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The Walking Dead – Episodio 7×03 – The Cell: Finalmente l’episodio musicale!

Finalmente è
successo, erano anni che aspettavo questo momento, come da tradizione delle
serie tv degli anni ’90 è arrivato l’episodio musical! Occhio agli SPOILER, però.

Dopo aver
fatto la conoscenza di Re Ezechiele Brancatigre, con questo terzo episodio torniamo a confrontarci con i metodi
diversamente democratici di Negan che, come ricorderete, ha rapito Daryl per assicurarsi la fedeltà di Rick.
Ma per
scoprire come sta il sudaticcio balestriere prima dobbiamo assistere a quella
che nella comunità di Negan è la giornata tipo di un panino! Pane, mostarda, uova, cetrioli, pomodoro e insalata, siccome l’Esselunga ha chiuso (causa invasione
mondiale di Camminamorti), il povero Dwight deve mettere su una fitta rete di
scambi, furti e rapine per poter assemblare un panino, ma come da tradizione
Stalloniana, il Training Montage, anzi, l’Eating Montage, è scandito da un
pezzo allegrotto, “Town Called Malice” dei Jam.



Previously on the walking dead EGG.

Ve lo ricordate
Dwight? Era quella specie di sosia di Chris Bale con la parrucca bionda e il
gravissimo problema di eczema su metà della faccia. Daryl lo aveva già
incontrato, prima che il suo viso facesse la conoscenza dei metodi
montessoriani di Negan, nell’episodio 6×06, dove aggirandosi nel bosco magico
di Walkingdeadlandia, con due fanciulle e una sacca piena di medicinali, aveva
fatto la conoscenza del pezzatissimo Daryl.

Tana per Christian! Passato da Batman a Due Facce senza passare dal via.

L’episodio
sottolinea con il pennarellone a punta grossa, come Dwight e Daryl (hanno anche
le stesse iniziali) vivano vite parallele, se il panino di Dwight è gustoso,
quello che viene servito a Daryl (due fette di pane intorno al Chappie che si dà
ai cani) lo è molto meno.

Il nostro
balestriere è ospite della suite di Negan, una cunicolo un metro per un metro
senza finestra, dov’è costretto ad ascoltare a rotazione un odioso pezzo
pop, si tratta della tediosa “Easy Street” dei The Collapsable Hearts Club.
Ora, non so se avete mai avuto l’enorme privilegio di essere stati bombardati a
ripetizione da musica di merda, vi assicuro che si può partire malamente di
testa, quindi Daryl ha la mia massima solidarietà, anche perché ho un vicino di
casa tossico che mi ha a lungo riservato lo stesso trattamento (storia vera).



“No! Non di nuovo il maledetto Phil Collins!”.

Per altro, se
mai Nicotero restasse a corto di comparse per la parte del Camminamorto, oh
Greg! Fammi un fischio, il mio vicino di casa è già pronto per la serie senza
nemmeno bisogno di make up supplementare, pensa che tra i nomi con cui l’ho
battezzato (quelli che si possono ripetere sena risultare scurrili) c’è anche “Benvenuti
a Zombieland”. Il giorno in cui scoppierà una vera epidemia di zombie e i non
morti invaderanno le strade delle città, penso che non mi accorgerò della
differenza tanto sono già abituato con il mio vicino di casa.

Daryl indossa
un simpatico tutone da carcerato in puro stile Orange is the new Black, l’unica
attività concessa è quella di (se ho capito bene) posizionare alcuni
camminamorti fuori dalle mura, da utilizzare come sbarramento difensivo, l’unico
suo contatto umano è la faccia sfregiata di Dwight che, grossomodo, è come
incontrare il mio vicino di casa sul pianerottolo “Uno zombie! Oh no sei tu”.



The animals, the animals, trapped, trapped, trapped ‘till the cage is full.

Siccome l’episodio
musicale ha lo scopo di mostrarci le vite parallele dei due Mr. D, vediamo
Dwight spedito in missione speciale sulle piste di un prigioniero fuggito e
per uno che ha preso “Lo speciale di mezzanotte”, un altro tenta di imitarlo,
Daryl sfrutta la situazione per cercare di scappare dalla sue celletta un metro
per un metro, qui gli autori avrebbero dovuto mettere in sottofondo “Rusty Cage”
di Johnny Cash, ma forse l’episodio iniziava a costargli troppo di SIAE.

Malgrado gli
avvertimenti della tipa caruccia, di cui non ho colto il nome, nel dubbio la
chiameremo Cassandra (visto che la sua nefasta predizione puntualmente si
avvera), Daryl riesce ad uscire nel parcheggio, ma viene circondato da Negan e
i suoi uomini. Per il sudaticcio motociclista inizia la parte più dolorosa
della sua prigionia, le botte da parte del gruppo? Ma va! Doversi subire un altro
monologo infinito di Negan! Infatti, quando il gruppo inizia a prenderlo a calci
sui denti, Daryl pare quasi sollevato.



Dwight, intanto,
supera il solito branco di Camminamorti piazzati comodamente a metà episodio,
per ricordarci che questa è una serie Horror e raggiunge il suo obbiettivo: un
povero cristo che sperava di trovare nella comunità di Negan la pace per lui e
per sua moglie, invece si è ritrovato soggiogato in una struttura piramidale
fatta di ruoli precisi, di privazioni, terrore e piccoli e grandi gesti di
umiliazione personale nei confronti del leader volti a guadagnarsi briciole.
Uguale a qualunque posto di lavoro del mondo, per capirci.



“Il giusto è che si inchina e chi si abitua al suo bastone” (Cit.)

Dwight, malgrado
la somiglianza con Chris Bale e la faccia sfregiata, non è poi così cattivo, ad
esempio, lo vediamo “graziare” il prigioniero in fuga a colpi di revolverate, ma
anche struggersi per la sua dipartita. In fondo, il personaggio è la personificazione
di quello che Negan ha messo su, il suo passato ci viene raccontato in prima
persona proprio da Negan… Con un altro monologo!! No, sul serio: potete dare due
pugni in faccia anche a me e mandarmi KO, per piacere?

In soldoni:
Dwight era un ribelle con moglie e sorella carucce al seguito, dopo aver
tentato la fuga dalla comunità di Negan con alcuni medicinali (sempre l’episodio
6×06 di cui sopra), ha subito l’ira funesta del ciarliero proprietario di
Lucille. Negan non si è nemmeno posto il problema di imitare Jake Blues nei “Blues
Brothers” quando chiedeva “Quanto vuoi per tue done?”, niente, ha preso le due
ragazze per il suo harem personale, a questo punto, l’episodio musical
prevedeva un commosso Dwight impegnato a cantare “Ed io rinascerò! Cervo a
primavera!!”, ma tra tutti gli spiegoni di Negan non c’è stato più il tempo.
Quello che
scopriamo, sempre dalle parole del logorroico leader, è che di suo pugno ha
punito la ribellione di Dwight, stirandogli la faccia con la riga da un lato
come se fossero i pantaloni del completo buono, usando un ferro da stiro
rovente. Democrazia portami via.



“Avrei preferito una lenta cottura al forno con patate, invece che alla fiamma” (Cit.)

Il piano di
Negan è chiaro: cercare di spezzare tutti, colpendoli nei loro affetti e governare
tramite il terrore sulla comunità.  Tanto
tutti sono stati ricondizionati alla fedeltà totale e alla domanda “Who are
you?” rispondono senza esitare “Negan”, anche se tecnicamente, trattandosi dell’episodio
musical, la risposta corretta come tutti sappiamo dovrebbe essere: Who, who,
who, who?
I woke up in a Soho doorway, a policeman knew my name…

Provate a dire
chi è l’unico che si oppone a tutto questo? Proprio il nostro unticcio protagonista,
che si guadagna una razione extra di mazzate, rispondendo alla domanda di fiera
a testa alta, “Who are you?” , “Daryl”. Momento di stima per il balestriere
che non mostrava la cazzima ormai da tipo tre o quattro stagioni di questa serie.
Il nostro
prigioniero dissidente, viene ricondotto nella sua cella e qui è Dwight a
mostrare un minimo di pietà per “Hurricane” Daryl Dixon, invece della solita
tediosa “Easy Street”, gli mette su una roba strappalacrime, una roba di Mario
Merola credo (non è vero, è un pezzo di quel figo di Roy Orbison) che, infatti,
riduce in lacrime entrambi gli uomini, separati solo dalla porta della cella.
Per fortuna, oserei dire, c’è stato un momento in cui ho pensato che si sarebbero
baciati, oh nulla di male, eh?
Il finale
ribadisce l’ovvio, perché tra qualche canzone e i tanti dialoghi di Negan,
qualche spettatore potrebbe non aver capito il messaggio: Dwight si è
sottomesso perché aveva qualcosa (e qualcuno) da perdere. Daryl non ha nemmeno questa
privilegio, per questo continuerà ad opporsi.



Stima. anche per la somiglianza con Sam dei Looney Tunes.

Posso dire che
non mi è dispiaciuta la puntata? Certo, il ritmo è il solito di questa serie, i
difetti ormai sono quelli consolidati da anni, ma per lo meno dopo duecento
episodi Daryl è tornano a mostrare un minimo di “Cojones”, inoltre, essendo l’unico
personaggio presente qui, ma non nel fumetto originale di Kirkman, potrebbe
davvero essere la sabbia negli ingranaggi di Negan. Staremo a vedere, vediamo se
per compensare un episodio (quasi) riuscito, manderanno a segno una sfilza di
puntate pacco.

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