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Solar Opposites – Stagione 2 (2021): una geniale famiglia di alieni

Lo so, vi ho ammorbati con Rick & Morty più del dovuto (ma mai abbastanza), quinci ci
mancava solo la seconda stagione, della seconda serie creata Justin Roiland e Mike McMahan a farmi
tornare sull’argomento. Solar Opposites è un gioiellino e finalmente Disney+ ha
messo a disposizione, anche in uno strambo Paese forma di scarpa, la seconda
stagione.

La storia è quella di quattro alieni in fuga dal loro
pianeta ormai distrutto, la loro missione sulla Terra è quella di allevare la
Pupa, un esserino tanto carino quando gelatinoso che un giorno, giunta al
massimo della sua maturazione, sarà pronta a terra formare il nostro pianeta
rendendolo ideale per la vita di questi alieni, che nel frattempo vivono tra
noi in un sobborgo americano, imparando tutto del nostro stile di vita.

Questi alieni non hanno bisogno di telefonare a casa, sono già a casa.

Utilizzando lo stesso stile spigliato e al vetriolo di Rick & Morty, anche “Solar Opposites”
sa utilizzare la fantascienza per prendere allegramente per i fondelli tutte le
nostre umane nevrosi, inoltre le trovate geniali nelle singole puntate non
mancano.

Ad esempio nel secondo episodio (2×02 The earth eraser)
Terry e Korvo, dopo aver fatto una pessima figura durante un apericena,
inventando un complicatissimo piano per mettere al bando le apericene,
facendole dichiarare illegali dal governo degli Stati Uniti, il tutto mentre
procede la sotto trama della bacheca.

Ovvero il microcosmo, con una sua gerarchia e delle sue
regole, nato all’interno della bacheca dove Yumyulack getta al suo interno
umani rimpiccioliti che di colpo, devono imparare a vivere in questa nuova
realtà distopica sì, ma alta pochi centimetri.

“Non mi disturbare mentre parlo con Idris Elba!”

Uno degli episodi migliori resta sicuramente il terzo (2×03 The lake house device), in cui Yumyulack per essere accettato a scuola, abusa della
scienza facendo da cavia ad un esperimento pensato per aumentare la sua “ECG”
(Energia del Cazzo Grosso), ma come si sa il potere logora e dopo aver
esagerato, esagerato tanto da venire messo in guardia anche da Idris Elba sul
pericolo, a salvarlo ci vorrà qualcuno di davvero eroico, anzi qualcuna. L’episodio
con le citazioni migliori, quelle giuste.

Nell’episodio 2×04 (The emergency urbanizer) i Solar
Opposites, che ironicamente spesso infrangono la quarta parete chiamandosi
proprio come il nome del loro programma, per fare una gita fuori porta si
perdono nel bosco e utilizzando la scienza per ritrovare l’auto, invece che
tornare in città, trasformano il bosco in una società tutta fatta di legno, una megalopoli
che ovviamente, finirà per divorarli e consumarli, come cantavano David Bowie e
Bruce Springsteen: It’s hard to be a saint in the city.

I had skin like leather and the diamond-hard look of a cobra (cit.)

Sono impazzito durante l’episodio numero cinque (The rad awesome terrific ray) quando i Solar Opposites in cerca di una morale per la
loro storia, ne generano una utilizzando il “Lessonalyzer” andando
semplicemente su internet, anzi se volete divertirvi, potete farlo anche voi
cliccando QUI.

Anche se l’episodio con più dosi di follia resta il 2×07 (The unlikely demise of Terry’s favorite shot glass), l’annuale episodio tutto ambientato dentro la bacheca, in quella che ormai è la serie dentro la
serie, perché guardare “Solar Opposites” vuol dire affezionarsi a due gruppi di
personaggi e a due trame separate ma altrettanto geniali. Vi assicuro che le
vicende dei sopravvissuti, qui impegnati a citare spesso Alien vs Predator 2, sono avvincenti quanto quelle di Terry, Korvo
e tutti gli altri.

Il primo caso di spin-off all’interno della stessa serie.

Insomma a costo di diventare ripetitivo, mentre aspettiamo
che arrivi anche in uno strambo Paese a forma di scarpa, la quinta stagione di Rick & Morty, fate ancora in tempo
ad appassionarvi a questa assurda famiglia di alieni, non ditemi che non vi avevo
avvisato!

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