
Torno all’appuntamento con i pareri volanti beh, della Bara Volante, visto che non mi va di perdere traccia di tutte le ore che perdo ad ammazzarmi di televisione, qualche impressione su alcuni film del 2025, freschi freschi, disponibili in streaming, si parte!
The Old Guard 2 (2025)
Vi ricordate di The Old Guard? No, ve lo dico io, perché tanto nel frattempo il fumetto originale di Greg Rucka non lo avete letto, anche se ai tempi, vi avevo detto che era ben meglio del film Netflix, ma nel film ci recita Charlize Theron quindi ciccia, ha sempre ragione lei ed io torto.

Il ripescaggio – letteralmente – di questa saga di immortali comincia con una di loro tirata fuori da una bara, non volante ma nemmeno galleggiante visto che stava sul fondo dell’oceano, ma acqua chiama altra acqua, visto che l’inizio ci porta sul lago di Como con un po’ di mazzate sul prato di Villa Erba, e sarà la presenza di Luca Marinelli, sarà il fatto che la fotografia è quella delle migliori (si fa per dire) fiction della Rai, l’effetto sceneggiato televisivo è fortissimo.
Come al solito Charlize ci crede, ci crede un botto ma nella prima parte il film sputa in faccia alla sagra trilogia: coreografia di combattimento, atleta in grado di eseguirla al meglio e regista in grado di esaltarla con la regia. Quello che balza in faccia al pubblico è il modo palese in cui le quattro mossettine imparate del cast vengano eseguite in maniera meccanica, per giustificare l’etichetta da film d’azione, anche se Netflix categorizza i film inventato aggettivi.

Nel disperato tentativo di accalappiare spettatori, entra nel cast nel ruolo di una generica cattiva anche Uma Thurman, perché il gioco è strizzare l’occhio alla mitica battaglia delle gigantesse bionde armate di spada di Kill Bill vol. 2 con Charlize (qui mora) a subentrare, inutile dire che sembra la versione da streaming, ovvero il nuovo videonoleggio, per un secondo capitolo che non termina nemmeno, serve solo a fare da ponte per il terzo, quindi ribadisco, l’effetto fiction è fortissimo, ma ci recita Charlize quindi l’avete visto tutti.
Capi di Stato in fuga (2025)
Cosa dicevamo qualche tempo fa? Il filone dei film americani con protagonista il presidente degli Stati Uniti è un genere cinematografico, che di solito ci ricorda la distanza tra la realtà e come l’immaginario vorrebbe un presidente, in questo caso la realtà ci dice una cosa e “Capi di Stato in fuga” ci racconta del presidente John Cena. Posso dirlo? L’immaginario ha vinto.

Il suo personaggio qui sembra palesemente pensato per Arnold, visto che è un attore di film d’azione che, a differenza di Arnold non nato in America, alla Casa Bianca ci è arrivato, al solito Summit mondiale parte il solito parapiglia manovrato dall’americana Elizabeth Kirk (Carla Gugino), bisogna eliminare i capi di stato che parlano l’unica lingua che gli americani conoscono, così gli altri non si accorderanno mai e usciranno dalla NATO, una roba così.
È un problema che una commedia d’azione che nasce con lo scopo di essere leggera, scema e piena d’azione sia a tutti gli effetti leggera, scema e piena d’azione? Questo film lo è, un “Buddy movie” per funzionare deve azzeccare la coppia e questo lo fa, visto che il primo ministro inglese, rigido e accusato di non aver mai nemmeno fatto azioni sul campo (anche se spara meglio dell’eroe dei film d’azione) è fatto a forma di Idris Elba e anche qui, non so voi, ma io non solo vorrei altri “Buddy Movie” con la coppia Cena ed Elba (Cenelba o Elbacena), ma li vorrei proprio a capo delle rispettive nazioni!

Quello che invece vorrei sempre dietro la macchina da presa è il russo Il’ja Najšuller, quando a metà film, non avendo ancora mollato questa produzione Prime Video e anzi, mi stavo abbastanza divertendo grazie al ritmo sempre bello alto, mi sono documentato e la mia reazione è stata: «Ah beh è diretto dal regista di Hardcore Henry! Ci credo che ha questo ritmo!» (storia vera).
Finito anche lui a dirigere roba per lo streaming, il regista di Io sono nessuno, per lo meno lo fa con il passo e il livello di caciara giusto, il film non inventa nulla ma si gioca bene tutte le sue carte, quindi se il mondo deve essere in mano ad un americano, un inglese e un russo, non possiamo fare almeno che siano Cena, Elba e Il’ja Najšuller?
Fountain of Youth – L’eterna giovinezza (2025)
Una regola semplice: è diretto da Guy Ritchie? Si guarda. Una regola ancora più semplice: ci recita Natalie Portman? Si guarda. Capite come mai ho finito di vedere tipo ieri o giù di lì, un film distribuito su AppleTv il 23 maggio.
Questa sorta di avventuroso film per famiglie, con rallenty per dedicarsi alle sparatorie, un detective dal cappotto stiloso e due fratellini figli d’arte di un padre archeologo, fatti a forma di Natalie Portman e del marito di Emilio Blunt è diventato una sorta di serie tv, una di quelle che inizi per curiosità, porti avanti per noia e se sei caparbio, termini, altrimenti finirà per sempre nel limbo dei “Continua a guardare”.

Non che sia un film orribile, solo un titolo ultra generico, pieno di cambi di location come da classico del cinema d’avventura e colpi di scena che non sono tali quindi a parte i soldi, che sono la risposta a tutte le domande del mondo, perché Guy Ritchie si ostina a cambiare genere quando poi, le storie di gangster sono quelle in cui dà il meglio?
A saperlo iniziavo “MobLand” che è decisamente più nelle corde, sia mie che del regista britannico, e poi avrei avuto la scusa di guardarlo come una serie tv, visto che lo è.


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