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Schegge di Streaming: Trigger Warning, Lumberjack the monster e Ultraman Rising

Torna l’appuntamento con gli ultimi titoli visti in streaming, roba veloce che si dimenticherà ancora più velocemente e di conseguenza io, il vostro amichevole Cassidy di quartiere la tratterà allo stesso modo, iniziamo!

Trigger Warning (2024)

Dove lo trovo? Netflix

Pensavate fosse passata la moda dell’eroina John Wicka della settimana? Eh no gente, soprattutto perché Netflix ha questo formula in canna e nessuna paura di utilizzarla, quindi perché non dare una possibilità anche ad una “veterana” come Jessica Alba?

Anche a lei tocca quel mesetto di studio (forse meno) alla corte della 87Eleven, la squadra di stuntmen che sta dietro a classici contemporanei come beh lo sapete, lo diciamo una volta a settimana, John Wick. Anche perché alla fine la nostra Jessicona con roba molto fisica o meglio, con roba dove la sua fisicità percepita sembrava più vistosa di quello che era, perché posso garantirvelo, Jessica Alba dal vivo è bellissima ma comunque minuta, non una macchina da guerra e poi parliamoci chiaro, il massimo dell’azione espressa in carriera era la parte spogliarellista (vestita) in “Sin City”, scomparire nei panni di Sue Storm oppure beh, la serie tv “Dark Angel” di cui ancora campa di rendita, specialmente se le hanno proposto questo soggetto, incautamente venduto come un Rambo o un John Wick al femminile. No no, ma tranquilli, non sparate paragoni giganti che poi il pubblico medio di Netflix si crea delle aspettative eh? Tranquilli!

La convinzione di Jessica per questo ruolo.

La trama ruota attorno alla soldatessa che come ci viene mostrato nel prologo, non spreca proiettili, lei fa tutto con il coltello, Jessica Alba ha imparato tre mosse e quelle ripete, quindi tutto l’effetto “Ramba” viene riassunto così, nel coltello della protagonista, che tornata a casa per portare avanti il bar ereditato dal defunto padre, scopre che nel paesello dove è cresciuta il più pulito c’ha la rogna a partire dallo sceriffo Jesse (Mark Webber) o il politico corrotto Ezekiel Swann (Anthony Michael Hall).

Segue quello che già potete aspettarvi, una trama che procede a strappi in cui Jessica ad uno ad uno, spietatamente (cit.) accoltella i cattivoni riportando la pace, giusto in tempo per giocarsi un finale in cui guida la sua jeep verso l’orizzonte nel deserto, che teneri loro, immagino sia un omaggio a Terminator, apprezzo il buon gusto ma generate comunque più tenerezza che ammirazione.

La vera convinzione di Jessica per questo ruolo.

Anche perché la regista Indonesiana Mouly Surya sa come inquadrare l’azione senza aver bisogno di rifugiarsi in un montaggio pasticciato per nascondere le carenze, ma Jessicona nostra è lenta nell’eseguire, si vede che sta pensando alla coreografia e non ha nemmeno una trama o un fisico a supporto di quelle coltellate che fa volare, insomma un esordio americano insapore, per un film fatto con lo stampino destinato a perdersi nel mare magnum della piattaforma. Ammazza ‘sto film l’ho accoltellato peggio di come vediamo fare a Alba con i suoi avversari.

Lumberjack the monster (2024)

Dove lo trovo? Netflix

Sono un ragazzo semplice, esce un film nuovo di Takashi Miike, guardo il nuovo film di Takashi Miike, anche perché il regista giapponese come dire, è prolifico, non proprio tutti tutti i suoi lavori sono a portata di mano sulla popolare piattaforma di streaming, quindi meglio approfittarne, anche perché ormai Miike ha sforato di molto il muro dei cento film diretti in carriera, io ci ho un po’ rinunciato a vederli tutti, ma non a gustarmi un suo nuovo lavoro quando ne ho la possibilità.

Il suo “Lumberjack the monster” mi piace anche perché mi ricorda un pezzo celebre dei Monty Python, anche se è tratto da un popolare romanzo scritto da Mayusuke Kurai, che inizia con l’avvocato Akira Ninomiya (Kazuya Kamenashi), aggredito nel parcheggio da un assassino che perseguita Tokyo, un maniaco armato di ascia con la brutta abitudine di spaccare teste e rimuovere il cervello alle sue vittime. Il fatto che ne trovi così tanta di materia grigia è già una notizia.

Questo sarebbe il buono del film, no lo dico perché con quello sguardo qualche dubbio potrebbe esserci.

Per Akira però, scoprire l’identità dell’assassino a cui è miracolosamente sopravvissuto diventa un’ossessione, non solo deve capire chi nasconde quella maschera (… TIGRE!), ma deve farlo prima della polizia, visto che l’assassino pesca a piene mani dal folklore giapponese ed è l’occasione giusta per Miike per raccontarti un’altra sfida tra personaggi strambi forti, perché se l’assassino con ascia è pittoresco, il nostro Akira tra i due sembra il vero psicolabile in questa sorta di fiaba nera.

Il nome di Takashi Miike è garanzia di sbudellamenti e trovate estreme che ovviamente anche qui abbondano, sangue a litrate morti ammazzati e tutti il corollario, reso ancora più visivamente interessante da neon belli saturi, una fotografia perfetta nel rendere squallido il mondo in cui la storia si svolge, il tutto avvolto da una colonna sonora affilata perfetta per sottolineare il carisma di Kazuya Kamenashi, purtroppo tutto questo è mestiere, gran mestiere badate bene, ma nulla di più.

I’m a lumberjack and I’m OK / I sleep all night, I work all day (cit.)

Anche perché sulla carta lo scontro tra pazzoidi messo su da Miike sarebbe interessantissimo, purtroppo non è esente da momenti al limite del non-sense, per quanto possiate essere mentalmente pronti alle trovate pazze in un film del regista giapponese, quella grossa su cui il ritmo del film si impantana è davvero tanto tanto matta. Ho pensato seriamente che lo streaming fosse saltato e che fossi finito per caso su un altro film giapponese, intento a trattare tutt’altro argomento, per di più condito da un notevole spiegone della bellezza di trenta minuti di durata, insomma bene ma non benissimo.

Peccato perché l’ultima fatica di Takashi Miike si traduce in un soggetto promettente che si traduce in un buon film mancato, senza il mestiere del regista sarebbe stato anche più disgraziato, ma proprio perché parliamo di un film di Miike, era lecito attendersi di più, peccato, io almeno ci avrei messo la canzone dei Monty Python sui titoli di coda.

Ultraman Rising

Dove lo trovo? Netflix

Il personaggio di Ultraman è un vero classico, non posso certo dire du essere un esperto ma mi piace in tutte le sue incarnazioni, quindi ero ben felice di vederlo spuntare in una versione animata direttamente su Netflix e devo dire che il film di Shannon Tindle ha un inizio niente male, ottimo per far conoscere il personaggio ad un pubblico tutto nuovo.

Vola Ultraman regalaci un filmone! (ci vediamo nella prossima didascalia)

Ken Sato è una grandissimo campione di Baseball giapponese che negli Stati Uniti è assorto a livello di superstar, geniale sul campo ma egoista, ha scelto di dedicare la sua vita al campo a forma di diamante dopo la tragica scoperta (nel prologo) di essere il figlio dell’originale Ultraman, da cui ha ereditato i poteri, anche se siamo davanti al più classico degli eroi recalcitranti, che dopo aver sconfitto uno degli ultimi Kaiju, affronta i sensi di colpa di aver spazzato via dalla faccia del pianeta una creatura ormai rarissima. Per per la fortuna dei biologi, il mostrone ha lasciato in eredità un uovo ed è chi che il verbo “Rising” rivela il suo vero volto.

Animazione? Molto bella e moderna. Inizio del film? Promettente e frizzantino. Poi arriva il pupo Kaiju e “Ultraman Rising” diventa la storia di un ragazzo padre che affronta le “gioie” (virgolette obbligatorie) della paternità risultato? Un film con del potenziale abbraccia il suo target di riferimento, i bambini, quindi si trasforma in una bambinata buona giusto per chi ha messo al mondo dei figli e vaga sul paghinone di Netflix in cerca di qualcosa da far vedere ai bimbi, che poi guarda caso di che parla? Delle difficoltà che uno affronta dopo aver messo al mondo dei bambini. Il Kaiju che si morde la coda.

Ed è qui che il film smette di essere interessante.

Come si possa trasformare in qualcosa di pallosissimo un soggetto con Ultraman e dei mostri giganti insieme, per altro animati anche piuttosto bene, io proprio non lo so, ma ci sono riusciti, ma non ho figli, io non posso capire (cit.) seee vabbè, ma un film che getta via il suo potenziale scusate, quella è materia mia e sono qui per avvosarvi, sono il vostro Ultraman a guardia dei titolacci da streaming.

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  1. Direi che posso evitarli tutti, l’unico che mi incuriosisce è quello di Miike ma solo perché è di Miike. E con tutti gli altri della sua sterminata filmografia che ho ancora da guardare mi sa che questo rimarrà parecchio indietro.

    • Ormai mi sono perso, anche perché è difficile reperirli tutti, questo almeno è comodo da trovare 😉 Cheers

  2. Allora, nell’ordine…Miike e’ sempre una garanzia, anche quando non si esprime proprio al meglio.
    Il ruolo da John Wick ormai sembra quasi un rito di passaggio a cui devono per forza sottostare tutti, e comincia ad essere fin troppo abusato.
    In quanto a Ultraman, mi e’ piaciuto.
    Beh, alla fine e’ un film per famiglie, e se lo prendi come tale può’ anche andarti a genio.
    Un po’ meno se hai ancora negli occhi la serie, sempre su Retepellicole.
    Quella e’ un’altra roba.

    • Va bene la versione per famiglie, ma così anche un pelo troppo, almeno per i miei gusti, ad un certo punto al posto di Ultraman avrebbe potuto esserci chiunque, da quel momento in poi il film ha perso il suo senso. Cheers

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