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The Carpenter’s Son (2025): la prima tentazione di Cristo (il figlio di Nick Cage)

Fermi tutti! Mettetevi nei miei panni, viene annunciato un film intitolato “The Carpenter’s Son”, un Horror con Nicolas Cage nei panni del padre di Gesù. Ma secondo voi, io, proprio io, il vostro amichevole Cassidy di quartiere, un film così non lo vorrebbe vedere tipo ieri? Si vede che mi conoscete, infatti l’ho visto ieri.

Ora, il gioco sarebbe stato tenermi questo film per la riapertura della Bara post pausa festiva, il 7 gennaio lo sapete, sarà il compleanno di Nicola Gabbia e sono sicuro che le colleghe e i colleghi Blogger faranno a gara per scrivere di questo film, visto che ero impaziente e che il post per la festa di gennaio l’ho già scritto (storia vera), mi gioco uno degli ultimi titoli dell’anno, nella settimana di Natale, iniziamo a festeggiare a modino (cosa che per altro abbiamo già fatto), quindi ecco a voi il film della natività in stile Bara Volante!

Non è ancora il 7 gennaio, mi sono solo portato avanti sulla tabella di marcia.

Liberamente ispirato al Vangelo dell’infanzia di Tommaso, Lotfy Nathan scrive e dirige un film che ovviamente è nato con tutti i mirini addosso, perché è più o meno dall’anno zero che molta parte di pubblico non vuol sentir parlare di Gesù in un modo che non sia più che canonico, figuriamoci in un Horror con Nick Cage, che zitto zitto, qui si ritaglia anche il ruolo di produttore e non rinuncia nemmeno per errore ai titoli più piccoli, quasi indipendenti, dove può continuare a recitare tutti i ruoli che Hollywood, che lo ha riaccolto nel suo caldo abbraccio, non gli proporrà mai, ma proprio mai nella vita.

Il prologo, sempre così importante in un Horror, ci porta beh, all’anno zero, mentre i nuovi nati vengono gettati alle fiamme in cerca del neonato dei nostri due neo-genitori, il Falegname (Nicola Coppola nostro) e la Madre (FKA Twigs vista nell’ultima incarnazione de Il Corvo) portano in salvo il loro bambino, chiamato solo il Ragazzo, perché malgrado Nathan scelga di non citare mai i nomi, è chiarissimo di chi si stia parlando.

«Tutti i musicisti migliori me li sono già presi io, a te restano solo i P.O.D.»

Anno Domini 15 D.I.R. (Dopo Il Ragazzo), il Falegname è un uomo di Fede con una missione, salvare il Ragazzo dal peccato, consapevole di stare crescendo il figlio dell’Onnipotente, anche se il nostro giovane Messia è mosso dai turbamenti della sua età, che si portano un certo grado di ribellione contro l’autorità paterna (e figurati quando di padri nei hai due capaci di tutto, ed uno in particolare fatto a forma di Nick Cage), oltre alle tentazioni della Straniera (lo sguardo sinistro di Isla Johnston), che anche lei non è proprio impossibile da intuire che ruolo svolga in questa storia senza nomi propri ma solo ruoli.

“The Carpenter’s Son” diventa quindi un film di possessioni, dove anche un lebbroso guarito dal Ragazzo è una presenta tutto sommato inquietante, il problema? Il film di Lotfy Nathan ha la durata perfetta, 90 minuti, percepiti però più o meno come quelli di qualunque altro filmone Biblico del passato, perché brioso proprio no, mettiamola così, ha il passo e il ritmo riflessivo del classico film da film festival, quindi se all’idea di un Gesù Horror sognavate fiotti di sangue e teste che saltano come tappi di champagne, anche no.

So che la state fischiettando, lo so!

Lotfy Nathan sceglie di rappresentare il Ragazzo come una sorta di mutante-X che scopre i suoi poteri con l’adolescenza, li utilizza per togliere il male da una serie di possedute e posseduti, la scelta visiva del serpente che esce dalle loro bocche è talmente retrò da sembrare uscita da una vecchia stampa di una Bibbia oppure beh, da un film Horror, quindi molto coerente.

Anche se chiaramente i misteri qui stanno a zero, anche la rivelazione sull’identità della ragazzina come detto, non è impossibile da intuire, se non altro Lotfy Nathan ha buon occhio quando deve regalare – letteralmente – visioni dell’inferno, però parliamoci chiaramente, questa rappresentazione più sportiva del Nazareno non ha molto di sacrilego, forse un po’ Vecchio Testamento nella messa in scena, ma di sicuro non blasfemo, non più di altri film su Gesù che abbiamo visto, anche se mi rendo conto che per molti, l’idea stessa di un film su Gesù, uno qualunque, è già blasfemia perché boh, perché sì, anche se la Bibbia non dice che guardare film è peccato.

In generale, con il suo ritmo da film festival non proprio brioso, “The Carpenter’s Son” è una sorta di “La prima tentazione di Cristo” in cui a tenere banco è proprio Nicolas Cage, che dove lo metti recita, senza mai perdere la sua personalità.

«Signore perché Cassidy trova sempre una scusa per scrivere di Carpenter anche quando non è John! Perché!?»

Deve fare il drammatico? Eccolo qui, e poi parliamoci chiaramente, quando il tuo personaggio è un uomo in missione, una sorta di Sensei inflessibile che ha votato la sua vita a prendersi cura del figlio dell’Onnipotente, chi puoi trovare meglio di Nicolas Cage per una parte del genere? Proprio per questo il nostro Nick entra in modalità “Vecchio Testamento”, strabuzza gli occhi quando il figlio si ribella e in una sorta di “Cage Rage” applicata al contesto, gli spiega come sarebbe morto senza la sua protezione, tirando in mezzo coccodrilli sacri (!) e sacre missioni, insomma, anche questa volta la prova giusta per la parte giusta.

Peccato solo che poi il film si limiti a questo, visto che non ha nessuna voglia di urtare la sensibilità di nessuno, ma solo di raccontare una storia che tutti conosciamo (per certi versi LA Storia) con un registro più crudo e un certo occhio per il realismo almeno nei costumi, Lotfy Nathan manda a segno un compitino che trova proprio in Nicola Gabbia il maggiore motivo di interesse, anzi, a dirla tutti mi dispiace per i falegnami accreditati nei titoli di coda, che sono i carpenter di The Carpenter’s Son, se almeno fosse stato un film del prediletto di questa Bara, sarebbero stati i carpenter in John Carpenter’s The Carpenter’s Son. Tanto sapevate che avrei fatto questa battuta, d’altra parte anche John Carpenter è un JC.

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