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The Gunman (2015): La migliore interpretazione di Liam Neeson (nei panni di Sean Penn)

Incredibile,
non so se è un caso o una svista della distribuzione, ma nel giro di due
settimane abbiamo visto in sala due film action con protagonista Liam Neeson,
per altro, a breve dovrei arrivare anche con il commento di “Run all night”,
quindi… Restate Tonnati!

Ho già parlato
diffusamente della serie Taken, qui la coppia che stava dietro a quel film si
riunisce: alla regia troviamo Pierre Morel e nei panni del protagonista, di
nuovo il mitico Liam Neeson, ma questa volta la trama è un pochino diversa dal
solito.
“The Gunman”
(Il Pistola) si apre con un giornalista televisivo che spiega anche all’ultimo
dei contadinacci americani, quelli con il collo rosso rosso rosso, che da
qualche parte nel mondo molto lontano (anche più lontano del Texas), esiste un
posto chiamato Africa e al suo interno un altro posto chiamato Congo. Qui quei
cattivoni delle multinazionali, per poter continuare a sfruttare i giacimenti di
oro e risorse varie, fanno di tutto per mantenere il Paese in uno stato di guerra
civile costante. Come ad esempio assoldare Liam Neeson, pettinato come Sean
Penn, per uccidere il ministro delle miniere, sì perché pensate: il Congo è un
posto talmente buffo, dove assegnano questi titoli strambi alle persone, quelle
cose tipo “Ministro alle semplificazioni” o altre robe così.



Anche in questo film non manca la mossa speciale di Liam Neeson: La Telefonata!
Boh, insomma,
Liam Neeson pettinato come Sean Penn ha una storia con una ragazza di una ONG, per senso del dovere, o anche solo per far iniziare la storia, spara in
faccia a ‘sto ministro ed è costretto a lasciare l’Africa. Se vi sembra un
incipit pretestuoso, beh, probabilmente perché lo è, o forse perché la
fidanzatina è interpretata da Jasmine Trinca, quindi cerchereste anche voi un
pretesto qualunque per allontanarvi il più possibile da quei denti inguardabili…
In ogni caso,
anni dopo torna in Africa e per redimersi fa quelle cose non ben specificate
che le persone occidentali vanno a fare in Africa… Tipo turismo sessuale o
costruire pozzi d’acqua, non ho ben capito, so solo che ogni tanto Liam Neeson
pettinato come Sean Penn, prende la tavola da Surf e si cavalca due onde nel
tempo libero. Non sapevo che Liam Neeson sapesse fare surf, sapevo che Sean
Penn è un grande appassionato di questa disciplina… Vabbè andiamo avanti!



Fun Fact: Liam Neeson ha imparato a fare Surf tra le onde della sua Irlanda…. Mah!
Succede quello
che avrete già intuito: il passato ritorna a cercare Liam Neeson anche se si è
pettinato e fa Surf come Sean Penn, lui cerca i suoi ex compagni di squadra, tra i quali trova Nicolas Cage con la parrucca per assomigliare a Javier Bardem che,
guarda caso, ha messo (quasi) la testa apposto e si è sposato con Jasmine
Trinca, nemmeno fosse tutta sta bellona…
Seguono
sparamenti, mortammazzamenti, il rapporto di coppia meno coinvolgente della
storia del Cinema e un sacco di scene d’azione fatte con il senso di colpa di
chi orgogliosamente ammette: “Non vogliamo fare SOLO un film d’azione, ma
qualcosa di più” che è una frase che non è difendibile in nessun’aula di
tribunale, nemmeno da un pull di avvocati composti da Perry Mason, Matt Murdock
e con Santi Licheri come giudice.



Nicolas Cage impegnato in un match de “Il gioco del Silenzio” con Jasmine Trinca.

Evidentemente,
l’unica vera novità rispetto alla classica struttura di Taken è la massiccia
presenza di temi presi dal bignami dei Liberal: ci sono le multinazionali
cattive che manipolano l’instabilità politica del Congo, ovviamente il tutto talmente semplificato da essere paragonabile ad una trama dei
Teletubbies. Il film si sforza così tanto di apparire Liberal, da decidere
di giocarsi anche una scena ambientata in una corrida, con il Toro che
ovviamente incorna uno dei cattivi di turno. METAFORONA dei diritti degli
animali sfruttati in un gioco barbaro… Oh! Non che io non sia d’accordo con
tutte queste cose eh? Dico solo che la sceneggiatura è stata scritta con un Uniposca a punta grossa, in modo che i messaggi arrivassero al pubblico forti e
chiari.

La cosa
curiosa è che tra i produttori del film e, non solo, anche tra gli
sceneggiatori compare proprio Liam Neeson, talmente calato nel ruolo di Sean
Penn, da essersi fatto accreditare proprio con il nome del celebre collega e
pensate che… No dai, non riesco più a portarla avanti questa farsa, non è Liam
Neeson, è Sean Penn, è proprio Sean Penn!



“Io… Sono…. SEAN!!”.

Penso che non
ci sia davvero niente di peggio al Cinema di un film d’azione che si vergogna
di esserlo, quello che non capisco è come mai, Sean Penn abbia fatto venire
giù Pierre Morel, ovvero uno specialista di Divi cinquantenni trasformati in
Action Hero, se poi per tutto il tempo sul set, non ha fatto altro che bullizzarlo,
costringendolo a dirigere a fare una regia-compitino?

In più, in uno
script che cerca di distogliere in maniera così evidente, l’attenzione dalla
sua natura di film d’azione, mi sarei aspettato di vedere più cura nella
sceneggiatura, ad esempio, il personaggio di Nicolas Cage che somiglia a
Bardem, in realtà è proprio Javier Bardem a cui è evidentemente stato chiesto
di recitare tantissimo sopra le righe. Vi giuro che se lo avessi visto indicare
qualcosa nel vuoto con un dito, non avrei MAI creduto al fatto che quello non
fosse davvero Cage con una delle sue tante parrucche.
Il
super piano del cattivo consiste nel prendersi una ciucca clamorosa, scoppiare
a piangere o a ridere istericamente, salvo poi pentirsi di tutto e venire
ucciso in maniera assolutamente idiota. Ecco, questa è la scena cardine
della trama. Giuro!
Il nostro Sean
Penn si impegna duro, sfoggia il fisicone, alterna l’ombroso/silenzioso al
bravo padre di famiglia Liberal che uccide in pochi secondi a mani nude, ma
quello che davvero non si spiega è, la domanda delle domande:
Che cazzarola ci fa Jasmine Trinca in un film come questo, insieme a due premi
Oscar?



Persino la locandina del film cerca di ucciderla.
Da quello che
ho capito, il nostro Sean l’ha vista a Cannes, dove recitava in “Miele” diretta
da Valeria Golino e sulla base di non si sa bene cosa, ha pensato fosse perfetta
per la bellona da film action, quella che il protagonista deve proteggere e
salvare, che fa la sua porca figura magari poco vestita. Boh non so, sarà che
il nostro Sean non è uno materiale come noi, lui vede la bellezza vera, il
talento vero, forse in quei dentoni inguardabili lui ci ha visto la purezza,
gli ideali alti. Del resto lo sappiamo, Sean Penn è uno che ha un debole per le
bruttine, proprio per questo motivo è stato sposato 457 anni con Robin Wright.
Cosa salvo di
tutto questo? La scena dell’assalto durante la costruzione del pozzo? Oppure la
comparsata di Idris Elba (a cui hanno chiesto di recitare come se fosse Morgan
Freeman)? Boh, non lo so, so solo che Sean Penn ha una mobilità fisica che Liam
Neeson non aveva nemmeno a 30 anni, quindi Pierre Morel quando si è ritrovato a
dirigerlo (tra un insulto e una smutandata subita) mi ha ricordato la
barzelletta: “Cosa dice la lumaca quando sale sul dorso della tartaruga?
UUUUUHHHHHHHHH Che velocità!!”



“Quindi se io non sono Liam Neeson, vuol dire che tu non sei Morgan Freeman vero?”.
Ma sapete qual
è la cosa più terribile di tutto questo? E’che prima o poi Sean Penn dovrà
giustificare di aver fatto questo film con il suo amico Eddie Vedder.
Eddie! Ti ho
messo dentro le multinazionali cattive, ti ho messo persino i diritti dei tori
e il Surf! Il Surf amico, non mi lasciare anche tu come Robin…. Society!! I Am
Sam! Il Suuuuuurrrf!!



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