Questo 2020 è senza pietà, ha costretto noi cinefili a fare i conti con sale vuote e tutti i grandi titoli spostati a data da destinarsi. Molti eroi della settima arte, sostenuti dalle grandi case di produzione, per non registrare un pessimo incasso hanno indietreggiano sperando di avere più fortuna l’anno prossimo, tutti gli eroi, tranne Burt Gummer!
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| Una mia piccola creazione, i meme sono il futuro! |
Nell’anno in cui si festeggiano trent’anni anni dall’uscita del primo Tremors, questo settimo capitolo era inevitabile, anche perché parliamoci chiaro, la sag(r)a dei Graboidi non è mai stata roba da cinema, il capostipite incassò risate al botteghino, venne mandato al macello con una campagna promozionale che non sapeva come venderlo, commedia? Horror? Inoltre uscì in concomitanza con il secondo Die Hard, non aveva speranza. Ma è stato grazie all’allora nascente mercato del videonoleggio a passare da disastro a film di culto. Personalmente faccio parte della generazione che molti film della vita, li ha visti in soggiorno sul televisore di casa, quindi per certi versi “Tremors” è sempre stato un film di cassetta, oppure da streaming come diremmo oggi.
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| Da trent’anni la sag(r)a di Tremors richiede un ottimo allenamento. |
Inutile ripercorrere tutti i capitoli usciti nell’arco di trent’anni, ho già dato con una rubrica dedicata dove troverete tutto, ma poi parliamoci chiaro, quanti siamo ancora a seguire questa sag(r)a? Un manipolo di volenterosi dal cuore puro e i piedi ben piantati nel cinema di genere, se non proprio di serie Z. In questo senso Burt Gummer appartiene al popolo, come Reggie di Phantasm non era il protagonista del primo film ma è diventato il cuore di tutta la serie. Michael Gross che lo interpreta dal 1990 nella vita somiglia molto più al personaggio che interpretava in “Casa Keaton”, il papà Democratico con trascorsi da figlio dei fiori, ma è stato grazie ad un fanatico delle armi come Gummer, se ha portato in tavola pane e companatico negli ultimi tre decenni.
Un ruolo in cui Gross si è sempre divertito un mondo, consapevole che ormai la saga di Tremors è un affare per pochi, quasi una faccenda di famiglia visto il numero ristretto di appassionati. Se seguite l’attore sui vari Socialcosì, già saprete che recentemente ha lanciato la campagna “Vote for Gummer”, alle prossime elezioni americane di novembre e se fossi un elettore Yankee sarei in seria difficoltà, non saprei chi scegliere tra lui ed Elvira, anche lei auto candidata per la presidenza. In ogni caso uno a caso tra Cassandra Peterson e Michael Gross (e rispettivi personaggi) sarebbe sicuramente scelte migliori dell’attuale presidente.
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| Facciamo Elvira prima donna alla Casa Bianca e Burt come suo vice? |
“Tremors – Shrieker island”, settimo tassello di questo mosaico di vermoni e mostri vari è stato annunciato a dicembre dello scorso anno, ma tra post produzione e virus vari è arrivato a noleggio e in streaming qualche giorno fa, non faccio nemmeno finta che non sia così, era il mio film più atteso del 2020 (storia vera). Alcune aggiunte nel cast facevano ben sperare ma ve lo dico subito, esattamente come il sesto capitolo, anche questo film segue l’antico adagio: squadra che vince non si cambia. Non si cambia nemmeno se non vince visto i numeri che muove “Tremors”, ecco perché alla regia è stato confermato per il terzo film di fila Don Michael Paul, meglio noto su queste Bare come Don Michele Paolo, il regista di filmacci che nel tempo libero gestisce un oratorio di provincia.
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| Lanciafiamme, tutto migliora con i lanciafiamme. |
Don Michele Paolo sul set me lo immagino come una sorta di René Ferretti, non so se diriga con un pesce rosso in una boccia ma l’approccio è più o meno lo stesso così come i risultati. Bisogna dirlo, i registi bravi sono fatti diversi da lui, dopo aver esordito come sceneggiatore di Harley Davidson e Marlboro Man, si è costruito una carriera come regista di seguiti direct-to-video di film mediamente famosi, Lake Placid 4, Jarhead 2, l’ultimo Death Race uscito al momento e ovviamente Tremors, di cui ormai è regista titolare. I film di Don Michael Paul ad una prima occhiata, esteticamente sembrano meno pezzenti del vostro classico filmaccio da cassetta, ma di fatto sono ben poca roba che però evidentemente, viene girata nei tempi stabiliti e senza sgarrare di un centesimo sul risicato budget, tutta roba che a chi mette i soldi piace e garantisce sempre nuovo lavoro al regista… Ok ci sono! Don Michael Paul è il Ron Howard dei film di serie Z.
“Tremors – Shrieker island” inizia su un’isola come è facile intuire dal titolo, un locale corre e scappa nella giungla Thailandese dove il film è stato girato, esca bipede per un Graboide che lo insegue non mostrato mentre scava il terreno. Ad aspettarlo alcuni cacciatori con le armi puntate, l’inizio come tutti i film di Don Michael Paul ti fa pensare: «Beh dai non male per un filmetto così», ma poi quando sul più bello il regista stacca per infilare i titoli di testa del film, capisci che i 103 minuti di questo Tremors numero sette, non saranno tutti pesche e crema.
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| Sembra il menù del DVD, invece sono i titoli di testa del film. |
La trama prevede Bill (Richard Brake, attore feticcio di Rob Zombie, che se non altro si gioca bene la sua gran faccia da bastardo) una sorta di biologo? Paleontologo? Geologo? Non si sa. Di lui sappiamo solo che ha pasticciato con il DNA di alcuni Graboidi, che ora tiene in cattività su questa benedetta isola e che è appassionato di caccia, anzi oserei direi del conte Zaroff, visto che il film (almeno negli intenti) è una sorta di La pericolosa partita, però con l’aggiunta di Burt Gummer e dei Graboidi. Andiamo non è fantastico? Dopo aver rifatto una sorta di Mody Dick molto in piccolo, ora anche un classico come “Most Dangerous Game”, fighissimo no? Ecco, dimenticate però che a gestire tutto il parco giochi qui è Don Michele Paolo purtroppo, quindi la pericoloso partita non va oltre il primo tempo.
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| «Quest’anno Robertino Non-Morto non ha girato nessun film per Halloween, quindi avevo un po’ di tempo libero» |
Bill ha portato sull’isola ricconi annoiati, pronti a spendere l’impossibile pur di avere un Graboide impagliato in casa (come faceva il nostro Burt nel secondo film per capirci), a gestire i riccastri la bella Anna (Cassie Clare), quasi un personaggio fotocopia dell’arciera di Tremors 5, ma senza alcun legame con la precedente amazzone, se non un certo feticismo da parte di Don Michele Paolo di mostrare belle figliole in canottiera e shorts armate di arco e frecce. Forse aveva bisogno di allungare un po’ il minutaggio del film con il numero di Guglielmo Tell con cui Anna impressiona i ricconi? Bah diciamo che il motivo è questo e andiamo avanti.
Come ha fatto Bill, con la sua aria da cacciatore di frodo, a modificare geneticamente dei Graboidi non è dato sapersi, questa premessa degna del peggiore dei Jurassic World va accettata senza discussioni nella dottrina di Don Michele Paolo, ma io che ho passato gli ultimi trent’anni con questi personaggi, mi chiedo se sia questo il motivo per cui la trasformazione intermedia, da Graboide a Shrieker, non venga nemmeno citata in questo film, avete presente i famigerati Ass-blaster? Ecco dimenticateli. Don Michael Paul non ha voglia di spiegarci il perché della loro assenza e non ha i soldi per mostrarli, quindi solleva le spalle, guarda l’orologio e cerca di portare a casa la prossima scena, dai dai dai!
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| Il cast del film, che guarda mostri bellissimi che però a noi non faranno mai vedere, perché costano troppo. |
Nella stessa isola dove Bill gioca a fare il conte Zaroff, ci sono un gruppo di… Vulcanologi? Paleontologi? Geologi? Non si sa. Ci sono dei personaggi che vivono all’aria aperta in una zona secondo loro protetta (da chi?) e sanno che sparare ai Graboidi è brutto, quando la loro sacrificabile guida Thailandese viene divorata dagli Shrieker, e uccisa comodamente fuori scena perché Don Michele Paolo non ha tempo, voglia e soldi per raccontarti questi dettagli secondari, Jasmine detta Jas (Caroline Langrishe), la capoccia del gruppo, manda Jimmy (Jon Heder, uno che è stato famoso quindici minuti per il ruolo di Napoleon Dynamite) a chiedere aiuto a Burt Gummer.
Per provare a distrarre tutti dal dettaglio che la trama è un farraginoso pretesto, Don Michele Paolo si sofferma molto su Freddie, che negli intenti è una sorta di Burt Gummer donna e Latina – allora perché avevano bisogno di andare a chiamare il vero Burt Gummer? – ma di fatto è solo un altro modo per Don Michael Paul di mostrare una bella figliola in canotta e shorts, inizio a vedere un disegno in tutto questo. Ad interpretarla è la pettoruta Jackie Cruz, la Flaca di Orange is the new Black.
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| Por un beso de la flaca mi vien la cataratta (quasi-cit.) |
Burt Gummer viene richiamato da un esilio forzato che sembra un po’ la nostra quarantena di marzo e aprile, Infatti sfoggia una barba degna di Tom Hanks in “Castaway” (2000), però richiamato in azione non rinuncia al suo berretto dei Chicago Cubs e ad una battutaccia sul destino infame, anche se lui non lo chiama proprio così, ma utilizza una parola che in Inglese inizia per “B”. Vi do un indizio, non è “banana”.
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| Noi verso marzo o aprile 2020 (Burt uno di noi!) |
Notizie positive! L’odioso figlio di Burt, Travis Welker non compare nel film perché Jamie Kennedy voleva troppi soldi? Perché si sono resi conto dopo soli due film che era insopportabile? Non si sa, una riga di dialogo e scopriamo che è ospite delle galere messicane per una storia di funghetti allucinogeni. In compenso Jasmine di cognome fa Welker ed è la ex di Burt, dettaglio che serve a dare spessore ai personaggi? No, però riempie qualche minuto di film quindi viene gettato anche quello nel minestrone.
Jimmy quindi, il ragazzo che viene spedito a cercare Burt, di fatto è il facente funzione di figlio del protagonista ma senza veri legami di parentela, il che annacqua ancora di più la storia e il finale, ma riporta in scena la dinamica del vecchio Burt alle prese con un altro finto giovane, uno che quando sente parlare della “vista” termica degli Shrieker, pensa subito a Predator e quando si ritrova per le mani una motosega a Evil Dead. Insomma Jimmy è uno di noi, solo molto più anonimo, quindi per certi versi è il protagonista giusto per questo settimo film pensato per portare a casa la pagnotta.
Gli omaggi a Predator non mancano, basta dire che tra gli uomini del cattivissimo Bill, compare anche il solito tipo grosso con la faccia da ex soldato russo armato di Minigun, che però fa rimpiangere molto i vecchi tempi con Bill Duke, perché Don Michele Paolo ha questa capacità di avere tutti gli elementi giusti per le mani, ma di usarli nel modo più sciatto possibile.
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| Vogliamo ricordarlo così, addetto alla grigliata di Graboide. |
Burt Gummer quindi si ritrova su un’isola senza armi ma con alcuni tra Graboidi e Shrieker, l’espediente del vecchio bunker Yankee abbandonato dalla seconda guerra mondiale, se non altro porta in scena un po’ di dinamite, un Machete e alcuni lanciafiamme che fanno subito brillare gli occhi al vecchio Burt, ma purtroppo il fattore Don Michele scorre potente in questo film.
Ogni scena d’azione è diretta da Don Michael Paul a rallentatore, solo che beh, ragazzo mio non sei Sam Peckinpah e anche le scene d’azione sembrano un modo per allungare il minutaggio, inoltre i Graboidi che già si vedevano di sfuggita nel sesto film, qui sono ancora più rari da scorgere. Quando entrano in scena il più delle volte sono solo terreno che si smuove in lontananza e vengono quasi tutti eliminati a colpi di dinamite, mostrando solo una pioggia di budella arancioni. Spero che sia chiaro il concetto, Don Michele non ha tempo, non ha voglia e non ha soldi, infatti anche l’enorme Graboide (descritto come grande come Godzilla) si vede pochissimo, animato in CGI e con una fotografia virata al verde, frutto dei “Flare” lanciati in giro, che fanno sembrare tutto una famigerata scena del Rollerball sbagliato.
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| Spero che almeno sia un omaggio a John McTiernan. |
A tentare di risollevare un po’ le sorti del film ci pensa una scena nelle caverne – buie, così copriamo qualche magagna degli effetti speciali e dall’economica CGI – in cui Burt e Jimmy armati di lanciafiamme e motosega devono vedersela con un paio di Shrieker, ci sono le fiamme, ci sono le budella e il sangue, arriva anche una “frase maschia” di Burt («Chi ha bisogno di armi quando ha l’acciaio della Pennsylvania?»), che però è troppo poco e troppo tardi per risollevare il livello di un film che sembra scritto e diretto come un compitino, ma che chiaramente punta tutto sul suo finale, che malgrado il vostro livello di coinvolgimento con i personaggi, sembra uscito dalla catena di montaggio dei film direct-to-video.
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| Machete Burt Gummer don’t text (quasi-cit.) |
Ora io ve lo dico, “Tremors” ormai è una saga per pochi pazzi, ancora legati a questi personaggi e a questo mostri assurdi che avrebbero mandato in crisi anche Freud, ma se siete qui a leggere probabilmente vuol dire che questa robaccia è la NOSTRA robaccia, quindi ci teniamo, gli vogliamo bene e proprio per questo vi avviso: se avete passato gli ultimi trent’anni a seguire e ad amare questa sag(r)a come ho fatto io, ma non avete ancora visto il film, non proseguite con la lettura, da qui in poi SPOILER!!
Se siete rimasti vuol dire che avete visto il film (o che non ve ne frega nulla), quindi possiamo dirlo “Tremors – Shrieker island” verrà ricordato solo come l’ultimo capitolo delle avventure di Burt Gummer, che ironicamente viene chiamato qui a rifare la scena finale del primo film del 1990, con in più un dito medio di commiato agli eterni nemici striscianti e una lunga sequenza che ti fa pensare: «No sul serio Michael Gross ha deciso che questo sarà il suo ultimo ballo?»
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| Il saluto dei grandi eroi. |
Sono sicuro che fino alla prossima volta lo sarà (Michael Gross intervistato, ha dichiarato di aver girato due versioni della stessa scena), ma per ora “Tremors – Shrieker island” termina come terminava Nightmare 6 – La fine, con tanto di vecchie scene di Burt presa da tutti i film della saga, montate sui titoli di coda per farci capire che il personaggio è arrivato alla fine della corsa. Il che sarebbe logico, Gross galoppa sopra i settant’anni e visto come tira l’aria, magari rischia davvero di finire alla Casa Bianca. Ash ha messo la motosega a terra, Rocky pare aver trovato un sostituto, forse anche Rambo ha trovato pace (ma con Stallone non si sa mai). Potrebbe essere il momento giusto anche per Burt Gummer, quello che è davvero l’ultimo eroe dell’azione. Il rammarico è solo che il suo ultimo ballo sia stato diretto da Don Michael Paul, che realizza i film con lo stesso entusiasmo del dipendente statale il lunedì mattina. Fine degli SPOILER!
Per essere una saga nata come una sorta di Lo Squalo con la sabbia al posto dell’acqua, “Tremors – Shrieker island” non sfrutta per niente l’ambientazione marina dell’isola, i momenti spassosi ci sono ma la sensazione è proprio quella di un film fatto per rispettare un contratto, forse lo ha capito anche Michael Gross che siamo davvero arrivati alla fine di un’era, e non quella pre-Cambriana dei Graboidi. Anche se la fredda macchina del direct-to-video non concederà riposo a nessuno, prima o poi la terra tornerà a tremare, si spera solo che non sia per il ritorno di Don Michael Paul! Per ricordare i vecchi tempi, non perdetevi lo speciale della Bara Volante dedicato a Tremors!
















