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Run all night (2015): Ma i film action sognano Liam Neeson elettrici?

Da dove
vengono i film action? Si aggirano nell’aria come il polline in attesa di
essere portati sul grande schermo? Cosa fanno i film action prima di diventare
tali? Dove si nascondono? Chi gli rimbocca le coperta la sera? Ma soprattutto,
la notte, i film action sognano Liam Neeson elettrici?

Lasciamo da
parte gli action Orientali e i casi isolati tipo Mad Max, ultimamente Liam
Neeson è l’Irlandese da combattimento di Hollywood, ormai sinonimo di film
d’azione. Quello che mi viene da chiedermi allora è: “Ma tutti questi soggetti
di film action? Vengono scritti apposta per essere interpretati da Neeson, o è
solo un caso che lui presti voce, nasone e presenza a questo film? Chi interpreterebbe
questi film se non ci fosse l’Irlandese a coprire tutti i ruoli? Forse Jason,
magari Keanu, ultimamente ci ha provato anche Sean…”.
Quindi, i film
con Liam Neeson sembrano tutti uguali perché li interpreta tutti lui, o sono
davvero sempre lo stesso film? Beh questo “Run all night” (detto “Corri tutta
notte”) è una curiosa variazione sul tema:
Jimmy (Woody
Allen…. No scherzo, Liam Neeson) è un tostissimo sicario della mafia Irlandese
di New York, distrutto dall’alcool e dai sensi di colpa. Con il suo
atteggiamento si è inimicato tutti, anche il figlio che dopo la morte della
madre, non ne vuole più sapere di lui. Qui una svolta inattesa della trama: il
figlio viene messo in pericolo e il padre dovrà risvegliare la sua bestia
interiore per salvarlo. Un’ideona! Liam Neeson nella parte del padre cazzuto
che deve salvare il figlio… Insomma, un incrocio tra A Walk Among the Tombstones
e Unknown, tutto condito in salsa di Taken, non capisco proprio come facciano a
venirgli certe idee laggiù ad Hollywood…



“Ciao Liam, ti disturbo? Stai girando il nuovo Taken?”.
Questa storia
di Neeson, un po’ papà modello, un po’ Giustiziere della Notte, ormai è stata
sfornata in tutte le declinazioni possibili, se fosse la scusa per portare sul
grande schermo un po’ di inseguimenti, sparatorie e mortiammazzamenti vari ben
fatti, non sarebbe nemmeno un problema, solo che anche sta volta, la trama è
talmente scontata da far cadere tutto nella noia. Cosa salva “Corri tutta
notte” dall’essere scambiato per l’ennesimo sequel di Taken? L’Incipit iniziale
e le facce che fanno da contorno al film…
“Run all
night” si gioca tutto subito, il film si apre con Neeson steso a terra
sanguinante, poi riavvolge la storia di 16 ore, mostrandoci come i personaggi
siano arrivati fino a lì. La premessa è talmente buona che il regista di turno,
Jaume Collet-Serra (autore del trashissimo “Goal”) le prova tutte pur di
rovinare la credibilità di un inizio tanto cazzuto, come? Si mette in testa di
essere una specie di versione umana di Google Maps.
Nei primi nove
minuti di “Corri tutta notte” ci sono tre carrellate aeree dirette da
Collet-Serra, in pratica delle insulse panoramiche digitale, che scorrono
velocemente di casa in casa attraverso i sobborghi di New York, un po’ come se
la telecamera “volasse” attraverso le strada, lo stesso effetto di quando
scorri in avanti lungo un percorso su Google Maps.
Il nostro
Liam Neeson fa tutte le cose giuste, si porta dietro tutto il suo background
di personaggi, l’ambientazione Natalizia poi, è un classico dei film d’azione,
da Arma Letale a Die Hard, anche se qui ci tocca pure sorbirci Neeson in
versione “Babbo Bastardo”, ubriaco e molesto gli tocca pure ascoltare le
letterine dei bambini vestito da Santa Claus, ennesimo tentativo di mandare in
vacca una storia già pronta per vincere a mani basse il campionato della
figoseria.
Malgrado tutti
i tentativi di boicottaggio interni, il film riesce a piazzare un paio di colpi
come si deve, ad esempio la scena al Pub (quale altro posto potrebbe scegliere
la Mafia Irlandese come quartier generale?) in cui Ed Harris e Liam Neeson
hanno il loro faccia a faccia. Ho sempre considerato Harris uno degli attori
più carismatici e talentuosi di sempre, uno che è in grado di fare reparto da
solo, nemmeno facendogli recitare i dialoghi moscissimi di questo film riescono
ad intaccare la cazzutaggine del suo personaggio.
“Ho fatto il bello e il cattivo tempo come Cronenberg, Romero e Cameron, pensi che mi faccia impressionare da uno spagnolo che pensa di essere Google Maps?”.

Neeson è molto
bravo a portarsi sulle spalle un personaggio guidato da quella voglia di
uccidere tutti, mista ad un mal celato desiderio di morte, non vorrei scomodare
titoli grossi, ma almeno il nostro riesce a mettersi in zona “Payback – La
rivincita di Porter” senza sfigurare malamente.

Ma apriamo il
capitolo “Facce giuste”, fa il suo dovere anche Vincent D’Onofrio, nell’ingrato
ruolo del solito sbirro bastardo che parla solo per frasi fatte, l’ex soldato
Palla di Lardo in questo genere di personaggi ci sguazza, ma non mi lancio in
odi sperticate su di lui, per la sola ragione che le riservo tutte per un altro
momento COFF! COFF! Daredevil COFF! COFF! Ehm, scusate, un colpo di tosse…
Può sembrare
una cosa da niente, ma quando ho visto la mezza comparsata di Nick Nolte mi
sono esaltato! Il grande Nick ormai è ridotto veramente male, non si riesce più
nemmeno a capire quanti anni abbia da quanto è mal messo. Qui compare non
so? Cinque minuti? Ecco, per fortuna se recita così per cinque minuti alla
volta può ancora farci vedere che razza di attore è. Non fatemi usare il tempo
verbale passato please…



“Ciao Vincent, no, non è Taken, qui è tutto diverso, sono un padre di famiglia che… Vabbè senti dove andiamo a bere stasera?”.
Trattandosi di
un film d’azione con Liam Neeson, non manca la scena in cui lui telefona, ma
questa ormai non è nemmeno più quotata dai Bookmakers, il problema è che la
trama banale sa tanto di già visto e appiattisce l’idea alla base, ovvero
quella di un classico film d’azione, con il protagonista condannato fin dalla
prima inquadratura, ma disposto a tutto. Certo, poi c’è sempre la componente
“Padre di famiglia” che reclama il suo tributo di sangue, ma viviamo in tempi
benpensanti, i messaggi da “Family Day” infettano anche i film action…
Quello che non
ti aspetti è che Jaume Collet-Serra dopo aver farcito un intero film di scene
tamarre e completamente inutili, riesca a centrarne una, che è sempre tamarra è
inutile, ma almeno risulta bella da vedere e dà una scossa ad un finale
altrimenti abbastanza piattino. Ad un certo punto il regista decide di fare un’inquadratura direttamente sul caricatore a leva del fucile Winchester, proprio
mentre Neeson lo sta caricando, non cambia nulla nell’economia del film, ma
almeno ti fa strabuzzare per un secondo gli occhi salvandoti dalla noia più
totale.



Beccato in mezzo agli occhi, lo spettatore che dormiva nella fila undici.
Alla fine
nemmeno “Run all night” è riuscito a risolvere il mio dubbio, ancora non
capisco se tutti questi film d’azione esistano uguali uno all’altro come le
pecore, o se sembrano delle fotocopie perché vengono interpretati tutti da Liam
Neeson. So che il gregge di pecore una volta è stato divorato dal lupo di “The
Grey” e se l’universo è una ruota e la vita ciclica, prima o poi Neeson dovrà
azzeccare un altro film bello come quello. Per ora conservo tutti i miei dubbi,
la vita è un sogno? O i film action aiutano a vivere meglio? Se la sera un film
action non riesce a dormire e chiama “Fiabe al telefono”, dall’altra parte
della cornetta, come narratore trova Liam Neeson?
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