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Sea Fog: Finchè la barca va…


Co-scritto e
prodotto da? Bong Joon-ho.
Scritto e
diretto da? Shim Sung-bo.
Chi che parla?
CHISSENEFREGA! Lo sto già guardando!

La coppia che
nel 2003 produsse “Memories of murder” si ritrova per un film ambientato su una
nave, ennesima dimostrazione che Bong Joon-ho (detto Bon Jovi No) migliora
tutto quello che tocca.
Un peschereggio coreano vive tempi di crisi, il capitano
per pagare i debiti rischia di dover vendere la barca e licenziare tutti i
marinai. Prima di mollare accetta un lavoro rischioso, ma ben pagato, ovvero:
recuperare in mare aperto un carico di clandestini cinesi da contrabbandare in
Corea. Un loschissimo lavoro da scafisti appoggiato dalla ciurma. Tra gli
imbarcati anche una giovane ragazza cinese caruccia che legherà subito con il
più giovane dei marinai a bordo, da qui in poi, timone dritto in direzione del
classico Thriller, verranno beccati dalla autorità? Arriveranno in porto? Manterranno
l’etica e la moralità in un mondo che ti colpisce duro a tradimento?

Sea Fog: Un allegra commedia marinara (…Credici!)

Raramente si parla di pescherecci al cinema, uomini duri
grezzi e tosti sono ben rappresentati da molte categorie spesso più blasonate,
eppure questa categoria così proletaria viene spesso snobbata in favore dei più
vendibili cowboys, soldati, pompieri o chi volete voi. Ecco, “Sea Fog” è un
film di marinai al 100%.

Uomini che non si ubriacano con niente di meno che una
specie di solvente per le chiglie delle navi, fermentato illegalmente in una
vasca da bagno. In questo senso il film di Shim Sung-bo riassume tutte le
caratteristiche che ti aspetteresti da un film ambientato su un peschereccio.
Ho perso il conto del numero di personaggi che rischiano
di finire a mare, dopo che una rete gli ha intrappolato la caviglia. In questo
film non so nemmeno quante scene ci sono in cui il capitano, uomo silenzioso e
vessato dal peso delle responsabilità, guarda male il pivello di turno,
colpevole di aver fatto un errore da pivello di turno.
Ecco, tutto questo contribuisce al rilassamento del tuo
sopracciglio di spettatore, quello che si solleva di fronte ad un passaggio
visto mille mila volte in un film. Bene, su noi spettatori, sul nostro saccente
sopracciglio e in generale sulla trama del film, senza alcun preavviso, entra
fortissimo a gamba tesa la sceneggiatura che piazza un colpo di scena grosso
come il peschereccio, che cambia tono e direzione a tutto il film. Si passa da
un thriller nero rozzo e sporco, ad un thriller NERISSIMO intriso di un cinismo
che levati, ma levati proprio…

La mia faccia, quando ho visto il colpo di scena a metà film…
Il film ha tutte le caratteristiche tipiche di quelli
diretti da Shim Sung-bo: alcuni personaggi hanno il minimo sindacale di
caratterizzazione (tipo il capitano), mentre tutti gli altri restano a malapena
tratteggiati, la sceneggiatura e la regia, si attestano sui canoni standard del
genere, vengono enfatizzati giusto i momenti di cinismo, di “Cannibale mangia
cannibale, uomo mangia uomo”, ma per nostra fortuna i Coreani non hanno paura a
portare i loro film in direzioni impreviste e innovative, anche se quelle
direzioni sono il baratro più totale dell’avidità e la cattiveria umana.
La capacità di Bong è quella di rimodellare i generi,
ridefinendone i canoni, in un film che prosegue tra cinismo e una regia tutto sommato convenzionale, piazza prima QUEL colpo di scena a metà film e poi il finale.
Signore e Signori il finale…

Avrete bisogno di una mano per digerire la scena finale…

Quando il sopracciglio sta per tornare a rialzarsi,
quando pensi che “Sea Fog” si concluderà in un modo convenzionale e forse
addirittura stucchevole, Bong Joon-ho ti ricorda ancora una volta di cosa è
capace, fratturando tre vertebre alla consolazione facile, piazza un finale
asciuttissimo (anche se i protagonisti sono fradici di acqua di mare) che ti
illude. Rinunciando completamente ai dialoghi, con una sola inquadratura piazza una conclusione di totale, assoluta, cattiveria. Una
roba che ti strappa le sopracciglia con effetto ceretta, lasciandoti a dir poco
scottato.

Insomma, i film ambientati su un peschereccio hanno un
nuovo valido esponente, la coppia di cattivissimi Coreani supera un altro
esame, colla per riattaccarvi le sopracciglia fornita separatamente.
Consideratevi avvisati.
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