resi conto, perché in tutto questo tempo Steven Seagal non ha mai cambiato
espressione, eppure sono trent’anni che il suo “Trappola in alto mare” è in
circolazione, quindi visto che parla (anche) di una festa quel film, festeggiamo!
creare il suo stesso mito Steven Seagal, penso sia uno dei segreti meglio
custoditi di Hollywood, con un misto di carisma, conoscenze giuste e leggende
urbane su dove e come abbia per davvero appreso l’Aikidō di cui è cintura nera,
Seagal nei primi anni ’90 stava sulla cresta di un’onda altissima, insomma
proprio dove ha sempre desiderato trovarsi.
vostra nonna, ci sono una manciata di film, perennemente replicati su un canale
a scelta tra Rete 4 e Italia 1 con protagonista Seagal che hanno visto TUTTI,
intendo anche vostra nonna appunto, visto che Nico ancora oggi passa in
tv con grande scioltezza. Proprio da quel film arriva il regista Andrew Davis
che qui combina per quello che a mani basse è il film più remunerativo al
botteghino della carriera di Seagal, ben 156 milioni di fogli verdi con sopra
facce di ex presidenti defunti, al netto di un budget iniziale di circa 35 milioni
della stessa frusciante valuta, altri tempi? Decisamente altri tempi.
![]() |
| Un discreto ferro, forse un po’ scomoda da ormeggiare ma notevole. |
articolato modo per omaggiare la marina americana, ma in prima battuta per titillare
il super ego di Seagal, infatti la trama ruota attorno alla corazzata USS
Missouri, giunta al termine del suo servizio attivo, pronta a rientrare negli
Stati Uniti per essere comodamente parcheggiata in qualche museo, il
patriottismo scorre potente perché è sul ponte della USS Missouri che i
Giapponesi si arresero dopo la “Seconda” (cit.) e non manca nemmeno un’apparizione,
pescata da immagini di repertorio dell’allora presidente in carica, George Bush. Sarebbe
divertente un giorno stilare la classifica dei presidenti Yankee più comparsi
nei film, Bush Senior potrebbe stupirci, anche se credo che Nixon e JFK siano imprendibili.
comandata dall’insopportabile comandante Krill (i dentoni di quel mito di Gary
Busey), uno che sta ufficialmente sulle balle a tutti, anche se l’unico che lo
sfida apertamente è il sottufficiale Casey Ryback (Steven Seagal), che per
qualche ragione a bordo ricopre il ruolo di cuoco.
![]() |
| Se lui ti dice che devi lasciare la cucina, probabilmente lo farai con i piedi avanti. |
come cucina, anche se lui sostiene di saperlo fare (d’altra parte è l’ego di Seagal
a parlare), l’ammiraglio della nave tiene in altissima considerazione questo
cuoco, responsabile anche del menù per la festa di pensionamento dell’ammiraglio,
che verrà presto rovinata da due elementi chiave: il primo è sicuramente Gary
Busey che per animare la festa, pensa bene di presentarsi vestito da donna, un
po’ come se il vostro capo ufficio insopportabile odiato da tutti, lunedì
prossimo arrivasse in ufficio con un abito da Drag Queen, sarebbe strano in un
posto di lavoro, figuriamoci su una nave della marina americana, durante una
festa che sembra la sagra della salsiccia. Perdonatemi, questa mi è uscita
particolarmente raffinata.
![]() |
| Zozza |
far saltare il banco è William Strannix (quel gran mito di Tommy Lee Jones),
ufficialmente un rockettaro chiamato a suonare con il suo gruppo alla festa, di
fatto un mitomane leggerissimamente fuori di testa, in combutta con Krill per
mettere le mani sulla corazzata e minacciare il pianeta lanciando missile
nucleari come se non ci fosse un domani, e non ci sarà di sicuro se quei due
riusciranno nel loro intento, no io dico, Gary Busey en travesti e Tommy
Lee Jones cantante Rock che elenca i titoli dei cartoni animati del sabato mattina,
capisco che attorno a Steven Seagal sia necessario mettere qualcuno in grado di
compensare il suo immobilismo, dando un’idea di movimento, ma non riesco a
pensare ad una coppia in grado di andare più sopra le righe di quei due messi
insieme.
è al sicuro perché ehi, ci penserà il cuoco! Che poi è tutto tranne che un
cuoco, perché Casey Ryback è un veterano pluridecorato a cui non interessano le
medaglie, che pur di fare la cosa giusta ha pestato chissà quale scarpa
decorata, ma siccome è il più giusto dei giusti, è stato imbarcato sulla USS
Missouri per farsi gli ultimi anni prima del congedo, gli unici posti liberi
erano il cappellano e il cuoco, ve lo vedete Steven Seagal dire messa? Lui
predica a schiaffoni quindi qui è una sorta di Cannavacciuolo ante litteram e francamente, tra ora che la televisione è piena di gente che cucina e
prima, quando era piena di Steven Seagal, preferivo il passato.
![]() |
| «Sei simpatico Cassidy ora va a pelare le patate se non vuoi due schiaffoni» |
denti, qui Steven Seagal è un eroe Diehardo prendendo in prestito la
geniale definizione di Lucius, come il modello creato da Trappola di cristallo insegna (e fa scuola), l’eroe giusto, al posto giusto, pronto a
mettere i bastoni tra le ruote, se poi anche rappresentante del proletariato, tanto meglio.
titolo originale riassume bene la situazione, sotto assedio, uno di quei casi
in cui la traduzione diretta del titolo, sarebbe risultata essere uno di quei
titoli banali da action di Italia 1 (tanto per restare in tema), che invece qui
da noi, in uno strambo Paese a forma di scarpa pieno di creatività, si
trasforma in “Trappola in alto mare”, creatività mantenuta anche per l’inevitabile
seguito ecologista “Trappola sulle Montagne Rocciose” (1995), magari prima o
poi mi occuperò anche di quello.
guarda principalmente per la faccia da schiaffi di Seagal, messo nella condizione
di risultare immediatamente simpatico malgrado il fatto che a mio modesto avviso, il buon
vecchio Steven mi ha sempre dato l’impressione di tutto, tranne che del tizio
amichevole, però cosa volete farci, se Gary Busey gli scaracchia nella zuppa e
se Tommy Lee Jones entra in scena presentandosi come il cattivo (vi giuro, sono
letteralmente le sue parole) è normale che Seagal assorga immediatamente al
ruolo preparato ed apparecchiato per lui, anche perché i battibecchi funzionano,
le linee di dialogo sono spigliate e anche se il piano dei cattivi è
strampalato, almeno il ruolo del buono di turno è in cassaforte.
cioè in realtà ho cercato di girare attorno alla questione perché tanto
sappiamo tutti dove finirà questo post, per dovere di cronaca non potevo subito
gettarmi sul vero motivo per cui tutti ricordano questo film, capitemi devo
almeno fingere un minimo di professionalità, ma tanto lo sappiamo che il film
si guardava più che altro per i due grandi talenti di Erika Eleniak, che
nel ruolo della playmate Jordan Tate, qui è chiamata a saltare fuori dalla
torta alla festa, non fate i finti tonti, sono finite delle infanzie e iniziate
delle adolescenze su quella scena!
![]() |
| Il (doppio) contributo di Erika Eleniak alla storia del cinema. |
chiuderla qui, buttandola definitivamente in caciara con una caSSata delle mie
relativa alla poppa della nave, ma nel tentativo disperato di restare semi
serio, la riflessione è doverosa, Erika Eleniak, apparsa in 47 episodi della
serie “Bei boch” anche nota come “Baywatch”, dove il suo compito era quello di
correre a rallentatore suggerendo quello che il piccolo schermo non poteva
mostrare e poi al primo ruolo decente ad Hollywood le tocca giocarsi la
doppietta, ma nemmeno quello è servito a darle una lunga carriera nel cinema,
anche se con la scena della torta, diciamo che il suo contributo alla settima
arte lo ha portato, doppio contributo.
completamente onesto, nella mia testa quando penso a “Trappola in alto mare” i
ricordi si confondono, l’ho visto un sacco di volte badate bene, ma la playmate
sulla corazzata mi fa sempre fare strani collegamenti neuronali e a volte penso, non so se sia stato questo film ad ispirare il video di If I could turn back
time, in cui Cher faceva più o meno lo stesso, anche se poi la data d’uscita
della canzone porta le chiacchiere a zero, eppure non so, ogni volta che rivedo
“Under Siege” io almeno il pezzo di Cher sui titoli di coda un po’ me lo
aspetto. Ma torniamo alla trama!
![]() |
| «Dimmi un po’, tu le conosci le canzoni di Cher?» |
d’un pezzo, che non si lascia distrarre nemmeno da Erika Eleniak, Steven Seagal
le pensa tutte per mettere i bastoni tra le ruote ai cattivoni, anche se buona
parte del tempo lo passa a scambiare battute con la playmate, la mia preferita?
«Sono una donna perché devo portare tutto io?», «Sono un femminista convinto»,
«Anche io, quando va a mio favore», insomma prima del MeToo avevamo già Steven
Seagal, talmente impegnato a risultare perfetto che tutti i personaggi non fanno
altro che ripeterglielo per tutto il tempo.
Seagal mena tutti come sempre senza scomporsi, una volta posizionati i pezzi
sulla scacchiera, “Trappola in alto mare” è un film che va in porto (ah-ah) quasi
da solo, i pochi momenti in cui i protagonisti non battibeccano tra loro o
quando Tommy Lee Jones non fa il pazzo alla radio per distrarre gli alti
vertici militari, le scene d’azione sono poche ma solidissime, infatti a memoria
mia “Under Siege” è un film che si ricorda per tutto, per il ruolo buffo da
cuoco di Seagal, per il “due di poppe” della Eleniak, per il testa a testa su
chi esagera di più tra Busey e Tommy Lee Jones ma quasi mai si ricorda per le
scene d’azione, infatti anche lo scontro tra buono e cattivo è più una gara di
freddure e “frasi maschie” («la fede aiuta Strannix») che conclude il film,
anche se il duello a coltellate non è affatto male, una variante sulle solite
mosse di mano ultra agili dello sventolare palmi di Seagal.
![]() |
| Coltelli contro uno che fa il cuoco, pessima idea. |
perché il mondo dell’intrattenimento venisse rivoltato come un calzino, una volta
bastava il cuoco Steven Seagal pronto a salvare il mondo per portare a casa la
bellezza di 156 milioni di paper-dollari, adesso per quelle cifre abbiamo
bisogno di super eroi che però più o meno, continuano a battibeccare come i
personaggi di “Under Siege”, il gusto e le mode sono completamente cambiare in
queste tre decadi, ma resta il fatto che tra tutti i cuochi che popolano il
piccolo schermo, continuo a preferire le cucine da incubo di Steven Seagal,
questo è poco ma sicuro!










