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Scary Movie 3 – una risata vi seppellirà (2003): vai David Zucker, spingi quella m#rd@!

Siamo una settimana più vicini della scorsa settimana alla settimana in cui uscirà il nuovo “Scary Movie, tra qualche settimana, sapete cosa vuol dire? Che sto guardando il calendario, pieno di settimane e il cervello mi è andato in loop, tipo criceto sulla ruota, benvenuti al nuovo capitolo di… Beeeellaaaa!

Tra i Fratelli Wayans e David Zucker intercorre più o meno la differenza che potreste percepire tra un giocatore di basket che incontrate al campetto e uno che da decenni vince nell’NBA, una non competitiva, un balzo in avanti doppio e carpiato, perché fin dal primo capitolo, la saga di Scary Movie ha applicato i precetti del cinema degli ZAZ: una parodia, a volte scena per scena, di titoli famosi o famosissimi, che ha come caratteristica il fuoco di fila di gag, facce note e ogni genere di trovata comica, però declinata in versione come mi sono divertita a ribattezzarla io, da “ghetto”, da parte dei Wayans. Perché se Zucker-Abrahams-Zucker andavano in sala e “ridoppiavano” ogni scena del film sul grande schermo spanciandosi dal ridere, i Wayans facevano lo stesso, magari sul divano, rollandone più d’una.

«Il pilota automatico della Bara Volante? Vedi è Otto, un amico mio»

Ma per avere dei rispettosi imitatori, tanto vale puntare all’originale, no? Ecco perché il terzo capitolo di “Scary Movie” riesce ad iscriversi a quel ristretto club di saghe che hanno un “Numero 3” incredibilmente buono, una mossa che è riuscita a pochi, per questo, senza girarci troppo attorno, mi gioco il logo rosso dei Classidy per uno di quei “Numeri 3” davvero speciali.

Lati negativi: perdiamo le infinite battute sull’erba dei Fratelli Wayans, unici assenti anche da un cast che invece vede tornare tutti i nomi grossi, a partire da Anna Faris nei panni di Cindy Campbell senza più bisogno di fingersi mora e di Regina Hall, ancora una volta nei panni di Brenda Meeks. Ma con l’arrivo di una delle due “Z” di ZAZ a bordo come David Zucker, arrivano anche i suoi pretoriani, e con loro tutto il loro carico di risate passate: Charlie Sheen e ancora di più Leslie Nielsen.

Dove sta il genio di David Zucker? Nella capacità di non risparmiare nessuno, se “Scary Movie” è, ma sarà per sempre, indivisibile da Scream, allora tanto vale iniziare con la tradizione delle bionde famose uccise nel prologo, una, era proprio Jenny McCarthy, giusto per mettere in chiaro che la distanza con Scream ormai è azzerata. Il prologo omaggio la tradizione della saga di Wes Craven, con due bionde – per altro da sangue dal naso, visto che stavano entrambe al massimo della loro, diciamo biondaggine – altro che ad uno dei bersagli preferiti di questa parodia, la saga di “The Ring”, solo con più attenzione ai “Ring” di Pamela Anderson.

Gente, ma io cosa devo fare, pretendete anche che vi scriva didascalie, sotto queste due? Chi le leggerà mai?

Mentre la VHS maligna si scatena, a 32 chilometri da Washington nella fattoria di Tom Logan (Charlie Sheen… Applausi grazie!) succedono cose strane, anche i cani lo sentono e i cerchi nel grano mettono in chiaro due cose: la prima, che gli alieni stanno per attaccare, la seconda che l’altro grosso bersaglio della parodia di Zucker è “Signs” (2002) di M Night Shyamalan, ma con l’aggiunta del fratello minore, George Logan (lo spassosissimo Simon Rex) impegnato anche su un altro campo da gioco, già perché il ragazzo ha un sogno («… Avere un sogno!») ed è quello di sfondare nel mondo del Rap, tra le “Battle” che sbertucciano in maniera spassosissima “8 Mile” (2002).

Come si unisce tutto questo con la tradizione di “Scary Movie”? Grazie a Cindy Campbell (Anna Faris che qui per me, sfoggia il massimo della sua comicità), diventata giornalista presso una testata che parla solo di meteo, sesso e disastri, la nostra è stanca di servizi su pornodive uccise durante un tornado, inoltre deve prendersi cura di Cody (Drew Mikuska), il nipote affidatole dalla sorella morta di parto, che in questo film prende più colpi di Jackie Chan in tutta la sua carriera, maltrattato, messo in pericolo, colpito da automobili e rapito da Michael Jackson, Cody è una gag vivente, che avrà anche la capacità di vedere il futuro, ma non riesce a terminare una scena senza essere percorso in malo modo.

«Siamo in un film di M Night Shyamalan, ho paura», «No, siamo in un film di M Night Shyamalan con Michael Jackson, ora si devi avere paura!»

Posso dirlo? Sarà anche una porzione di film che devia un attimo dal gran intreccio di parodie che è “Scary Movie 3”, ma se vado pazzo per questa parodia è anche – se non soprattutto – per la porzione di George alla Rap Battle. Ora, io ricordo dal trailer italiano che la prima “barra” del ragazzo era diversa da come la sentiamo nella versione doppiata del film («Sono un ragazzo bianco con il collo collassato e stanco, spalmo maionese sul pane nero ogni mese» il fatto che io ancora la ricordi, vi dice dei miei problemi), questo non cambia nulla, tra l’apparizione di Simon Cowell, il cappuccio tirato su, in teoria alla Eminem, in pratica più alla KKK, quella scena mi fa morire, motivo per cui ho deciso di omaggiarla nel titolo del post, perché è diventata una delle mie “Citazioni involontarie” preferite di sempre (storia vera).

Nel doppiaggio ufficiale lo hanno tradotto meglio, in ogni caso, si mette in tasca Eminem.

Quando poi David Zucker e i suoi sceneggiatori di fiducia, Craig Mazin e Pat Proft, riprendono la via maestra, lo fanno alla grandissima, non solo viene sbertucciata la scena della morte della moglie (qui impersonata da Denise Richards) di “Signs”, ma entra in scena anche la versione locale di Samara, ovvero Tabitha, che spunta dal televisore, diretto effetto della VHS maledetta. No, non quella di “Pootie Tang” (2001).

“Scary Movie 3” non prende prigionieri, rispetto al secondo capitolo ha una vitalità incredibile, un brio nel mescolare le trame dei film che prende amabilmente per i fondelli che è puro ZAZ, anche se qui abbiamo solo la “Z” di uno del trio. Questo film è talmente sul pezzo, che per il momento spiegone, trova anche il tempo di spernacchiare quello che è stato uno dei più imbarazzanti momenti illustrativi della storia del cinema dei primi anni ’00, ovviamente mi riferisco al monologo dell’architetto di Matrix Reloaded, qui impersonato dal mitico George Carlin. Come è possibile che questo film del 2003 prendesse così apertamente per i fondelli un film appena usciti in sala? Ed è qui che entra, a piena potenza, il fattore ZAZ.

«Ma io ti ho già vista», «Anche io ti ho già vista, in Scary Movie, però eri mora»

«Mi chiami il presidente!», «È lei il presidente», «Allora sono già informato», prima che i presidenti americani diventassero ancora più idioti di quelli pensati da Zucker, il colpo di genio finale di questo film è dare spazio al presidente degli Stati Uniti Harris, impersonato da Leslie Nielsen, che letteralmente fa il vuoto. Io credo che davanti alla scena in cui invoca il presidente (Harrison) Ford, da lettore di Tom Clancy, ho rischiato il soffocamento per le risate, ed è solo l’inizio della cura ZAZ a questo terzo capitolo.

“Scary Movie 3” è stato un cantiere aperto, sul set il cast riceveva le nuove battute giorno per giorno, alcuni elementi e certi riferimenti ai film in uscita (come il secondo Matrix) erano stato abbozzati nel copione solo sulla base del trailer del film, ma dopo che David Zucker, Craig Mazin e Pat Proft sono andati in sala, hanno deciso di modificare, aggiungere, espandere, questo spiega perché esiste anche uno “Scary Movie 3.5”, con un finale completamente diverso.

Niente, ho un principio di soffocamento da risate anche solo a rivederla questa scena.

In qualunque edizione decente in home video del film, nella sezione scene eliminate dovreste trovarlo, si tratta di una lunghissima sequenza in cui George combatte gli alieni (che avevano fattezze completamente diverse, con una maschera protesica ben più complicata rispetto alla loro semplificata versione finale) trasformandosi in Hulk, il presidente Harris prova a fare lo stesso ma ha un, diciamo incidente via, il tutto mentre Cindy combatte multiple Tabithe sul tetto, sbertucciando il combattimento di Neo contro i tanti Mister Smith sempre pescato dal secondo Matrix. Tutta la conclusione sarà stata anche più spettacolare, con tanto di ritorno del facente funzione di Shyamalan, ma posso dirlo, il finale “improvvisato” per me, resta il migliore.

Sono amichevoli, devi solo sperare che non ti dicano mai arrivederci.

Gli alieni, con il loro aspetto da semplici “grigi”, mi fa molto ridere perché beh, non hanno nulla di speciale, se non nel loro modo di fare pipì e dire arrivederci, ma tutta la lunga conclusione nello scantinato è brillante, per il modo in cui riesce a dare una parte, anche piccola, ai tanti personaggi del film. Ma per me dove “Scary Movie 3” si conferma essere un atto di totale e assoluta anarchia cinematografica è nella conclusione, il presidente Harris interviene, come sempre per puro caso, ma in maniera tempestiva, entrando in scena proprio quando conta con un’auto citazione, perché la frase: «Auguro ad entrambi buona fortuna, contiamo su di voi» detta aprendo la porta da Leslie Nielsen, non è altro che la stessa, già oggetto di una geniale gag in L’aereo più pazzo del mondo. Dopo questa mossa geniale io non ho altro da aggiungere, se non che siamo di fronte ad uno dei migliori “Numeri 3” di tutti i tempi.

Il superiore magistero tecnico (e comico) di ZAZ.

«Una risata vi seppellirà» questa l’invenzione della nostrana distribuzione, l’inevitabile sottotitolo italiano ridondante da cui non si scappa e che per una volta, è manifesto programmatico. Il celebre motto anarchico dell’800 di Michail Bakunin, ritornato in voga tra il 1968 e il 1977, è letteralmente il riassunto dello spirito di David Zucker, il suo “Scary Movie 3” è solo in parte un film di ZAZ visto che mancando all’appello due terzi del trio, ma lo è totalmente nella vena dissacrante, esplosiva e giocosa con cui prende pezzi di film, li smonta, li spernacchia e ci gioca, il risultato? Il mio capitolo preferito della saga, anche se il suo seguito non scherza, ma di quello, parleremo tra qualche settimana, come sempre… Beeeellaaaa!

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