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Tremors (1990): sai volare, testa di Classido?

Gavino Pancetta, potreste aver sentito parlare di lui anche con il nome di Kevin Bacon («Sta gGGGente che mette tutti i nomi in AmerriGano!»), ma per me sarà sempre Gavino Pancetta, qual è il film di Culto in cui lui recita? Se avete risposto “Footloose” mi sa che avete sbagliato Blog.
Ridendo e scherzando Gavino era nel cast di un bel po’ di titoli rilevanti, si beccava le pacche da iniziato in “Animal House”, si beccava la morte per mano di Jason in Venerdì 13 e dopo Footloose ma prima di essere maltrattato da Gary Oldman nel bellissimo (e tostissimo) “Legge Criminale”, ma verso il 1990 la sua carriera stagnava un po’, la leggenda vuole che dopo aver accettato un film per la Universal, telefonò alla moglie, allora incinta, per dirle che aveva accettato una roba con dei vermi giganti che ammazzavano la gente. Gavino non lo sapeva, ma proprio quel film rilanciò la sua carriera, la critica valutò positivamente la sua prova ironica e convinta e il film fu un successo, quando uscì in Home video, però, adesso non è che si possa avere tutto dalla vita.

La reazione di Gavino alla notizia degli scarsi incassi al botteghino.
Nel 1990 io ero un ragazzetto che amava i film horror con i mostri, certe cose non
cambiano mai… Ho visto “Tremors” ogni volta che è passato in tv e vi assicuro
che non erano affatto poche. Ma le visioni più divertenti in assoluto, sono
state quelle con il mio compare dell’epoca, lo stesso con cui avevo ridoppiato “La Casa Nera” del compianto Craven (Ciao Wes!), davvero non esiste un titolo
migliore di “Tremors” per intrattenersi con una storia che sa allo stesso tempo
attanagliarti grazie ad una costante tensione, divertirti e farti esaltare
come fa questo film. Per tutte queste ragioni e quelle che proverò a spiegare
nel corso del commento, questo film è sicuramente un Classido!


Per qualche
allineamento astrale, nel 1990 la Universal decise di produrre un film di
mostri, con un cast di tutto rispetto e di ambientarlo completamente di
giorno, che poi è la classica trovata che fa bestemmiare i tecnici degli
effetti speciali, perché il sole pieno ti impedisce di correggere i difetti, in
quell’era pre-CGI. Come risolvere questo problema tecnico? Facile, ambientare
tutto nel deserto, con dei mostri che si muovono sotto la sabbia come se
fossero i cugini americani dei vermoni di “Dune”.
Agevolo la
trama a quei due che non la conoscono:
Kevin Bacon e
quel mito di Fred Ward vivono nel buco del culo del mondo, la cittadina di
Perfection, nel mezzo del deserto del Nevada, un posto pieno di vita che ha la
bellezza di… 14 abitanti. Come mestiere fanno, non si capisce bene cosa, il
più delle volte nel film li vediamo circondare larghe porzioni di nulla con il
filo spinato, ma poco importa, perché i due amici e gli abitanti di Perfection
si ritrovano presto assediati da dei mostri giganti che sembrano il frutto
degli incubi da peperonata di H. R. Giger, vado a descriverveli: degli enormi
vermoni palesemente a forma di peni giganti, che corrono velocissimi scavando
sotto la sabbia, ciechi e sordi, avvertono solo le vibrazioni e si nutrono di
qualunque cosa viva che fa l’errore di appoggiare un piede a terra generando
rumore. Ma tenetevi forte, il meglio deve ancora arrivare: ad un estremità,
questi vermoni hanno una bocca/vagina da cui spuntano tre
serpentelli/falliformici con a loro volta una bocca/vagina, per di più dentata.
Sigmund Freud analyze this!


Il vecchio Sigmund, rannicchiato in un angolo. A piangere.
Il risultato
sono pupazzoni inquadrati in pieno giorno in un modo totalmente credibile, per
uno dei film d’assedio più ritmati e divertenti mai visti, a distanza di tanti
anni dalla sua uscita, i film che ho visto che hanno saputo fare lo stesso al
momento sono, un attimo solo che controllo… Nessuno.
L’ho rivisto qualche giorno fa e posso garantirvi che mi sono ancora divertito come se fosse la prima visione, anche se posso anticipare gran parte delle battute a
memoria. Ma è palese che l’ottimo risultato sia stato ottenuto applicando a
questo film lo schema di un altro classico del Cinema, ovvero: Lo Squalo di
Steven Spielberg.
Proprio come
Spielberg, che non poteva mostrare lo squalo Bruce perché il pupazzo
animatronico non era ancora pronto, la trama di “Tremors” funziona per
far fronte ai limiti tecnici degli effetti speciali, la tensione, se non la
paura vera, è tutta generata dal non vedere i mostri, o al massimo dal sentirli
arrivare, infatti nei primi minuti, è davvero impossibile capire cos’è che si
muove sotto la sabbia e i vari cadaveri trovati in giro (gli operai macellati
lungo la strada, l’uomo morto di sete sul traliccio dell’alta tensione) offrono
solo indizi si protagonisti (e agli spettatori).


“Abbiamo bisogno di candelotti di dinamite più grandi…”.
Fate una
prova, quando guardate “Tremors”, ogni volta che la sabbia si gonfia e le
creature puntano scavando sotto il terreno verso una preda, canticchiatevi nella
testa il classico ZU-ZU-ZU-ZU-ZU del tema dello Squalo composto da John
Williams e ditemi se i Graboidi non sono la versione sabbiosa di Bruce.
Per altro i
punti di contatto con Zio Spielberg non finiscono qui, una delle abitanti di
Perfection, per capirci, Mindy la bionda ragazzina che saltella ignara con il
Salterello (il mollone su cui si saltellava, il gioco per bambini, come si
chiama? Boh, ho deciso che si chiama Salterello basta) è interpretata da Ariana
Richards, ovvero la stessa che pochi anni dopo, sarebbe stata Lex Murphy nel
film Jurassic Park, l’unica donna al mondo che può vantarsi di aver combattuto
nella sua infanzia sia i Graboidi che i Velociraptor senza dover fare anni di
terapia.


Tranquilla bimba, se sopravvivi a Perfection, ti aspetta un viaggetto ad Isla Nublar.
Già, i
“Graboidi”, si chiamano così queste creature che riescono a schifare
tutti gli spettatori, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Il nome
diventa ufficiale dal secondo film in poi, ma è in questo capitolo che vengono
battezzati, nel negozietto di Perfection (fate anche l’unico negozio della
città) il negoziante Walter Chang (interpretato da Victor Wong, quello de “Il
Bambino d’oro”, ma soprattutto il Mago di “Grosso Guaio a Chinatown”, visto anche
in un altro film di Carpenter “Il Signore del Male”) inizia una specie di
brainstorming per dare un nome a queste creature, per il semplice fatto che ha
già nasato lo possibilità di tirare su un business dalle bestiacce, partono
nomi a casaccio, roba del tipo Snakeoids o Suckoids, ma all’ultima curva vince Graboids
(in Italiano tradotti “Agguantatori” forse perché i curatori del doppiaggio
avevano lascato la fantasia nell’altro cassetto)
Ah, io parlo
dei dialoghi dando per scontato che lo abbiate visto tutti 400 volte,
ma proprio su questo punto bisogna dire che per essere un film in cui i
protagonisti devono fare meno rumore possibile, i dialoghi sono davvero ben
fatti, i siparietti tra Fred Ward e Kevin Bacon, che decidono tutto a colpi di
Sasso-Carta-Forbice sono un culto, oppure il fatto che il personaggio di Ward
si scusi dopo aver pronunciato una parolaccia (“Scusate il linguaggio”). Il
film uscì con il divieto ai minori non tanto per la violenza o gli
sbudellamenti, ma proprio per il linguaggio, senza il quale non avremmo avuto
QUEL finale, ma lasciatemi l’icona aperta, è talmente bello che ve ne parlerò
tra poco.


I mitici Ferdinando Reparto e Gavino Pancetta.
Senza girarci
attorno, però, uno dei meriti fondamentali di “Tremors” è rappresentato dalla più
bella coppia romantica mai vista in un film, ovvero Burt & Heather Gummer.
Burt ha i
baffi di Michael Gross (famoso per la serie tv “Casa Keaton”), mentre Heather è
la leggenda del Country Reba McEntire, giusto per sottolineare la natura
redneck della coppia. I due sono due fantastici ed innamoratissimi scoppiati,
in un paese di 14 anime, loro vivono barricati in un vero e proprio bunker, con
filo spinato, sirena da bombardamento aereo da usare per i pericoli
(tranquilli, nel corso del film Burt la utilizzerà), pannelli solari, ma
soprattutto, un arsenale di armi da fare impallidire il supermercato di
“Commando” o la rastrelliera dei fucili di “Matrix”. Ah, inoltre, si fabbricano
in casa la dinamitee come voi o io coltiviamo i peperoncini.
Per Michael Gross
è il ruolo della vita, infatti è anche l’unico attore a comparire in TUTTI i film
della saga, era talmente coinvolto che quando è stato necessario dotare di un
auto il suo personaggio, si è presentato sul set con la sua macchina, pur di
non rallentare le riprese della pellicola. La targa “UZI 4U” è stata applicata
dopo, ok calarsi nella parte, ma non così tanto.


E’ importante per una coppia avere interessi comuni, come i fucili d’assalto o le armi di grosso calibro.
La cosa bella
dei Gummer è che rappresentano tutto il peggio degli Stati Uniti, sono i
classici paranoici guerrafondai convinti che la Terza Guerra Mondiale scoppierà
dopodomani, vanno in giro con indosso SEMPRE il gilet mille tasche nemmeno
fossero John Milius, eppure guardando il film impari a volergli bene, per prima
cosa, perché sono le persone che vorresti al tuo fianco se mai i Graboidi
dovessero spuntare dal terreno, inoltre sono talmente naif da risultare
adorabili.
Quando si
ritrovano a dover lasciare il loro bunker, Burt chiede alla moglie qualche
fucile automatico da portarsi via, nemmeno fosse un impiegato che chiede alla sua
signora se con la giacca sta meglio la cravatta blu o quella a righe, prima di
una riunione importante. Se non bastasse, ci pensa la coppia Gavino Pancetta e Ferdinando
Reparto a darvi qualche altro personaggio di culto per la
pellicola.
I Graboidi
vengono uccisi in modi vari e spettacolari, gli sparano addosso (anche con un
fucile da elefanti) li attirano con un lazo e un candelotto di dinamite, oppure
vengono fatti schiantare contro il cemento e, siccome i Graboidi sono ciechi,
si spiaccicano come mosche contro il parabrezza. Ma la cosa che ho sempre amato
di “Tremors” è che l’ultimo Graboide, è quello che impara e dà filo da torcere
ai protagonisti fino ai titoli di coda, lo riconosciamo perché ha uno dei tre
serpenti/falli mutilato, perché Kevin Bacon gli ha strappato via l’estremità
partendo sgommando con il pick-up ad inizio film. Il dettaglio suggerito è che
l’ultimo Graboide, il più difficile da uccidere, agisca quasi per vendetta…
Mica male no?

Ho visto il film così tante volte che ormai quelle rocce le chiamo per nome.
Ero debitore
di un’icona lasciata aperta, la scena finale, se avete visto il film la
ricordate, altrimenti sappiate che è la più esaltante uccisione di Graboide mai
vista in tutta la saga, una vera catarsi, che per una volta, doppiata in
italiano risulta anche migliore, perché penso che siamo tutti d’accordo a dire
che “Can you fly, sucker?” sia divertente, ma volete mettere con “Sai volare, testa
di cazzo?”, che per altro funziona per due ragioni: Gavino Pancetta dà della
testa di cazzo ad un mostro che è a forma di cazzo, ma soprattutto fa ridere il
come glielo dice, prima glielo grida come se fosse un “Hasta la vista, baby!”, la cosa che è davvero bella è che glielo ripete con il doppio della
cattiveria mentre il mostro precipita verso la sua sfracellante fine, come per
coglionarlo, come se fosse l’AH-AH di Nelson dei Simpson, un vero e proprio
sfottò liberatorio. Come a dire: “Mi hai tormentato tutto questo tempo, ma io ora
sono vivo e tu sei solo stupido”.


Vi giuro che mi viene voglia di esultare anche adesso…
Personalmente
ogni volta che riguardo il film, rivedo la singola scena almeno tre volte ed
ogni volta scatto in piedi esultando, è un momento di pura gioia, ora, non
vorrei metterla già dura, ma nella vita tutti abbiamo avuto qualcosa che ci ha
tormentato per qualche ragione, magari non per trascinarci sotto terra e
divorarci, però la prossima volta che qualche collega di lavoro particolarmente
stronzo, uno di quelli che avete dovuto sopportare a fatica, fa una cazzata e
si schianta da solo di faccia, fatevi venire in mente la gioia di Kevin Bacon
mentre grida: “Sai volare, testa di cazzo? Sai volare, testa di cazzo?”.
Quelle volte
che il Cinema serve anche nella vita vera. Best. Finale. Ever!
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