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Un polpo alla gola di Zerocalcare: Stand by me (Made in Rebibbia)

La prima cosa
che colpisce del secondo libro di Zerocalcare, dopo l’ottimo La profezia dell’Armadillo, è che Zero abbia fatto un ulteriore passo in avanti
nella sua evoluzione come fumettista, passando da storie brevi con un filo
rosso comune, ad un’unica grande storia (192 pagine) divisa in tre sezioni:
infanzia, adolescenza e maturità…. O adolescenza lunga se preferite.

La storia
inizia come iniziano tutte le grandi avventure (tra maschi): “Scommettiamo?”.
Nella prima
parte Zerocalcare delinea tutti i personaggi di questa sua
versione made in Rebibbia di “Stand by me”.



La parola chiave che fa iniziare tutte le grandi sfide maschili…
Zero e i suoi
amici nel bosco vicino alla loro scuola, il Voltaire, ritrovano un teschio, in
mezzo abbiamo un Bidello inquietante tipico dei film dell’orrore e una maestra
che requisisce i giochi dell’infanzia facendoli scomparire per sempre. Inoltre,
il famigerato polpo del titolo, il senso di colpa eterno che blocca la gola del
protagonista, le emozioni e le voci interiori di Zerocalcare,
impersonate da personaggi presi a piene mani dall’immaginario collettivo: David
Gnomo (e le sue poiane), i tre porcellini, quel culturista crucco di He-Man,
Darth Fener, Che Guevara, Luke Skywalker, Kurt Cobain, Kenshiro, Joe Strummer e
ovviamente mamma Lady Cocca, abbiamo anche un pescegatto che sopperisce al
solito Armadillo, per una volta lasciato fuori dalla storia. Insomma, Zero
pesca a piene mani dalla sua (e dalla nostra) infanzia e adolescenza.



Kurt, Joe e il Che… Adolescenza, ci siamo passati tutti.
La storia vi
farà divertire e ogni tanto vi stringerà la gola, come i tentacoli del polpo,
lo sforzo dell’autore è quello di creare una storia lunga più articolata della
classiche storie auto conclusive alle quali era abituato fino a quel momento della
sua carriera, ci riesce secondo me piuttosto bene, grazie anche ad un paio di
pagine finali che mettono al loro posto tutti gli elementi mancanti.



Con una sola battuta, Zero ha cambiato la percezione di He-Man per sempre.
Questa storia
di formazione riesce ad essere un giallo, capace di coinvolgerti proprio per la
familiarità di molte situazioni e alcune dinamiche, inutile raccontarvi i
passaggi, fate prima a leggerlo, anche perché il modo di fare fumetti di
Zerocalcare si legge liscio e fluido velocemente, divorando le pagine.
Se “Stand by
me” avesse avuto l’accento romanesco e avesse anche fatto ridere, sarebbe stato
“Un polpo alla gola” proprio vero che “Nessuno guarisce dalla propria infanzia”.
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