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The Hateful Eight: D-C-I-T-A-Z-I-O-N-I. La D è muta.

Eccomi qua come
promesso, con il secondo post dedicato all’ottavo film (e mezzo) di Tarantino, The Hateful Eight meglio noto come “Gli Ottodiosi”. Come al solito il vecchio
Quentin ad ogni nuovo film ci bombarda di citazioni, rimandi ed Eastern eggs
di vario tipo, ho provato a raccoglierle tutte quelle che sono riuscito a
trovare… Ne ho persa qualcuna? Sicuramente! Quindi segnalate, scrivete, citofonate
(ore pasti) vediamo se riusciamo a scovarle tutte! Unica avvertenza: in alcuni
passaggi si parla un po’ della trama, quindi SPOILER… Sapevatelo!

Danza delle neve

Iniziamo con una cosa
facile per scaldarsi, o in questo caso, per raffreddarsi. Il film è stato
girato tra le montagne del Colorado, ma il caldo non previsto, ha rischiato di
sciogliere molta delle neve necessaria alla trama, come risolvere il problema?
Facile! Tarantino e tutto il cast del film si sono uniti alla popolazionelocale in un annuale rito semi pagano, fatto per ingraziarsi le divinità invernali, forse sarà un caso, ma due giorni dopo una grossa nevicata si è
abbattuta sul Colorado. Io spero fortissimo che qualcuno abbia ripreso tutto e
che il materiale finisca tra i contenuti extra del Raggio-Blu del film!
L’Ottavo film (e mezzo) di Quentin Tarantino:
Tarantino ha puntato
tutto sul numero otto, sia nel titolo del film che nella numerazione, in maniera
del tutto analoga al grande Federico Fellini e al suo celeberrimo “8 ½”,
facciamo la conta: Le Iene (1992), Pulp Fiction (1994), Four Rooms (1995),
Jackie Brown (1997), Kill Bill (2003-2004), Bastardi senza Gloria (2009), Django
Unchained (2012) e The Hateful Eight (2016)… Nel mezzo vanno quindi
considerati: My Best Friend’s Birthday (1987), Grindhouse – A prova di morte (2007)
e magari la piccola parte da lui diretta in Sin City (2005).
Musica… Maestro!
Dopo un lungo
corteggiamento e parecchi due di picche dovuti a precedenti impegni presi da
Morricone (l’ultimo per “Django Unchained”), alla fine Tarantino è riuscito a collaborare con il Maestro.

Quentin ed Ennio, best friend forever.
Esattamente come fece
Carpenter nel 1982, Tarantino si è recato a casa di Morricone copione alla
mano, dopo un’ora e mezza di lettura, Morricone era della partita. Non ha
nemmeno dovuto farlo ubriacare, come fece con Brad Pitt per “bastardi senza
gloria” (storia vera).
Come vi dicevo nel commento del film, “Gli
Ottodiosi” oltre ai nuovi (bellissimi!) pezzi composti da Morricone, si gioca
anche un paio di pezzi scartati da John Carpenter, per la colonna sonora de “La
Cosa”. Se volete tutti i dettagli sull’incontro tra i due Maestri e altri
gustosi aneddoti, vi consiglio l’articolo di Rolling Stones.

Citazioni ad altri film di Tarantino:
Le celebri sigarette
“Red Apple” fanno la loro comparsata anche in The Hateful Eight, il tabacco
che fuma Minnie è proprio di quella marca, mentre Bob il messicano le chiama “Manzana
roja”, che poi non è altro che mela rossa in spagnolo.

Il fumo nuoce gravemente te e chi ti sta intorno, fuma responsabilmente (aut.min.rich.).
Dove abbiamo già visto
le Red Apple? Le comprava Butch (Bruce Willis) al bandone del bar in “Pulp
Fiction”, mentre la sposa di “Kill Bill” giunta in Giappone, passava davanti
alla ciclicità delle sigarette in aeroporto. Ma comparivano anche in “Four
Room”.

Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, sempre le Red Apple fumerai…
Ad un certo punto del
film, Michael Madsen pronuncia la frase “A bastard’s work is never done”, che
poi era anche la frase promozionale sulle locandine di “Inglourious Basterds”. Peccato che nel doppiaggio italiano la frase sia stata trasformata in “La madre dei bastardi è sempre incinta”.
Il personaggio di Tim
Roth, Oswaldo Mobray, è un Inglese che ad un certo punto della trama dichiara
di chiamarsi Pete Hicox. Questo potrebbe fare di lui un parente del Sergente Archie
Hicox (Michael Fassbender) di “Bastardi senza Gloria”. Non sarebbe la prima
volta per Tarantino, d’altra parte i fratelli Vega comparivano uno in “Pulp
Fiction” (Vincent, interpretato da John Travolta) e l’altro in “Le Iene” (Vic,
interpretato da Michael Madsen), per anni Tarantino ha minacciato uno spin-off
dal titolo “The Vega’s Brothers”, a questo punto chissà se farà anche “The Hicox’s
family”.

Non notate una certa somiglianza tra questi due?
Sempre restando su Tim
Roth, ad un certo punto sparano al suo personaggio nello stomaco, proprio come
succedeva a Mr. Orange in “Le Iene”. Tim, consiglio una pastiglietta per il
bruciore di stomaco la prossima volta…
Nel film per coprire
le macchie di sangue (di Sweet Dave) sulla poltrona (di Sweet Dave) Channing
Tatum utilizza delle spesse coperte, che poi è lo stesso trucco utilizzato da
Mr. Wolf (Harvey Keitel) per coprire le macchie di sangue e cervella di Marvin
in “Pulp Fiction”.
Il look di Tim Roth in
questo film, somiglia molto a quello di Christoph Waltz in “Django Unchained”
(che a sua volta ricordava quello di Klaus Kinski ne “Il grande Silenzio” di
Sergio Corbucci). Waltz doveva far parte del film, ma non ha potuto collaborare
(per la terza volta) con Tarantino, per via di precedenti impegni lavorativi,
pare che avesse dovuto interpretare il ruolo di John Ruth.

“Hei! Tu non sei King Schultz, però gli assomigli! Sopratutto quel cazzo di cappello!”.
Il film è ambientato
nello stesso “Mondo” di “Django Unchained”, l’idea originale di Tarantino
prevedeva come protagonista proprio Django, un personaggio che nel suo film ha
ampiamente dimostrato di sapere come sopravvivere. Il titolo provvisorio era “Django
in White Hell”, ma quando questa idea è naufragata, qualcosa è rimasto, infatti
il capitolo conclusivo del film si intitola “Black man, white hell”.
Un’altra connessione
con “Django Unchained” è possibile notarla nella pila di cadaveri sui cui è
seduto il Maggiore Marquis Warren ad inizio film, si può intravedere la sella
del cavallo e la giacchetta di velluto verde del personaggio… Hanno ammazzato
Django! Brutti bastardi (senza gloria).

“Hai visto per caso scritto davanti a casa mia “deposito di negri morti”?” (Cit.)

Citazioni ad altri film:


Nel film il
personaggio di Bruce Dern (mi pare) si rivolge a John Ruth (Kurt Russell)
dicendogli: “Tu sei una Iena” (in lingua originale lo chiama proprio “Hyena”).
Mi rifiuto di credere che non sia una cosa voluta, sono certo che Tarantino sappia
benissimo che qui da noi il personaggio più celebre di Kurt Russell non si
chiama Snake, ma Jena Plissken (“Chiamami Jena!”).

“Chiamami Hyena!”.
L’ambientazione
montana (e nevosa) mi ha ricordato molto un film che aveva giù ispirato
Tarantino per “Django Unchained”, ovvero “Il Grande Silenzio” (1968) di Sergio
Corbucci. Ma devo dire che ho pensato anche al film di André De Toth del 1959 “La
notte senza legge” (Day of the Outlaw), forse perché anche quello era
ambientato nel Wyoming.

Daisy Domergue (Jennifer Jason Leigh) fa le linguacce proprio come in “eXistenZ” di David Cronenberg (1999).

“Benissimo Jennifer, tonsille tutto ok, stai una favola.”
La carrozza che
trasporta i protagonisti ad inizio film, invece, è sicuramente un omaggio a
“Ombre Rosse” di John Ford, il nome della compagnia che si legge sulla fiancata
della carrozza è quasi la stessa ovvero “Overland Stage Line”.

“Siamo già al completo, prendete la prossima carrozza…”.
Durata (non è importante quanto è lungo, ma come
lo usi!):
La durata iniziale del
film era di tre ore e comprendeva una “intermission” musicale di 12 minuti,
più altri sei, pensati solo per la proiezione in 70mm. In ogni caso, con i suoi
182 minuti, resta il film più lungo di Tarantino… Lo batte solo “Kill Bill” che
con le sue due parti (Vol. 1 & Vol. 2) arriva a 248 minuti.
Casting:
Sesto film insieme per
Tarantino e Samuel L. Jackson, dopo “Pulp Fiction”, “Jackie Brown”, “Django
Unchained” il piccolo cameo (di spalle) in “Kill Bill Vol. 2” e il ruolo di
narratore in “Bastardi senza Gloria”.
Viggo Mortensen non ha
potuto prendere parte al film, perchè impegnato su altri set, avrebbe dovuto essere
Jody Domergue. Alla fine ha vinto Channing Tatum… Ora anche lui, come l’amico
Jonah Hill può vantare una collaborazione con Quentin.

“Jonah? Uno ad uno palla al centro…”.
Michelle Williams,
Robin Wright, Geena Davis, Evan Rachel Wood, Hilary Swank e Demi Moore sono
state prese in considerazione per il ruolo di Daisy Domergue.
BOB IL MESSICANO:
Nella prima stesura
della sceneggiatura, il personaggio non era messicano, ma francese. Ma forse
Tarantino non ha resistito dal citare “Il Grinta” con John Wayne, dove un
messicano di nome Bob, faceva parte della banda dei cattivi.
SAM “I Am” JACKSON:
Il nome del
personaggio di Samuel L. Jackson,
“Maggiore Marquis Warren” deve il suo nome a Charles Marquis Warren, regista di
un sacco di Western per la tv, tra cui la celebre “Gunsmoke”.

Il vero Charles Marquis Warren.
E’
impossibile non notare quanto il suo look somigli a quello di Lee Van Cleef nella
“Trilogia del Dollaro” di Sergio Leone, il mitico “Cattivo”, che ne “Il Buono,
il Brutto e il Cattivo” scopriamo chiamarsi Colonnello Douglas Mortimer, era un
ex militare diventato cacciatore di taglie, che spesso fumava la pipa… Direi
che ci siamo.

“Non me somiglia pe niente!” (Cit.)
Riunione di famiglia:

Jackson è
uno degli attori feticcio di Tarantino, così come Tim Roth e Michael Madsen,
Kurt Russell è al suo secondo film dopo “A prova di morte”, ma questa è la prima
pellicola che raduna insieme tutti i preferiti di Quentin.
Kurt Russell e Michael
Madsen hanno interpretato entrambi uno dei fratelli Earp:
Russell è stato lo
sceriffo Wyatt Earp in “Tombstone” (1993), mentre Madsen è stato il fratello
Virgil Earp in “Wyatt Earp” (1994).

Questa città non è abbastanza grande per tutti questi baffi.
Kurt Russell e
Jennifer Jason Leigh si ritrovano nello stesso film 25 anni dopo “Fuoco assassino”
(1991), ma ancora più clamoroso è il fatto che i loro rispettivi padri, Bing
Russell e Vic Morrow abbiano recitato molte volte insieme nelle serie tv “Combat!”
e “Bonanza”… Proprio un affare di famiglia questo film!
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