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T2 3-D: Battle Across Time (1996): il vero Terminator 3 che quasi nessuno ha visto

Il 16 agosto è il compleanno di uno degli eroi di questa Bara, James Cameron, ero convinto di aver ormai dissotterrato qualunque reperto legato alla sua filmografia, dal cortometraggio Xenogenesis fino all’esordio Piraña paura, poi mi sono ricordato di un piccolo dettaglio. James Cameron ha diretto anche Terminator 3, no, non quello con Kristanna Loken, mi riferisco a quello che quasi nessuno ha visto.

“T2 3-D: Battle Across Time”, attrazione degli Universal Studios inaugurata nel 1996, una stramba creatura a metà tra film, spettacolo dal vivo, esperienza immersiva e seguito ufficiale di Terminator 2 – Il giorno del giudizio, una di quelle operazioni che solo James Cameron poteva prendere sul serio fino a trasformarla in qualcosa di enorme.

Perché diciamocelo subito, qualsiasi altro regista avrebbe considerato una attrazione da parco a tema un semplice lavoro su commissione, Jimmy Cameron no. Jimmy richiama la banda, Arnold Schwarzenegger? Presente. Linda Hamilton? Presente. Edward Furlong? Presente. Robert Patrick? Si, anche lui.

Un’immagine dalla linea temporale in cui questo è il vero “Terminator 3”

In pratica il cast principale di “Terminator 2” viene rimesso in pista per raccontare una nuova avventura ambientata dopo gli eventi del film del 1991, una roba che oggi verrebbe venduta come “evento speciale esclusivo” in streaming, mentre all’epoca potevi vederla solo entrando in un parco Universal.

La storia parte nel modo più Cameroniano possibile gli spettatori venivano accolti ad una presentazione della Cyberdyne Systems, la multinazionale che continua a venderti il futuro dimenticandosi di specificare che il futuro comprende anche l’estinzione della razza umana.

«Non è mia madre, Tooooooad!» (auto-cit.)

Naturalmente Sarah e John Connor interrompono la festa, denunciano con un video pirata il progetto Skynet e poi facendo irruzione, inseguiti prima dal T-1000 e poi supportati dal buon vecchio T-800 che arriva in sella alla sua Harley-Davidson per salvare la situazione, da lì in poi si torna nel futuro della Guerra contro le Macchine per una missione suicida contro Skynet. Praticamente tutto quello che un fan di Terminator potrebbe desiderare.

Con un misto di video proiettati su maxi schermi, comparse sul palco e video diretti da James Cameron, John Bruno, Stan Winston (scusate se è poco), assistiamo a corse in moto, sparatorie, e soprattutto un nuovo modello destinato ad entrare nella leggenda delle idee meravigliosamente esagerate di questa saga, il T-1000000. Sì, con sei zeri, non sto sbattendo la testa sulla tastiera, si chiama davvero così.

Non ha solo il nome tamarro, è proprio una tamarrata fighissima!

L’idea consiste in una gigantesca creatura di metallo liquido simile ad un ragno, incaricata di proteggere il nucleo di Skynet, in pratica qualcuno ha preso il concetto del T-1000 e ha deciso di applicargli la stessa filosofia che ha portato alla nascita del Titanic: più grosso è meglio.

Se però vi state immaginando una semplice proiezione in 3D, siete fuori strada, questa attrazione costò complessivamente circa sessanta milioni di dollari e la sola parte filmata, lunga appena dodici minuti, arrivò a costarne ventiquattro di milioni della stessa valuta, numeri tali da renderla ancora oggi una delle produzioni più costose mai realizzate in rapporto alla durata, vi fosse venuta la voglia di vederlo, visto che le varie attrazioni nel mondo che lo proiettavano sono state chiuse, eccolo QUI.

Sapete qual è il problema di James Cameron? Che per lui non esistono progetti secondari, se gli chiedi di realizzare una attrazione da parco a tema, lui mette in piedi un sistema che unisce attori dal vivo, effetti speciali, pirotecnica, schermi giganti, motociclette che attraversano portali temporali e filmati tridimensionali girati in 70 mm.

Ovviamente non basta ancora, per ottenere il risultato desiderato venne utilizzata una mastodontica configurazione stereoscopica a doppia macchina da presa, una bestia da circa duecento chili che serviva ad ottenere il massimo effetto tridimensionale possibile. Ed è qui che “T2 3-D: Battle Across Time” diventa davvero interessante all’interno della filmografia di Cameron.

Oggi viene ricordato quasi esclusivamente come una curiosità collegata a Terminator 2, ma a ben guardare rappresenta anche una tappa importante nell’evoluzione tecnica del suo autore, il buon Jimmy non ha mai nascosto di essere affascinato dalla tecnologia, anzi, spesso sembra che inventi nuovi modi di girare film semplicemente perché quelli esistenti non gli bastano più.

L’esperienza del cinema, riassunta in un’immagine promozionale.

Tra questo spettacolo e Avatar passano tredici anni, ma la continuità è evidente, nel 1996 Cameron stava già sperimentando con il 3D e con esperienze visive pensate per avvolgere completamente gli spettatori, nel 2009 avrebbe trasformato quella stessa ricerca tecnologica nella rivoluzione che ha reso possibile Pandora. In altre parole, prima di farci passeggiare tra i Na’vi, Jimmy stava già cercando di stupirci con Terminator, salti temporali e motociclette che sfondavano gli schermi, cambiano i giocattoli, non cambia il bambino che ci gioca.

In fondo, se esiste un filo rosso che tutti i film di Cameron è proprio questo, Jimmy non ha mai saputo fare le cose a metà, nemmeno le attrazioni da luna park, ed ora sì, ho davvero terminato tutte le regie di Jimmy, ma intanto il 2026 lo abbiamo messo al sicuro con questo compleanno, ed ora passate a trovare Vengono fuori dalle fottute pareti e Il Zinefilo per il resto della festa!

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