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The Watchers – Loro ti guardano (2024): Shyamalan twist! Ora dirige anche sua figlia

Altro giro, altro tiro, altra figlia d’arte che si lancia nello stesso territorio paterno, che vi devo dire, il 2024 va così, dopo Humane, il film d’esordio di Caitlin Cronenberg, nel fine settimana nei cinema è arrivato questo “The Watchers”, con inevitabile sottotitolo italiano pensato da Capitan Ovvio in persona, che però rappresenta il primo lavoro da regista di Ishana Night Shyamalan, figlia di papà (qui in veste di produttore) che rinnova e raddoppia il mio problema: non sono mai riuscito a pronunciare Shyamalan due volte nello stesso modo nella mia vita, ed ora arriva Ishana a mettermi ancora più in crisi.

Ishana Night Shyamalan purtroppo non ha preso da papà l’abitudine a fare cameo nei suoi film.

Alla base di “The Watchers” l’omonimo romanzo di A. M. Shine, che Shyamal… Miss Knight (fiiiuuu!) adatta quasi pagina per pagina per una storia che mette ancora una volta in chiaro quanto la mela non cada poi tanto lontano dall’albero, visto che questo è un film “alla Shyamalan” in tutto e per tutto, tranne forse che nella riuscita finale, ma partiamo alla trama che ovviamente sembra pescare ancora una vita da Hitchcock. Sarà una tradizione di famiglia, a questo punto ho le prove per crederlo.

La bionda di turno è Mina (Dakota Fanning), che come in “Gli uccelli” di zio Hitch, ha il compito di portare un pappagallo nella verde Irlanda, ma quando la sua macchina resta in panne, Mina non trova più il modo di uscire dalla foresta, il suo telefono risulta presto inutile e l’unico aiuto in questa foresta sconfinata (come “The Village” di papà?), arriverà dalla gentile Madeleine (Olwen Fouéré), che condurrà la protagonista in un edificio di cemento pieno di passatempi, tipo un lettore DVD e gli episodi di un programma scemo da guardare in tv. Spero non vi sia sfuggita la suggerita, quasi velata metafora del pennuto in gabbia eh? Come papà anche Ishana non va per il sottile con questo tipo di trovate.

Quella sensazione che solo Tippi Hedren può pienamente comprendere.

Anche se il passatempo principale nella piccola comunità di prigionieri della foresta, a tutti gli effetti un riassunto della società in miniatura composta da Ciara (Georgina Campbell) e Daniel (Oliver Finnegan), consiste essenzialmente di presenziare, tutte le sere alla stessa ora, a rapporto davanti ad uno specchio a due direzioni, una sorta di confronto all’americana dove i LORO del titolo possano guardare i protagonisti. Ma prima di pensare alla massima sull’abisso da fissare, ricordatevi che il METAFORONE è dietro l’angolo, con Miss Knight figlia di cotanto padre poi, ancora di più.

Pregi del film? Sicuramente una messa in scena tecnica mica male, non credo sia proprio la normalità per un esordiente avere al suo fianco il direttore della fotografia Eli Arenson (quello di “Lamb”), il compositore Abel Korzeniowski (Animali notturni) e il montatore di fiducia di Verhoeven, ovvero Job ter Burg, non proprio la pizza con i fichi ed ora, passiamo ai difetti.

«… Azzo guardi?»

La trama di “The Watchers” di suo, rappresenta il tipo di soggetto che mi piace, metti insieme tanta umanità nello stesso posto e aspetta di vedere la paranoia entrare in azione, anche perché le regole stabilite dalla storia sono piuttosto semplici, di giorno si può uscire a cercare cibo, ma di notte tutti davanti allo specchione, anche per non finire a diventare la cena dei mostri con sei dita per mano che popolano la foresta e anche qui, gli echi dei film paterni tornano a grattare alla porta, per non dire proprio a bussare.

Il problema è che se una cifra stilistica di papà consiste in una recitazione abbastanza fissa da parte dei suoi cast, qui sembra che le attrici siano un po’ state abbandonate a loro stesso, sia Dakota Fanning che Georgina Campbell ogni tanto si esibiscono in slanci emotivi quasi vietati nei film paterni, il che non sarebbe affatto un male per la mela rotolare via lontana dall’albero, ma alcuni passaggi della trama girano un po’ a vuoto.

North Dakota e South Dakota.

Le proprietà medicinali delle piante, citate e poi dimenticate, così come molte caratteristiche dei personaggi, descritti con dovizia di spiegoni che non sembrano portare davvero da nessuna parte lo svolgimento, tutti problemi che parliamoci chiaro, speso si trovano anche nei film paterni, ma è innegabile che buoni o no, i film di Michael Knight abbiano tutti uno stile riconoscibile, più o meno riuscito a seconda del titolo, più o meno apprezzabile a seconda dei vostri gusti personali, ma sempre chiaro e netto, tanto che Ishana Night Shyamalan qui sembra volerlo scimmiottare, senza però riuscirci mai, quindi nella sfida tra figlie d’arte, Cronenberg uno a zero contro Shyamalan.

Vogliamo parlare del METAFORONE poi? Vale più del colpo di scena, nel senso che è talmente urlato da risultare fin troppo lanciato in faccia al pubblico, uno specchio in cui per un certo numero di ore al giorno l’umanità qui riassunta dai protagonisti deve specchiarsi, per lo sguardo avido di una platea, beh sembra di essere al giorno uno della lezione di scrittura creativa, quando arriva il colpo di scena, sembra quasi più una convenzione di famiglia che vero supporto al METAFORONE, anche fin troppo vistoso.

Rassicurante, però il suo messaggio lo fa arrivare forte e chiaro.

Forse il problema principale di “The Watchers” consiste nel suo somigliare e ricordare parecchia altra roba, non per forza solo di papà, senza avere una personalità propria, voglio dire, abbiamo messo in chiaro il nome della vincitrice nella gara tra figlie d’arte, ma persino Brandon Cronenberg per quanto estremamente legato allo stile paterno procede seguendo una sua strada, cosa che non si può dire al momento di Ishana Night Shyamal… Miss Knight.

«Non vi muovete, lettrici e lettori della Bara Volante ci stanno guardando»

Tra alti e bassi nei risultati, i film paterni attirano ancora il pubblico e hanno il loro pubblico, mediamente vasto di fedelissimi, al momento questa proliferazione di Shyamalan, sembra pensata per portare nelle casse di casa altri incassi, ma al netto del risultato così derivativo, penso che questo esordio lo dimenticheremo velocemente, cosa che non si può dire dei film paterni, nemmeno quelli peggiori perché nel male, anche quelli più scarsi comunque sono diventati memorabili. O famigerati, fate voi.

Quindi il rischio al momento è who watches the watchers? Tutti quelli che attendono un nuovo Shyamalan (in più di un significato di questo concetto) ma chi lo ricorderà per davvero tra un mese? Ishana volenterosa, ma per ora rimandata al prossimo lavoro da regista se ci sarà.

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  1. Mmmmm…. Concordo pienamente con te, sembra a parte dal metaforone che non abbia spinta, sembra fine a se stessa, non so nonostante nome apprezzabili è come se non rischiasse mai, nessuna vera emozione… Preferisco papà, non era in dubbio ma Cronenberg J. Se la sta giocando molto meglio. Può essere che migliori prossimamente.

    • Lasciamole tempo, ma al momento la famiglia Cronenberg è in vantaggio. Cheers!

  2. Tecnicamente splendido, purtroppo la trama non mi ha convinta. Troppo piena di momenti Shyamalanamente cretini per coinvolgermi.

    • Penso lo stesso, senza contare che una qualunque altra esordiente di solito, non può contare proprio su tutti quei tecnici lì, però vabbè, diamole fiducia per il futuro. Cheers!

  3. Dai, a me è piaciuto
    Verso il finale un po’ telefonatino ma ha le sue atmosfere; preferito ad Abigail

    • Il terzo atto cala di colpi, nel confronto diretto non saprei, mi sembrano entrambi basati su un non-colpo di scena alla fine. Cheers!

  4. Essendo figlia di cotanto padre (con tutti i rischi e le aspettative del caso) anch’io le concederò una possibilità, ovviamente. Sperando fin da ora in un sequel che possa risolvere il problema del suo ingiustificabile mancato cameo 😉 Io giá me lo vedo lil trailer con lei e papà intenti a guardare nello specchio, mentre fuori al buio le creature cominciano ad andare in crisi: “Sono due Shyama… Shymal… Shylama… Shalyma… ShalaminyamAAAARRH” dopodiché arriva il titolo “The Watchers 2: …Azzo guardi?”, con tanto di ulteriore cameo di David Hasselhoff nei panni appunto di Michael Knight, intento a cercare di investire le creature alla guida di KITT (con l’immancabile colonna sonora di Stu Phillips e Glen A. Larson) 😉

    • Shut up and take my money!! 😀 Cheers

  5. La didascalia sulle Dakota mi ha fatto cascare dalla sedia.

    • Ben felice, sapevo che avrebbe trovato i suoi estimatori, non ci ho messo più di due secondi a coniarla, non avevo un piano B (storia vera) 😉 Cheers

  6. Eppure mi ispira 😅 lo guarderò, anche se ora che ho visto miss Knight sarà difficile rimanere oggettivo 😍

    • Anche per quello lamento l’assenza del cameo, detto questo, i film di Shy-Guy si guardano, figurati se non corro a vedere quello di Shy-Girl Junior, per ora uhm, ma confido su Padre, Tempo in questo caso 😉 Cheers

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