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The Walking Dead: Episodio 5×12 – Remember

Abbiamo
lasciato i protagonisti de “I Camminamorti”, avvolti da una mal celata aurea di
omofobia solo una settimana fa (trovate il commento QUI), dietro le porte di
Alexandria cosa si nasconderà? Sodoma e Gomorra? Un tripudio di lustrini e
paiette da fare invidia a “Priscilla la regina del Deserto”? Niente di tutto
questo…

Il gruppo di
sveglioni guidato da Rick si presenta portando qualcosa in dono, come insegna
il Galateo, il regalo in questione è un Opossum morto, “Abbiamo portato la
cena” dichiara Rick… La cosa incredibile è che li hanno pure fatti entrare!
A capo della
baracca troviamo Deanna, un ex senatrice dell’Ohio, che avrebbe fatto
arrabbiare il famigerato Joseph McCarthy, lasciatemi l’icona aperta, più avanti
vi spiego il perché…
Deanna
dichiara di voler parlare con i nuovi arrivati, ma vuol riprendere tutte le
loro interviste con una telecamera, non si sa bene il perché, probabilmente è
una fanatica di “Paranormal activity”.
Da quello che
ci viene raccontato, Alexandria era il primo tentativo di comunità eco-sostenibile,
il che già all’orecchio dello spettatore medio americano (e non solo) puzza già
di Comunismo…
La cittadina
ha i suoi pannelli solari e i depuratori per l’acqua che garantiscono quei
confort a cui i nostri protagonisti avevano dovuto rinunciare. Finalmente
Maggie potrà tornare ad aggiornare il suo stato su Facebook…
Il primo ad
essere intervistato è Rick (che ormai con quella barba è pronto per suonare con
gli ZZ-Top), Deanna gli
chiede che lavoro facesse prima, l’ex sceriffo non sembra molto convinto e
rimane sospettoso anche quando la comunità assegna ai nuovi arrivati una serie
di casette nuove di zecca in cui andare ad abitare.

“Every girl is crazy ‘bout a sharp dressed man”
Il figlio di
Rick, Carl (detto COOOOOOAAAAAARRRRLLL dalla pronuncia di Andrew Lincoln) dopo
molti anni, trova dei ragazzi della sua età e ovviamente essendo un
adolescente con gli ormoni che fanno i freni a mano nei piazzali, inizia a
puntare la ragazzina Emo-Goth-Alternativa. Adesso sappiamo di cosa parlerà lo
Spin-Off di The Walking Dead, ossia dei turbamenti adolescenziali del giovane Carl, titolo
provvisorio: Carl’s Creek.



Mi chiamo Carl, ho 14 anni e sono un ragazzo padre.

Ma anche
questo episodio è funestato da un’orribile perdita nel gruppo, il caduto della
puntata è… La barba di Rick!

Lo sceriffo
tentato da un rasoio, decide di rifarsi il look, non fa in tempo a finire la
rasatura, che gli suona alla porta la vicina di casa (Milf) di nome Leslie.
Rick pensa bene di accoglierla a petto nudo, nemmeno fosse l’uomo Coca Cola.



Gillette, il meglio di uno sbirro.

Il fatto che
Rick a breve si orizzontalizzerà la bella vicina non è nemmeno quotato dai Book
Makers, in compenso, la bionda si propone per tagliargli i capelli. Risultato:
è quasi passato mezzo episodio e più che AMC sembra di stare guardando Real
Time, manca solo Enzo Miccio che va da Rick gridandogli “Ma come ti vesti!?!?”.

Mentre Deanna
continua le sue interviste, il gruppo si confronta con la nuova realtà, Daryll
non pare aver voglia di omologarsi e guarda in cagnesco ogni novità.



Uh! Lampadina…luce…accendere…

Michonne
sembra la più convinta di tutte alla nuova vita ad Alexandria (d’Egitto) e
Rick fa la conoscenza del marito (geloso) di Leslie, forse mi sono sbagliato,
il canale è sempre Real Time, ma il programma è “Chi Diavolo ho sposato”…

Ciao bambini, oggi vi leggero un capito del mio libro preferito “Piccole Donne”.
Rick malgrado
tutti i cambiamenti cerca di essere cauto, anche se ad ognuno di loro è stata
assegnata una casa, raduna tutti i suoi nello stesso appartamento, in modo da
stare insieme e proteggersi le spalle in caso di fregature. O almeno, questa è la
spiegazione fornita, in realtà Rick, dopo 5 anni di serie Tv, non riesce più ad
addormentarsi se non sente la puzza di piedi di Daryll.
Deanna
commenta il tutto sorridendo, la comune Hippie messa su da Rick e soci, è l’occasione
perfetta per spiegare ai nuovi arrivati come funzionano le cose ad Alexandria: ognuno di loro
avrà un lavoro scelto sulla base delle competenze personali, la stessa ex senatrice
ammette che alla fine i comunisti hanno vinto, sarà… M
a poi una
comunità in cui ognuno dei suoi componenti ha un impiego specifico che lo identifica,
basta davvero questo per essere identificati come Comunisti? Allora dobbiamo
iniziare a fare un po’ di revisionismo storico per quanto riguarda i Puffi, per
altro, questo spiegherebbe il colore del cappello di Grande Puffo… meditate
gente, meditate…


Intanto Rick e compagni (Tovarish!) dopo un solo colloquio hanno già trovato un lavoro, provate a fare lo stesso in uno strambo Paese a forma di scarpa di mia e vostra conoscenza, se ci riuscite!

Nel frattempo Suor
Carol fa notare al balestriere che sarebbe ora di farsi una bella doccia e magari
di cambiarsi i vestiti. Anche questa volta aveva ragione Leo Ortolani quando
nella parodia di questa serie (The Walking Rat, la trovate QUI) lo chiamava
UNTUS.



Più letale balestra solo l’odore delle sue ascelle.

Relativamente
tardi nell’episodio si scatena il classico momento del “Casino Zombie” con i
protagonisti alle prese con il solito gruppo di Camminamorti. La pistola
nascosta da Rick nello scorso episodio è scomparsa, ma con l’aiuto del figlio,
lo sceriffo riesce lo stesso a far fuori i non-morti (probabilmente richiamati dall’odore di ascelle di Daryll).

Sono Carol, forse vi ricordate di me perchè ero quella furba del film “The Mist”

Se Carol è
stata assegnata ai lavori socialmente utili ed è pronta ad iniziare il suo
nuovo lavoro di badante, Glenn, lo Smilzo Noah e l’altra tipa utilissima di
cui non ricordo mai il nome (Mara? Sara? Lara? Boh!) vengono assegnati alla
squadra di cacciatori guidati dall’odioso figlio di Deanna che detto così
sembra pure un insulto (e probabilmente lo è).



Mi chiamo Glenn, da bambino ho interpretato Shorty in Indiana Jones

Figlio di
Deanna si è un pochino montato la testa e si diverte a fare la parte del
grande cacciatore bianco, ma essendo un figlio di mammà pieno di soldi, fa più
casini che altro. Il risultato è che tutto il gruppo viene messo in pericolo
durante una delle loro uscite.

Non ci vuol
molto perché Glenn arrivi alla rissa, dicendogli “Hey tu! Brutto figlio di
Deanna, non riusciresti a cacciare l’acqua nemmeno se fossi su una barba in
mezzo al mare”. Il viziato ragazzino fa partire un pugno che manca
clamorosamente Glenn, in compenso Daryll, che aspettava solo un
pretesto per menare un po’ le mani, gonfia il pischello come una zampogna.



“In Cina ce ne sono migliaia come me: lasciate in pace la nostra scuola!”

Ancora qualche
minuto per scoprire quale sarà il nuovo lavoro di Rick in questa comunità, beh
facile, lo stesso di prima: si occuperà di sicurezza, infatti compare a fine
episodio vestito come Vito Catozzo…

“Porco il mondo che c’ho sotto i piedi!”

Ormai guardare
questa serie non ha più senso, se nelle prime stagioni, era una storia del
tutto nuova e indipendente rispetto al fumetto originale, ormai lo Showrunenr
Scott M. Gimple sta seguendo le storie scritte da Robert Kirkman praticamente
pagina per pagina. Se per chi segue solo la serie tv la frase finale di Rick potrebbe
essere la sorpresa, per chi ha già letto il fumetto è solo una noiosa replica…

A proposito di
noia: è avvilente vedere come ogni situazione sia sfruttata in modo da
allungare il brodo il più possibile. Se nel fumetto Rick ci impiegava mezza
vignetta a far sparire la lunga barba, qui la cosa viene portata avanti per 5
minuti buoni e il risultato dà ancora una volta ragione a Zio George A. Romero
che non hai mai diretto nemmeno un episodio di questa serie, proprio perché
l’ha definita “Una Soap Opera dove ogni tanto si vede qualche Zombie”.
Difficile
dargli torto…
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