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Terminator 3 – Le macchine ribelli (2003): “E se ci mettessimo un Terminator donna?”

Pare che la
coscienza comune sulla lunga distanza, abbia assolto “Terminator 3” dalle sue
colpe, ma a mio avviso il tempo ha addolcito il giudizio su un film che fa dei
corsi e ricorsi storici il suo punto di forza, nemmeno fosse un Giambattista
Vico qualunque… Come mi è uscita sta bomba di cultura proprio non lo so.

“Terminator 3
– Le macchine ribelli” è stato il primo film della saga, che per motivi
anagrafici ho visto al cinema (pensate che sfiga), ricordo che andai a vederlo
con il mio compagno di banco delle superiori, un enorme fan di Terminator e di
Swarzy in generale, il fortunato terrorizzato dal “Segreto dell’acciaio” … Ma
questa è un’altra storia.
Della visione
ricordo poco, una trama lacunosa, una bara portata in spalla, le fossette sul culo della Terminatrix, gli occhiali da Elton John del T-800 e poco altro, ma
una cosa la ricordo bene: il mio compare che nei giorni successivi alla
visione, a scuola ripeteva a se stesso “No, dai, alla fine mi è piaciuto, è un
bel film, sì, mi è piaciuto…. Mi è piaciuto…. Mi è piaciuto…”
Con lo sguardo
da Labrador sperso nel vuoto, come un novello Rain Man (Acqua calda brucia
bambino) tentando di auto convincersi, non poteva esserci un Terminator brutto,
no? Sì, dai, mi è piaciuto…



“Auto convinciti o verrai terminato”.
In uscita del
prossimo (quinto) capitolo della saga, ho deciso di tornare sul luogo, anzi sul
film, del delitto e riguardarmi “Terminator 3 – Le macchine ribelli” per la
seconda volta. Alla fine della seconda visione posso dirvi che sono stato
colpito dai buchi della trama lacunosa, dall’ironia di Arnold, dalla fossette
sul culo di Kristanna Loken e poco altro, potrei anche chiuderla qui, ma sapete
che sono un amante dei dettagli e dei commenti chilometrici…



Il contributo di Kristanna Loken alla storia del cinema…
Il primo
ricorso storico riguarda Arnold Schwarzenegger: nel 2003 la sua carriera non
navigava propriamente in acque serene, aveva floppato il secondo ruolo da
cattivo della sua carriera (Batman & Robin), era stato lontano dagli
schermi per via di un’operazione al cuore e, dopo il suo ritorno, era riuscito
ad inanellare tre film da niente uno via l’altro “Giorni contanti” (Swarzy vs
Il Diavolo), “Il sesto giorno” (Swarzy vs i Cloni) e “Danni collaterali”
(Swarzy vs Francesca Neri…. Storia vera), quest’ultimo particolarmente sfigato,
primo film a mostrare un attacco terroristico al cinema e con un pompiere come
protagonista subito dopo l’11 Settembre… Roba che non trova molti fan al
botteghino…
L’unica cosa
che poteva fare Arnold prima di cambiare ancora una volta pelle trasformandosi
in Governator (della California) era tornare ad indossare i panni del suo
celebre Cyborg, un colpo di popolarità di sicuro aiuta se vuoi raccogliere voti
elettorali…
Tutto questo
non vi ricorda qualcosa? La carriera di Swarzy post-Governator, qualche titolo
per scaldare i muscoli, la partita delle vecchie glorie (Expendables), ma poche
gioie al botteghino, l’unico modo per tornare in serie A? Fare un altro
Terminator (Genisys) e i corsi e ricorsi storici non sono finiti…



Saturday night’s alright (for fighting), Get a little action in…
Intorno a lui
viene messo su un cast che urla 2003 fortissimo: Nick Stahl era ancora uno
quasi famoso, Claire Danes faceva ancora film e Kristanna Loken era ancora più
una modella che “Quella che ha fatto il Terminator Bona” che ogni tanto fa un
film Asylum (tra cui la versione femminile degli Expendables…. Storia vera di
corsi e ricorsi).
Questa banda
di disperati viene diretta da… James Cameron? Ma nemmeno se piangi in Cinese!
In cabina di regia sale Jonathan Mostow e qui, scusate, devo invocare il vostro
perdono, perché non sono mai riuscito a vedere “Breakdown” (Mea culpa, mea
culpa mea Kurt Russelliana culpa), però ho visto U-571 e mi piace anche perché
SPOILER! SPOILER! SPOILER! SPOILER! SPOILER!
Bon Jovi
muore, mi riguardo quella scena sempre con grande piacere personale.
FINE SPOILER


Anche se questo film è poca cosa, devo ammettere che questa scena mi piace un sacco.
Mostow viene
scelto proprio per il suo background con i film d’azione, ma la nave che si
ritrova a dover comandare fa acqua da tutte le parti a partire dalla trama.
Per prima cosa
bisogna trovare il modo di giustificare altri due Terminator che tornano
indietro nel tempo per uccidere John Connor (Nick Stahl)…. Ancora. Tutto questo
viene risolto con mezzo dialogo, in cui fondamentalmente si punta il dito sul
nebuloso funzionamento delle macchine del tempo, nessuno sa davvero come
funzionano, il film si guarda bene da spiegarlo, risultato: abbiamo altri due
Terminator.
Ora, se mi
avete seguito in questa mia panoramica sui film di Terminator, sapete già che
considero il finale di Terminator 2 – Il Giorno del giudizio uno dei migliori
di sempre, proprio perché Cameron attraverso il suo personaggio, ha fatto tutto
il possibile per concludere la saga e fare terra bruciata per eventuali sequel.



Il John Connor carisma-leso di questo terzo capitolo della saga.
Di fatto, quel
finale viene tradito da mezzo dialogo piazzato all’inizio di questo film, che
serve per giustificare il numero tre vicino al titolo. Digerito questo enorme
rospone cibernetico, a questo punto il film può cominciare e qui arriva il
secondo enorme ricorso storico, ovvero: la trama di “Terminator 3” è copiata,
carta carbone alla mano, da quella del secondo film.
T-800 inviato
a proteggere John, un modello più avanzato (“Quindi più perfezionato?”) che
torna per cercare di ucciderlo, la scena della “Vestizione” dei due Cyborg, un
grosso inseguimento a metà film, è tutto uguale identico, solo molto più moscio
e con meno idee. Pensate che è tutto talmente identico, che ad un certo punto,
i protagonisti fuggono su un camioncino identico a quello che usavano per
scappare dal T-1000 nel secondo film…. Più le cose cambiano, più restano sempre
le stesse (CIT.).



Siccome siete entrambi odiosi, dopo le flessioni mi fate anche 100 addominali.
A questo punto
non si può non parlare dei due Terminator. Iniziamo da Arnold, 10 anni più
vecchio rispetto al film precedente (e si vedono), si presenta sul set tirato
come una spina, dimostrando tutto il suo background di sportivo. Fisicamente
tiene botta, ha ancora i capelli a spazzola e le rughe non sono troppo
invasive, ma è impossibile non vedere i 10 anni in più sul groppone (in uno
contro uno con padre tempo, sono andati sotto tutti quanti…) la trama del film
cosa fa per risolvere questo punto? Nulla, ma proprio niente, al massimo
fischietta noncurante, come se un Cyborg con le rughe sia la cosa più normale
del mondo…



Questa immagine è la prova che qui alla Bara Volante, Arnold è uno dei beniamini indiscussi.
Di suo Schwarzenegger
ci mette la solita ironia, il modo in cui si procura la sua “Divisa” da
Terminator (in uno strip club togliendola ad un ballerino evidentemente Gay) è
una trovata umoristica che bisogna ammetterlo, funziona, così come i famigerati
occhiali stellati sfoggiati poco dopo. In sè è un modo per alleggerire la
tensione, fastidioso, ma che può starci, il problema della poca serietà del film
secondo me si fa notare pesantemente andando avanti nella storia.
Tutti i
dialoghi pronunciati dal T-800 sono uno più scemo dell’altro, sembra di
assistere a “Robocop 2” in quella porzione di film in cui viene riprogrammato
per parlare e agire come un Boy Scout con la scopa del culo, solo che in quel
film, almeno c’era la trama a giustificare la cosa, qui no. Semplicemente i
dialoghi del Terminator fanno schifo e basta, si cerca di salvare la situazione
facendo pronunciare a Swarzy la frase “I’m Back”, ma siamo veramente nel
territorio del Fan Service più becero…



“Arnold, guardami in camera e di la tua battuta più famosa, non ‘Get to the choppa’ l’altra”.
L’unica
concessione che la trama fa all’età di Arnold è quando lo mette in
contrapposizione ad un modello più avanzato tecnologicamente (che poi era la
stessa trovata inventata da Cameron nel secondo film, ma nessuno se ne cura…).
La T-X o Terminatrix, con il suo nome da esperta di frusta e manette, può
modificare il suo corpo, a tratti semi-liquido, ma può generare anche delle
armi, a differenza del T-1000 che non aveva questa gustosa novità…. Perché non
si trasformi in una bomba per uccidere John Connor, il terzo film non lo
spiega, al massimo sentite fischiettare gli sceneggiatori in lontananza…
Il casting per
il personaggio ha coinvolto praticamente chiunque, da Vin Disel a The Rock, il
primo rifiutò perché era nella sua fase “Sono un attore non solo un manzo da
Action movie”, il secondo è stato scartato probabilmente perché avrebbe accecato
il T-800 con il suo sorriso smagliante.
Avrei voluto
essere una mosca per essere al brainstorming dei creativi di questo film, per
assistere alla fragorosa risata di gruppo, nata alla proposta “E se fosse un
Terminator donna?”. Ecco, le idee fluivano così copiose in quella ideale
riunione che, ovviamente, alla fine hanno optato per Kristanna Loken.



Il tacco 12 è fondamentale per dare la caccia al capo della resistenza, reazionari ma sempre alla moda.
In pratica,
abbiamo un T-800 che trattiene il respiro per non far vedere la pancia, che fa
a cazzotti con una specie di bambola gonfiabile, letteralmente, perché tra le
opzioni delle T-X c’è anche il seno che cambia di taglia a comando, la più grande
innovazione dai tempi dei Tette-missili di Afrodite A.



La T-X è talmente avanzata che ha reso obsoleto il wonderbra.
Gli
sceneggiatori, poi, non prendono prigionieri: Nick Stahl e Claire Danes sono
odiosissimi e nel tentativo di distrarre il più possibile lo spettatore
snocciolano date e numeri (a caso) creando l’illusione di stare espandendo
l’universo di Terminator, in realtà è puro fumo negli occhi. La “Mossa Kansas
City” messa in piedi da Skynet in questo film, era già stata riassunta in mezzo
dialogo scritto da Cameron in quello precedente, solo che qui sono tutti protesi
a cercare di far sembrare ogni passaggio una figata clamorosa… Sfiga: non lo è.
Jonathan
Mostow fa quello che può, ma i limiti dell’operazione sono palesi, manda a
segno una bella scena di inseguimento a metà film, in cui la T-X guida un enorme
mezzo pesante con braccio articolato e il T-800 appeso fa la palla da demolizione cantando “Wrecking Ball” di Miley Cyrus … O qualcosa del genere.



I came in like a wrecking ball…. I never hit so hard in love. 
La scena nel
bagno con Arny e la Loken che si spaccano orinatoi in testa è francamente più
scenografica che altro e, sempre guidato dallo spirito del fumo negli occhi
allo spettatore, assistiamo anche al T-800 che perde il controllo delle sue
capacità e cerca di uccidere John Connor, come fa poi il Cyborg a tornare in
sè, è un’altra di quelle cose che si perdono nelle voragini della trama, però
quando poi torna dice “I’m Back” vorrete mica avere anche una sceneggiatura
decente quando siamo così impegnati a lanciarvi addosso palate di Fan Service,
no?
Non è nemmeno
tanto quell’atmosfera volutamente cazzona e leggera che mi turba (ideale quando
si parla di Giorno del Giudizio), è proprio il fatto che il T-800 di questo film
sia un automa nel senso peggiore del termine, uno che esegue gli ordini senza
nessuna iniziativa, lontano anni luce dal Cyborg che si fa calare nell’acciaio
fuso per salvare John (e l’umanità) dal suo futuro nerissimo.



“Baciami, stupido” (Nella mia testa questa scena finisce sempre così).
La beffa
arriva, infatti, nel finale e qui, se non avete visto il film, sappiate che
arriva uno SPOILER grosso come Schwarzenegger.
Dopo averci
illustrato per filo e per segno che il futuro non è scritto, grazie a questo
film scopriamo che col cavoletto che ce lo scriviamo da soli, il destino
è immutabile, il giorno del Giudizio al massimo può essere ritardato e la
missione del Terminator non è altro che una paraculata micidiale, prendere
tempo e portare in salvo John Connor e (futura) signora in modo da dargli il
tempo di organizzare la resistenza.



Un po’ come se in un sequel di “The Truman Show” il personaggio tornasse indietro per dire: “Mah, non è tutto sto granché la libertà, meglio stare qui dove ho passato tutta la vita”.
FINE SPOILER
Se il secondo capitolo era fantastico, anche perché mirato a concludere la storia in maniera
sensata, dando il migliore dei finali possibili ai personaggi creati da James
Cameron, questo film è una ridicola marchetta, sfornata con l’unica missione di
giustificare ulteriori sequel, anche in questo caso non riesco a non vedere
qualcosa di meta-cinematografico della figura del Terminator, per quello del
secondo capitolo ho sempre fatto il tifo, per quello protagonista di questo
terzo capitolo, malgrado l’ironia di Swarzy, davvero non riesco a farmelo
piacere, faccio fatica a trovare simpatico uno mandato indietro nel tempo per
tentare di resuscitare un franchise che era concluso nel modo migliore
possibile e che davvero non aveva più bisogno di ulteriori capitoli.



Skynet scatena contro l’umanità la sua arma mortale…. I Robot sorridenti (FACCIAPALMO).
Ma per i corsi
e ricorsi storici che hanno fatto da filo rosso a tutta questa lunga tirata,
vogliamo scommettere che tra tutti i capitoli della saga, sarà proprio questo
quello più simile a “Terminator Genisys”? Spero caldamente di sbagliarmi…
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