
Sono sicuro che già lo sapete, non è una notizia passata sottotraccia, ma sta per uscire il quarto film della saga, quindi sapete cosa vuol dire no? È Il momento per il tenente Frank Drebin di prendersi la Bara Volante!
Dopo il successo totale-globale e a tratti intergalattico de L’aereo più pazzo del mondo, il trio di geni noto come ZAZ, Zucker-Abrahams-Zucker, aveva davvero esagerato, il pianeta stava ancora ridendo per le loro trovate e i tre si sono rifugiati sul piccolo schermo, con l’obbiettivo di sbertucciare i telefilm sui poliziotti, quelli sulla falsariga di “M Squad” (1957), da noi noto come “Il tenente Ballinger” con Lee Marvin.
Il risultato prende il titolo di “Police Squad!”, una serie durata una sola stagione, anzi, per la precisione durata solo sei episodi, tutti scanditi dal nostro Frank Drebin, sempre impersonato dal pretoriano di ZAZ, Leslie Nielsen, in ogni puntata il goffo agente di polizia come da sua abitudine, facendo manovra con l’auto colpiva qualcosa, nel primo episodio una sola volta, nel secondo due, nel terzo tre, e via così.

La serie è stata cancellata prima del tempo da ABC, ma su insistenza del pubblico, le repliche sono proseguite per anni, facendo crescere la popolarità dei personaggi e dei loro creatori, che nel frattempo erano volati oltre la cortina di ferro, nuovamente sul grande schermo, per mandare a segno un altro capolavoro della comicità come Top Secret!
Di solito il pubblico che può gustarsi un attore o un personaggio gratis, comodamente sulla tv di casa, difficilmente lo segue anche sul grande schermo, ma sei episodi di “Police Squad!”, anche visti e rivisti a ripetizione, evidentemente non erano abbastanza per placare la voglia di umorismo non-sense del pubblico, ecco perché la Paramount ha concesso il via libera al trio per un film, che fosse al tempo stesso la continuazione della serie tv, ma anche perfettamente seguibile da chiunque non avesse mai visto nemmeno mezza puntata di “Police Squad!”, come abbiamo fatto noi spettatori italiani, visto che il telefilm è rimasto un oggetto misterioso, scongelato solo dopo il successo del film e mandato in onda con l’occhieggiante titolo di “Quelli della pallottola spuntata”. Italiani, il nostro sport nazionale è il salto sul carro del vincitore. In fosbury.

Tra i vari titoli, tutti rigorosamente selezionati per risultare totalmente cretini, viene scelto “The Naked Gun” anzi per la precisione “The Naked Gun: From the Files of Police Squad!”, che è quello che potete leggere sullo schermo se non siete distratti dalla gag (che diventerà ricorrente anche nei seguiti) dell’auto della polizia che a sirena spiegata, si infila in tutti i posti, anche i più improbabili come la doccia dello spogliatoio delle ragazze o le montagne russe.
In un lavoro di adattamento complicato, perché i tanti giochi di parole di ZAZ potrebbero diventare un mal di testa per chiunque, dalle nostre parti il film diventa “Una pallottola spuntata” recuperando una parte del cast originale, oltre al già citato Leslie Nielsen ritroviamo anche Ed Williams, nuovamente nei panni dello scienziato Ted Olson, nel film l’inventore dell’esilarante parete anti graffiti o dei gemelli con dardo narcotizzante, fondamentali nella resa dei conti finale. La parte difficile di scrivere questo post? Non ridere pensando alle diecimila trovate geniali del film!

L’unico altro attore rimasto identico nel passaggio da piccolo a grande schermo è l’altissimo Al, mai inquadrato in viso, perché gli altri sono stati sostituiti quasi tutti, ad esempio Alan North è il capitano Ed Hocken solo nella serie, perché nel film prende il suo posto un attore di peso, la scelta della produzione che, in cerca di qualcuno spendibile, trovò ben disposto il mitico George Kennedy, che ancora si mangiava i gomiti per aver rifiutato di prendersi in giro da solo con “L’aereo più pazzo del mondo”, proprio lui che aveva recitato in “Airport” (1970).

L’altro faccia ultranota che ha contribuito al successo del film è il sostituto di Peter Lupus nei panni dell’agente Nordberg, che al cinema diventa il popolarissimo O.J. Simpson prima di diventare famigerato per i suoi trascorsi personali, perché prima a far piangere la signora Simpson ci pensava solo Frank Drebin, la realtà ha superato la finzione, ma questo è un altro discorso.

La vera difficoltà di scrivere qualcosa su un film incredibilmente amato e popolare? Sempre il solito sgambetto quando si parla di quei geni di ZAZ, si corre il rischio di trasformare il post in una trascrizione delle trovate geniali, che sono così tante perché arrivano una al minuto, senza sosta, da ogni lato, possono essere gag fisiche, trovate splapstick oppure semplicemente non-sense che rendono esilarante anche un dialogo normale (come l’appostamento in auto mangiando caramelline rosse), il film diretto da David Zucker e scritto dai sodali Zucker-Abrahams-Zucker e dal fidato Pat Proft, che qui trova il modo di prendere comunque le distanze dalla sua saga comica di polizia è una pietra miliare, un caposaldo della comicità che qui alla Bara Volante può avere un solo titolo: faccetta buffa un Classido!

Il fatto che sia un film del 1988 si nota perché esistevano ancora le grandi parodie ma anche perché nella sua entrata in scena, il tenente Frank Drebin elimina tutti i più grandi nemici dell’America radunati a Beirut, luogo che lui aveva raggiunto per trovare un po’ di pace (eh!?) e dimenticare la sua ex fidanzata, siamo ancora lì con negli occhi i cazzotti dati in faccia all’Ayatollah (con la sua cresta da Punk segreta) o alla voglia di Michail Gorbačëv cancellata con uno straccetto, che un volo aereo dopo Drebin atterra negli Stati Uniti, prendendosi una conferenza stampa che non era stata organizzata per lui, ma per una vera stella come “Weird Al” Yankovic nella parte di se stesso, gli anni ’80 baby, quelli veri!
Tutto ricorda a Drebin la sua ex fidanzata, compresi i silos lungo al strada, ma avrà presto modo di gettarsi nel lavoro per dimenticare, tutto inizia quando il suo collega, Nordberg (O. J. Simpson) si imbatte in un traffico di eroina e viene colpito a morte dagli sgherri del loschissimo ma potensissimo Ludwing (Ricardo Montalbán nel suo secondo ruolo da cattivo più famoso di sempre, o forse il primo!) anche se a ben guardare, i danni grossi Nordberg se li è fatti da solo, tra mani sulla stufa, faccia nella torta a capitombolo giù dalla nave ti amo. È il nome della nave, non mi sono innamorato di voi!
Le indagini di Drebin proseguono, a patto di avere abbastanza biglietti da venti dollari per rinfrescare la memoria degli informatori, o di incassarli dagli informatori per farsi rinfrescare lui la memoria, non è chiaro, ma è una delle mille scene geniali del film.

Su tutto, per quanto gli americani la trovino una stupida usanza, la visita a Los Angeles della regina Elisabetta (Jeannette Charles) è un passaggio chiave, non solo perché il nostro Frank è coinvolto nella sicurezza della testa coronata, ma perché la trama, passa attraverso il cattivissimo Ludwing, pesca da “Va e uccidi” (1962) di Frankenheimer per arrivare fino alla regina, sicuramente molto interessata a questa usanza dell’ex colonia britannica nota come gioco del Baseball.
In questa riuscitissima parodia di un poliziesco, non può mancare l’esilarante utilizzo della noce narrante del protagonista («… Ed ora dove cavolo mi trovavo!?»), ma ovviamente, un altro topoi classico che non può mancare è la Femme fatale, la bella di turno… Ho detto topoi non topa! Quella è la battuta (ben adattata anche in italiano) del castoro impagliato!

Ovviamente mi riferisco alla moglie del Re in persona, Priscilla Presley nei panni di Jane Spencer, per una decisamente più famosa per la sua vita che per le sue opere, questo personaggio l’ha resa popolarissima, anche perché i film da protagonista al cinema sono stati per lei una manciata, ma tutta la ricordano fare sesso (sicuro) con Frank Drebin, nel film che ha sicuramente impresso Priscilla Presley nella memoria collettiva, ma ancora più di lei, proprio Leslie Nielsen.
I suoi trascorsi da attore drammatico erano ormai rimasti al gate in aeroporto, è bastato un clamoroso volo per far cambiare completamente la percezione del pubblico per l’attore, Frank Drebin era proprio il ruolo “Pop” che serviva a consacrarlo per sempre come maschera comica, che poi era anche un po’ la vera natura di Nielsen, uno sempre pronto allo scherzo, fuori e dentro il set. Leggendario il fatto che l’attore andasse a cena nei ristoranti portandosi il classico palloncini, quello che schiacciato fa rumori inequivocabili di scoreggia, e lo utilizzasse senza nessuna paura (storia vera).

“Una pallottola spuntata” è il suo spettacolo personale, costruito intorno a Leslie Nielsen dagli ZAZ, che prima preparato il terreno (la descrizione dei mille oggetti costosi nell’ufficio di Ludwing) per poi lasciarlo scatenare, nel recupero della penna e nella lotta con il pesce nell’acquario. Se ci pensate il film è tutto così, un fuoco di fila di trovate visive mescolate con righe di dialogo esilaranti («Cubano?», «No, metà olandese e metà irlandese, mio padre era gallese») anche quando si scatena nella trivialità, sono sempre trovate giocosamente idiote, come la prova distrutta con il fuoco, la fuga sul cornicione e le molestie sessuali, in questo ordine, alla popputa e urlante vicina e alla statua. Ribadisco, un fuoco di fila!

Le migliori tra cui scegliere? Non saprei proprio, sono davvero troppe, io personalmente ho un debole per i parcheggi di Drebin, la sua lotta con l’Air-Bag ad esempio è uno spasso, così come l’inseguimento con l’auto della scuola guida, ma scatenatevi nei commenti. Il film dura relativamente poco è rappresenta forse il più amato tra i titoli della produzione firmata da Zucker-Abrahams-Zucker, perché è in grado di irridere non solo i polizieschi, ma spesso anche molte trovate cinematografiche pigre, come il discorso finale del protagonista che può convincere tutti a fare pace, israeliani e palestinesi, cani e postini, tutti.

Alla sua uscita “Una pallottola spuntata” è stato uno schiacciasassi in grado di incassare uno sproperio e malgrado questo, di diventare lo stesso patrimonio dei palinsesti televisivi nostrani, dove era replicato a ripetizione, in combo con gli altri due film della trilogia che sì, se ve lo state chiedendo sono sulla punta del mio mirino, quando faccio una rubrica di ripasso, la faccio per bene!


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