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Rock ‘n’ Blog: Strade di fuoco (1984)

La musica e il cinema
mi mandano da sempre giù di testa, quindi perché non celebrarli entrambi in una
rubrica di musica e colonne sonore che serva a farvi alzare il volume
ricordando di andare a salvare Diane Lane.

Trovate il video anche QUI
 
Titolo del pezzo: Tonight is what it means to be young 
Artista: Fire Inc.
Tratta dal film: Strade di fuoco (1984)
 
Aggiungo solo un estratto dal mio commento al film dedicato proprio a questo pezzo:

Cosa vi dico sempre dei primi minuti di un film? Bravi, ne determinano tutto l’andamento, quelli di “Streets of Fire” ci raccontano anche tutta la storia, una famosa cantante viene rapita dal palco su cui si sta esibendo, da una banda di motociclisti che se la portano via, nemmeno fossero gli Indiani di un vecchio western. Per salvarla l’ex fidanzato, un militare ancora cotto di lei torna in città, imbraccia il fucile e va a caccia di Indiani. Fine della trama.

Far notare che il rapimento di una donna che porta alla guerra tra fazioni, sia sottolineato fin dal nome del personaggio, Ellen Aim, che ricorda volutamente un’altra Elen(a)della mitologia, offre un gancio con l’Anabasi che stava dietro a “The Warriors”, ma è inutile far più di così e sollevare lo scudo per proteggersi dietro alla definizione di “Favola Rock & Roll”, la trama di “Strade di fuoco” è un pretesto per scatenare il film, una storiella che non reggerebbe se a dirigerla non ci fosse un gigante, la scena d’apertura della pellicola è la prova che Hill così deve essere considerato, un gigante.

A confronto di Diane Lane, Elena poteva essere solo una mitologica racchiona.

Partono le note sincopate di “Nowhere Fast” di Jim Steinman, eseguita dai Fire Inc. e Walter Hill parte con un montaggio che segue il ritmo, in cui ci mostra il mondo da favola Rock & Roll da lui creato e tutti i protagonisti della vicenda, a partire proprio dalla bella da salvare, una tigre sul palco che è stata doppiata per le canzoni, ma è fatta a forma di una Diane Lane allora diciottenne, bella, ma così bella che vorresti partire insieme a Tom Cody (Michael Paré) per andare a salvarla, perché parliamoci chiaro: Diane Lane è sempre stata una delle donne più sensuali mai viste al cinema, ma qui è una roba da morire, roba che persino Paride, Ettore, Agamennone, Achille e tutto il resto della banda avrebbero smesso immediatamente di calcolare quella racchiona di Elena.
[…]
Alla sua uscita “Strade di fuoco” spiazza tutti, esattamente com’è ancora in grado di fare oggi con gli spettatori che si avvicinano a lui per la prima volta, al botteghino porta a casa solo otto milioni di dollari e, per assurdo, l’unica canzone ad entrare per un po’ in classifica è anche l’unica che nel film si sente pochissimo, “I can dream about you” di Dan Hartman. Pare che guardando i primi risultati al botteghino, il produttore Joel Silver abbia fatto il verso alla canzone principale del film, dicendo: «Tonight is what it means to be dead» (storia vera).

Gualtiero una scena in metropolitana non la nega a nessuno.

Un’ingiustizia che il tempo ha solo in parte avuto modo di correggere, “Strade di fuoco” è un film di culto ancora troppo poco sconosciuto, una favola senza lieto fine che termina con un’esplosione nucleare, l’ultimo pezzo “Tonight is what it means to be young” è talmente grandioso da rendere lui da solo la vera dimensione di questo film, perché lo fa chiude alla grande, con un trionfo, quando, invece, questa favola termina in un modo che dice più di Walter Hill di mille parole.
Ellen Aim ha una carriera e una vita tutta sua, Tom Cody è un solitario di poche parole, avevano già provato a stare insieme senza che i loro stili di vita potessero davvero conciliarsi, dopo 93 minuti (durata perfetta per i film) lo scenario sembrerebbe cambiato, ma in un finale su cui potrebbe starci bene anche un pezzo famoso di Sting, con una scelta che ricorda molto “Casablanca” (1942), “Strade di fuoco” il musicarello romantico di Walter Hill finisce come un western, con un uomo che fa una scelta da uomo, giusta, ma difficile. Per un finale che riesce a scavarti dentro di più, che si svolge sulle note di una canzone del tutto fuori contesto, devo scomodare Brazil di Terry Gilliam, solo che Walter Hill se ne va sulle note di “Tonight is what it means to be young” che potrebbe intitolarsi anche “Stasera è ciò che significa essere uomini”, sicuramente “Strade di fuoco” è ciò che significa essere grande cinema, poco, ma sicuro.

“Dove vai? Su strade di fuoco?”, “No, ci sono già stato”

Vi ricordo lo speciale della Bara dedicato a Walter Hill.

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