
Con tutto questo grande Covid-pasticcio, anche i film andranno ripensati. Se una volta si potevano pagare milioni le pippe filosofiche dello Scott sbagliato e di Nolan, adesso che gli incassi totali provenienti dalle sale verranno ridimensionato, bisognerà sdoganare film prodotti con budget più bassi. Sapete chi non ha affatto questo problema? Il cinema Horror!
Il cinema horror da sempre vive di registi capaci di cavare sangue (ah-ah) dai centesimi, infatti “The Rental” sta andando piuttosto forte negli Stati Uniti grazie al ritorno dei redivivi Drive-In, quindi bisogna proprio affrontare l’esordio alla regia di Dave Franco.

Già il fratellino di James, quello che mi immagino venire costantemente bullizzato dagli amici fattoni del fratello maggiore. Quasi me li vedo nei loro pomeriggi davanti alla Playstation con gli occhi rossissimi – ma non per le ore davanti allo schermo – mentre Seth Rogen “smutanda” il più giovane dei fratelli Franco, tra le risate generali.
Abbiamo avuto il Rat Pack, il Brat Pack e ma anche il Frat Pack, mi sembra strano che i Franco, Seth Rogen e il resto della compagnia non si siano ancora guadagnati un nome loro, se potessi proporne uno direi “Weed Pack”, ma è chiaro che questo gruppo abbia messo radici. Seth Rogen ha messo le mani su Preacher, mentre Danny McBride insieme a David Gordon Green, hanno scritto l’Halloween della Blumhouse, quindi ora tocca a Dave Franco fare la sua mossa.
“The Rental” parte da una premessa comune al genere horror, tanto che ricorda molto l’inizio di You Should Have Left, solo che questa volta a affittare una casa per il fine settimana non è Kevin Bacon e famiglia, ma Legion e il resto della sua banda.

Charlie (Dan Stevens) e sua moglie Michelle (Alison Brie per altro moglie di Dave Franco, chiamalo scemo) sono una coppia felice, lui lavora con Mina (Sheila Vand) che è anche fidanzata con il fratello di Charlie, Josh (Jeremy Allen White), tutto chiaro fino a qui? Ok aggiungiamo che Josh ha anche un cane, un Bouledogue francese che nella casa affittata per il fine settimana non ci potrebbe andare visto che non accettano animali, ma Josh se ne frega e si porta dietro anche il tracagnotto.

Ad affittare la casa, anzi meglio a gestire l’affitto è un tipo losco (Anthony Molinari), campione del mondo di uscite bizzarre e molto probabilmente anche razzista, visto che ha accettato la domanda online di Charlie (maschio, bianco, biondo e con gli occhi azzurri) mentre in precedenza, aveva rifiutato quella di Mina, secondo lei per via delle sue origini mediorientali. Insomma appena arrivati nella bella villa, già storie tese.
Che diventeranno sempre più tese nel corso del fine settimana, si perché Michelle non sarà gelosa del marito che lavora così a stretto contatto con Mina, però perde la testa per una vecchia storiella di dieci anni prima, di cui era all’oscuro e che viene a scoprire grazie a quella lingua lunga di Josh. Capito la situazione no? Tutti insieme appassionatamente e gli attriti cominciano a venire fuori.
Specialmente quando i “ragazzi” pensano bene di consumare la droga che si sono portata da casa (e qui si vedono tutti i pomeriggi passata da Dave con il fratello e i suoi amici) per divertirsi un po’. Tutti decidono di farsi, ritrovandosi a ballare cotti come delle pigne, tutti tranne Michelle, lei ha delle cose molto importanti da fare il mattino dopo (non si sa quali) quindi decide di andare a letto alle 19.35 dopo il TG.
Di fatto i protagonisti si comportano come gli adolescenti di un Venerdì 13 a caso, anche se sono ultra trentenni, rendendosi protagonisti di una serie di scelte assolutamente idiote, come ad esempio la sera successiva Michelle decide comunque di drogarsi in piena solitudine, mentre tutti scelgono di restare lucidi. Ok che con il proprio corpo (e la propria droga) uno può fare quello che vuole, ma “festeggiare” da soli è il massimo della sfiga, soprattutto se nel frattempo lo scenario è cambiato.

Una misteriosa porta chiusa con un codice d’accesso, il cane che scompare e complici gli acidi nel sangue, qualcuno bacia chi non dovrebbe insomma, una pentola sul fuoco a cui tutti cercano di tenere giù il coperchio. Sulla trama non aggiungerò altro, perché il problema principale di “The Rental” è il suo essere uno di quei film in cui, per convincere chiunque della buona qualità della pellicola, all’interlocutore devi snocciolare un minimo di sinossi, che però di fatto copre tutto il primo atto (e buona parte del secondo) del film.
Vi dico solo questo, qualcuno spia i ragazzi, si capisce chiaramente dalla regia di Dave Franco che dopo aver studiato i classici, utilizza inquadrature che danno proprio l’impressione di farci guardare i protagonisti dal punto di vista del loro aguzzino, ma anche il ritrovamento delle videocamere nascoste resta un ottimo indizio, il tutto mentre la paranoia tra i protagonisti dilaga.

“The Rental” è un film recitato molto bene, in cui la tensione resta bella alta anche quando i protagonisti fanno delle cazzate megagalattiche, scelte di giudizio che stanno tra il comportamento (da pirla) del vostro protagonista di un horror medio e delle facilonerie in fase di scrittura che però, sono più facili da perdonare continuando a seguire una storia, che comunque ha la capacità di incollarti allo schermo. Un po’ per risolvere il mistero sull’identità del persecutore, un po’ perché la vicenda bisogna ammetterlo, diventa piuttosto interessante. Anche se una nota personale devo aggiungerla.
Alison Brie è molto brava e per quanto cerchi di recitare (s)fatta è comunque troppo sexy. No sul serio, tu e quando dico tu, intendo dire Charlie, sei sposato con una così e hai pure bisogno di cercarti avventure in giro? Fine della nota personale su Alison Brie.

Dave Franco è molto bravo a disinnescare puntualmente e volutamente, ogni singola scena che potrebbe trasformare il suo “The Rental” in un classico horror. La sua volontà è chiara, tenere alta la tensione generando domande e spunti per il pubblico, ma continuando a giocare a carte coperte il più possibile. Ecco perché Franco decide di tagliare, durante la classica scena da film horror, in cui qualcuno spunta dall’oscurità per frantumare il finestrino dell’auto di Michelle. Invece di far continuare la scena con una lotta tra la ragazza e l’assalitore, Franco devia, con la volontà precisa di tenerci tutti sul filo, solo nel finale “The Rental” abbraccia le dinamiche dello Slasher puro, ma a quel punto il film ha già messo a dura prova tutti i nostri “pregiudizi” come spettatori, riuscendo a trovare il modo di spiazzarci, bravo Dave!

Non vi rivelerò nulla sul finale, sarebbe un crimine, un film come “The Rental” va visto per scoprire la soluzione del giallo pensata da Dave Franco, ma una cosetta ancora posso dirvela: il fratellino di James ha trovato il modo di aggiornare al 2020 un concetto chiave dei film horror: per spaventare devo proprio sapere tutto della storia? Sono stati i seguiti di Halloween a raccontarci come mai Michael Myers sceglieva di perseguitare proprio Laurie Strode, ma già l’idea di qualcuno che ti perseguita senza una ragione apparente, quando sei tu la vittima, non è già abbastanza spaventoso così? Guardatevi il film e poi mi farete sapere il vostro parare.
Sepolto in precedenza martedì 29 settembre 2020


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