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Shadow in the cloud (2020): scoreggia a 20.000 piedi

Chissà se lo troverò a casa a quest’ora? Speriamo di non
disturbare, allora prefisso… Ammazza quanti numeri da digitare, ok sta
suonando.

Pronto casa Landis? Sì, ciao sono Cassidy, bella Joooooohn!
Come stai amico mio? Eh sì dai teniamo botta in mezzo a questo gran casino, tu?
Tutto bene? Bene bene mi fa piacere sentirlo, si certo che ho rivisto Una poltrona per due, come ogni 24 di dicembre
lo sai che è una tradizione! Senti John ti chiamo perché sono un po’
preoccupato, Max è a casa? Ah non è ancora rientrato ok… Ma sta bene? Cioè come
lo vedi tu in questi giorni? Mangia? Dorme? No perché ho visto “Shadow in the
cloud” il film di Roseanne Liang che lui ha sceneggiato… Sul serio sei sicuro
che stia bene?

Non ti chiedo nemmeno se lo hai visto, tanto tu li hai visti
tutti i film, ecco infatti, si è quello che ho pensato anche io vedendolo, la
trama di suo è davvero una figata, ha dentro tutto quello che mi piace, Chloë
Grace Moretz interpreta l’ufficiale di volo Maude Garrett, esperta meccanica
imbarcata di straforo su un caccia bombardiere in rotta verso Samoa, nell’agosto
del 1943… Come dici? Ah è arrivato Max? Si grazie passamelo così ci parliamo
direttamente, grazie John sempre un piacere sentirti, però chiama anche tu ogni tanto, il mio numero lo sai. Ciao grande!
Ciao, ciao.

Lo scemo errante (traduzione a braccio), carino che il vecchio Max mi abbia pensato.

Max! Mitico come stai? Bene si, in questo periodo
nemmeno quello è scontato, io tutto ok, solo che ho visto il tuo “Shadow in the
cloud” quindi ho detto fammi un po’ rompere le balle ai Landis, lo sai che sono
il nostro Steve Urkel di famiglia no? Senti Bro io te lo dico fuori dai denti,
lo sai come sono mi conosci, non ti offendere ti voglio bene però… Ma che cazzo
stavi pensando quando hai scritto ‘sta roba?

Si, si… Ok, aspe… Aspetta un attimo! Lo so che è una co
produzione neozelandese e la regista Roseanne Liang è al suo primo film dopo tante serie tv e cortometraggi, su quello non ho nulla da dire, è un film diretto
anche piuttosto bene mi è piaciuto… Si anche il cortometraggio animato all’inizio,
quello con il pilota alle prese con un Gremlin, lo so che non sono i Gremlins
come li intendeva Joe Dante, sei
andato all’origine del mito di quei pestiferi bastardelli, che secondo la
leggenda urbana sabotavo gli aerei americano durante la “Seconda”, come avrebbe
detto il signor Futterman. Lo sai che è tutta roba che mi gasa un botto sì, ma
non è quello il problema di “Shadow in the cloud” secondo me.

Bello vero? Peccato sia l’unico aereo che si vede per intero in tutto il film.

Partendo da una premessa che comunque è fantasiosa e
difficile da giustificare, hai trovato il modo di rendere credibilissima la
missione di una donna imbarcata su un caccia bombardiere, che si ritrova
circondata da un equipaggio di soli uomini, con un misterioso pacco da portare
a destinazione. Si dico sul serio, tutta la parte iniziale del film, diciamo
il primo atto, fila via che è una meraviglia. Oh, mica ti telefono solo per criticati per chi mi hai preso?

Mi è piaciuta l’idea di far accomodare Maude al posto del
mitragliere, un modo per tenerla al “sicuro”… Tu non mi vedi perché siamo al
telefono, ma sto facendo le virgolette con le dita quando uso questa parola. Ecco dicevo, per
tenerla al “sicuro” dal resto dei piloti, anche i dialoghi che virano sul
sessista andante, come è legittimo pensare sarebbe stato nel 1943, con una donna
in mezzo a soldati che non ne vedono una dall’inizio della guerra, tutto bene, un buon inizio bravo Massimino.

No dico davvero, devo essere onesto i primi quaranta minuti
di film sono davvero efficaci, i dialoghi filano che è una meraviglia e non lo
dico perché sei tu, non sto a farti le sviolinate, lo so che quanto ti metti sei un drago, mi è
piaciuto anche il fatto che il nutrito equipaggio, tutto maschile, sia stato
mostrato da Roseanne Liang, attraverso primi piani, in modo da poter collegare
alle voci all’interfono, anche il volto degli attori, per assurdo dentro “Shadow
in the cloud”, ci sarebbe un intero film raccontato tutto in “controcampo”
dalla parte dei piloti di bordo, che si ritrovano ‘sta bionda che parla di un pacco
da recapitare e minaccia la corte marziale a chiunque proverà ad aprirlo, e poi
a questo si aggiunge anche la minaccia, vera o presunta che sia, di un Gremlins a bordo.
Sarebbe un fantastico film sulla paranoia, ma anche raccontato dal punto di
vista di Chloë Grace Moretz, l’inizio funziona alla grande, oh ma poi che brava
è la Moretz? Di fatto è sola sullo schermo quasi tutto il tempo e recita di
primi piani, mi ha stupito, era da parecchio che non la vedevo recitare così.

I primi quaranta minuti di film riassunti in un’immagine.

Si, hai ragione mi è piaciuta anche la musica fuori
contesto, vagamente anni ’80 con l’uso dei sintetizzatori e poi vabbè, se mi
citi così palesemente Richard Matheson
secondo te io posso dirti qualcosa Max? Quando Chloë Grace Moretz guarda fuori
e vede qualcosa muoversi sull’ala dell’aereo, ho puntato il dito verso lo
schermo urlando «Incubo a 20.000 piedi!», si sì… Storia vera giuro. Il racconto
di Matheson è celeberrimo, lo ha portato sul piccolo schermo Richard Donner in un episodio di “Ai
confini della realtà” interpretato dal capitano Kirk William Shatner, e
successivamente da uno dei miei preferiti, John Lithgow nel film del 1983, il
segmento era quello diretto da George Miller, anche se immagino non sia stato facile per tuo papà ricordare quel
film… Eh immagino, per fortuna in famiglia non vi manca il senso dell’umorismo, beati voi.

Compatisco quei poveri di spirito che si lanceranno in paragoni arditi.

Quello che volevo dirti Bro è che ti giuro, mi pesa dirtelo
ma è così, non riuscivo a capacitarmi come un film che comincia così bene, e
che per una quarantina di minuti buoni è dannatamente valido, ad un certo punto
si trasformi in una tale vaccata… Oh senti, lo sai come sono non ti offendere, ma qualcuno te le deve dire queste cose no? Ero lì tutto preso dal film, con la
Moretz alle prese con i soldati, il pacco dal contenuto misterioso, l’attacco degli “Zeke”
giapponesi… Vero, una figata, non ci sono mai abbastanza film con gli
aerei della seconda guerra mondiale lo dico sempre. Poi ci metti anche la
minaccia del Gremlin… Sul serio amico ero gasatissimo! Ma all’improvviso non
so cosa vi sia preso.

Lo so che il film lo hai scritto insieme alla regista, mi
sta bene anche la sua idea di ruotare la macchina da presa al contrario quando
la Moretz si arrampica appesa sotto l’ala dell’aereo, un po’ di spettacolo non
guasta mai, ma io dico, a parte il fatto che volando a 20.000 piedi tra le
nuvole, trovo alquanto improbabile che ci sia solo un po’ di venticello a
scompigliare i capelli della protagonista, che in quelle condizioni
rischierebbe l’assideramento, ma poi voglio dire si arrampica a braccia come se
fosse la Donna Ragno? Con un dito della mano rotto?! Va bene la sospensione dell’incredulità
e le motivazioni superiori della protagonista, ma qui nemmeno la fisica di base viene
rispettata e poi perdonami Max, ma ho smesso di credere a quei film dove i
personaggi appesi per un dito mignolo si tirano su di peso e restano sospesi
nel vuoto per ore, hai mai fatto più di due trazioni nella tua vita? Ecco
allora fai una cosa, la prossima volta che ti viene un’idea così, ti appendi
alla sbarra, provi a fare venti trazioni di fila e poi mi dici se hai ancora la
forza di picchiare sui tasti della tastiera, se ci riesci, allora è una buona idea per
una sceneggiatura.

Non so se mi ricorda più “Cliffhanger” o la scena iniziale di “Ace Ventura – Missione Africa”

No Max… Max? Si sì, quello sì però… Ok l’impianto narrativo
da B-Movie, ma io posso credere a qualcosa di incredibile come un Gremlin su un
bombardiere nel 1943, ma non a qualcosa di impossibile, come una che si
arrampica con un dito rotto, a testa in giù sull’ala di un aereo in volo, fai il
bravo dai! Ma poi non puoi iniziare il film con quel tono tutto serio,
giustificando tutti gli elementi. Cioè persino il fatto che la protagonista sia una
donna ha una sua totale logica nella storia, perché questo film, o per lo meno il suo inizio, non
avrebbe funzionato con un protagonista uomo e Crom solo sa quanto bisogno abbiamo di protagoniste cazzute nei film, però non puoi sperare che il pubblico
ad un certo punto cominci di colpo ad accettare trovate da cartone animato,
quando il tuo film inizia in maniera così seria.

No davvero Max, capisco tutto, anche la volontà di
spettacolarizzare, ma la protagonista che cade nel vuoto, lo Zeke giapponese
sotto di lei a distanza di chilometri che esplode in volo, e lei invece di
morire bruciata o precipitare verso la morte cosa fa? Rimbalza in aria come Willy il coyote centrando in pieno il portellone aperto dell’aereo e atterrando illesa? Davvero
Max pensi che qualcuno possa bersi questa roba? A questo punto era molto più
credibile vedere Bugs Bunny combattere contro un Gremlin nei cartoni animati, non puoi proprio sperare che
qualcuno prenda una trovate del genere su! Te lo dico da amico credimi.

Il salto dello squalo? No, il salto dello Zeke!

Capisci che ad un certo punto, se riempi il film di queste
trovate fuori luogo da cartone animato, io da spettatore come faccio a prendere
sul serio quello che accade? Hai dato un calcio al secchio del latte Max, tutta
la prima parte così seria e accurata anche nei piccoli dettagli, non giustifica
il secondo e il terzo atto dove vale tutto e sembra di guardare il cartone
animato più serio del mondo diventare improvvisamente scemo, mi puoi mettere anche un aeroplano che vola a
testa in giù ma come spettatore, diventa un pochino impossibile crederti e
stare al gioco, tutto qui Max.

Si, i titoli di coda in stile Predator, con il primo piano degli attori e il nome del personaggio
mi sono piaciuti, lo sai che vado matto per questo genere di trovate, però lo
scontro finale con la Moretz che prende a pugni il Gremlin in CGI non si può
guardare credimi! A quel punto avresti potuto metterci dentro anche i
dinosauri e i draghi volanti, tanto ormai la credibilità del film era finita
giù lungo lo scarico.

Dopo la post produzione la scena migliora (ma non di molto)

Sul serio Max, ti voglio bene sei come il fratello che non
ho mai avuto, però te lo devo dire con il cuore in mano, ogni tanto, un po’ di
tabacco dentro metticelo e che cacchio! Oh scusa lo sfogo ma te le dovevo
proprio dire, dai che sei bravo… Si, si volentieri però fatti sentire anche tu
ok? Fai proprio come tuo padre, devo telefonare sempre io. Ok, ciao Max ciao stammi bene, si
ripassami papà che lo saluto, ciao ciao…

John? Ciao, no sul serio tu come lo vedi ‘sto ragazzo? La
notte dorme? Mangia abbastanza? Eh lo so… Capisco però anche tu, quando gli
vengono certe idee… SBAM! A mano aperta sul coppino. Sono quegli schiaffoni
educativi che fanno crescere. Dai ti lascio andare alla tua collezione di
maschere da scimmia, stammi bene John, un abbraccio… Ciao mitico! Ciao ciao! Si,
ci vediamo mercoledì prossimo, come sempre, ciao!

Ah i Landis! Come farei senza di loro, certo che quel Max mi
fa disperare… Però la prossima volta magari gli faccio una video chiamata,
queste interurbane cominciano a diventare costose. Ci manca solo che per non
sentirmi, Max tagli i fili del telefono e poi dia la colpa ai Gremlins.

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