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Star Wars Rebels (2014-2018): this is a rebellion, isn’t it? I rebel

Mancava un tassello
importante nella mia rassegna dedicata a Guerre Stellari, visto che siamo in
attesa della prossima serie dedicata ad Obi-Wan, tanto vale completare l’opera,
visto che mi ero occupato solo di qualche sparuto episodio di Star Wars Rebels.

Con la bellissima Clone Wars ormai in dirittura di arrivo, alla Lucasfilm annunciarono una nuova
serie animata dedicata all’universo di personaggi creati da George Lucas, un
lavoro affidato a Simon Kinberg prima di perdersi nei meandri di Hollywood e
supervisionato dal solito Dave Filoni. “Star Wars Rebels” è ambientata cinque
anni prima di Guerre stellari e quattordici anni dopo La vendetta dei Sith, con l’acquisizione da parte dell’Imper… della Disney di tutto il
marchio “Star Wars”, gli autori sono stati piuttosto abili ad amalgamare il
tutto, basta dire che nel corso della serie compare anche una versione più
giovane del ribelle Saw Gerrera, visto in Rogue One.

Nuovi e vecchi amici, tutti insieme.

La trama ruota
intorno ad un gruppo di pensate un po’? Ribelli, l’avreste mai detto? La banda
di gatti senza collare è composta da Ezra Bridger (Taylor Gray), un giovane orfano
che ha perso la famiglia per colpa del neonato Impero e da allora ha giurato
vendetta, grazie alla sua predisposizione verso la Forza, inciampa per caso in Kanan
Jarrus (Freddie Prinze Jr.) un Jedi minore abbastanza fricchettone, con i
capelli tipo Fiorello ai tempi del Karaoke, sopravvissuto al temibile Ordine 66
e in forza a bordo dello Spettro, la fighissima navetta capitanata e pilotata
da Hera Syndulla (Vanessa Marshall) una Twi’lek del
pianeta Ryloth che ha un po’ il compito di badare a questa banda di matti.

Lo so che stata facendo FIW-FIW, i rumori nella vostra testa.

Banda che si completa con Sabine
Wren (Tiya Sircar) Mandaloriana con il gusto per l’arte dei graffiti, affiancata
da Garazeb “Zeb” Orrelios (Steven Blum), uno dei pochi Lasat
sopravvissuti, visto che la sua razza è stata la prima a ribellarsi all’Impero
pagando il prezzo più alto. Completa il quadretto l’immancabile droide Chopper
(doppiato dallo stesso Dave Filoni), che è la negazione degli R2D2 della nostra
vita, visto che è eternamente scontroso, incazzato e a sua modo, ribelle anche lui.

“Lo stile prima di tutto, this is the way”

“Star Wars Rebels” ha
inizialmente un taglio molto più leggero rispetto alla più riuscita Clone Wars, che in particolare nelle ultime stagioni ha raggiunto vertici
notevoli. Mancando il tema dei soldati in guerra, l’enfasi è tutta sulla
nascente ribellione, sul percorso di apprendimento da Jedi di Ezra e su trovate
che si alternano tra il molto riuscito e il decisamente bambinesco a tratti, anche
perché la serie andava in onda originariamente su DisneyXD, prima di essere
fagocitata anche lei da Disney+ dove la trovate comodamente.

Ve la consiglio
perché, pur non raggiungendo gli apici di Clone Wars, anche “Rebels”
sale parecchio di colpi, basta dire che nella prima stagione (e mezzo) gli
avversari sono il Grande Inquisitore (doppiato dall’esperto di cattivi Jason Isaac)
e dalla sua spalla, quel basettone di Alexsandr Kallus, decisamente meno
minaccioso di un energumeno alto due metri con una doppia spada laser rotante.

Alla faccia della spada DemoSithiana di Kylo Ren.

“Star Wars Rebels”
non solo fa tornare in pista alcuni dei personaggi più leggendari di Clone Wars, da Ahsoka Tano, protagonista di un arco narrativo piuttosto lungo, visto
che è la prediletta di Filoni, ma anche di uno dei duelli migliori di tutta la
saga di “Guerre Stellari” nel finale della seconda stagione, per arrivare fino al Comandante Rex,
ma è anche una serie che sale di colpi, diventando progressivamente sempre più
drammatica. Purtroppo forse non ha mai perso la sua natura di storia “riempitivo”,
incastrata com’è tra un ciclo di storie e le altre successive, eppure funziona
perché i suoi protagonisti risultano azzeccati.

Quel signore vestito di nero, sa sempre come fare un’entrata in scena cazzuta.

Credo che Kanan
Jarrus non sarà mai il Jedi preferito di nessuno, così come Ezra, tra i tanti
giovani protagonisti di “Star Wars”, nemmeno con la sua spada-pistola-laser
riuscirà mai a far scendere dal podio qualcuno dei grandi nomi, eppure tutto l’equipaggio
delle Spettro è composto da personaggi che non imitano nessuno degli altri
esistenti nella saga, anche se ad una prima occhiata distratta potrebbe
sembrare, inoltre trovano sempre il modo di incastrarsi nel solco della storia
principale piuttosto bene.

Non è un caso se
proprio in “Star Wars Rebels” ci siano alcuni dei momenti migliori di tutta la
saga, dall’ultimo combattimento, quello definitivo, tra due nemici storici come
Obi-Wan e Darth Maul, personaggio cresciuto moltissimo in Clone Wars, che qui
trova un finale alla sua storia in una scena quasi toccante.

Momenti che potreste esservi persi ignorando questa serie.

Nel suo salire di
colpi, dando spazio a tutti i personaggi giusti, “Star Wars Rebels” è anche la
serie dove uno dei cattivi più riusciti della saga ha potuto tornare a dare del
filo da torcere a tutti, mi riferisco al Grand’ammiraglio Thrawn, il
personaggio creato da Timothy Zahn nei romanzi dell’ormai defunto (perché
cancellato con un colpo di spugna dalla Disney) universo espanso di Star Wars.
Un grandissimo bastardo oltre che uno stratega brillante, che porta con se un
livello di minaccia che il commissario basettoni Alexsandr Kallus non aveva
minimamente all’inizio della serie.

Talmente cattivo, da essere sopravvissuto anche alla cancellazione Disneiana dell’universo espanso.

Quindi visto che l’attesa
miniserie dedicata ad Obi-Wan sarà ambientata più o meno nello stesso periodo
di “Rebels”, mi sembrava giusto cogliere l’occasione per completare l’opera e
consigliare anche questa, perché a lungo, la fiaccola di Star Wars è stata
portata avanti solo grazie all’animazione, prima dell’oscurantismo, prima di
GIEI GIEI (quasi-cit.). Vi ricordate di quando hanno cancellato una delle frasi più mitiche di tutta la saga, pronunciata da Felicity Jones e scomparsa dal montaggio finale di Rogue One? Bene, Ezra e compagni sono gli unici che hanno tenuto fede a quella frase e si sono ribellati per davvero.

Intanto come al
solito, vi ricordo lo speciale della Bara dedicato a Guerre Stellari!

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