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The Conjuring 2 – Il Caso Enfield (2016): tratto da una storia veramente vera (ma vera vera!)

Devo ammetterlo: non mi ero sciolto particolarmente per il primo capitolo “L’evocazione – The Conjuring” (2013), avevo preferito un pochino di più “Insidious” (2010), ma resta il fatto che James Wan sia uno dei nomi più influenti nel panorama del cinema horror contemporaneo.
Cose che capitano quando con il tuo compare Leigh Whannell crei la saga ad alto potenziale di seguiti (Saw) e poi rilanci le storie di fantasmi nei film dell’orrore occidentali, proprio con i due titoli citati lassù. Niente di particolarmente innovativo, ma tutto fatto con grande passione e spudorato gusto per la citazione, da parte di uno che ha visto tutti gli horror giusti in vita sua.

Vuoi vedere che anche il ciuffo è una citazione?
Mi pare anche abbastanza chiaro che Wan non abbia poi tutta sta voglia di fare film di paura per tutta la vita, non accetti di dirigere Fast & Furious 7 se non hai voglia di sperimentare altro e, avendo fatto tutto giusto fino a questo momento, James Wan può permettersi di avanzare ipotesi senza farsi ridere in faccia dai produttori del Bosco di Holly: Castlevania, Robotech, un nuovo Mortal Kombat, la regia di Acquaman e persino la nuova serie tv di MacGyver, tutta roba che con l’horror non c’entra un infiocchettatissima, in cui il nome del nostro James ciccia sempre fuori. 
Ma prima di passare a dirigere tutte, o alcune di queste cose, Wan prima deve concludere il suo contratto con la New Line Cinema, quindi sotto con il seguito di “The Conjuring”, che per guadagnarsi l’ormai classica scritta “Tratto da una storia vera” questa volta tira in ballo il caso Enfield… Che non è il cantante dei Metallica.

Ho detto Enfield non Hetfield! Ma chi sceglie le foto!?
Il Poltergeist di Enfield è stato un chiacchierato caso accaduto a Londra tra il 1977 e il 1978: Peggy Hodgson e i suoi quattro figli, sono stati presi di mira da questa presenza. Ora, siete liberi o meno di credere a questa roba, quello che ci interessa è che James Wan ha fatto davvero i compiti.
Sì, perché per far tornare in pista i coniugi Ed e Lorraine Warren (Patrizio Pallone e Vera Farmiga), coppia di acchiappafantasmi degli anni ’70, quale occasione migliore di utilizzare come base un vero caso paranormale di quel periodo? E così ci troviamo di fronte al primo caso di vero film dell’orrore, tratto da una storia vera (o presunta), ma adattato per esigenze narrative a due personaggi fittizi che interagiscono con la versione cinematografica dei personaggi realmente esistiti, quindi la definizione esatta dovrebbe essere: “Tratto da una storia vera e con personaggi quasi tutti veri”.

Il vero caso del poltergeist di Enfield, Wan ha citato utilizzato anche gli stessi poster.
Ci avete capito qualcosa? Nemmeno io, in ogni caso, questa volta è una storia vera, ma talmente vera che, infatti, è finta, storia vera! … Come si chiama la protagonista femminile? VERA Farmiga, visto? Tutto torna!
Ed e Lorraine sono un po’ come i Ghostbusters di Peter Venkman all’inizio del secondo film, nessuno li fila di pezza, tutti pensano che vendano “fumo e merda” (cit.) e ancora non si sono scollati di dosso quella storiaccia della casa di Amityville (altra storia horror vera!), infatti l’inizio del film dà l’occasione a Wan d’inquadrare le famigerate finestre doppie della celebre casa di Amityville, ma a livello di citazioni e omaggi, Wan ci da davvero dentro per tutta la durata del film.

«Le nuove Ghostbusters non sono ancora in servizio, tocca di nuovo a noi Ed»
In compenso, Lorraine continua ad avere incubi e visioni su un’inguardabile suora, cioè, brutta almeno come quella che tutti i pomeriggi puntuale come la morte e le tasse arrivava a dirci: “Non si può giocare a basket qui!”, ma allora perché Dio ha messo un canestro da basket lì se non voleva che io ci giocassi! In quale parte del vecchio testamento è scritto!?
Boh, insomma, sta suoraccia insieme alle visioni annuncia la prossima maternità morte di Ed, proprio in quel momento arriva la richiesta di aiuto della famigliola inglese spiantata, ma perseguitata. Il problema è che l’incontro avviene dopo un’ora di film, a metà di una pellicola che dura quasi due ore, un’enormità visto il tipo di film e lo spessore della storia, questo è uno dei problemi da segnalare parlando del congiuratore parte seconda.
Per altro, sarebbe curioso capire come mai qualcuno dovrebbe tenersi in caso un quadro di manifesta bruttezza, che ritrae un tizio che sembra Marylin Manson vestito da suora, la scena in cui la pinguina ciccia fuori dal quadro non è nemmeno malissimo, il problema è che il personaggio ha un look davvero fuori luogo, non so se si sono messi in testa di fare uno spin off anche su questo spettro, come già fatto per la bambola Annabelle che ha avuto il suo film solista (brutto e omonimo) nel 2014 e che qui compare brevemente, giusto per non scontentare i fans.

«Vieni a giocare con noi?» (Cit.)
Riflettendo sul quadro pensavo, chi mai si terrebbe in casa un affare di tale bruttezza? Poi mi sono ricordato nella casa al mare dove sono stato qualche mese fa, dove alla parete c’era una specie di ritratto di un tale stile Rasputin che io ho ribattezzato “Rob Zombie” (storia vera!), quindi forse non è la parte più stramba del film.

Tutte le mattine vedevo LUI, roba da veri fanatici dell’Horror!
Lo schema di “The Conjuring 2” è sempre lo stesso: apparizioni tutte urla, jump scare e volume sparato a palla per spaventare gli spettatori più creduloni, anche la storia varia di poco rispetto ai binari noti, nessuno crede alla famiglia, ci credono solo i due cacciatori di spettri che, però, anche loro capiscono che è tutto una bolla di sapone, poco prima del finale dove bisognerà lottare tra bene e male in computer grafica.
Tutto come da programma, tra le solite citazioni al film capostipite del genere “Famiglia in pericolo alle prese con i fantasmi in casa”, ovvero Poltergeist di Tobe Hooper/Steven Spielberg, divertitevi a coglierle tutte, Wan ne piazza quante più possibile lungo i 134 (!) minuti del suo film, ve ne dico solo una facile facile: la stanza con il maggior numero di strane manifestazioni chiusa a chiave.

Eccola, eccola! Quando fa così poi parte l’urlo!
Wan dimostra di aver fatto i compiti, inserisce nella trama i letti dei bambini fatti traballare dai fantasmi e il membro della Society for Psychical Research, Maurice Grosse che nel film è interpretato da Simon McBurney, anche se guardandolo mi sembrava di vedere Mel Brooks con una parrucca particolarmente brutta (lo so, sono una persona stramba…).
Vera Farmiga fa il suo dovere come si deve, complice anche la sua filmografia e la serie tv “Bates motel”, la signora sta diventando una scream queens di tutto rispetto, quello più in palla di tutti, però, è Patrizio Pallone, che quando si parla di Horror ormai è uno di casa, qui sfoggia il piglio giusto e le basette consone al periodo, pure troppo, visto che in uno strambo caso di possessione pilifera, si lascia possedere dallo spirito di Elvis Presley e si lancia anche in una cover di “Can’t help falling in love” andando ad iscriversi al già nutrito club di persone che si sono lanciate nella reinterpretazione di questo celebre pezzo del Re del Rock.

It’s down at the end of lonely street, at Heartbreak Hotel (cit.)
“The Conjuring 2 – Il Caso Enfield” non è nemmeno brutto, mi è sembrato un James Wan professionale, ma senza il brio degli esordi, alza il volume della radio (e dei jump scare) per dare al pubblico tutto quello che vuole, non trovo nulla di male in un film che sembra un giro nel tunnel dell’orrore di un parco divertimenti, quello che mi preoccupa è che se James Wan, che questo genere lo ha rilanciato al cinema, stia già cercando di abbandonarlo. Cosa saranno in grado di sfornare i suoi emuli?
In soldoni: forse questo tipo di storie vi stanno venendo a noia, ma se pensate che salti sulla sedie, corridoi bui da cui spuntano robe brutte facciano per voi, il congiuratore parte 2 potrebbe anche farvi divertire il doppio rispetto al suo predecessore. Personalmente, sono quasi più curioso di vedere cosa farà Wan quando si lascerà alle spalle spettri, demoni e fantasmi.
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