Home » Recensioni » V/H/S/94 (2021): bentornate VHS!

V/H/S/94 (2021): bentornate VHS!

Non ci posso fare nulla, sono da sempre magneticamente attratto dai film antologici horror, figuriamoci poi se a distanza di anni, quando ormai la macchina da presa ballerina e tutti gli «Oh my God!» tipici del found footage sembrano finiti in soffitta, non torna in voga la saga di “V/H/S”, andiamo non posso perdermi questo regalone di Shudder!

Mi dispiace non aver scritto degli altri tre film, perché alla fine voglio bene a questa saga composta da “V/H/S” (2012), “V/H/S/2” (2013) e ““V/H/S: Viral” (2014), la formula ormai è collaudata, retrò quanto volete ma sempre piuttosto divertente, quatto segmenti, quattro storie tenute insieme da un quinto segmento a fare da cornice, al centro quasi sempre un ritrovamento di vecchie VHS pirata maledette, dal contenuto grondante sangue, per quattro storie del terrore ognuna diretta da un nome noto o in rampa di lancio nel panorama del cinema horror indipendente, ma tutte dirette utilizzando la formula del “found footage”, resa celebre (o famigerata) presso il grande pubblico da The Blair Witch Project in poi. Ok non è andata proprio così, il discorso su questa tecnica sarebbe più ampio e articolato, ma oggi sono in vena di semplificazioni concedetemelo.

L’effetto finto rovinato per ricordare meglio le vecchie VHS.

Ora che i “found footage” sono quasi un ricordo, figuriamoci
il vecchio formato della VHS che tante gioie mi hanno regalato permettendomi di
vedere tanti film. Ad occuparsi del segmento cornice, quello che fa da collante
a tutta la trama di “V/H/S/94” (provate ad indovinare in che anno sono
ambientate tutte le storie? Proprio quello, avete indovinato!) ci pensa
Jennifer Reeder con il suo “Holy Hell”, la storia di un gruppo di
poliziotti della S.W.A.T. che dopo aver fatto irruzione, trovano mucchi di cadaveri e un sacco di VHS imbrattate di sangue, ognuna con al suo interno un
nuovo orrore.

Il primo è “Storm Drain” diretto da Chloe Okuno, che ci
riporta indietro ai telegiornali del 1994, quelli dove i giornalisti dedicavano
servizi a questa novità chiamata Internet, quella cosa strana tutta
interconnessa, che per essere utilizzata teneva occupata la linea telefonica di
casa (altri tempi), per passare poi al servizio del giorno, invece della solita
intervista strappalacrime di “Verissimo”, qualcosa di un po’ meno spaventoso,
il servizio della giornalista Holly Marciano (Anna Hopkins) che si addentra con
un operatore nelle fogne di New York per cercare le tartarughe ninja e
invece trova Splinter
informazioni sulla leggenda urbana del Rat-Man che
non è un fumetto di Leo Ortolani ma un mostro che divora povere vittime, che
pare avere le sembianze di una gigantesca pantegana. Se pensate che faccia
ridere, aspettare di vedere cosa scoprirà la povera Holly la sotto al buio, una
storiella perfetta per la tecnica in soggettiva del “found footage”, con
effetti speciali orgogliosamente analogici e un finale, che mi è quasi sembrato
un mezzo omaggio a L’ululato di Joe Dante,
il che per quello che mi riguarda, non è mai un male, anzi!

“Spilter sei tu? Sapevo che avrei dovuto portare della pizza”

Forse la più cocente delusione è il segmento non dichiarato,
ma anche quello che ha attratto di più la mia attenzione, già perché “The
Veggie Masher” è una gustosa finta pubblicità piazzata in coda al finto
telegiornale della prima VHS del terrore, ma di fatto è davvero solo questa,
una grottesca parodia delle televendite televisive, divertente quanto volete ma fin
troppo breve, avrei preferito vedere un contributo ben più sostanzioso da parte
di quel genietto di Steven Kostanski,
che invece evidentemente ha preferito lasciare spazio ad altri.

Il secondo racconto è l’essenziale “The Empty Wake” di Simon Barrett, veterano dei primi due
“V/H/S” ma anche di Blair Witch (il remake)
che qui firma la storia di una veglia funebre, con le telecamere rimaste accese
per riprendere il funerale, che però diventa una sorta di La notte dei morti viventi in soggettiva (Simon, che complimentone
che ti ho fatto!), per una frazione di film tanto ben fatta quanto statica,
competente, ma comunque l’episodio più debole del lotto.

Lo so, sembra Six Feet Under ma poi si (ri)anima.

Per riprendersi da tanta staticità ci vorrebbe qualcosa di
decisamente più vispo, ed è qui che V/H/S/94 si gioca la carta orientale al
meglio, infatti con ”The Subject” si scatena quell’adorabile pazzo
scriteriato di Timo Tjahjanto, che
non a caso aveva già co-diretto insieme a Gareth Evans (scusate se è poco), il
miglior segmento in assoluto di tutti i film di questa saga, mi riferisco a
“Safe Heaven” contenuto in “V/H/S/2” (2014).

Qui il regista di La notte su di noi, conferma che quel successo non è stato un caso, ma nemmeno
di essere per nostra fortuna, guarito dalla follia cinematografica che lo affligge,
infatti “The Subject” è la cronaca messa su nastro VHS, degli esperimenti di un
“Mad Doctor” indonesiano, che nel suo laboratorio prende a schiaffi la vita
umana e l’etica professionale, creando incubi umanoidi fatti di carne, sangue,
ossa e metallo, come uno che ha appena visto la trilogia di “Tetsuo” di Shin’ya
Tsukamoto, seguito a ruota da “Frankenstein’s Army” (2013), andandoci sotto
bevendo dall’idrante.

“Attenti al matto!” (cit.)

Qui il body horror più spinto si mescola alla tecnica del
found footage che risulta perfetta, quando i soldati faranno irruzione nel covo
del folle dottore, ritrovandosi alle prese con una delle sue creazioni più
letali. Un delirio in soggettiva, strapieno di soldati ammazzati malamente a
favore di macchina da presa, proiettili che volano, sangue a secchiate insomma,
quel matto di Timo che “Timeggia” più timoso che mai, cosa sto dicendo? Non lo
so, so solo che dovreste vedere “V/H/S/94” anche solo per il segmento di Tjahjanto,
garantito al limone!

Ai videogiocatori potrebbe piacere particolarmente.

L’ultima VHS del lotto è “Terror” di Ryan Prows,
la storia di un gruppo di “buoni” americani, tutti bianchi, tutti armati di
fucile mitragliatore come da dettami della costituzione, tutti pronti a
difendere il sacro suolo Yankee da quei senza Dio con gli asciugamani in testa,
ma che comunque se la vedranno brutta contro una creatura nascosta nel loro granaio, una
semplice ma efficacissima storia di mostri, in cui quelli davvero terribili,
hanno la tessera dell’N.R.A.

Insomma, Shudder ha recuperato la saga di “V/H/S”
prendendola per i capelli e giocandosela proprio nel mese con più quantitativo
di film horror in uscita, ovvero ad ottobre. Anche se molti di voi non hanno
mai conosciuto il formato del VHS e magari non rimpiangono quel lungo decennio
di film pieni di macchine da presa ballerine con batteria apparentemente
infinite, vi assicuro che almeno per quel pazzo di Timo, il salto indietro nel
tempo fino al 1994 merita un’occhiata, poi vabbè sono di parte, facessero un altro “V/H/S”
domani mattina, mi ci butterei a pesce, sono malato di antologici horror. Ma dicono sia importante essere consapevole dei proprio problemi no?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Film del Giorno

    World Trade Center (2006): su per le scale, dentro il fuoco

    Il cielo stava cadendo e si macchiò di sangue / Ho sentito che mi chiamavi, ma sei scomparso nella polvere. Su per le scale, dentro il fuoco / Su per [...]
    Vai al Migliore del Giorno
    Categorie
    Recensioni Film Horror I Classidy Monografie Recensioni di Serie Recensioni di Fumetti Recensioni di Libri
    Chi Scrive sulla Bara?
    @2024 La Bara Volante

    Creato con orrore 💀 da contentI Marketing