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The New Mutants (2020): ragazzi perduti nella distribuzione (BreaXfast club)

Ci tengo a precisarlo da subito, il riferimento al film
di John Hughes nel titolo, mi è venuto in automatico, più che un paragone in termini di
qualità delle due pellicole, è un modo per mettere in chiaro quali sono i
riferimenti dei “Nuotanti” di Josh Boone ma anche il mio modo di omaggiare quei
titoli delle saghe a fumetti degli Uomini-Pareggio, con più “X” nel titolo che
in una schedina del totocalcio, roba tipo “E come Extinzione”, “Messiah
Complex” e via dicendo. Sto diventando troppo nerd? Ok metto un po’ di musica
per scaldarci poi iniziamo.

Nei tre anni d’attesa per questo “The New Mutants”, ho
accumulato parecchio materiale sul film, tra cui la canzone qui sopra che fa parte della
colonna sonora. Quando è filologicamente azzeccato il reverendo Marilyn Manson,
che canta la sua versione del pezzo più iconico della colonna sonora di Ragazzi Perduti? Andiamo per gradi prima
di rispondere, perché è dal 2017 che sentiamo parlare dei nuovi mutanti (i
nuotanti?) di Josh Boone, un film in cui il regista ha creduto per davvero,
anche perché uno che in vita sua ha diretto “Colpa delle stelle” (2014) non
sarebbe mai sbarcato su questa Bara altrimenti.
Nel 2017 Boone riceve carta bianca per lanciare il primo
capitolo di una nuova trilogia con protagonisti i mutanti di Casa Marvel
della Fox, il materiale di riferimento per l’operazione arriva dritto dai primi
anni ’80, la serie “Nuovi Mutanti” scritta da X-Chris Claremont, Bob McLeod e
dalle incredibili tavole di Bill Sienkiewicz, un ciclo di storie popolari per noi secchioni, che i fumetti li amavamo già prima che diventasse popolare farlo.
Anche dal logo sul ciak, si capisce quando sia nerd tutta questa operazione.
Ma Boone ha le idee chiare, se anni ’80 devono essere,
che lo siano per davvero, il suo piano è mescolare un po’ di Stephen King e un
po’ di John Hughes, “The New Mutants” viene pubblicizzato come il primo horror
della Marvel Fox, un tentativo di raccontare al cinema storie
differenti, con protagonisti i personaggi provenienti dai fumetti, prima che Joker lo facesse diventare una moda, per altro già
terminata.
Alla Fox sono entusiasti, l’Internet è appena impazzito
per il trailer di IT (il più cliccato
della storia del web), quindi i cervelloni della Fox, volpi di nome e di fanno,
hanno capito secondo i loro grafici e le loro tabelle che l’horror tira e piace
ai giovani (ma dai?). L’idea di mutanti adolescenti, in un film Horror
sono soldi in banca, fino al momento in cui i volponi della Fox storcono il
naso per il primo montaggio del film. Vogliono più commedia, da quanto trapelato
anche un personaggio da aggiungere in corsa, ma tra un rinvio e l’altro il film
annunciato per il 2017 cambia data di uscita non una, non due, ma cinque volte
(storia vera), perdendo di volta in volta tutti i riferimenti agli altri film
degli Uomini-Pareggio, compreso un cameo di James “Xavier” McAvoy, anche perché
con Anya Taylor-Joy in giro, sarebbe sembrato un film parte del canone dello Shyamalanverse.
“No grazie, ho già dato, basta e avanza”
Girare le scene aggiuntive richieste dalla Fox diventa fisicamente impossibile, i ragazzi crescono con la velocità del grano d’estate
e metà del cast ha letteralmente cambiato faccia, una tra tutte Maisie Williams,
che qui sembra tornata ai tempi delle prime stagioni di Giocotrono, senza nemmeno bisogno della CGI utilizzata per
riportare Sam Jackson negli anni ’90.
Si può avere un po’ di musica di Bernard Herrmann in sottofondo? No vero?
Ma quando piove, grandina e mentre il film vaga nel limbo
(ogni riferimento ai poteri di Illyana Rasputin è puramente casuale…) arriva la
tragedia: la Disney mette i soldi sul tavolo e come Belushi nella scena del ristorante, si copra tutto. Bambina,
signorine belle. Io voglio comprare tutte. La Fox viene acquistata dalla Disney
che di horror per ragazzi non vuole più sentir parlare dal 1983, quindi di questo strambo film non sa che farsene,
considerando che nel frattempo la saga degli Uomini-Pareggio, non si è conclusa
proprio con un botto, nemmeno con un lamento, più che altro con un peto controvento.
Quindi, via la scena dopo i titoli di coda, che avrebbe
previsto uno tra Antonio Banderas oppure Jon Hamm nei panni del cattivone,
eminenza grigia dietro gli eventi di questo film e dei due seguiti che non
arriveranno mai. Potrei dirvi il nome del personaggio, ma già la trama del film
è risicata, basata su due rivelazioni in croce, che non sono tali se conoscete
già i personaggi coinvolti delle storie a fumetti, quindi lasciamo questo velo
di mistero per pietà nei confronti di una produzione già bistrattata.
The BreaXfast Club.
La Disney che sulla sua piattaforma Disney+ ha inserito i
film degli X-Men per puzza (e nemmeno tutti, scordatevi Deadpool e Logan ad
esempio), ha presentato il film senza nemmeno una vera anteprima stampa per i
giornalisti, nell’estremo tentativo di nasconderlo sotto il tappeto, poi ciliegina sulla torta, quando ha pensato di mandarlo nelle sale? Subito dopo
una pandemia globale, con i cinema che zoppicano e gli spettatori che escono di
casa, con la mascherina come tanti super eroi giusto per vedere l’ultimo di Nolan, letteralmente l’unico
titolo di richiamo con cui i “Nuotanti” devono vedersela. Meno male che alla
Disney sono i buoni eh?
Josh Boone l’ha presa sportivamente, ha dichiarato che
tutto sommato la sua storia di ragazzi rinchiusi in una sorta di manicomio,
ricorda un po’ la nostra Fase Uno, ma a detta di tutti quelli coinvolti nella
produzione del film, questo montaggio è proprio quello che desideravano, ad
esclusione di Banderas o Hamm e delle aspirazioni da trilogia mancata della
storia. Ma secondo voi potrebbero dichiarare il contrario? Dopo tre anni di
calvario (ovviamente artistico) saranno già contenti di esserne usciti e secondo
me nemmeno così male, perché “The New Mutants” è un film a cui qualcuno ha
voluto bene, si vede, è chiaro dalla cura dei personaggi, dalle premesse e dai
piccoli dettagli, però è anche un film che si trasforma in una grande occasione
sprecata ancora mentre lo stai guardando, esattamente come The Predator, poteva
essere l’inizio di qualcosa invece è una storia di pasticci produttivi…
… per inciso, da chi era prodotto “The Predator”? Ah sì, da quei
volponi della Fox. La storia si ripete (ripetutamente).
Ho detto volpi non lupi! Non facciamo confusione!
La storia comincia con Danielle “Dani” Moonstar
(Blu Hunt), nome che scatena le risate per una ragazza Cheyenne la cui riserva
viene spazzata via da un tornado (#Credici!) e finisce nella struttura gestita dalla dott.ssa Cecilia Reyes (Alice Braga) e da… beh nessuno. Una struttura a
metà tra scuola e manicomio, per contenere i nuovi Mutanti del titolo e nessuno
a garantire la sicurezza, a spazzare i pavimenti, nemmeno un tecnico dell’IT
nel caso smettesse di funzionare il Wi-Fi, niente! Basta dire che ad occuparsi
di cucinare ci pensa Roberto “Bobby” da Costa (Henry Zaga),
spocchioso brasiliano di famiglia ricca, evidentemente l’unico che grazie alla
tv a pagamento, ha potuto vedere due puntate in croce di “Master Chef” per poter spadellare
qualcosa in ‘sto posto.
“Tutto io devo fare qui, almeno ci fosse Madrox l’uomo multiplo”
Tra gli altri ospiti, una serie di personaggi
caratterizzati dal loro luogo d’origine: Samuel “Sam” Guthrie arriva
del Kentucky e ha il potere di spararsi come una palla di cannone (con relativi
lividi), è fatto a forma di Charlie Heaton, veterano di Strane Cose.
Illyana Rasputin è russa, un po’ stronza e ha una sorta
di calzino a forma di draghetto che è una grossa strizzata d’occhio ai lettori
del fumetto, ad interpretarla è Anya Taylor-Joy anche se la mia Wing-woman
ha fatto come al solito la domanda più pertinente: «Perché questa ha i capelli
così? Chi è Sailor Moon?» (storia vera).
Sailor Moon, amica Sailor Mooooooon (cit.)
L’ultima è Rahne Sinclair, interpretata da Maisie
Williams che nel film emerge come la veterana del gruppo, anche considerando
che Blu Hunt sarà anche la protagonista, ma è davvero la più acerba di tutti
nel recitare. Inoltre vorrei sottolineare l’ironia di prendere la lupa di casa
Stark, per la parte di una che si trasforma in un lupo.
“The New Mutants” è tutto basato sullo scoprire i singoli
poteri dei vari personaggi, il tutto mentre nell’istituto da cui non possono
fuggire – causa campo di forza energetico telecomandato – strani eventi
cominciano ad accadere, i ragazzi vengono perseguitati da creature che sembrano
usciti dalle loro paure, insomma una sorta di “IT” con spaventelli all’acqua di rose che si attestano più o meno
sul livello del vostro episodio medio di Buffy,
e non lo cito certo a caso, visto che in due momenti distinti, i ragazzi in tv
guardano proprio episodi della serie tv creata da Joss Whedon, per altro “bruciandoci” un paio di svolte, in questo film dove i colpi di scena, per un
motivo o per l’altro latitano.
BUU! (paura eh?)

Una delle puntate di “Buffy” che passano sulla tv dell’istituto è
quel capolavoro di Hush, infatti un
minuto dopo i “Nuotanti” vengono perseguitati da un mostro che ricorda molto
gli spilungoni silenti di quel grande episodio. Inoltre sempre nell’ottima di
non anticipare nulla, un’altra scena presa in prestito dalla serie di Whedon, è
quella che vede protagonista Willow – non di certo una scena a caso – che un
attimo dopo viene replicata nel momento “ormonale” del film. Questo per dirvi
di quanto Boone abbia messo in chiaro i suoi modelli di riferimento sì, ma
anche in maniera fin troppo didascalica.

Il risultato finale quindi è un film naif quanto volete ma di un’onestà
disarmante, considerando anche quello che ha dovuto passare in fase di
produzione, ma allo stesso tempo un film con grossi limiti, dovuti alla sua
stessa natura: non è abbastanza horror per attirare chi vuole essere
spaventato, e ha troppi super poteri per i fanatici del film con le budella e
il sangue in bella vista. Se poi conoscete già i personaggi e la saga dell’orso
uscita dritta dalle pagine del fumetto di X-Chris e Sienkiewicz, anche l’ultimo
colpo di scena non sarà tale per una storia che purtroppo si accartoccia su sè
stessa in maniera irreparabile. Eppure mi sento di aggiungere un ma.
A qualcuno qui mi sa che piace tanto Wes Craven.
Ma (ve lo avevo detto che sarebbe arrivato) malgrado
tutto, “The New Mutants” mi ha lasciato con un minimo di dispiacere per via del
suo sfortunato destino. Il gruppo di ragazzi protagonisti riesce a non
risultare troppo anonimo, anzi a ben guardare con tre attori su cinque, già
lanciati da altre produzioni, questi “Nuotanti” potevano davvero avere un
futuro, perché in 90 minuti, alla fine si finisce anche per affezionarsi
abbastanza a questo gruppetto di disadattati con aspirazioni da “Breakfast
Club”, in grado di ricalcare le dinamiche del primo film degli X-Men per altro, uscito esattamente vent’anni fa. Questi
nuovi Mutanti diventano un gruppo sotto i nostri occhi, imparando a collaborare
e soprattutto dai loro difetti, mi sarebbe piaciuto vederli crescere
in altri film, avrebbero rappresentante una nuova generazione di
Uomini-Pareggio migliore di quelli visti nell’ultimo capitolo ufficiale della saga, il dodicesimo.
No ma vi rendete conto? Non sono un tipo scaramantico
(per essere un giocatore di basket intendo), però come si fa a non patteggiare
anche solo un pochino per un film nato così sfigato e per di più, tredicesimo
figlio di una saga che parla di una minoranza maltrattata?
La nuova generazione di Uomini-Pareggio, questa volta nati già perdenti.
Le dinamiche di gruppo tra i “Nuotanti” di Boone
funzionano, dal gruppo emerge quella che ad una prima occhiata sembra la più
stronza del gruppo, l’Illyana Rasputin di Anya Taylor-Joy ha una certa
freschezza e forte anche dei suoi poteri ultra cesellati (spadona quasi in
stile Gatsu, draghetto e strambi portali per una dimensione tutta sua, nel vero
senso della parola), alla fine riesce a bucare lo schermo.
… E non è tanto per dire!
Alla fine “The New Mutants” cerca di portare avanti la
tradizione dei film, se non proprio horror almeno da brivido per ragazzi che
erano molto popolari negli anni ’80, lo fa pescando in parti uguali dal decennio
dei jeans a vita alta e da quello successivo, perché tra Buffy, i capelli in
stile Sailor Moon e Marilyn Manson nella colonna sonora, bisogna dire che Josh
Boone non si é mai ripreso dagli anni’ 90!
Forse il vero difetto di “The New Mutants” è quello di
iniziare meglio del previsto, meglio di quanto tre anni a sentir parlare dei
suoi casini lascerebbero attendere, per poi purtroppo venire piallato da limiti
interni, da tocchi didascalici e dal ridimensionamento avvenuto in corsa, che
ha trasformato il film da potenziale primo capitolo a beh, un bel niente. Ma
al netto di tutti questi difetti, è impossibile non notare quanto Boone al suo
film e ai suoi personaggi abbia davvero voluto bene, se poi il risultato sembra
un episodio medio di “Buffy”, beh poteva andare peggio, anche se il climax (parola
scelta per utilizzare la “X”, lo confesso) è meno interessante della premessa.
In conclusione, i “Nuotanti” di Boone sono un’occasione
persa per provare qualcosa di nuovo, ma anche la prova che a vent’anni dal
primo X-Film sugli Uomini-Pareggio, i supereroi sono così radicati al cinema da
potersi anche permettere approcci alla “storia di origini” un minimo diverse
dal solito, Disney permettendo ovvio! Perché alla fine questi nuovi Mutanti
sono davvero dei ragazzi perduti, perduti in una produzione disgraziata e in una distribuzione anche peggiore.
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