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Scary Movie (2000): Che fai? Ammazzo… Gli Horror (beeellaaaaa!)

Quando avevamo ormai smesso di crederci, quando probabilmente la grande tradizione delle parodie cinematografiche americane era finita due metri sottoterra, come in un Horror, sta per tornare “Scary Movie” con un nuovo capitolo, lo dico? Non vedo l’ora, anche per riempire l’attesa con una nuova rubrichina a tema.

Lo sapete perché lo diciamo sempre, Scream è stato uno spartiacque, nato come l’horror per chi ne guardava troppi, è diventato quello capace di spiegare le regole a chi i film dell’orrore non li avrebbe guardati nemmeno con gli occhi di un altro. Un’operazione nata come satira del genere, che è diventata più affilata quando il mai abbastanza compianto Wes Craven ha iniziato ad interessarsi al copione e il famigerato produttore Harvey Weinstein, cambiò il titolo cavalcando un singolo di Michael Jackson e sua sorella, ma originariamente, il primo copione scritto da Kevin Williamson aveva un tono smaccatamente da commedia e si intitolata… Scary Movie. Storia vera, non fate finta di non conoscerla, ve l’ho già raccontata.

Quello diretto da Craven… Giusto?

Un assassino con la “gonna” che uccide dopo aver telefonato e fatto un sondaggio sui tuoi film horror del cuore, roba che ben si presta alla commedia e mentre la saga originale macinava soldi, seguiti e popolarità, la vera dimensione del successo è sempre la stessa: la parodia. Se ti “sfottono”, vuol dire che sei qualcuno quindi di colpo, se gli Slasher e il genere horror ha avuto un colpo di coda, è successo lo stesso con la grande tradizione della parodia cinematografica americana, solo che questa volta, a portare avanti la fiaccola di Mel Brooks e degli ZAZ ci hanno pensato i fratelli Wayans, che probabilmente dentro ci hanno messo anche qualcosa prima di accenderla, per fumarsela.

Metto tutte le carte sul tavolo, io ho un pessimo rapporto con i Wayans, l’unico fratello a cui voglio bene è Damon, purtroppo i miei amici mi hanno costretto a visioni multiple di “White Chicks” e “Quel nano infame”, quando sarebbe bastato guardarsi ancora “Scary Movie”, film idiotissimo che personalmente adoro, visto un numero esagerato di volte (in particolare i primi capitoli dispari), tanto che con gli stessi amici, si rispondeva alle reciproche telefonate con un: «Beeeeellaaaaaaaa!» con voce da assassino fumato, sì, storia vera, non mi pento di nulla, anzi, ne ho fatto il titolo della rubrica.

Una foto del dietro le quinte, le sessioni di sceneggiatura del film.

Perché “Scary Movie” è brillante? Perché non ha nessuna paura di risultare scemo come una barzelletta tra fumati, quella specie di sottotitolo/frase di lancio che gli abbiamo appioppato in uno strambo Paese a forma di scarpa lo riassume alla perfezione: senza paura, senza vergogna, senza cervello! Anche se secondo me di cervello ne ha molto, per risultare la sabbia nell’ingranaggio, il titolo che – anche per data di uscita, pochi mesi di distanza – ha saputo sovrapporsi a Scream 3, diventandone allo stesso tempo compendio e supporto al mito, così tanto che chiunque non abbia mai visto la saga creata da Wes Craven, conosceva per lo meno la parodia, trasformando Ghostface in un’icona, di terrore o comica non importa, il grande ritorno, non della grande droga bianca (pescando dalla colonna sonora), ma della parodia, con pochi dubbi, un Classido!

Prodotto dai fratelli Weinstein, come la saga che prende da modello e infarcito delle idiozie dei fratelli Wayans, così suddivisi: Keenen Ivory Wayans sceneggiatore e regista, Marlon Wayans a scrivere, fumare ed impersonare Shorty Meeks e Shawn Wayans a completare il copione e a sfoggiare dubbia eterosessualità impersonando Ray Wilkins. Il risultato è stato un film spacca botteghini totale, costato diciannove milioni di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti defunti, ne ha incassati globalmente più di duecento, un trionfo entrato nell’immaginario collettivo.

La trama, vabbè dai quale trama? “Scary Movie” è ricalcato ovviamente sulla saga di “Scream”, con Padre Tempo dalla sua parte, uscire nel 2000 gli ha permesso di poter scherzare sul mitologico prologo diretto da Craven nel 2006, ma anche di pescare il meglio, perché non rifare anche la sottovalutata scena d’apertura di Scream 2, con più beh “Glory hole” (… John Waters approverebbe) e con il trattamento che andrebbe riservato a tutti quelli che parlano e disturbano al cinema.

Questa scena dovrebbe essere proiettata al cinema, prima di tutti i film.

Quello che ha reso “Scary Movie” così brillante nella sua riuscita va ricercato nella sua popolarità, i fratelli Wayans senza paura e senza vergogna, hanno intelligentemente pescato da “Scream” ma anche da molti altri titoli, non solo Horror popolarissimi, come So cosa hai fatto, ci sono scene che ricalcano The Blair Witch Project, Matrix oppure I soliti sospetti. Ma proprio andando alla caccia di quella popolarità, i Wayans, che arrivavano dal piccolo schermo, in particolare dalla trasmissione televisiva “In living color”, che viene non senza ironia citata anche nei dialoghi di questo film, perché il piccolo schermo e il suo linguaggio, se necessario anche istantaneo, è stato cannibalizzato dalla banda di fratelli.

Inutile non parlarle, era quello che guardavano tutti in quella scena.

Prima dei meme sui Social-cosi, questo ruolo era ricoperto proprio dalla parodia cinematografica, ecco perché “Scary Movie”, sull’altare di una costante ricerca di un linguaggio popolare, spiccio e “de panza”, abbraccia anche il rischio di risultare datato un minuto dopo, parliamoci chiaro, anche la celebre WAAAASSUUUUP chi può capirla oggi, se non era presente negli anni ’90 e non ha i riferimenti giusti?

Immagini che puoi sentire.

Proprio lo sbertucciamento del prologo mette in chiaro l’operazione, pesca una bionda con dei beiboch da “Baywatch” e fa fare a Carmen Electra una corsa tra gli innaffiatoi che sembra uscita da quel telefilm, solo che alle calcagna ha Ghostface che ha appena ottenuto come risposta alla sua domanda sugli Horror, un “Kazam” come risposta (chi ricorda recitare Shaq, non può che concordare), il momento horror è stemperato da una protesi al seno pugnalata, e lo sberleffo è completo.

“Scary Movie” funziona per accumulo, 88 minuti di fuoco di fila di battute, battutacce, citazioni, riferimenti ai programmi e pubblicità popolari in televisione in quel momento. Che siano trovate non-sense visive, gag o volgarità assortite, il film non fa prigionieri e se la battuta che spariamo ora non è il massimo (spesso non lo è) quella che lanceremo in faccia al pubblico tra un attimo sarà ancora più grossa e quella successiva ancora di più, un assedio che se ne frega del buongusto, della classe, si punta a strangolare il pubblico, ovviamente facendolo soffocare dal ridere.

Ciao, siamo una serie di letterine messe in fila che nessuno leggerà sotto ‘ste poppe.

Il problema con la parodie cinematografiche è sempre lo stesso, trasformare il post in un mero elenco di battute memorabili, da passionato della saga originale è strano vedere Linus trasformato in un mezzo (ma anche di più) idiota con la fissa per l’aspirapolvere come Doofy (Dave Sheridan), ma lo sfottò è talmente a fuoco da unire i due mondi, se volete vedere l’opera che mescola i lavori più famosi di Kevin Williamson è “Scary Movie” che dovete guardare, che con la sua irriverenza fa collassare Woodsboro e il mondo di “Dawson’s creek”, come se fossero lo stesso idiotissimo multiverso riempito a forza di battutacce a doppio senso super esplicite, con la stessa facilità con cui Shorty Meeks farcisce una cartina.

Personalmente non so se mi fa più ridere la rivelazione, almeno per i primi anni 2000, Anna Faris, la sua Cindy Campbell sembra la versione con ormoni di Sidney Prescott, perfetta doppelganger, oppure in genarle l’uso sbarazzino con cui i Wayans se ne sbattono del politicamente corretto, riempiendo il film di trovate da “ghetto” e trovando un pubblico prontissimo, perché quanta gente guarda i film sul divano di casa fumando come fanno i personaggi del film e sparando una cazzata dopo l’altra, scherzando sui punti deboli della trama? Insomma, la tradizione iniziata dagli ZAZ, ma con più neuroni bruciati e facilitata dall’alto livello di THC nel sangue.

Parodia, la stai facendo bene,

Dopo “Scary Movie” forse Ghostface – che abbiamo iniziato a chiamare così anche grazie a questa parodia – faceva un po’ meno paura, ma era decisamente più celebre anche di molti suoi colleghi, dopo un successo del genere il seguito era automatico, ma di quello parleremo qui, la prossima settimana, fino all’uscita del nuovo “Scary Movie”, ogni volta che solleverete il coperchio di questa Bara potreste vedere del fumo, non per forza da film Horror… Beeeeellllaaaaaaaa!

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