ruotato
intorno all’arrivo di Michael Myers, risulta perfetto per il suo 

silenzioso osservare, un pezzo che rende davvero l’idea del male che sta per arrivare. Mentre questa
versione del tema ha la forza di spostare l’attenzione dall’assassino di Haddonfield alle sue vittime.
Quel cambio di
tempo e di ritmo è perfetto per rappresentare l’ansia di una della vittime di Myers,
sembra davvero quello che potrebbe sentire nella testa Laurie Strode mentre fugge con il
mascherato assassino alle calcagna, con il cuore che pompa, il fiato che inizia a
terminare, la paura che sale mentre Michael diventa ogni secondo sempre più vicino, un’interpretazione e un omaggio davvero efficace!

Se volete vi
ricordo anche i commenti dedicati ai film della saga di Halloween e a quelli
del Maestro John Carpenter.


Halloween – La notte delle streghe (1978)
Halloween II – Il signore della morte (1981)

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