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The Principal – Una classe violenta (1987): se non vai dal preside, verrà lui a prendere te

In questo disgraziato 2020, la scuola è stato un
argomento molto caldo, quindi con l’inizio del nuovo anno scolastico questa
Bara dedicherà i post della settimana al tema della scuola e ai suoi giovani
protagonisti. D’altra parte studiare è importante ragazze e ragazzi, non
vorrete certo diventare come me no?

Capisco che se nella stessa frase, parlo di scuola e cito
il cognome Belushi, tutti quanti voi penserete ad “Animal House” (1978), ma oggi affrontiamo un’altra scuola e soprattutto un altro Belushi, James, il buon
vecchio Jim. Si perché per completare questa settimana a tema scolastico, non
potevo certo perdere l’occasione lasciando indietro un titolo che mi piaceva
molto vedere e rivedere, durante le varie repliche televisive durante la mia
infanzia. Ad ovest di titoli ben più impegnati come “Salvador” (1986) di Oliver
Stone, questo resta uno dei primi titoli a cui penso, con James Belushi come protagonista.

Si Jim, oggi questa Bara è tutta tua.

Uno che dal suo celebre e scalmanato fratello, ha preso di
sicuro la capacità di lavorare bene in coppia sul grande schermo, con la
differenza che John tendeva a
divorarsi tutti i film in cui compariva,
mentre James è uno che sa cavarsela anche nel ruolo di spalla, per questo in
carriera è finito in coppia con la quercia Austriaca e con beh, il pastore tedesco di “Un poliziotto a 4 zampe”
(1989).

Ma prima di tutte queste sortite cinematografiche, e ben
prima di diventare popolare al grande pubblico per “La vita secondo Jim”, James
Belushi ha trovato il tempo di recitare in un altro film con una gagliarda
coppia di protagonisti, ma questa volta nel ruolo principale, anzi nel ruolo di
“The Principal”… ok, questa freddura mi è venuta fuori proprio pessima.
“The Principal” cavalca il filone teensplotation con ancora una componente quasi da B-Movie, non
proprio come i titoli che vedevano protagonista Linda Blair per buona parte
della sua carriera, ma quasi. Sceneggiato da uno specialista di roba per la
televisione come Frank Deese, il film è diretto da Christopher Cain, mi piace
pensare che sia stato il battesimo del fuoco per il regista, passato dai
ragazzi violenti della scuola del preside Belushi, a quel gioiellino di “Young
Guns” (1988) che prima o poi dovrò decidermi a far approdare su questa Bara.

Belushi nella parte di Cassidy che pensa a tutti i film su cui ancora vorrebbe scrivere qualcosa.

Christopher Cain è il padre (adottivo) di Dean Cain, il
Superman televisivo della serie “Lois & Clark”, se non ne avete mai sentito
parlare è perché siete schifosamente giovani, era di fatto lo “Smallville” di
noi (ex) giovani. Bisogna dire che nel 1987 però Christopher Cain era ancora un
regista bello vispo, ben lontano da quello con l’occhio spento e il viso di
cemento (cit.) che ha diretto Karate Kid 4, quindi con questo film ancora ci si diverte.

James Belushi interpreta la parte di Rick Latimer
insegnante di… di… credo sbronze, perché quando facciamo la sua conoscenza nel
film, lo ritroviamo appeso al bancone, impegnato a darci dentro con la tequila,
covando rancore verso la sua ex moglie e il suo avvocato, che fa l’errore di
presentarsi proprio in quel momento nel locale, solo per vedersi Rick
piombargli sulla sua bella auto sportiva, cambiandole la forma originaria a
colpi di mazza da baseball. Insomma un insegnante modello!

“Licenziato?”, “No no, promosso, complimenti!”

La scuola dove lavora, dopo un’uscita del genere cosa fa?
Lo licenzia in tronco? Ma va! Uno così va sfruttato, per questo rispolverano la
sua vecchia richiesta – sicuramente dal fondo di un cassetto – e lo nominano preside di un liceo tutto tuo, quello di Branden,
un postaccio dove gli studenti fanno il bello e il cattivo tempo tra spaccio e
crimini vari. A Branden se chiami la polizia per far portare via qualcuno dei
ragazzi pizzicati sul fatto, i ragazzi in blu nemmeno intervengono più,
cacciare gli studenti dalla scuola equivale a consegnarli alle bande di strada. Questa è la premessa che giustifica i metodi del nuovo preside, nessuna
associazione genitori tra le scatole, ma anche nessuna possibilità di andarsene
per nessun, studenti e professori. Risolte velocemente le premesse logiche alla
base, il resto del film può scatenarsi con tutte le trovate da B-movie
possibili e immaginabili. Ma prima di affrontarle parliamo del solito,
inevitabile, sottotitolo Italiano.

“The Principal – Una classe violenta” manda abbastanza
fuori strada, perché promette il preside Belushi contro un numero limitato di
studenti profondamente incazzati, quando invece Rick Latimer deve vedersela con
un’intera scuola piena di scalmanati. Che poi era quello che prometteva (senza
mantenere) Pensieri pericolosi, dove
invece Michelle Pfeiffer era davvero alle prese con una sola classe difficile,
quindi per amore di precisione, questo film sarebbe dovuto uscire senza
sottotitolo aggiuntivo inutile, mentre ora dovremmo tutti parlare di “Pensieri
pericolosi – Una classe violenta”. Questo per ribadire l’utilità delle
ridondanti aggiunte Italiote ai titoli dei film.

“Michelle ti è andata di c… lasse, credimi. Guarda come sono combinato io”

Rick Latimer raggiunge il suo nuovo luogo di lavoro a
bordo della rombante Honda Shadow del 1985, ma subito fa la conoscenza di
Victor Duncan (Michael Wright intravisto anche in Oz) colui che fa il bello e il cattivo tempo a Branden: pastrano
nero lungo fino alle caviglie, automobile viola probabilmente rubata al Joker,
il ragazzo controlla lo spaccio e terrorizza tutti a scuola, provare a
coinvolgerlo nella vita della scuola è tempo perso.

Clamoroso caso di non da la mano, in stile Fracchia.

Anche perché il corpo insegnanti è motivato a far bene il
lavoro per cui vengono mal pagati, più o meno come l’impiegato allo sportello,
che deve smaltire la coda alla posta il lunedì mattina. L’unico alleato di Rick
è il responsabile della sicurezza della scuola, Jake Phillips un ex studente di
Branden tornato nel vecchio liceo dopo essersi girato un ginocchio e non aver
sfondato nel Football professionistico. Di fatto, quasi la stessa storia
personale dell’attore che lo interpreta, quella leggenda di Louis Gossett Jr.
eroe delle repliche televisive della mia infanzia.

Gli eroi della Bara Volante presenta: Louis Gossett Jr. (degli applausi sarebbero graditi)

A completare la trilogia delle facce note, metteteci
anche l’insegnante di storia Hilary Orozco, fatta a forma di Rae Dawn Chong,
nome che potrà dirvi poco, finché non vi ricorderò il ruolo per cui tutti la
ricorderemo a vita: Commando.

Ora vi ricordate di lei? Certo che vi ricordate.

“The Principal” ha tutte le scene violente che mancavano
Pensieri pericolosi, anche se
bisogna essere onesti, per quanto “Living in the line of fire” di Jay Gruska si
orecchiabile e fin troppo allegrotta, non regge il passo con “Gangsta’s
paradise” di Coolio, tra i due pezzi intercorre la differenza che passa tra
beh, James Belushi e Michelle Pfeiffer, direi che ho reso l’idea no?

Però se non altro “The Principal” è un film molto più
onesto, lo scontro tra preside e scuola è una partita a scacchi giocata a colpi
di provocazioni. Tutto comincia quando Rick Latimer decide di radunare tutti
gli studenti alla fine della sesta ora, per intimargli il suo ultimatum: «Ora basta».
Due parole che bastano a scatenare la reazione di Victor.
“Quanto manca alle vacanze di Natale?”

James Belushi si carica il film sulle spalle e non riesce
proprio a rinunciare a piccoli intermezzi comici, alcuni anche abbastanza fuori
luogo, come Rick che cerca di mettere su il bollitore per farsi un tè
rilassante, ma poi finisce a sgargarozzare una Coors presa dal frigo. In
generale poi, in coppia con Louis Gossett Jr. nei momenti più concitati, il
vecchio Jim risulta tutto sommato credibile per la parte del “Serpico”
improvvisato, pronto ad aiutare gli studenti volenterosi e a minacciare tutti
gli altri.

Born to be wild principal.

Quando è il momento di mordicchiare, “The Principal” lo
fa e Christopher Cain si gioca momenti ispirati, ad esempio l’inquadratura
riflessa nello specchietto retrovisore della moto di Rick. Il tutto tra
l’inevitabile studentessa ragazza madre da aiutare e una banda di meccanici
“latini”, che tornano molto buoni per la scena più memorabile del film.

Quando Victor e i suoi pestano a sangue il preside
devastandogli l’amata motocicletta, Rick Latimer potrebbe mollare tutto, invece
siccome il film è un B-movie scritto con il pennarellone a punta grossa, la
scuola e il lavoro di preside diventa il suo modo per rilanciarsi nella vita.
Ecco perché il classico momento della vestizione dell’eroe – che non manca mai
nei film d’azione – qui coincide con la sua moto tirata a nuovo, e con una
scintillante scritta “El Principal” sul serbatoio e sul casco. Una tamarrata
esagerata lo so, però che ci volete fare, ci vuole poco per farmi contento.

Quei tocchi raffinati che un ragazzo di provincia come me apprezza sempre.

I metodi diretti (da film d’azione) sono quelli che
questo strambo preside utilizzerà per raddrizzare i suoi studenti, vederlo
rombare per i corridoi della scuola per correre in aiuto di Rae Dawn Chong,
resta forse la scena simbolo del film, anche se la Shadow deve essere il
modello più silenzioso della Honda, visto che Rick riesce a piombare alle
spalle dell’aggressore della professoressa, senza essere sentito. Sarà per
quello che si chiama “Shadow”?

Nel finale poi, Christopher Cain dirige un assedio in
miniatura con Belushi e Louis Gossett Jr. contro tutti, cioè tutti, tutti e due
gli sgherri che insieme a Victor penetrano nella scuola per cercare di uccidere
il preside, ma ogni volta questo filmetto riesce a schivare le critiche alla
logica giocandosi una trovata caciarona ma divertente, come il dialogo tra i due protagonisti per descrivere il piano di sopravvivenza del
preside: «Gli farò scrivere mille volte sulla lavagna non ammazzerò il
preside», «Prima dovrai insegnargli a scrivere».

“Già che ci sei insegnagli anche a contare”, “Così che possano contare i miei punti di sutura? No grazie”

Di fatto “The Principal” mi attira così tanto perché nel
sua DNA ha qualcosa che arriva dai vecchi film western, il protagonista che si
riscopre integerrimo per dare una svolta alla sua vita, l’alleato tosto ma
fedele anche lui con il passato tormentato. Il tutto sullo sfondo di un liceo
che è una terra di frontiera popolata da “Indiani” metropolitani, in questo
caso adolescenti. Sarebbe eccessivo scomodare i classici come Un dollaro d’onore, ma molto del cinema
americano è basato sui western e si vede anche in film come questo.

Insomma inutile girarci troppo attorno, siamo in piena
zona B-movie, però uno di quelli girati con il piglio e le facce giuste,
infatti lo stesso Belushi deve essersi un po’ affezionato a questo suo strambo
preside, visto che è tornato ad impersonare i panni di Rick Latimer, in una
piccola apparizione nello stesso ruolo nel film “Abraxas, Guardian of the
Universe” (1991) che non ho mai visto, se qualcuno avesse notizie in merito, ci
leggiamo nei commenti.
L’unico preside che al posto auto riservato, preferisce il parcheggio per le motociclette.

Per questa rubrichetta a tema scolastico è (quasi) tutto, nei
prossimi due giorni però arriveranno altrettanti post per restare in tema,
visto che i protagonisti saranno dei giovanissimi. L’augurio è quello di un
buon anno scolastico, non passatelo tutto come facevo io ai miei tempi, sveglio
fino a tardi a guardare filmacci con Belushi in motocicletta, ogni tanto
studiate oppure finirete come me!

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