Bisogna essere stupidi per far finta che vada tutto bene, quando l’universo ti manda segnali così chiari, ammettiamolo gente, i nostri eroi del cuore, nell’anno di grazia 2018, anno del graboide cane secondo il calendario cinese, non se la passano proprio alla grande.
La serie di Ash è stata cancellata dopo tre stagioni (ho ancora voglia di bestemmiare) ed incredibilmente dobbiamo considerarci fortunati, perché tre stagioni sono tanta roba, se consideriamo il fatto che il pilota della serie dedicata a Tremors, con il ritorno di Gavino Pancetta nei panni di Valentine “Val” McKee, 28 anni dopo il primo, leggendario, film della saga, è stato cancellato dopo il pilota e prima che qualcuno di voi mi chieda «Che cazzo è un ‘pilota’?”», lasciatemi dire che sono sicuro che tutti voi siete al corrente di un’invenzione chiamata televisione… Che su questa invenzione ci sono le serie e che dopo aver commissionato un episodio pilota di Tremors, il canale SyFy ha deciso di non farlo diventare un programma televisivo ed è diventato niente. Giusto per consolarci, oppure per far ruotare un altro po’ il coltello nella piaga, eccovi il trailer dell’episodio pilota diventato niente:
Questo sesto capitolo, uscito anche lui rigorosamente per il mercato Home Video, segue l’antico adagio sulla squadra che vince che non si cambia, anche se sarebbe meglio dire: squadra che costa poco non si cambia. Perché Tremors 5 Bloodline è stato il primo capitolo non prodotto dalla Stampede, con largo utilizzo di Graboidi in computer grafica e diretto dallo specialista del sequel a basso (se non bassissimo) costo, Don Michael Paul, lo stesso che ha diretto cosette come Lake Placid 4, ma anche l’ultimo Death Race: Beyond Anarchy, uno che sa gestire un budget miserrimo, è diligente nel produrre nuovi capitoli delle saghe su cui si mette al lavoro, ma diciamolo senza problemi: i registi bravi sono fatti diversi da Don Michele Paolo, ecco.
Quindi, ora che ci hanno illuso con Kevin Bacon per lasciarci tutti con un palmo di naso, siamo ancora qui a fare il tifo per lui, il mitico Burt Gummer! Il fanatico delle armi interpretato dal grande Michael Gross che ormai paga le bollette solo grazie a questa saga e si è già detto disponibile per il capitolo numero sette, quando dico che “Tremors” è un affare per pochi appassionati, beh, Michael Gross è alla testa del gruppo, capo ultrà e capitano della tifoseria.
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| «Faremo un nuovo film di Tremors, tutto chiaro, luridissimi vermi?» |
La scena di “Tremors – A cold day in hell”, non è niente male, ma anche uno specchietto per le allodole gli Ass Blaster, una spedizione americana lassù nel nord del freddo Canada è impegnata a trivellare il ghiaccio, se gli scienziati sapessero di essere i protagonisti del nuovo “Tremors”, pensate che sarebbero così rilassati? Certo! Perché nessun Graboide “pre precambriano” è mai stato avvistato a muoversi trivellando il ghiaccio e trasformandolo in granita, quindi: oh ragà scialla! (tipico detto Canadese)… almeno fino ad oggi, prima dei titoli di testa abbiamo già il primo massacro.
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| Qualunque abitante di Perfection, potrebbe dirti che è una pessima idea. |
Dopo la trasferta Africana, Burt Gummer (il solito inossidabile Michael Gross) è tornano a Perfection a gestire il negozietto di souvenir locali, insieme a lui il solito figliolo Travis Welker (Jamie Kennedy) scemo come non mai, cosa può spaventare due che hanno affrontato i Graboidi? Niente viene da pensare, na na, se volete terrorizzare un americano, vi bastano tre lettere: I.R.S.
L’equivalente Yankee dell’agenzia delle entrare non perdona nessuno, nemmeno i conti in rosso dell’impresa ammazza Graboidi della famiglia Gummer, a salvare la giornata arriva una telefonata, dritta dal Canada, dall’altra parte del telefono la Dr. Rita Sims che, ovviamente, in quanto scienziata dei film, è una biondona fatta a forma di Tanya van Graan, già vista in Death Race 2 e per essere sicuri anche in Death Race 3 – Inferno.
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| «No vi prego! Non voglio fare un altro DTV che non vedrà nessuno!» |
I Graboidi strisciano sotto il ghiaccio minacciando l’avamposto scientifico? Nessun problema! Burt ha una mimetica per ogni tipo di terreno, si parte tutti per il Canada! E qui diventa necessario fare un paio di distinzioni.
La prima è una nota di colore e riguarda proprio il nostro Burt che per la prima volta dal 1990, non indossa più il suo caratteristico berretto degli Atlanta Hawks, ha cambiato non solo città, ma pure sport, dal basket al baseball, sfoggiando un berretto dei Chicaco Cubs, dettaglio che non passa inosservato («Hai cambiato squadra?», «No solo cappello») e che dice tanto di quanto sia stata epocale la vittoria dei Cubs che hanno sconfitto la “Maledizione della capra” dopo la bellezza di ben 108 (storia vera). Non che gli Hawks siano una franchigia più vincente, ma trovo molto simbolico che un’icona di resistenza come Burt Gummer, uno che dopo 28 anni è ancora qui a tirare avanti la carretta di questa saga, indossi i colori dei Cubs, per dirla alla Eddie Vedder: Someday we’ll go all the way Burt!
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| «Mai visto nessuno dedicare un intero paragrafo ad un cappello» |
La seconda distinzione è ancora più gustosa, “Tremors – A cold day in hell” ci regala un’interlocutoria scena di un attacco acquatico da parte di un Graboide, qui davvero fine a sé stessa, ma che potrebbe tornare buona per i seguiti, soprattutto prometteva di aggiungere qualcosa all’iconografia di questi vermoni Freudiani mostrandoli in azione tra i ghiacci. Ecco, non è andata proprio così, perché se escludiamo la prima scena, davvero ambientata sulla neve, il resto del film con un piccolo espediente di sceneggiatura, sposta la storia nella provincia canadese dello Nunavut (Salute!) che, guarda caso, è brulla e parecchio sabbiosa, insomma per dirla alla Jena Plissken: Più le cose cambiano più restano le stesse.
L’idea della produzione era andare tutti in Bulgaria a girare sulla neve, sfiga! L’inverno sulle montagne Bulgare è due righe freddino, quindi via, si torna tutti in Sudafrica che costa poco e possiamo fare finta sia il Canada (storia vera), quasi tutto questo sesto capitolo abbandona molto presto tutte le ambizioni e finisce per essere ambientato tutto in un’unica location, tocca fare con quello che si ha gente, questa è la legge dei DTV, mica stiamo ad Hollywood!
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| «Questa è l’unica location che abbiamo per girare il film e noi la difenderemo con la vita!» |
Non so voi, ma a me questo cambio di location ha fatto molto ridere, ci sono stati dei momenti mentre guardavo “Tremors – A cold day in hell” in cui proprio non riuscivo a pensare allo sketch dei Monty Python “Scott of the Antarctic”, quello in cui il regista Eric Idle, per accontentare il suo attore Scott (Michael Palin) che vuole a tutti i costi combattere contro un leone in una scena, si rende conto che in Antartide non ci sono i leoni e siccome un pinguino gigante non fa lo stesso effetto, alla fine si cambia tutto al grido di: «Ridipingiamo la sabbia di giallo». Se Eric Idle avesse pensato ad un Graboide avremmo potuto avere “Scott of the Antarctic”.
Come facciamo a mettere su i 96 minuti di durata del film? Quando si ha una sola location Canadese Sudafricana? Tocca davvero inventarsi qualcosa, tipo un altro paio di scienziate piuttosto guardabili come Christie Peruso e Jay Anstey (vi ho già parlato delle scienziate nei film, vero?) e lasciamo che Michael Gross e Jamie Kennedy battibecchino per tutto il tempo, come padre e figlio, in una serie di righe di dialogo in cui la dimensione del proprio mitra è metafora di altro. Oh gente! Questo è, non prendetevela con me, sono solo un testimone!
Un tocco di colore lo portano gli uomini della DARPA, società armata di milizia privata, intenzionata a catturare vivo un Graboide per usarlo come arma da guerra, piano che fa a cazzotti con l’idea di Burt di ammazzare quei vermacci schifosi che a sua detta, non sono certo animaletti di compagnia che si possono addomesticare.
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| Inoltre, mandano ancora in crisi il Freudiano dentro di voi. |
Ma il nostro Burt ha qualche altro problemuccio, tipo che ogni tanto ha strani giramenti di testa e momenti di “Svarione” che Don Michael Paul dirige con abbondante uso del grand’angolo. Primi acciacchi dell’età per Burt? No, qualcosa di peggio, per effetto del giretto all’interno di un Graboide fatto dal nostro cacciatore nel terzo capitolo (che lui, in modalità capitano Achab, descrive come “the belly of the beast”) ora è stato infettato e rischia la vita.
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| Congiuntivite? No, un caso grave di Graboidite. |
L’unico modo per salvarlo è ricavare un antidoto dal sangue di un Graboide e se vi sembra un’idea stupida, ricordatevi che questo piano è stato ideato da tre scienziate che sembrano scappate dal paginone centrale di Playboy, quindi non voglio sentire lamentele, ok?
Il gruppo di umani assediati nella base scientifica, potrebbe essere l’occasione per portare nuovamente in scena un po’ della suspense del primo film, ma Don Michael Paul è un pasticcione della peggio specie che, se non altro, ha il buon gusto di non provare mai, nemmeno per errore, a far finta che anche solo per un secondo, gli sia passato per l’anticamera del cervello La Cosa, un po’ come lo sapesse di essere scarsissimo, quindi non ci prova nemmeno a scherzare con i santi, anzi, con i Maestri. Un punto a suo favore, ma due in meno per il suo film.
“Tremors 6”, quindi, procede con Jamie Kennedy che fa il verso al personaggio di Michael Gross e intanto amoreggia con la bella Tanya van Graan, in un’infilata di dialoghi qualcuno anche divertente nel loro essere rozzo e altri, invece, decisamente tediosi, tipo il tizio che piscia dall’alto del traliccio per attirare i Graboidi, vabbè, se lo potevano risparmiare.
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| Cattura, smaltimento e sbudellamento Graboidi dal 1990. |
Forse il vero (ed unico) contributo all’iconografia di “Tremors” arriva con il personaggio di Valerie McKee, cognome che dovrebbe far suonare almeno un campanello nella testa degli appassionati di questa saga e non aggiungo altro perché vi ho già detto troppo, trattandosi dell’unico guizzo di tutto il film, non proseguo oltre. Devo dire, però, che il personaggio interpretato da Jamie-Lee Money è abbastanza simpatico, con i suoi stivali di pelle di Graboide e se la trovata in stile “Scott Burt of the Antarctic” mi ha fatto molto ridere, l’altra trovata (involontariamente) comica sta nel fatto che Valerie ha una mira infallibile con il suo fucile, peccato che l’attrice Jamie-Lee Money, sia strabica, cioè… Ok, lo so che dovrei parlare di “Strabismo di venere” che è una cosetta che viene considerata anche molto sexy, però cazzarola ragazzi: se avete un’attrice che con un occhio gioca a biliardo e l’altro segna i punti, almeno non fatele fare la parte della super cecchina, dai!
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| «Ecco il punto esatto, qui dove ho messo il dito!», «Quale dei due?» |
I Graboidi in tutto questo? Beh, sono pochini e mostrati ancora meno, non per aumentare la tensione, quanto, più che altro, per l’incapacità di Don Michael Paul ed un budget poverino. L’unico vermone che fa davvero bella mostra di sé, è quello che zompa fuori dal terreno, animato in CGI che, a ben guardarlo, sembra la stessa identica animazione già utilizzata nel quinto capitolo. Bah, sarò sospettoso io, ma qui mi pare tanto: lo Zen è l’arte di tirare su un sesto capitolo con ancora meno soldi.
Gli Ass Blaster si vedono anche meno, in una scena di volo, vengono citati, ma mai mostrati realmente, evidentemente tutti i soldini sono stati usati per realizzare l’unico Graboide fatto con i vecchi trucchi prostetici che sputazza e svomitazza liquami arancioni, da questo punto di vista “Tremors 6” non tira mai via la mano, quando si tratta di budella sparate in aria qui ne abbiamo a volontà!
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| Sai volare fare dei balzi lunghi fuori dalla terra, testa di cazzo!?! |
A tenere ancora una volta su la baracca è lui: Michael Gross che è il primo a divertirsi, uno spasso vederlo alzarsi dal suo letto per far fuori con un solo colpo un Ass Blaster («Dilettanti») e continuare dopo tutti questi anni a darci dentro, ricoperto di budella abbracciato ad un HK91, se dopodomani uscirà un “Tremors 7” state sicuri che lui sarà ancora della partita, perché è vero che per gli eroi dell’immaginario con cui siamo cresciuti sono tempi brutti, ma Burt Gummer è uno dei pochi che ancora non ha smollato il colpo: Uno di noi! Burt Gummer uno di noi! Uno di noooooooi! Burt Gummer uno di nooooooooi!
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| «Avanti! L’ultimo che arriva fa da merenda per i Graboidi!» |














