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Terminator Genisys (2015): Se un film non è rotto, non cercare di aggiustarlo

Tutti i sequel
visti fino ad ora di Terminator, per un motivo o per l’altro, hanno sbagliato
qualcosa, entrando nella storia dalla parte sbagliata. Ma avevano in comune una
cosa: il fatto di averci almeno provato a fare un bel film, Terminator Genisys
ha percorso il miglio prima dell’uscita con nelle orecchie il coro di “Film
morto che cammina! Film morto che cammina!”.

La saga di
Terminator è finita con il secondo capitolo.
Non c’era
davvero altro da aggiungere, tutti i sequel lo hanno dimostrato, creando un’ideale trilogia di come NON si dovrebbe fare un sequel della saga creata da
Jimmy Cameron, se volessimo dare un nome a questo trio di film, io proporrei
“Trashminator”, ma sono aperto anche ad altre proposte…
In principio
fu biblicamente “Genesis”, ma il titolo venne modificato (storpiato) perché
nessuno vuole somigliare ad un gruppo rovinato dal maledetto Phil Collins. Il
cast del film? Sembra stato assemblato con gli scarti di attori rimasti sulle
mensole del discount dopo la prima calata delle casalinghe. Gli unici motivi di
interesse: Matt “Più grande attore del mondo” Smith (qui accreditato Matthew,
forse per non farsi riconoscere) e Arnold Schwarzenegger alla ricerca di una
seconda carriera nel bosco di Holly, rivestendo i panni (di pelle) del suo
personaggio più famoso, al suo clamoroso “I’m Back” il mondo ha risposto
all’unisono con un enorme SCIAFF! Come se milioni di mani facessero FACCIAPALMO
tutte insieme e ad un tratto si fossero zittite.

Per
giustificare un Terminator di 68 anni, gli autori hanno bussato alla posta di
James Cameron, che gli ha buttato lì la sua stessa idea (non usata per il primo
film) che i tessuti umani sopra l’esoscheletro, potessero invecchiare in quanto
vivi. Che guarda caso è l’unica spiegazione un minimo sensata che ci viene
snocciolata durante tutto il film e, vi avverto, gli SPIEGONI non sono
propriamente pochi…
Cameron non lo
sa o lo sa e se ne sbatte, ma così facendo ha dato il via a Robocop con
l’artrite e Universal Soldiers con il deambulatore…



“Non potevi solo dire no?” , “Eh Arnold, mi hanno preso alla sprovvista, ho detto la prima cosa che mi passava per la testa”.
La morte di questa
pellicola venne celebrata con il primo Trailer, Old T-800 (Swarzy) vs Young
T-800 (un’altra sua brutta copia in CG dopo Terminator Svalutation), dopo le
prime impressioni del pubblico, la Major pagante ha premuto il pulsante “PANIC!”
terrorizzati dall’idea che il film fosse percepito come l’ennesimo sequel e non
l’operazione di Merd… Ehm di Reboot (o Reset come lo chiamano, vi farei un
Reset del cervello se ne avete uno disgraziati!).
Il regista
Alan Taylor (già autore del pessimo “Thor: the Dark world” tanto per metterci
nelle mani di uno capace…) viene costretto pistola alla tempia a sfornare un
secondo trailer che descrive per filo e per segno la trama, ma soprattutto il
colpo di scena che arriva verso metà film, che per inciso è la madre di tutte le
idee idiota, ma anche la definitiva lapide su questo Giene… Geny… Genis… Oh
insomma, ‘sto coso qua.
Si poteva fare
peggio di così? Forse solo rimandando in sala, poche settimana prima
dell’uscita di questo quinti capitolo, il film originale del 1984, giusto per
esaltare i ricordi e i paragoni, dai tempi dei piloti Giapponesi (TORA! TORA!
TORA!) non assistevo a tale atto di eroico (si fa per dire) seppuku.



“Per onestà devo confessarti che questo è il mio braccio più debole” (CIT.)
“Terminator
Genisys” è uno sbaglio totale, che rubacchia le idee migliori dai film
precedenti e baratta il sacro fuoco del “Farò un nuovo capitolo di Terminator
che tutti ameranno!” con la rassegnazione, le spallucce e se va bene, un (vano)
tentativo di limitare i danni…
Il futuro non
è scritto come diceva il film originale (e Joe Strummer), però il passato sì e
malgrado nel film il mantra ripetuto da Swarzy sia “Vecchio, non obsoleto”, il
film è un tentativo patetico di riproporre un film vecchio (ma non obsoleto)
cercando di “Pimparlo” (nel senso più tamarro del termine) con idee nuove,
clamorosamente tutte sbagliate.
Si inizia
subito forte, con il controcampo, mai mostrato prima, di cosa è successo a Kyle
Reese (pronunciato CHEI…) prima del suo viaggio a ritroso nel tempo fino al
1984. Ed è proprio qui che il film MUORE definitivamente, sì, perché il CHEI di
questa versione (l’inutile Jai Courtney) un attimo prima di andare “A spasso
nel tempo” come Scott Bakula assiste alla sconfitta di Skynet. Alt, time out
Cassidy!
La prima
clamorosa differenza, secondo questa versione della storia è che Reese sarebbe
tornato indietro sapendo che Skynet è già stato sconfitto, quindi salvare Sarah
(e di conseguenza John) è la sua missione primaria e non un altro fronte
(temporale) della guerra contro le macchine. Essendo “Genisys” un film basato
sul Wibbly Wobbly timey wimey, dei paradossi da viaggio nel tempo, qual è la
mossa di Nerdatio benevolentiae definitiva? Facile: avere Matt “Più grande
attore del mondo” Smith, già 11esimo Doctor Who con farfallino, ad interpretare
il personaggio che smuove e scombina le trame temporali…. Sfiga! Smith si vede
in tre (3) scene di numero, ultima delle quali è animato in CG, riconoscibile
solo grazie alla mandibola e alle orecchie a sventola. Lo assolvo per due
ragioni: gli anni passati a svolazzare con il Tardis gli hanno fatto guadagnare
discreto credito, ma soprattutto perché, il suo personaggio avrebbe potuto
interpretarlo chiunque, anche voi o io, e non sarebbe cambiato nulla per la
(bassa) qualità del film.



Mi piace pensare che stia gridando “GERONIMOOOOOO!”.
Il
non-problema fondamentale è che la saga di Terminator, non è basata su un
universo sconfinato che si apre a mille possibili combinazioni, ma è
essenzialmente riassumibile in una situazione base: “Macchina assassina insegue
umano per ucciderlo” che è stata intinta in suggestioni da fantascienza
post-apocalittica e futuri capi della ribellione. Non esistono tante variazioni
possibili rispetto a questo binario, una volta che lo hai fatto e
poi lo hai rifatto meglio, non puoi più sperare di avere delle novità, quello
che resta è una caciarona variazione sul tema, appunto questo “Terminator Genisys”
che se proprio dovessi provare a collocare (bidone dell’umido, martedì se lo
portano via lontano) potrei scomodare i “What if…?” della Marvel Comics.
“What If…?”,
cosa sarebbe successo se…. Peter Parker non fosse stato morso da un ragno
radioattivo? Cosa sarebbe successo se… Il Dottor Destino avesse fondato i
Fantastici Quattro? La Marvel ha questa lunga tradizioni di fumetti
auto-conclusivi che variano rispetto alla storia che conosciamo tutti,
ipotizzando un mondo alternativo, a volte sono scenari interessanti, altre
volte sono semplicemente storielle bruttarelle, direi che “Genisys” si colloca
in questa seconda categoria.



A carnevale ho visto bambini vestiti da Terminator più credibili.
Sono costretto
a giocarmi lo Spoiler, ma se avete visto il secondo trailer del film già
sapete, in ogni caso, per correttezza ve lo segnalo lo stesso: SPOILER!
Cosa sarebbe
successo se… John Connor fosse stato catturato da Skynet e trasformato nel suo
Terminator privato.
Da qui parte
tutto, ora, dopo quattro film in cui, prima, dopo la sua nascita, John
Connor era sempre e comunque l’uomo da salvaguardare, qui diventa il cattivo, idea
interessante se lo fai in una storia auto-conclusiva, decisamente balorda se hai
intenzione di rivalutare il tuo storico Franchise nella speranza di poter
sfornare nuovi sequel…
FINE SPOILER!
FINE SPOILER! FINE SPOILER! FINE SPOILER!
Questo film
cerca di forzare i binari della mitologia (non vi offendete se la chiamo così
vero?) dei film originali, inserendo a cazzola tre o quattro trame in
contemporanea, in un miscuglio di linea temporale, “Snodi” e “a fixed moment in
time” rubando proprio dal vocabolario del Doctor Who (Who? Are you? Who Who!),
il risultato è un casino che nel 2015, anno di “Ritorno al futuro” fa sembrare
il secondo capitolo della saga di Zemeckis, una lineare Lonely Planet dei
viaggi temporali.



“Questa sceneggiatura è davvero pasticciata” , “Si, ed è scritta anche male, guarda quanti spiegoni…”.
Da una parte
abbiamo intere porzioni di scene del film del 1984 rifatte uguali identiche
(una certa azienda di abbigliamento sportivo con il nome della Dea greca della
vittoria, sarà ben felice di questo…) a cui vengono aggiunti T-1000 tarocchi
made in China, visioni usate per interpretare la data esatta in cui viaggiare
nel tempo e una critica alla dipendenza dalla tecnologia tanto ispirata quanto
mal realizzata.
Skynet è il
cloud, è l’app che fa comunicare la tua auto e il tuo Smartphone, l’umanità è
talmente contenta dell’innovazione che attende il pericolo e l’estinzione, con
l’ansia di chi fa la coda per il nuovo i-telefono con la mela sopra. Piccola
stoccata ai tick dell’uomo moderno, ma la satira devi saperla fare e Alan
Taylor e i suoi due sceneggiatori, non la sanno fare, quindi giù di infermieri
che cuciono ferite, mentre parlano all’auricolare quando sarà figo avere Genisys
su pc/tablet e telefono (FACCIAPALMO).



Cosa vi avevo detto? Ho vinto 5 Euro…
Quando la
rivelazione sull’identità del cattivo viene bruciata a metà film, la sensazione
è quella di guardare un DTV molto costoso, o al massimo un “What if…?”, ma di
quelli fatti male male…
Io già li
sento da qui i cori che dicono: “Oh ma quanto è
auto-ironico/divertente/spiritoso Arnold Schwarzenneger?” sventolando la
bandiera dell’umorismo dell’Ex governator come enorme (facciamo anche il solo)
PRO di tutto questo film.
Ora io dico:
lo scoprite con questo film che Swarzy sa ridere e scherzare anche di se
stesso? Questo è lo stesso che ha fatto un film dove partoriva, direi che non
ha più nulla da dimostrare, eppure per i corsi e ricorsi storici di cui parlavo
QUI, il suo T-800 è più passivo che mai, basta dire che attende l’arrivo di
CHEIL Reese e Sarah Connor fino al 2017, assistendo all’ascesa di Skynet (di cui
è super informato) senza fare NULLA.
Lo sbaglio è
stato cercare di ricreare tra Sarah Connor e il T-800 le dinamiche viste in Terminator 2 – Il giorno del giudizio, ma trattandosi di una figlia (Emilia
Clarke che chiama “papà” Schwarzenneger ogni volta che lo vede è francamente
insopportabile…) il suo ruolo è simile a quello di un burbero padre che guarda
di cattivo occhio il nuovo “fidanzatino” dell’amata figlia. Non è la prima
volta che Arnold interpreta il ruolo di un padre, ma l’ha sempre fatto
portandosi dietro il suo background di ruoli da duro, cercare di trasformarlo
in un orsetto del cuore geloso, che sfida il cognatino a chi carica più
proiettili dei caricatori (al ritmo dei Ramones), che è una scenetta che genera più
vomito che simpatia. Sapete che vi dico? Meglio 100 Maggie ad un solo giEnisYYYs…



Questo lo faceva anche Bruce Willis in “RED”, vorrai mica essere da meno? (o farti venire qualche idea nuova).
Sulle larghe
spalle dell’Austriaco, ricade anche l’ingrato compito di snocciolatore di
spiegoni, ogni svolta o filosofia legata ai viaggi nel tempo, alle timeline e
ai futuri possibili, viene prima spiegata per filo e per segno dal Cyborg, il
risultato è un “Sapientino Clem Clem” che azzecca sempre l’ipotesi giusta, con
una pedanteria mai finita, quello che vorrei capire è chi è il genio che ha
pensato che affidare i logorroici spiegoni, all’attore che ha fatto delle
Punch-line lapidarie e dei monosillabici Cimmeri la sua forza, fosse una
grande idea, io voglio i nomi!
In ogni caso
Arnold non va sotto nemmeno questa volta, perché è ironico e si sa e, per
assurdo, con quel suo corpaccione è ancora (abbastanza) credibile quando fa a
botte con Cyborg più giovani e veloci di lui, ma in ogni caso, attorno a lui
c’è il vuoto pneumatico della recitazione.
La nuova Sarah
Connor dovrebbe sorprendere in quando per la prima volta, ha la possibilità di
scegliere (anche di non accoppiarsi con CHEIL Reese), il problema è che se la
fai interpretare alla diversamente alta Emilia Clarke, più famosa nei (pochi)
panni di Shakira Targaryen di Giocotrono, ottieni solo una che gira languida e
scollata per il set, più credibile come fidanzatina che come Final-Girl.



Sei caruccia senza quei capelli da Shakira, però non urlare ok?
Ironia della
sorte, se mamma si chiama Emilia Clarke, ad interpretare il figlio troviamo
Jason Clarke, attore a cui vengono bene due ruoli: il toncolone con faccia da
scemo (L’ultimo pianeta delle scimmie in ordine del tempo, il titolo italiano
mi rifiuto di scriverlo) o quello che lo guardi e dici “Bah, questo ha proprio
una faccia da bastardo” e, infatti, qui fa quello che può, nei panni del
personaggio più fastidioso e sbagliato che mi sia mai capitato di vedere al
cinema. Per altro, le cicatrici sul suo volto vanno e vengono e nessuno degli
altri personaggi, marginali alla vicenda, sembra porsi il problema…
Ma il nulla
assoluto, il buco nero che risucchia personaggi mitici e restituisce indietro
inutilità si chiama Jai Courtney, uno che nella vita è già stato figlio di John
McClane e cognato di Terminator, recitando sempre con rara inutilità, ben
riassunta dall’arcata sopraccigliare e dalla mandibola, più prossima a quella
del Neanderthal che del divo di Hollywood.



CHEIL vuole banana…
In questa
incarnazione Kyle, ehm scusate CHEIL passa per quello salvato dalla bella di
turno (se ve lo state chiedendo, “Vieni con me se vuoi vivere” non manca
nemmeno qui…) e per tutto il tempo fa gli sguardi scuri al T-800 chiedendosi
“Cosa succede?” e ironizzando sul suo essersi offerto volontario.
Per altro, il
personaggio è anche motivo di risate facili, per via di un rapporto Bromance
con John Connor, nel senso più “femminiello” del termine. A mezzo metro da lui
Clarke (Emilia) si spoglia, lui ha lo sguardo perso nel vuoto e gli occhi a
forma di cuore pensando a Clarke (Jason). Nulla scuote il personaggio, se non
quando parla del suo John Connor, se proprio volevano cambiare la storia, con
una versione alternativa veramente shock, io avrei fatto fidanzare John e
CHEIL, almeno questo film inutile sarebbe stato il primo action sci-fi Gay-friendly della storia del Cinema… Niente, nemmeno quello, ciccia.



Una virile stretta di mano tra veri uomini… ehm…
Devo proprio
parlarvi del grande J.K. Simmons? Incastrato in un personaggio petulante e
fastidioso, protagonista di dialoghi da serio imbarazzo, vederlo qui per la
prima volta, dopo le sue lezioni di batteria, fa male, al cuore, alla milza, al
pancreas, anche ai malleoli, insomma fa male e basta…
Il film, poi, ha
la grande colpa di togliere quell’aurea di minaccia ai Terminator, il T-800 del primo film, viene fatto fuori con un colpo di fucile (anti-carro), il T-100
made in China viene eliminato in pochi minuti. Ma voi li avete visti i primi
due film? Il primo in particolare, era una corsa sfrenata a perdifiato, in cui
l’inarrestabile inseguitore non poteva mai essere ucciso, un film tiratissimo
che ti lascia senza fiato fino ai titoli di coda e lo stesso si può dire del
secondo capitolo, qui? Cinque minuti e i cattivi sono una pratica archiviata.



Il più brutto e costoso dejà vù della vostra vita di cinefili (strano che non abbiamo rifatto in CG anche Bill Paxton).
Anche le nuove
minacce, non risultano mai davvero più pericolose di quelle vecchie, nell’Era
in cui la Marvel domina i Blockbuster, sembrano tutti cloni di Ultron o al
massimo di Silver Surfer (che non sarebbe mai esistito al cinema senza gli
effetti speciali creati per il T-1000) in una baracconata inzuppata nel PG-13,
moscia, anonima, pasticciata che rubacchia pezzi dove può, dai film della saga,
ma non solo, si parla di “Lavori in pelle” (SOB!) e poi vuoi nel 2015 non avere
una scena di inseguimento su un ponte, con un Bus che si ribalta 4 volte in
aria? Se non hai una scena così nel tuo Blockbuster moderno, sei un paperino…



“Unisciti al lato Marvel, insieme potremo governare la galassia, come padre e figlio”.
Voglio
aggiungere una cosa, poi concludo: ho sprecato fin troppe parole per questa
porcheriola da nulla, ho visto il film in Italiano, non entrerò nello
specifico, ma c’è una frase, una delle ultime pronunciate da Schwarzenneger che
mi ha fatto lacrimare sangue dagli occhi, invoco il mio compare Evit di
Doppiaggi Italioti, io so che lui farà giustizia di tale scempio nell’utilizzo
della lingua Italiana… Vendicaci! (Nota: Evit ci ha vendicati tutti QUI)
Ora, se siete
di quelli che pensano che i sequel/remake/reboot o Reset come in questo caso
(abbiamo vinto un altro nome) inutili, rovinano il ricordo dei film con cui
siete cresciuti, bene, vi dico che odierete tantissimo “Terminator Genisys”
tanto che vorrete tornare indietro nel tempo, per impedire ai voi stessi del
passato, di vedere questo film, quindi spero di essere per voi il Kyle Reese
che arriva, spero in tempo, per salvarvi….



“Fuggite da questo film se volete vivere…”.
Altrimenti, se
siete come me, e pensate che questa saga sia finita nel 1993, con una strada buia
e un pollice che ci saluta dall’acciaio fuso, sappiate che anche questo
capitolo, non aggiunge nulla, consideratelo come un profugo da una dimensione
parallela, come un brutto “What if…?” o al massimo, come un episodio del
“Doctor Who” (vista la presenza di Smith forse era questa la chiave di lettura
giusta) ambientato nel mondo di Terminator.
Nel primo
caso, non dategli asilo politico nella vostra videoteca, nel secondo, chiudete
la pagina e leggetevi altro e nell’ultimo, salite sul TARDIS e puntate su
un’altra linea temporale, sento già suonare la Cloister bell in lontananza, io
ho terminato….. GERONIMOOOOOOOOO!
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