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The Unbearable Weight of Massive Talent (2022): il talento di Mr. C

Ero un po’ preoccupato per questo “The Unbearable Weight of Massive Talent”, difficile non esserlo con questo tipo di operazioni tutte nudge nudge, wink wink ma più che altro a preoccuparmi era l’attesa generale intorno a questo film con Nicolas Cage, nella parte di beh Nicolas Cage.

Una parte di pubblico continua a negare le realtà, barricandosi dietro all’assurdità che Nick Cage sia «Un attore con una sola espressioneeeeee!», come se il numero di facce e faccette sia il parametro univoco del talento, ma ci ragionate voi con questi che si stanno perdendo l’ultimo grande divo del cinema? Io non ci provo nemmeno, problemi loro di sicuro, questo film per questa porzione di poveri di spirito sarà solo un’altra occasione per sparare a zero su un attore che qui, offre una gran prova (un’altra!), lo dicevo da tempo che se mai il nipote di Francis Ford Coppola decidesse di aprire alle commedie, avrebbe regalato
delle gioie. Per parlare del film resterò sul vago, in ogni caso vi avviso, da qui in poi moderati Spoiler!

Più che altro a preoccuparmi sono gli spettatori occasionali,
quelli che non sono per forza dei malati di mente come me, quelli che non
guardano tutti i film del buon Nick ma che lo seguono più che altro per i
momenti da meme, per le scene da “Cage Rage” che spopolano sempre sul web e vi
fanno portare a casa tanti cuoricini e pollici alti nei vostri post sui Social-Cosi. Parliamo di quella parte
di pubblico a cui basta che il buon Nicola si metta ad urlare per uscire dalla
sala felici, di fatto quello che diceva Aldo, del trio Aldo, Giovanni e
Giacomo: io urlo e la gente ride. Questo forse spiega perché in questo film, Nick Cage e Pedro “Mando” Pascal rifanno la loro versione della gag “Non posso nè
scendere nè salire” del celebre trio di comici.

“Da che parte sei arrivato?”, “C’è il sentiero!” (cit.)

“The Unbearable
Weight of Massive Talent” nasceva già con il sasso legato al collo del dover
essere il film di Nicolas Cage definitivo, immagino che buona parte del
pubblico da questo film si attenda più o meno un Mandy misto alle
scene migliori di “Il prescelto” (2006) e “Face/Off” (1997), insomma un mostro
dalle molte testa ma tutte con la faccia (urlante) di Nick Cage, proprio per
questo penso che molti resteranno delusi, perché il film che in uno strambo
Paese a forma di scarpa uscirà con il titolo di “il talento di Mr. C” (che più
ci penso e più mi sembra un titolo del C… ma allo stesso tempo, anche quello
più azzeccato), non è uno sforna-meme ad uso e consumo del pubblico ma è una
commedia, con una certa dose di dignità, forse non particolarmente originale ma
che guadagna punti proprio grazie alla presenza e alla prova del nipote di
Francis Ford Coppola.

“Te la godi, vero, Nicolas Cage?”, “E questo è solo l’inizio” (quasi-cit.)

Qui devo far valere il mio ruolo di appassionato della
filmografia di Cage, forse il pubblico che lo segue per le sue trovate
eccentriche non lo sa ma siamo ad una svolta, il buon Nick ha ripagato i debiti
accumulati dai numerosi divorzi, l’acquisto compulsivo di fumetti e crani di
dinosauro ed ora la sua carriera è ad una svolta. Avrebbe potuto accettare
parti minuscole e ben pagate da caratterista in grandi produzioni ad Hollywood,
invece ha preferito essere il re nell’inferno delle produzioni indipendenti come
Mandy o Il colore dallo spazio, ed ora pensate un po’ è Hollywood che è
tornata a cercarlo, perché Nicolas Cage non ha mai abbandonato i film, sono
quelli di Hollywood ad essersi allontanati da lui.

Quindi “The Unbearable Weight of Massive Talent” non è Nick
Cage che ritorna sui tappeti rossi, come il fenomeno da baraccone dei Meme, con
completo leopardato presentandosi come: «Nicolas FUUUUUUUUUUUUUUUCKIN Cage!»
(quello lo lascia fare a Nicky, sua controparte nel film, più avanti ci
torniamo) ma è un film che non vuole essere un pretestuoso modo per solleticare
l’ego, dimenticatevi quindi opere vanitose come “Jean-Claude Van Johnson”. Certo è un
film che cavalca tutte le gag possibili relative ai vecchi titoli di Cage, quelli
più famosi e amati in particolare ma senza bisogna di esagerare, certo, nella
misura in cui si può costruire un film attorno ad un attore diventato celebre
per il suo andare sopra le righe.

Nicky: l’idea che molti aveva di come sarebbe stato questo film, in ogni caso mitico!

Nicolas Cage ha prima guardato con riluttando al suo stato
di icona dei meme, per poi finire per accettarlo, questo film più che essere uno
sfoggio di vanità da dare in pasto a chi lo conosce solo per la sua “Cage Rage”
è la prova di un professionista che offre momenti di recitazione vera,
applicati ad una storia che è un tributo all’immagine pubblica che molti di noi
si sono fatti di lui nelle nostre teste, più che una sorta di: solo Nicolas
Cage ha abbastanza talento per interpretare Nicolas Cage in un film sulla vita
di Nicolas Cage! Infatti qui il buon Nicola porta in scena la sua vita come aveva fatto
Michael Jordan in Space Jam,
riuscendo così a nobilitare una trama che senza di lui, sarebbe stata piuttosto
anonima e anche parecchio stantia.

Per certi versi sembra di guarda “Insieme per forza” (1991)
ma senza l’atmosfera da Strambi Sbirri,
lì Michael J. Fox impersonava il clichè dell’attore Hollywoodiano, che per
calarsi nel ruolo di un poliziotto veniva affiancato al vero e rude sbirro
James Woods, per un film che proprio come questo, terminava inevitabilmente con
una scena al cinema (e qui anche il ritorno muto di Demi Moore!), perché un tocco meta
cinematografico è inevitabile se chiedi a Nick Cage di interpretare Nick Cage.

La differenza sta nel fatto che il protagonista non è un
generico personaggio, rappresentate di quella categoria di quasi ex divi, dal
nome e dalla filmografia immaginaria, il protagonista qui si porta dietro tutta
l’iconografia di Nick Cage, in equilibrio tra film di culto, meme, fibbie della
cintura eccentriche e tutto il suo bagaglio di “Cagetudine” per il semplice fatto di esistere.

“Vi ricordate di il ladro di orchidee? Una cosa del genere ma molto più meta”

Il film scritto e diretto da Tom Gormican è una cosina
leggera, che intrattiene, strappa più di una risata, si gioca il solito tema
della famiglia e che probabilmente dimenticheremo tra un paio di settimane, ma
che sarebbe passato completamente inosservato e non avrebbe avuto alcun valore
senza la presenza di Nicolas Cage. Il risultato quindi è una commedia piena di
dignità, non solo perché si lascia guardare ma soprattutto perché Cage a questo
punto della carriera può scherzare su tutto il suo passato, prima di gettarsi
anima e corpo nella prossima parte della sua filmografia. In un mondo dove la Sony
rimanda in sala Morbius accecata dal
proliferare dei meme su “Infernet”, il lavoro duro di Cage (a cui lui stesso fa
riferimento in modo scherzoso, quasi il suo manifesto programmatico) alla fine
paga dividenti, ha vinto lui e il fatto che questo film non sia un generatore di meme
ma una commedia con una sua dignità, forse è una gran lezione di classe da
parte di uno che deve parte della sua fama anche al suo modo di vestire, a
volte ben poco di classe.

Nicolas Cage (ovviamente Nicolas Cage) vede sfumare la sua
parte in quello che considera il ruolo della vita, il suo agente impersonato da
Neil Patrick Harris, gli rimedia un
lavoro di tutto riposo, un fine settimana molto ben pagato a Majorca dove il
nostro dovrà solo presenziare al compleanno di un suo grande fan, Javi
Gutierrez (Pedro Pascal) sfiga: Javi è un feroce mercante d’armi a cui la CIA dà
la caccia da tempo, il resto, svolte comprese, avete già capito come prosegue.

“Haaaaaave you met Ted Nicolas?” (quasi-cit.)

In mezzo metteteci la figlia del presidente catalano rapita
e il rapporto padre/figlia da recuperare con Addy Cage (Lily Sheen), la versione
cinematografica della selva di figli del nostro, il fatto che nel film la
ragazza abbia un nome normale e non si chiami qualcosa tipo Kara Zor-El Cage,
vi fa intuire quanto il film tutto sommato non abbia voglia di esagerare, anche
se avrebbe potuto tranquillamente farlo considerato la vita del nostro Nicola.

Le battute su The Rock,
“I Croods 2” (2020) e “Cara, insopportabile Tess” (1994) non fanno altro che
dare spessore alla solita trama dell’attore di Hollywood incastrato in una
situazione più grande di lui, quello che colpisce di “The Unbearable Weight of
Massive Talent” è il suo sfoggiare momenti di recitazione vera (non da meme)
che fanno inevitabilmente pensare a titoli come “The Weather Man” (2005) a cui
il film somiglia molto di più rispetto a quanto sarebbe stato lecito
aspettarsi, ma la vera arma segreta è quella di rivelarsi un riuscito “Buddy Movie”.

Se non riconoscete quelle pistole, siete banditi a vita dalla Bara Volante!

Pedro Pascal, con una prova d’altri tempi (per mancanza di
ego), qui dà a tutti una lezione su cosa voglia dire fare un passo indietro,
ritagliandosi un ruolo di spalla di lusso, lui che ha dimostrato che volendo, può esagerare quasi a livello Cage, ma
anche fare spazio ad un animatronico verdastro con le orecchie e gli occhioni giganti. Quasi come il Dan Aykroyd dei tempi migliori (ti ho
fatto un gran complimento Pedro) si mette al servizio di un film che non scade
mai nell’imbarazzo, un titolo che non ha bisogno di mendicare l’amore o l’attenzione
del pubblico, ma che risulta essere un buon modo per Nick Cage per lasciarsi
alle spalle l’ansia dei debiti e dimostrare a tutti di aver trovato il modo di
tornare ad Hollywood, ma alle sue condizioni. Il risultato è che con Pedro
Pascal sfoggia una chimica di coppia come non si vedeva da quella volta in cui Cage ha duettato con Rat-Man.

Ora che questi due hanno fatto squadra, l’unica sarà vedere Rat-Man e Baby Yoda insieme.

Forse l’unica vera concessione fatta alla moda dei meme e ai
fanatici della “Cage rage” è il personaggio di Nicky, per certi versi la
coscienza (colpevole) del protagonista, una versione più giovane (e tamarra) di
se stesso divertente, ma di cui il film non è dipendente, che rappresenta il
piccolo vantaggio di avere come protagonista Nick Cage nei panni di Nick Cage e
non un attore immaginario costretto a lavorare per la CIA.

In una scena in particolare poi, non vi dirò quale godetevi
questa commedia leggerina in tutta tranquillità, ho avuto il sospetto che
volessero anche rendere omaggio all’impresa di Paolo Calabresi, novello Nick Cage a scrocco pur di assistere alla partita
della sua squadra del cuore, perché con Nicola Coppola di mezzo può succedere
anche questo.

Nicola ci regala l’ennesimo saluto ufficiale della Bara Volante, grazie di esistere Nick!

Risultato finale: se siete tra quei poveri di spirito che
ancora credono che Nicolas Cage abbia sempre la stessa espressione, mi dispiace
per voi e per la vostra triste vite, per tutti gli altri, fanatici della “Cage Rage” o veri appassionati di quel culto umanoide che è il nostro, “The Unbearable
Weight of Massive Talent” è un film istantaneo pieno di dignità, divertente da
vedere e facile da dimenticare ma che serve a celebrare il momento, domani
arriverà Cage nei panni di Dracula (ovviamente con il suo stile), ma oggi
festeggiamo la vita e le opere di un attore che ha scelto di essere il re nell’inferno
dei film indipendenti e per questo si è conquistato a colpi di lavoro duro il
posto che merita di ricoprire, la verità è che questo mondo appartiene a
Nicolas Cage e noi, siamo tutti suoi ospiti.

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