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Scream Queens – Stagione 1: I can’t wait to hear you scream…

Qualche
settimana fa ho letto un’intervista in cui il giornalista di Hollywood
reporter ha chiesto a John Carpenter se avesse già visto il nuovo show di Jamie
Lee Curtis “Scream Queens”, la risposta del Maestro è stata: “Come on, please.
I’m too busy watching basketball”.
Sono
abbastanza sicuro che Giovanni questa serie l’abbia vista, è solo il
suo modo di scherzare visto che con Jamie Lee si prendono costantemente per il
culo una con l’altro, voi nel dubbio non perdetela, perché è una delle migliori
serie Tv dell’anno e non solo per il titolo fighissimo!

Creata da Ryan
Murphy e Ian Brennan (i due disgraziati responsabili di Cooties), ha una struttura molto interessante, risulta divertente e
gioiosamente splatter, se siete amanti dell’horror, poi, dovrete solo divertirvi
a indovinare tutte le mille citazioni e gli omaggi sparsi lungo i 13 episodi, come
ad esempio, il padre di Grace che ai suoi studenti mostra “Non aprite quella
porta” e si commuove come un bambino.
Questa serie sembra
un match di boxe tra “Scream” di Wes Craven e “Mean Girls”, il risultato è un
tripudio di odiose stronzette, un mascherato e silenzioso assassino che uccide
con i metodi più disparati, il tutto applicato ad una struttura alla “Dieci
piccoli indiani”, dove ogni episodio coincide con un nuovo omicidio ed ogni
omicidio porta un passo più vicini allo smascheramento dell’assassino… Forse.



“Che tu sia maledetto, barone Diavolo rosso!”.
La sorellanza
universitaria KKT (curioso che si chiami come quella di “How to get away with
murder”) tiranneggiata dalla dispotica Chanel (Emma Roberts, figlia di Eric e
nipote di Julia), è alle prese con un omicida degno di uno Slasher movie chiamato
Red Devil, un tizio con costume e (sorridente) maschera da diavolo, che semina
morti in lungo e in largo nel campus. Ad alimentare questo riuscito (e
divertentissimo) “whodunit” ci pensano una serie di sottotrame, come quella
di Grace Gardner (Skyler Samuels) giunta all’università con un enorme punto
interrogativo sull’identità della propria madre.



Misteriosa la sua identità, è un segreto che nessuno sa, chi nasconde quella maschera…
La prima cosa
che colpisce di “Scream Queens” è l’assoluta mancanza di realismo negli
omicidi, nel senso che Ryan Murphy e Ian Brennan non hanno nessuna volontà di
portare in scena ammazzamenti che risultino reali, ogni nuovo omicidio ricorda
quello di un cartone animato particolarmente violento e l’umorismo nero che
pervade la serie contribuisce a smontare i clichè dei film horror. Quindi, diventa
assolutamente normale assistere alle classiche dinamiche tra assassino e
vittima, ma con tutti i dialoghi che avvengono tramite Whatsapp, oppure vedere
l’assassino utilizzare una spara chiodi, per trasformare la sua vittima in un
cosplay di Pinhead di “Hellraiser”, oppure vederlo scomparire dietro una siepe,
come faceva il Mike Myers di Halloween.
In “Scream
Queens” non ci sono buoni, la cosa divertente di questa serie è proprio il
fatto che sono i personaggi più odiosi ad attirarsi le simpatie del pubblico,
come il vanesio e scemissimo Chad, il bello della scuola che si vanta di
attrarre sessualmente chiunque (ma proprio chiunque!). Oppure la stessa Chanel,
troppo concentrata su se stessa per perdere tempo ad imparare i nomi delle sue
assistenti, bollate tutti come Chanel #3 o Chanel #5, eppure proprio il
personaggio di Emma Roberts, maligna “Mean Girls” risulta quello che si segue
con più attenzione, in attesa della sua prossima angheria verso i maschi
oppressori, o su qualche ragazza non ritenuta socialmente alla sua altezza. Nella
vita reale sarebbe una calamità per l’odio di chiunque, ma nell’ottica di
questa serie, ogni volta che Chanel apre bocca, non si può non esaltarsi, non
si faceva così spudoratamente il tifo per i cattivi dai tempi di “Breaking
bad”.



Sono battutacce come questa che ti fanno fare il tifo per Chanel…
Ryan Murphy ha
fatto un ottimo lavoro di casting, nella parte di Chanel #5 troviamo Abigail
Breslin, per altro l’unica del cast ad avere l’età giusta per andare al
college, mentre tra le tante (colorite) ragazze che popolano questa serie, è
impossibile non citare Chanel #3, interpretata da Billie Lourd, la
riconoscerete perché è quella che indossa SEMPRE il paraorecchie, omaggiando la
capigliatura di sua madre, Carrie Fisher, in Guerre Stellari.



Se vi ricorda una scena di “Nightmare” tranquilli, tutto sotto controllo…
Ma la
ciliegina su questa serie non può che essere lei, la veterana, la “Professional
victim”, Laurie Strode… Ovvero Jamie Lee Curtis, storica Scream Queen lanciata
da John Carpenter in Halloween e The Fog, presente in tutti i film della serie
Halloween (remake e strambi esperimenti esclusi). Inchini e riverenze di fronte
a questa signora dell’Horror. Mi fermo qui, perché la figlia di Tony Curtis ha
recitato in alcuni dei miei film di culto, lavorando con tanti dei miei registi
preferiti, anche se basterebbe Carpenter all’elenco, prima di degenerare
completamente in un’ode sperticata a Jamie Lee Curtis cerco di ritornare sul
pezzo…



Inchini, riverenze e genuflessioni…
Qui interpreta
il Decano dell’università Cathy Munsch, scelta di nome geniale, che ricorda
Munch, ovvero l’autore del più famoso Urlo del mondo, che per una scream queens
è il complimento supremo.
Una curiosità
molto divertente letta su IMDB sottolinea la grande professionalità di Jamie
Lee Curtis, siccome il suo personaggio per esigenze di ruolo deve apparire
sempre serissimo, per non scoppiare a ridere della battute della sceneggiatura
sul set, Jamie Lee Curtis ha adottato un piccolo trucchetto, uno stuzzicadenti
da tenere tra le dita per punzecchiarsi e sopprimere le risate sul nascere… Come
si fa a non idolatrare una così, dai!



Da baby sitter a Decano dell’università… Mica male come carriera.
Come dicevo
prima, “Scream Queens” è un must per gli appassionati di film Horror e di Cinema
in generale, tenere il conto delle citazioni penso sia quasi impossibile, a
parte le più palesi (tipo Jamie Lee che rifà la scena delle doccia di “Psycho”,
basterebbe questo per convincervi a voler vedere questa serie). Come spettatori
siamo bombardati da citazioni, giusto per dirne una, l’ultimo episodio della
prima stagione si gioca “Don’t You (Forget About Me)”, impossibile non pensare
a “The breakfast club”.

Ma la marcia
in più di “Scream Queens” è la sua capacità di tirare dentro il pubblico
trasformando tutti gli spettatori in investigatori, le teorie sull’identità di Red
Devil fioccano durante la visione e non mi stupirei di vedere qualcuno
travestito da diavolo rosso il prossimo Halloween, oltre ai soliti Ghostface, Ryan
Murphy e Ian Brennan se lo meriterebbero visto l’ottimo lavoro, di sicuro si
sono guadagnati la riconferma per la seconda stagione, ma questo forse è una fortuna
più per noi spettatori.
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