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Una stagione selvaggia di Joe R. Lansdale: Hap e Leonard, i vostri prossimi personaggi preferiti.

Nicolò
Ammaniti sostiene che le persone dovrebbero imparare a leggere solo per poter
finalmente iniziare a leggere i romanzi di Lansdale e le storie di Hap e
Leonard sono il meglio. Il meglio del meglio, del meglio… Ho reso l’idea?

Se non
conoscete Hap e Leonard, mi spiace per voi, ma non disperatevi, a breve i due
esordiranno nella loro serie tv, creata da Jim Mickle, già regista del ottimo Cold in July, tratto proprio da un
romanzo di Big Joe R. Lansdale. In vista di questa serie che sto attendendo
(giusto un filino…) ho deciso di ripercorrere tutti i romanzi di Hap e Leonard,
due personaggi che hanno il potenziale per essere delle icone della cultura
Pop, per una semplice ragione: sono la coppia da “Buddy comedy” definitiva, fanno
ridere come Richard Pryor e Gene Wilder, ma picchiano più duro di Martin Riggs
e Roger Murtaugh.

“Una stagione
selvaggia” è la loro prima avventura, quindi il modo migliore per conoscere
Hap, bianco, malinconico, appassionato di arti marziali, ex Hippy e democratico
nell’approccio e Leonard, nero, repubblicano, ex militare in Vietnam (per due
turni), appassionato anche lui di arti marziali ed omosessuale dichiarato (anche
perché di stare zitto proprio non è capace). Se non volete sapere tutto di una
coppia così, allora scusatemi, non vi conosco e non vi voglio conoscere!



No no, non ho una scimmia grossa come il Texas per la serie su Hap & Leonard, no no…
Sullo stile di
Lansdale non ho più niente da dire, nella sua prosa lo scrittore texano
mescola cultura alta e bassa, infatti nella sua vasta bibliografia, Big Joe
passa senza distinzione dai romanzi ai fumetti, abbracciando i generi più
disparati, grazie ad una tecnica di scrittura micidiale, un misto di racconto
orale e prosa scritta, che si legge con irrisoria scioltezza. Leggere Lansdale
è come stare ad ascoltare qualcuno capace di raccontarti un aneddoto avvincente
mentre sta seduto al bancone del bar.
Big Joe non è
solo un maestro nel descrivere le scene d’azione, tanto che ti pare quasi
di poter assistere ai combattimenti, ma è dotato di un’ironia pungente, inutile
girarci attorno: i dialoghi tra Hap e Leonard sono geniali. Rileggendo questo
“Una stagione selvaggia” ne ho riscoperti alcuni favolosi, come quando un Hap
particolarmente sarcastico si finge affascinato dalle buone idee di Leonard e l’amico
baldanzoso gli risponde: “Stammi vicino, non si sa mai quando potrei dire
qualcosa di saggio”.



La storia
funziona alla grande, perché ripescando (parola adatta visto il “lavoretto” in
cui i due si trovano invischiati) lo spirito degli anni ‘60, Lansdale ha modo
di raccontarci come i due personaggi hanno vissuto quel folle decennio, delineando
così le enormi differenze tra di loro. Proprio dal passato (di Hap per la
precisione) arriva anche la femme fatale Trudy e la sua banda di hippy
idealisti, che Lansdale riesce a dipingere con un talento che levati, ma levati
proprio.

La copertina Americana, appena appena Pulp, giusto un filo…
Se proprio
dovessi trovare un difetto, potrei puntare il dito sulla lunga spiegazione di
Paco, personaggio che ci racconta il suo tormentato passato in un unico
monologo, forse eccessivo per un personaggio comunque secondario, ma si tratta
di un difetto da poco, quando in una storia compare un personaggio con mezza
faccia ustionata, è normale che tutti vogliano sapere cosa gli sia successo, no?
Lansdale è
il mago delle similitudini, nessuno al mondo è in grado di tenergli testa in
questa specialità, ne spara alcune talmente pazzesche da lasciarti steso a
terra, volete qualche esempio?
“Io cercavo di
sembrare simpatico, ma un po’ ottuso, come un cane a una conferenza di fisica
nucleare.” (p. 55)
“Ero annoiato
abbastanza da farmi una sega col pugno avvolto nel filo spinato.” (p. 90)
Cosa volete
dirgli, genio puro!
La storia
scorre via benissimo e Big Joe usa alla grande tutti gli elementi, anche
quelli minori, ad esempio a fine romanzo riporta in auge Switch, il cane di
Leonard e “l’albero di Robin Hood”, entrambi elementi utilizzati alla grande
nella storia, non come semplici Deus ex machina, ma soprattutto, dettagli
perfetti per farci capire il livello di amicizia che c’è tra Hap e Leonard.

Il tutto senza
mai rischiare di cadere nel tranello facile dell’omosessualità latente tipica
di tutte le grandi coppie, tipico di tanti film Western per esempio.
Qui uno dei
due personaggi è gay, ma il rapporto tra loro è chiaro: un’amicizia virile
senza ombra di connotazione sessuale, i due si prendono in giro proprio come
fanno gli amici, anche nei momenti peggiori, come verso la fine del romanzo,
quando si trovano sotto l’albero di Robin Hood, la buttano sul ridere perché
fondamentalmente sono due adorabili cazzoni ed è forse per questo che li trovo
così riusciti, quando si parla di idioti, mi identifico sempre.


Joe R. Lansdale: Scrittore, marzialista, modello di vita.
Ma come se non
bastasse, Lansdale è un mito perché è riuscito a creare un personaggio gay al
100% che non rientra in NESSUNO stereotipo sull’omosessualità: Leonard è duro come
un chiodo da bara, è letteralmente quello che vorresti con te in trincea, solo
che è anche gay. Ora, non vorrei fare inutili predicozzi del tipo che tutti gli
omofobici dovrebbero leggere le storie di Hap e Leonard… Se uno è talmente
idiota da essere omofobico, che si fotta! Non se lo merita di leggere romanzi
cosi fighi come quelli che scrive Lansdale! E che cacchio!
Per quanto
riguarda l’edizione nulla da dire, Einaudi fa un ottimo lavoro, unica eccezione
la seguente frase:
“Forse quando
vedrò i soldi non farò quello che loro si aspettano. Non voglio dire gatto
prima di averlo nel sacco.” (p. 69)
Il popolo di
uno strambo Paese a forma di scarpa ha molta dimestichezza con la celebre frase
di Trapattoni, tanto famosa che persino uno come me che non capisce una fava di
calcio conosce, però sul serio, in fase di traduzione non si poteva trovare
nulla di meno “Italiota”?
In ogni caso,
i romanzi di Hap e Leonard possono essere letti anche da soli in maniera non
consecutiva, però questo è perfetto per iniziare (ci credo è il primo della
serie…), ma soprattutto per cominciare a fare la conoscenza di Joe R. Lansdale
e dei suoi fantastici personaggi. Se vi capiterà di leggerlo non potrete non
amare questo grande scrittore e, allo stesso modo, non potrete non andare giù
di testa per Hap e Leonard, garantito al limone!
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