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Telefilm (puoi chiamarli così): The Walking Dead 5×11, Star Wars Rebels 1×12 e Better Call Saul 1×04

Appuntamento con le serie tv della settimana, oggi ho voluto esagerare, addirittura tre episodi al prezzo di uno. Non perdiamo altro tempo, tanto vale cominciare…


Star Wars Rebels:
Episodio 1×12 – Rebel Resolve

Dopo gli
eventi del finale dello scorso episodio (lo potete trovare QUI), Ezra e
compagni si lanciano al salvataggio di Kanan, ma i primi minuti dell’episodio
li vedono impegnati alla prese con alcune acrobazie appesi sul tettuccio dei
camminatori imperiali. Se volete scene spettacolari e un buon utilizzo dell’iconografia
classica di “Star Wars” potete mettervi comodi e godervi ogni nuovo episodio
di questa serie.
Kanan
purtroppo non può fare altrettanto, ancora nelle mani dell’Impero, viene
torturato dall’Inquisitore e da Tarkin. Lo Jedi non perde la propensione alla
battutaccia facile (“Someone have to keep you entertained”), ma il trattamento
non è proprio quello di una SPA, quindi a breve anche la resistenza dello Jedi
potrebbe raggiungere il limite di sopportazione. Anche se l’imitatore di
Fiorello si diverte a sua volta a sfottere i suoi torturatori facendogli
previsioni sul loro futuro (“I see…You…going more…and
more…frustrated”).



“Proviamo qualcosa di più crudele, facciamogli ascoltare Phil Collins”

Ezra, per
correre in soccorso del suo Maestro, si vede costretto a coinvolgere Vizago (il
contrabbandiere visto nell’episodio 1×02). Il cornutone verdastro spiega che la
sortita dei ribelli, vista nello scorso episodio, ha dato una bella mazzata
alla comunicazioni Imperiali, al momento, in via del tutto provvisoria, per
trasportare i dati sensibili, l’Impero utilizza dei Droidi corrieri (che detta
così sembra una cosa losca tipo spaccio di droga, chissà, magari l’impero
arrotonda con le droghe leggere!).

“Aiutami Obi Wan Kenobi sei la mia unica speranza”

Ovviamente la
contromossa è subito fatta: sostituire chopper ad uno dei Droidi corrieri per
tentare di scoprire dove è stato portato Kanan. Un giro di spray dopo, Chopper
sfoggia già un nuovo look da infiltrato (niente catene d’oro e slang da strada
però).

Intanto per
pochi secondi, si intravede di nuovo Fulcrum: misterioso capo della ribellione
che ancora non ha un volto, sospetto che sia una faccia nota di Guerre Stellari,
vedremo se entro la fine della stagione il mistero verrà risolto.
Come al solito
i dialoghi sono belli briosi, mi ha fatto ridere Ezra che per convincere Zeb a
fare un’azione abbastanza pericolosa, lo lusinga, dicendogli che lui è quello
con l’aria più minacciosa di tutti e Zeb convinto se la ride dicendo “Beh non
posso negarlo”.
Siccome l’azione
in questa serie non manca mai, il recupero di Chopper è veramente spettacolare:
la Ghost aggancia il piccolo droide impegnato a svolazzare nello spazio profondo,
scena a dir poco fantastica!



“Mi si nota di più se non vengo, o se vengo con addosso i colori imperiali?”

La mia
personale teoria che Chopper sia una versione Bullo del classico R2D2 viene
avvalorata dalla scena successiva: Zeb si fa intenerire dal Droide imperiale
rimasto a bordo della Ghost e si lancia nel più classico dei “Possiamo
tenerlo??”, Chopper in tutta risposta, spinge il nuovo arrivato giù dalla nave
con ben poca intenzione di dividere la sua posizione di Droide di bordo con
chiunque altro, insomma: un bel caratterino il robotico ragazzo.

La missione è
un successo, ma la scoperta del luogo di prigionia di Kanan è tragica, lo Jedi
sta per essere spedito su Mustafar, luogo definito come “Where the Jedi goes to
die”. Quindi preparatevi, perché nel prossimo episodio, farà parecchio caldo, in tutti i sensi!



The Walking Dead: Episodio 5×11 – The Distance


Se facciamo un
confronto con l’episodio precedente (trovate il commento QUI), la puntata di
questa settimana de “I Camminamorti” sembra un film di Gareth Evans da quanta
azione c’è, non è tutto pesche e crema, ma è comunque un piccolo passo (da
zombie) in avanti…

Era abbastanza
prevedibile un episodio in cui il nuovo arrivato Aaron sarebbe stato
interrogato a lungo da Rick e compagni. Il giovanotto dalla camicia a
quadrettoni non si perde d’animo: inizia subito ad illustrare le bellezze delle
comunità da cui proviene, ma non avendo a disposizione Laptop, proiettore e
presentazione Power Point, Aaron deve fare affidamento su alcune vecchie foto,
talmente vecchie da sembrare dei dagherrotipi scoloriti…
Rick sente
puzza di fregatura, forse è convinto che Aaron stia cercando di vendergli una
multiproprietà in Liguria e conclude la vendita con un diretto sul naso di
Aaron, nel più classico dei Fantozziani “Colpito da McKinley!”.



Mi chiamo Aaron Threepwood e sto vendendo queste belle giacche di pelle.

Non contento
di avergli spedito il setto nasale direttamente all’episodio successivo, Rick
inizia ad interrogarlo: “Dove sono i tuoi compagni? Quanti siete?”. Aaron
risponde prontamente “Siamo una festa di compleanno!”. Al che Rick non pare troppo
convinto…

Per verificare
la versione della storia di Aaron, l’unica ad avere il quantitativo di palle
necessarie per opporsi a Rick è ovviamente Michonne che prende l’iniziativa di
andare a cercare l’auto con cui Aaron è arrivato. Insieme a lei partono: la
coppia di patatini Glenn e Maggie, Rosita la chica latina e Abraham dai capelli
rossi (va, vola e va come una rondine!).
Lasciato nel
capanno con il prigionieri, cuore di babbo Rick ha dei problemi con la piccola
Judith, la bimba ha fame e piange disperata, o forse semplicemente non gradisce
la cenetta a base di ghiande che gli sta preparando papà. Aaron cerca di
convincere Rick a dare alla bambina la marmellata di mele che si è portato
nello zaino. Rick ovviamente è sospettosissimo, teme un tentativo di
avvelenamento, quindi, per essere sicuro vuole far mangiare il contenuto del vasetto ad
Aaron prima e qui arriva il primo dialogo MACCOSA dell’episodio:
Il prigioniero
dichiara di odiare la marmellata di mele, poiché sua madre da bambino lo
costringeva a mangiare “cibo virile” (cibo virile???) nel tentativo di raddrizzarlo. Grazie a
questa serie scopro che hamburger di salmone e la marmellata di mele sono da
considerarsi cibo virile, quindi la prossima volta che uscite a cena con una
donna sapete cosa ordinare.
Ma il maldestro
tentativo di Outing di Aaron non viene colto da Rick che lo zittisce a colpi
di cucchiaione: “Fai AAAAAAA che arriva la pappa!”.



Ecco che arriva l’aeroplanino!

Michonne e
l’allegra compagnia del bosco trovano il camper di Aaron, il tempo di far fuori un
paio di zombie Vietcong usciti fuori dalla boscaglia e si passa al voto. La
ragazza armata di Katana vorrebbe raggiungere la comunità da cui proviene
Aaron, ma Rick niente, testardo come un mulo non ne vuole sapere.

A rompere
l’equilibrio (e il silenzio) ci pensa Daryll che pronuncia l’unica battuta del
suo episodio:



“Fai come vuoi bello, basta che ci muoviamo, ‘sto capanno puzza de merd…”

No sul serio,
dice veramente una roba del genere. Non sto scherzando!

Siccome a
livello di sceneggiatura le cose erano fin troppo lineari e ancora nessuno dei
personaggi aveva iniziato a fare cose senza senso, gli autori pensano di
scombinare un po’ di carte:
Dopo aver
descritto la sicurezza del muro di cinta delle comunità da cui proviene (alto 4
metri e spesso 3, in pratica un cubo…), Aaron si fa venire i dubbi dichiarando
“Non voglio che mettiate a repentaglio la vita dei miei compagni”.
Ma benedetto
figliolo, pensi davvero che quattro gatti senza collare come Rick e soci
possano superare il vostro collaudato sistema di difesa? Bah! Sta di fatto che
dopo qualche minuto di dialogo inutile, Aaron gli propone di guidare verso nord
sulla statale 16 sicura e sgombra dai non-morti.
Qui entra Rick
con il classico momento che lo contraddistingue ovvero “L’Ideona dello Sceriffone”:
“Andremo a Nord si, ma guideremo lungo la statale 23, e lo faremo… di NOTTE!”.
La cosa che mi
ha stupito è che dopo quasi 24 minuti di episodio ancora non si siano giocati
le classiche “Tre domande”, se ne ricorda Michonne, chiaramente la più lucida
di tutto l’episodio. Non fanno quasi in tempo ad elaborare le risposte di Aaron
che inizia il classico e collaudato “momento di bordello Zombie” di the Walking
Dead: la porzione di episodio in cui i camminamorti spuntano anche da sotto la
sabbia e i nostri protagonisti sprecano proiettili sparando a caso come tanti
piccoli imitatori di Chuck Norris (Rick si è fatto anche crescere la barba per
assomigliarli).



“Ho preso in piena faccia Marvin!”

In tutto il
gran casino notturno, Gleen libera Aaron, tutti insieme fuggono nel bosco
sprecando tantissimi altri proiettili e, per dimostrare che questa serie gode
di un ottimo budget, Rick trasforma un camminamorto in un mortaretto di
capodanno utilizzando la pistola segnalatrice di Aaron.

5…4…3…2…1… Buon Anno!!

Il gruppo di Rick
si riunisce al resto della ciurma, nel frattempo Daryll e compagni hanno
trovato Eric (il socio di Aaron) che lo attendeva a distanza di sicurezza
mentre il camiciato è impegnato nella sua attività di reclutamento. Quello che
mi sono chiesto è: come mai ad Aaron hanno fatto un interrogatorio di 15
minuti, condito da un cazzotto sui denti, mentre Eric si becca le cure
amorevoli di Maggie? Evidentemente gli sceneggiatori non si sono fatti la
stessa domanda.

Sta di fatto
che pescando ancora una volta a piene mani dal fumetto, arriva la rivelazione
della puntata: Aaron ed Eric sono una coppia Gay. Rick, che non aveva intuito
il velato (velatissimo!) messaggio del “cibo virile” quando li vede infilarsi
reciprocamente la lingua in bocca inizia ad intuire la verità, strano perché di
solito lui è uno sveglio, che capisce le cose al volo (seeeee!).
Aaron dichiara
finalmente il nome della comunità dove vorrebbe portare Rick e soci, si chiama:
Alexandria (dai? Non l’avrei mai detto!). Se continuano a seguire le ideone del
loro intrepido leader, secondo me, i nostri protagonisti sbaglieranno strada e
finiranno ad ALESSANDRIA, anche perché Rick non è tanto in sè (ancora sconvolto
dalla rivelazione di qualche minuto prima) si trasforma e diventa di colpo
omofobico: Ok Aaron ci hai aiutati… Ma tu dormi laggiù lontano da me!
Il finale di
episodio si conclude con l’arrivo alle porte della comunità, la solita
inquadratura rubata a “Lost” sugli occhi di uno dei personaggi che ormai si
vede in ogni episodio (nella scorsa puntata era toccato a Maggie, qui è la
volta di Rick). Questa inquadratura dovrebbe dare spessore al discorso di Rick secondo cui quando troverà un posto sicuro, vedendolo con i suoi occhi capirà
subito che è il posto giusto. In questa serie quando cercando di fare gli
aulici sfornano soluzioni veramente didascaliche, secondo me funziona molto meglio
il sorrisetto finale di Michonne.



“Ho male ai piedi, se mi fai fare un altro passo ti stacco la testa dal collo”

La serie tv “The
Walking Dead” fa un grosso passo in avanti nel tentativo di apparire gay
friendly, ma prima di esultare o di tirare in ballo gli Zombie di Bruce LaBruce
(citazione per veri appassionati del genere Zombie, direi appassionati… Hard
core), io preferisco essere scettico come Rick: ora che hanno quasi esaurito
tutti i neri da fare fuori nel cast, stanno iniziando ad inserire
rappresentanti di un’altra minoranza da usare come carne da macello.

Tenetelo a
mente quando scopriremo che AMC raccoglie i fondi per questa serie dal KKK o
dalla Lega Nord.

Better Call Saul: Episodio 1×04 – Hero

Abbiamo lasciato
il ciarliero avvocato nel bel mezzo di un Bosco, alle prese con una borsa piena
di soldi (trovato il commento agli episodi precedenti QUI), ma
prima di capire come è andata a finire la storia della famigliola scomparsa, l’episodio
si apre con un Cold open ambientato nel passato di Jimmy:


Impegnato in una
serata alcolica a Cicero insieme al suo compagno di bevute, i due trovano un
portafoglio pieno di soldi a terra, e poco più avanti il suo proprietario,
steso dietro ad un bidone ubriaco come una scimmia sul ponte di una nave
pirata. Occhio, perché tutto l’episodio è basato su questa scena, non solo è la
prima volta che Jimmy cita il nome “Saul Goodman” (evidentemente il suo
soprannome da truffatore), ma quello che vedremo nell’episodio, come potete
facilmente intuire, è ricalcato su quanto mostrato in questo cold open.

Tornato al
presente Jimmy, fa fruttare i soldoni presi dalla famigliola scomparsa, si
gioca anche “the speech” per convincerli ma non serve. Fantastica la scena in
cui il marito pare quasi convinto dal discorso di Jimmy, ma cambia
immediatamente idea dopo un solo sguardo della moglie (eh eh).

“Dopo quattro puntate un po’ di riposo me lo sono meritato no?”
Tutta la faccenda
del cartellone pubblicitario è una trovata spassosa, non troppo difficile da
intuire dopo quel cold open, ma soprattutto perché dopo aver visto tutti gli
episodi di “Breaking Bad” ormai il vecchio Saul un po’ lo conosciamo.
Divertente il finale con Chuck armato di Space Blanket, in missione per
recuperare una copia del giornale locale.

Per il resto, se
una biondona ti invita a cena e cinema, se io fossi Jimmy tendenzialmente direi
di sì, se poi il film è “La Cosa” di Giovanni Carpentiere, allora vai forte e
sicuro, specialmente se sei un appassionato di cinema come il nostro
protagonista, che nel corso dell’episodio vorrebbe farsi i riccioli come Tony
Curtis in “Spartacus”. Insomma, correre dietro alle citazioni di Saul è un
extra a cui non dico mai di no, come la cena con la bionda.

Buon episodio
secondo me, si inizia ad intravedere il quadro generale e la direzione che
vogliono dare alla serie, al resto ci pensa Bob Odenkirk, il primo a divertirsi
con questa serie è proprio lui, e si vede.
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