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Stranger Things – Le citazioni: Avrete pane per i vostri denti (scusa Dustin)

Ho cercato di
parlarvi della prima stagione di Stranger Things senza fare riferimento alla
miriade di citazioni presenti, non so se ci sono riuscito in pieno, ma
sicuramente mi sono impegnato. Ora, però non prendo prigionieri, da qui in poi è
una terra di nessuno in cui proverò a scovare ogni strizzata d’occhio e omaggio,
se non avete visto la prima stagione, sappiate che ci saranno SPOILER a
pioggia, partiamo… Hi Ho Silver!

Vecchie Glorie
Per una serie
che vuole omaggiare gli anni ’80, la scelta degli attori principali è stato
molto coerente, Winona Ryder, protagonista di “Beetlejuice” e “Schegge di
follia” è molto azzeccata.
Matthew Modine,
negli anni ’80 ha mandato a segno tutte le sue prove più memorabili,
collaborando con parecchie registi famoso, anche se il top assoluto resta il
suo soldato Joker in “Full Metal Jacket” di Stanley Kubrick.
MANGA (Omaggi dal paese del Sol levante)
Eleven (in
italiano Undici), bimba in fuga da un esperimento governativo, marchiata da un
numero tatuato, difficile non pensare ai bambini di “Akira” (1988) il
capolavoro di Katsuhiro Otomo. Ma in qualche modo anche la Rei Ayanami della
serie animata “Neon Genesis Evangelion” (1995), anche lei era obbligata dal
padre/scienziato a sottoporsi ad estenuanti esperimenti fisici, un po’ come
accade alla piccola Eleven. Ok, abbiamo scaldato i muscoli, ora giù con i
carichi pesanti!
All hail to the (Stephen)
King!
Potrebbe
esistere “Stranger Things” senza lo Zio Stevie? Direi proprio di no! C’è tanto
di quello Stephen King qui che lo stesso Re del Brivido ha dato il suo
benestare alla serie via Twitter.



“Hey ragà! Lo zio Stevie sta parlando di noi!”.
Il font
utilizzato per i titoli di testa richiama quello dei romanzi del Re, in
particolare “Needful Things” (Cose preziose) che anche nel titolo richiama la
serie tv.



Ci sono quasi tutte le lettere per comporre il titolo, posso comprare una vocale?
King è
onnipresente, la guardia mandata KO dallo sceriffo, riempiva il
tempo leggendo un romanzo dello scrittore del Maine e quando Winona Ryder
impugna un’ascia per difendersi dalla bestiaccia uscita dal muro di casa sua,
ricorda un po’ il Jack Torrance di “Shining”, quello diretto da Stanley Kubrick,
la versione che King non sopporta per capirci.



“Niente Tv e niente birra rendono Winona pazza furiosa!”.
I riferimenti
maggiori, però, sono da cercare altrove, quando i protagonisti di “Strane Cose”
camminano lungo i binari in cerca del falso Nord, è chiaro che il riferimento sia
la stessa scena di “Stand By Me” (1986), il film di Rob Reiner, adattamento
della novella “The Body” che è anche il titolo del quarto episodio della
stagione.



So darling, darling, Stand by me, oh stand by me.
Ma non mancano i riferimenti ad “IT” (1986), un gruppo di perdenti in lotta contro un
grande male, armati di una fionda da usare contro il mostro, per altro,
impugnata dal ragazzo di colore di entrambi i gruppi, no sul serio, strano che
nessuno abbia ancora pensato ai Duffers Brothers per dirigere il prossimo (si
spera finalmente buon) adattamento di uno dei migliori romanzi del Re.
Eleven, invece,
quando indossa il suo vestitino nuovo, ricorda un po’ Carrie White, resa
celebre anche dal film di Brian De Palma: entrambe le ragazze sono dotate di
vistosi poteri mentali, esattamente come la protagonista de “L’Incendiaria”
(1980), vista nell’adattamento per il cinema “Fenomeni paranormali
incontrollabili” (1984), in fuga dai membri del governo intenzionati a
rimettere le mani su di lei per sfruttarne i poteri, proprio come accade ad
Eleven. Ed ora, da un peso massimo ad un altro…
Steven “Grazie di esistere” Spielberg
Se vi dico
bambini sulla BMX cosa mi rispondete? “E.T.” (1982) bravissimi! La fuga dei
protagonisti dagli agenti del governo è identica a quella del film di
Spielberg, ma senza radio aggiunte (e poi tolte) in computer grafica. Così come
la parrucca bionda utilizzata da Eleven per mescolarsi tra gli altri bambini,
un omaggio alla gag omonima in cui alieno dagli occhi blu si ritrovava
improvvisamente platinato.



“ET, telefono, parrucchiera”.
Se proprio
volessimo dirla tutta, lo spot della coca cola (con lo slogan “Coke is
it!”) è quello dove Eleven/E.T. vedono passare sulla TV di casa, lasciati
soli nell’appartamento, per altro, lo spot passa prima di uno spezzone di “He-Man
e i dominatori dell’universo” (1983) serie anima… No, dai, se non conoscete
He-Man vuol dire che siete troppo giovani, fortuna vostra!
La vasca di
deprivazione sensoriale in cui viene immersa Eleven, ricorda un po’ quella dei
Precog di “Minority Report” o forse, più semplicemente, il bagnetto lisergico di
William Hurt in “Stati di allucinazione” di Ken Russell (1980).
Questo mi
vergogno pure ad elencarlo per quanto è spudorato, ma le lucine natalizie che
mamma Winona Ryder utilizza per comunicare con sui figlio Will? Dai, troppo
facile: le cinque note (perché la parola “Hello” ha cinque lettere) con cui
provare a contattare gli alieni di “Incontri ravvicinati del terzo tipo” (1977),
tu-tu-tuu-tuu-tuuu.



“Dite che sul loro pianeta avranno anche loro Netflix?”.
I Duffer si
sono limitati ai film diretti da Spielberg? Ma che scherziamo!? Anche quelli
prodotti sono vistosamente citati, tipo I Goonies, un gruppo di amici, l’avventura, i primi turbamenti amorosi, l’esperienza
della vita, tutte robe che fanno subito Goonies!
Quando mamma
Winona vuole portare il figliolo al cinema a vedere Poltergeist (1982)? Ma solo se promette di non spaventarsi con il
Clown (altro riferimento ad “IT” e via!), com’è successo a quasi un’intera generazione
con quel film.



Beati voi che vivete nel 1983 e non conoscete il pessimo remake.
Inoltre, il
nostro gruppo di protagonisti, è cresciuto a pane e Star Wars, i riferimenti alla saga
stellare di George Lucas si sprecano, dai vari “Lando”, per parlare di qualche possibile traditore, fino ad Eleven che
fa svolazzare un modellino di Millennium Falcon con la mente, però non riesce a
fargli fare la rotta di Kessel in meno di 12 parsec, per quello ci vuole Han Solo.
THE MAESTRO!
Pensavate di
scaparla? Con me? Giammai!
John Carpenter viene citato più volte in “Stranger Things”, quando viene menzionato Michael
Myers (da Halloween – La Notte delle Streghe), ma anche nel poster de La Cosa, nel seminterrato di casa di
Mike. Per altro, anche l’insegnante di scienze dei ragazzi, per tentare di broccolare
una, passa il sabato sera a rivedersi il capolavoro di Giovanni Carpentiere
sulla tv di casa, probabilmente in VHS, ovvero il mezzo che ha determinato il
successo di pubblico mancato al botteghino al film del Maestro.



“Io so di essere umano. E se voi foste tutti Cose mi avreste già assalito” (Cit.)
Se proprio
vogliamo dirla tutta, anche la creatura, ricorda un po’ la Cosa Carpenteriana,
che possiede corpi umani, anche se depone uova e sbava come uno Xenomorfo di
Alien (1979).
L’omaggio
Carpenteriano più ENORME è sicuramente la sigla di “Stranger Things”, un
tripudio di tastiere e synth, che potrebbe quasi essere la traccia nascosta
dell’album Lost Themes.
ALTRI MAESTRI

1. Wes Craven
Le vicende di
Nancy (Nancy Wheeler) ricordano molto quelle di un’altra Nancy, la protagonista
di “Nightmare – Dal profondo della notte” (1984) del compianto Wes Craven.


Le scene a
scuola ricordano moltissimo quelle del primo film della fortunata saga di
Freddy Kruger e anche la propensione della creatura di “Strane cose” di uscire
dalle (fottute) pareti deformandole, è un chiaro omaggio al vecchio Kruger.
2. Joe Dante
Sono l’unico a
cui tutto quell’utilizzo di walkie talkie ricorda “Explorers” (1985)?
3. John Hughes
Con tutto che ho un rapporto difficile con le
commedie romantiche, John Hughes ha dato una spallata alla storia del cinema
con titoli enormi come “
Sixteen
Candles – Un compleanno da ricordare” e “Breakfast Club”. Tutta la parte
adolescenziale, romantica e scolastica di “Stranger Things” deve molto a
Hughes, in particolare a “Belle in rosa” (1986), dai lo stronzetto con il
ciuffone sembra uscito da quel film.



Don’t you, forget about me (Don’t, don’t, don’t, don’t).
Per altro
Barb, ricorda un po’ Molly Ringwald, se non fosse per gli occhiali, quelli,
invece, sembrano quelli della Stef dei Goonies.

4. David Lynch
Piccola
cittadina noiosa in cui scompare qualcuno e tutti hanno qualcosa da nascondere,
siamo ad Hawkins o a Twin Peaks? Anche lo sguardo finale nello specchio,
volendo, potrebbe ricordare (un pochino) quello dell’agente Cooper, forzata? Ok,
allora buttiamoci su citazioni più lampanti.
POSTER
Le stanze dei protagonisti di “Strane cose” sono
popolate di poster, come tutte le stanze di tutti i ragazzini del pianeta,
vediamone qualcuno:
Dark Crystal”: Scelta non casuale quella del piccolo gioiellino diretto nel
1982 da Frank Oz e Jim Henson, di cui una volta di queste potrei anche scrivere
su qualcosa. A dirla tutta si vede anche il poster de Lo Squalo, giusto per aggiungere un altro po’ di Spielberg.



Abbiamo bisogno di una camera più grande (per metterci più poster).
Il padre di Jonathan
chiede allo “Scumbinato” figliolo di togliere dal muro il poster de La Casa (the Evil Dead, 1981) di Sam Rami,
di cattivo gusto vista la perdita della famiglia, cattivo gusto! Manco fosse un
film dove la gente di sbudella, si spara a bruciapelo e si fa a pezzi con la
motose… Ok, andiamo avanti.



“Quello è un filmaccio, non avrà mai successo“.
Del poster de La Cosa di John Carpenter vi ho già
parlato, no? Vabbè, è Carpenter, vale la pena citarlo due volte. Oh Giovanni!
Musica, allora parliamo delle musiche.
MUSICA (Maestro!)
Oh girl you’ve got
to let me know Should I Stay or Should I Go
Il celebre
pezzo dei Clash (1982) è una scelta a dir poco geniale, per sottolineare la
situazione in cui si trova Will, il ragazzino si aggrappa al pezzo di Joe
Strummer come unico appiglio, davvero un gran omaggio.



Drew Struzan
Nessuno ha
saputo portare l’arte delle locandine cinematografiche ad un livello così alto
come il leggendario Drew Struzan, ufficialmente in pensione dal 2008 (anche se
ha comunque firmato la locandina di Star Wars – Episodio VII), questo grande
artista ha prestato matite e pennelli a tutte le maggiori saghe degli anni ’80,
quella di Star Wars, Indiana Jones, ma anche Ritorno al futuro. Il poster
ufficiale di Stranger Things, sembra proprio voler omaggiare il grande Struzan.



Forse il caro vecchio Drew approverebbe.

J.R.R. Tolkien

Citazioni a non
finire anche per il papà degli Hobbit, all’epoca celeberrimo non solo per i
suoi romanzi, ma anche per l’adattamento de Il Signore degli Anelli diretto da Ralph Bakshi.
Qui i
protagonisti della serie si riferiscono al bosco chiamandolo Mirkwood, ossia
Bosco Atro, mentre la parola d’ordine per entrare nel fortino di Will è
Radagast, come il nome di uno degli stregoni della Terra di Mezzo, interpretato
da Sylvester McCoy nella trilogia cinematografica de Lo Hobbit.
Fumetti Marvel
Dustin
paragona spesso i poteri di Eleven a quelli dei mutanti X-Men di casa Marvel, in particolare, si parla del numero 134 di “Uncanny
X-Men”, non un fumetto scelto a caso, visto che si tratta del numero in cui fa
la sua prima apparizione Fenice Nera, l’alter ego malvagio di Jean Grey, visto
al cinema nel non propriamente eccezionale X-Men- Conflitto Finale.



A volte Internet è un posto pieno di cose fighissime.
Eleven e Jean
Grey hanno entrambi grossi poteri mentali e un destino (forse) comune, ovvero
quello di sacrificarsi per salvare i propri amici, Jean è tornata, quasi
sicuramente rivedremo anche Eleven, in fondo, lo sceriffo lascia nel bosco i
Waffle di cui la ragazzina andava ghiotta.
MODERNARIATO:
Ma i Duffer
(Fuuuuuuurbi…) non si sono limitati a pescare a piene mani dagli anni ’80, in
qualche modo, in “Strane Cose” troviamo anche un po’ di Guillermo Del Toro, non
fosse altro per i ragazzini protagonisti, o per la creatura priva di occhi, un po’
come l’hombre palido de “Il Labirinto del Fauno”.
La
citazione moderna più grossa, viene sicuramente da “Under the Skin” di Jonathan
Glazer (2013), quando Eleven entra nel mondo sottosopra vagando nel buio, di
fatto è proprio come l’aliena Scarlett Johansson, uguale identico
spiccicato.



Una roba così, ma con il doppio di Rossella Di Giovanni in più.
That’s all
folks! Come direbbero i Looney tunes, ho centrato tutte le citazioni? Forse,
per quelle che mancano, scrivete, commentate, insultatemi nel caso abbia
sbagliato qualcosa, tanto prima della stagione numero due di “Stranger Things”
abbiamo ancora un sacco di tempo.
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