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Sandman Overture no. 3: Neil Gaiman sperimenta con il Western

Neil Gaiman, J.H. Williams III, Sandman e il Western. Ah
sì, c’è anche un gatto gigante. No, non sto sognando (forse): è il terzo numero
di “Sandman Overture”.

Nel numero precedente, abbiamo lasciato Sogno degli
Eterni in viaggio, accompagnato da una versione (felina) di se stesso, nel viaggio alla ricerca dell’assassino di una delle sue tante incarnazioni (la pianta
carnivora vista nel primo numero, lo trovate QUI), la particolarità di questa
storia, è che Sandman e il suo geniale autore, Neil Gaiman, si confronta per
la prima volta con un genere inedito, ma leggendario… Il Western.

In questa singola storia, non solo il look dei personaggi
e delle location è tipicamente Western, ma proprio la struttura
sembra ricalcata su una classica trama tipica del genere.

Le tavole di JHW3 sono ufficialmente “Moebius Approved”.
Sogno, che in questo numero indossa un cappotto lungo
fino alle caviglie, adornato da alcune fiamme, si aggira come un pistolero, in
paesaggi che il talento di J.H. Williams III riesce a creare, come se fossero
una versione onirica del deserto di un film di Sergio Leone. Sulla sua strada
incontra le Eumenidi (vecchie conoscenze dei lettori di “Sandman”) che
vorrebbero il gattone come sacrificio. Sogno si rifiuta di consegnare la sua
versione felina alle tre figure femminili (un misto tra le tre Parche Greche e
le Erinni). Chi conosce bene “Sandman” sa che queste signore non amano ricevere
un no come risposta e che la loro vendetta non tarderà ad arrivare, ma per ora
Sogno prosegue nel suo viaggio.
Lungo la strada salva una piccola orfana di nome
Speranza (direi che il nome è stato scelto per motivi puramente metaforici) da
quelli che sono a tutti gli effetti dei banditi/Indiani, sempre seguendo lo
schema del Western. Lungo il tragitto, si presenta l’occasione di raccontare
alla ragazzina, una storia proveniente dal passato di Sogno…

Devo smetterla di leggere Sandman prima di dormire, poi i miei sogni diventano come queste tavole (poteva andarmi peggio).

Nella storia che segna la metà esatta di questa miniserie
(composta da un totale di sei numeri), Gaiman muove i personaggi sulla
scacchiera, inizia a farci intravedere qualcosa che avrà conseguenze nel futuro
del personaggio e si misura con un genere nuovo, il tutto senza snaturare nulla e senza perdere il suo stile.

A proposito di stile, le tavole di J.H. Williams III. La
tavola doppia con il gigante di roccia è bellissima, sembra una vera e propria
mappa del percorso attraversato dai protagonisti, con le vignette utilizzate
come zoom della loro posizione lungo il percorso. Il volume come al solito è
ricco di Extra interessanti, solito problema: tocca aspettare un sacco prima di
leggere il prossimo numero. In ogni caso, come Sogno, sono felice di essere
solo a metà del percorso di questa mini serie, sono contento di aver ritrovato il
mondo di “Sandman”, sarà dura lasciarlo quando sarò arrivato all’ultimo numero.
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