
Vi ricordate quando uscivamo di casa, raggiungevamo il cinema, ci mettevamo comodi e ci guardavamo i film dell’orrore? Vecchi, antichi, barbosi! Una roba più fuorimoda del tamagotchi ora che sono tutti in fissa con i labubu, piccolo passo indietro.
In principio, gli horror “tratti da una storia vera”, filone con grande tradizione, iniziato con intenti anche corretti e diventato pratica pubblicitaria ben riassunta dai Coen, se è vero sarà più facile crederci no? In un horror questo, aumenta la componente di paura che ammettiamolo, aiuta.
Poi abbiamo avuto la fase “L’horror più spaventoso di tutti i tempi” anche qui, in qualche caso ben supportata dalla storia e dall’impatto sulla cultura popolare, poi diventata mossa di marketing, ma ora? Ora siamo in una fase del tutto nuova. Alla faccia di chi ancora sfoggia un chilo di puzza sotto il naso, il genere Horror sta benissimo, più in forma di molti altri generi, tanto da inaugurare questa nuova fase: la sensazione è che ogni nuovo Horror in uscita sia “L’horror dell’anno”. Devo averne già visti almeno un paio solo in questa annata, ed ora eccone un altro, una volta guardavamo gli Horror, oggi guardiamo gli Horror dell’anno, anzi, glihorrordell’anno! Tutto attaccato, perché siamo sempre di corsa e questo appiccicaticcio concetto, è validissimo per “Together”, ovviamente l’horrordell’annotuttoattaccato!

Altro piccolo passetto indietro, l’ultimo vi giuro, l’ultimo Franco rimasto ad Hollywood, ovvero Dave (James lo abbiamo artisticamente perso) aveva già calato la maschera, nella vita ama due cose, sua moglie Alison Brie e i film dell’orrore, in entrambi i casi mi sento di confermare il suo buongusto. Tanto che uno, The Rental, lo aveva anche diretto sempre recitando con la moglie, in virtù di questo ero quasi convinto che “Together” fosse la sua seconda regia, in realtà si tratta di un film scritto e diretto da Michael Shanks, che ci parla, pensate un po’, di una coppia.

Lui, Tim (Dave Franco), trentacinquenne che ancora rincorre il sogno di essere una rockstar, solo molto indietro sulla tabella di marcia, lei, Millie (Alison Brie), neo assunta come maestra in una scuola di provincia, che comporta un trasloco e un treno da prendere per Tim per raggiungere il resto della sua banda, che lamenta proprio questo, il suo batterista era contento di averlo come cognato, ma invece di rendere più stilosa sua sorella, è diventato più noioso lui, insomma Tim si vive il tormento della vita da single contro quella da “maritato”.

Tanto che quando alla feste di pre-trasloco, Millie fa il gesto (letteralmente) di chiedere la sua mano, lui risponde sì, ma non proprio con il giusto trasporto, perché il ragazzo ha degli irrisolti non da poco, che si manifestano come sorridenti incubi, un elemento iniziale che tiene banco in “Together” e poi, semplicemente, si perde con il passare dei minuti, anche se a tenerci – ah ah – incollati alle vicende di Tim e Millie, è l’efficace prologo, che ha come protagonisti due cani che finiscono fusi insieme, una scena che ti fa pensare: Giovanni, sei tu? Se non sei tu, sei una COSA molto simile ad una citazione.
In mezzo metteteci il nuovo capo di Mille, mister McCabe (Damon Herriman) che sembra molto interessato alla sua nuova maestra di scuola, inoltre la coppietta tra topi morti ritrovati in casa e le loro difficoltà di coppia, pensano bene di farsi un giretto nel bosco, una nottata fuori, in un anfratto naturale, che ospita una chiesa sprofondata nel terreno dopo e la coppia si ritroverà più unita di prima. Oggi sono più simpaticone del solito.

Avete presente quelle coppie che vivono in simbiosi? “Together” parla anche di questo, così come riesce a trattare quei rapporti di coppia ossessivi e morbosi, lo fa bene ma cavalcando il METAFORONE, non manca davvero niente a questo film, di sicuro non la giusta chimica tra i protagonisti, che vivono, dormono, mangiano e lavorano insieme, quindi sono perfetti sullo schermo, con tanto di omaggi al mostro mangia capelli di Evil Dead, insomma tutto molto giusto e tutto forse meno all’altezza delle aspettative, non le mie, perché affronto i film uno alla volta e faccio ancora parte di quella categoria di pubblico che va a vedere gli Horror, non gli horrordellannotuttiattaccati, quindi devo dire che “Together” funziona, ho gradito e come sostengo sempre, non tutti i METAFORONI vengono per nuocere, ma fate attenzione a cosa desiderate di vedere.
“Together” è il trionfo dell’elemento anticipatore, i farmaci muscolo rilassanti per l’ansia di Tim hanno un peso, così come il seghetto elettrico, che appena ho visto entrare in scena ho pensato ad un nome: Federico Sfascia. Va detto che “Together” arriva dove Stella Strega era già stato con diversi anni di anticipo, purtroppo lo fa con meno personalità, perché ho seriamente creduto di sentir spuntare nella colonna sonora anche il tormentone Viva l’amor, viva l’amor, viva l’amooooor! Invece il massimo che questo film riesce a giocarsi, è l’uso satirico di un certo pezzo delle Spice Girls, dovrete vedere il film per capire di quale si tratta.

In alcuni momenti poi (specialmente l’ultima inquadratura, che sembra quando pasticciate con le immagini generate dall’I.A.) ci sono passaggi in cui i trascorsi comici di Dave Franco sembrano grattare alla porta, in un momento in particolare, non ho potuto non pensare all’effetto Braccio di Ferro di Leo DiCaprio in “The wolf of Wall Street” (2013), insomma, mi sono goduto la visione in anteprima milanese del film grazie ad Echo group e la I Wonder Pictures, però la sensazione strisciante con “Together” è che la trama abbia parecchio di già visto altrove nella sua pancia, anzi molto, proprio tanto.
Ad esempio pescando alla memoria, mescolato a “Together” ci ho visto un po’ del cortometraggio “A folded ocean” di Ben Brewer, visto al ToHorror Film Festival nel 2023, inoltre non bisogna scavare troppo per scoprire dell’accusa di violazione dei diritti mossa da Patrick Henry Phelan per il suo corto “Better Half”, proposto alla coppia di protagonisti nel 2020 e rifiutato, per la volontà di produrre una loro storia, o almeno così pare, lo deciderà l’arbitrariato. Non ho visto “Better Half”, quindi non saprei dirvi, ma considerando quanto si parla della ricerca della propria metà in “Together”, gli indizi iniziano ad essere un po’ tanti, ma Federico Sfascia è arrivato comunque prima di tutti!

Ringrazio ancora Echo group e la I Wonder Pictures per l’invito all’anteprima milanese, nel mezzo del casino della mia vita, sono anche riuscito a partecipare e sono ben felice di essere andato in avanscoperta, il film uscirà nelle sale il primo di ottobre, per inaugurare la “Spooky season”, fate solo attenzione a non restare tutti attaccati anche voi.


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